Week 3 Recap: Cincinnati Bengals @ Baltimore Ravens: Tempo di ricostruzione?

0-3 dopo 3 giornate. La prima volta dalla nascita della franchigia, dal 1996. Quest’anno si festeggia il 20° anniversario, ed è una festa a sorpresa perchè nessuno si immaginava una situazione del genere. Certamente il calendario è forse il più difficile da qualche anno a questa parte, tante trasferte nella costa ovest, squadre molto forti da affrontare, una situazione non facile ma che si conosceva da mesi e per affrontarla forse si sono sottovalutati tanti aspetti, primo fra tutti il comparto ricevitori che mai come oggi appare sottodimensionato in qualità e quantità. Confrontando le “armi” a disposizione di Flacco e di Dalton ci si chiede davvero se il nostro front office abbia davvero operato bene o meno.


Cosa sta succedendo quindi ad Owning Mills? Forse lo potremo capire analizzando la gara.


Dopo l’amara sconfitta ad Oakland ci si aspettava una prova diversa e il riscatto in casa, purtroppo già dall’inizio del primo quarto si sono visti invece gli stessi problemi di inizio stagione o se volete, di preseason: l’attacco che fa fatica a convertire i terzi down, Steve Smith Senior (aka SSS) come unico “target” affidabile per i lanci di Joe Flacco e un gioco di corse asfittico. Le chiamate di Trestman non sono sempre impeccabili anzi. Non si capisce perché sul 3&corto si ostina ad infilare un lancio di 30 e passa yarde sul profondo quando di solito il playbook si apre a mille possibilità. Ad oggi l’addio di Kubiak è il problema principale di quest’attacco insieme alla mancanza di talento vero nel comparto ricevitori. Si perché la prima scelta del draft, Breshad Perriman infortunato dal primo giorno di training camp, non ha ancora visto il campo d’allenamento per non parlare di quello di gioco o gridiron che dir si voglia. Non ci sono novità sul suo possibile ritorno in tempi brevi anzi pare che durante il riscaldamento ieri si sia aggravato il problema al ginocchio.
L’esperimento come secondo ricevitore di Kamar Aiken pare fallito, anche ieri poco incisivo tranne in un paio di occasioni, qualcosa di più si è visto da Marlon Brown ma anche lui ha “droppato” palloni importanti nei momenti decisivi. Quindi ci troviamo con il buon SSS che accumula bel 186 yds e su di lui Joe Flacco lancia per ben 13 volte. Michael Campanaro invece è assente giustificato visto che non viene praticamente mai chiamato in causa da Trestman, tranne che per pochi snap, e non si capisce davvero perchè.

Il comparto TE è andato meglio con Crockett Gilmore davvero in palla nella prima metà di gara, scompare nella seconda metà come spesso gli succede (un altro mistero inspiegabile di questa stagione), ma per fortuna è adeguantamente sostituito dal Tandem di rookie Boyle/Williams del quale sentiremo parlare molto bene (per loro 63 yards totali) in futuro.

Il gioco di corse è invece inesistente, Taliaferro e Forsett evanescenti tutta la gara, 0 yds il primo su 3 tentativi (si ZERO) e 13 il secondo su 10 (media di 1.3!), meglio Buck Allen con un 12/3. Chiaramente è responsabile di questo anche la pessima performance della parte sinistra della linea in modo particolare Zuttah e Osemele: fallosi oltremisura. Wagner a destra soffre ancora tantissimo la pass-rush. Kelechi Osemele è irriconoscibile quest’anno e stranamente essendo in scadenza il contratto da rookie ci si aspetterebbe il massimo per convincere il FO ad investire su di lui.

Nonostante questo Joe Cool riesce in mezzo a mille difficoltà e pur con qualche errore di troppo, vedi l’intercetto quasi telefonato su SSS visto che è l’unico che da affidabilità quando l’ovale scotta (Pacman Jones ha dovuto solo fissarlo per un attimo per capire a chi sarebbe andato l’ovale), ad orchestrare buoni drive e a portare fieno in cascina, abbastanza forse per poter vincere una gara se non fosse che le penalità distruggono le ultime speranze sul drive finale, il “face-mask grabbing” di Osemele trasforma un 4&3 in un 4&18 rendendo impossibile il miracolo. E se non fosse che la difesa si scioglie come neve al primo sole di primavera (si lo so anch’io ho esaurito gli schemi disponibili … ).

