Seppelliti dai pellerossa

L’imbarazzante sconfitta in casa dei Redskins chiude un primo e fallimentare quarto di stagione. L’attacco continua a migliorare con il passo del gambero e la difesa, seppure sugli scudi, non può far vincere le partite da sola. Anche nella prima stagione in NFL Kelly esordì con un 1-3, finendo poi per vincere una division livellata verso il basso come quest’anno. Riuscirà a ripetere l’impresa, e soprattutto che differenze ci sono tra le due stagioni?

Per puntare il dito sull’operato Kelly in questo 1/4 di stagione bisogna fare un obbligatorio distinguo. Capire la differenza tra limiti del “modello” Kelly e ciò che non sta funzionando quest’anno.
Partiamo dalla solta gestione roller coaster della partita. In numerose occasioni durante le prime due stagioni la squadra sembrava o spegnersi dopo un gran primo tempo, tirando in modo ingiustificato i remi in barca, o recuperare la partita dopo un primo tempo abulico. Questo limite, che di fatto ci è costato più di una vittoria anche quest’anno, pare fisiologico. Se da una parte è ingiusto puntare il dito sulla cosa, almeno in questo determinato momento storico in quanto difetto perseverato anche dei momenti d’oro, rimane obbligatorio  registrare i pietosi numeri in questione.

In tutte e 4 le prime uscite stagionali l’attacco degli Eagles semplicemente non ha creato nulla per almeno un tempo. In 3 partite nel 1° tempo (Atlanta, Dallas e Washington) e in 1 partita nel 2° tempo (Jets). 60 minuti complessivi in cui gli Eagles hanno raccimolato appena 3 punti e 284 yard totali (2.84 yard a giocata). Purtroppo con un attacco che non gira a dovere non si riescono a segnare sempre una ventina di punti in un tempo e assicurarsi la vittoria come accadeva in passato.

Ma come ricordato anche nel 2013 Kelly partì 1-3 per voi infilare una serie di 7 vittorie in 8 partite e conquistare la division. Quella era una squadra però che, sia con Vick sia con Foles, macinava moltissime yard e con McCoy che correva oltre 100 yard ad allacciata di scarpe. “Bastò” dare una sistemata alla difesa, almeno nel fattore turnovers, per vincere la division. Qui la situazione è paradossalmente ribaltata.

Da punto di vista della situazione di classifica nonostante le pessime prestazioni sono ancora ad una partita