Si! La difesa. Quel reparto rinforzato nelle secondarie durante l’offseason, con gli innesti di Kendrick Lewis e Arrington e il recupero di Jimmy Smith e Lardarius Webb, si prende in faccia ben 220 e passa yarde dal solo A.C. Green, credo sia anche questo un record. Per un attimo tutti allo stadio avranno avuto la sensazione che forse ci poteva essere una svolta quando Doom Dumervil riesce procurare un fumble dopo il sack a Dalton, fumble prontamente recuperato da CJ Mosley e riportato in TD. Una visione della difesa ai cui noi fans dei Ravens per tanti anni siamo stati abituati che però svanisce subito nel drive successivo quando le secondarie, passateci il termine, si fanno violentare brutalmente da Dalton, AC. Green&C.

Certo la pass-rush non è quella dello scorso anno, vedi l’infortunio a TSizzle (Terrell Suggs), Babin che era stato preso per provare a limitare i danni ancora non si è visto tra gli 11 di difesa perché “sta ancora assimilando gli schemi” cit. Dan Pees; ma questo non basta a giustificare una debacle di queste proporzioni. Dan Pees dovrebbe spiegare perchè Kendrick Lewis gioca ad uomo sul ricevitore nel ruolo di CB quando ha palesi difficoltà e viene battuto costantemente. Dovrebbe spiegare perché Darien Stewart da noi inefficiente e incostante è rinato a Denver, perchè lo stesso Lewis a Houston era un buon giocatore e qui appare come l’ombra di se stesso. La stessa cosa si può dire di Kyle Arrington che è sempre stato un ottimo slot corner a New England ed invece appare spaesato persino nella sua posizione. I giocatori rendono al di sotto delle loro possibilità e questa ormai è una costante da qualche anno. La linea di difesa ha retto bene limitando abbastanza Giovani Bernard, in particolare Brandon Williams ha avuto un altra “monstre performance” con ben 8 tackle di cui molti con perdita di yards così come il comparto ILB con Mosley (il suo ritorno in TD del fumble procurato da Elvis Dumervil ha ricordato i bei tempi di Ray Lewis) e Daryl Smith (13 tackles in totale).

Per Pees siamo alla resa dei conti, da quattro anni la difesa sta regredendo sia come rendimento che come sviluppo dei rookies. Questa situazione non appare oltremodo accettabile ed è qui che John Harbaugh deve fare quello che non ama per il bene delle squadra: lasciare andare chi con lui ha stretto con lui un rapporto di amicizia.
La stessa cosa è successa con Cam Cameron e il suo rilascio a fine stagione nel 2012 ha portato un SuperBowl. Cam Cameron aveva contribuito alla rinascita dell’attacco, allo sviluppo di Joe Flacco per almeno due anni ma già dal 2010 appariva chiaro che oltre al punto raggiunto non si sarebbe andati e ci sarebbe stato bisogno di un cambio per far crescere il rendimento della parte offensiva del gioco e del QB. Le cose invece si sono trascinate per altri due anni proprio perché Harbaugh non ama “scaricare” gli amici.

Adesso forse è venuto il momento delle decisioni difficili perché è evidente che questa difesa è ad un punto morto del suo sviluppo.

C’è inoltre il preoccupante problema della mancanza di disciplina in campo, ieri ben 13 penalità per 116 yards, una cosa inaccettabile. Insomma per Harbs ci sono tanti problemi da risolvere e ormai il tempo stringe davvero perché mai nessuna squadra è riuscita ad arrivare al Superbowl partendo da uno 0-3, e solo una volta in postseason (i Buffalo Bills per la cronaca).

Giovedì si andrà a Pittsburgh per il Thursday Night Football, gli Steelers orfani di Big Ben non staranno certo a piangersi addosso, e per Baltimore davvero questa appare come l’ultima spiaggia per raddrizzare una stagione che altrimenti si chiuderebbe mestamente già a Settembre, lasciando ai fans la sola consolazione di un draft, per la prima volta dal 2007, con prese da top ten.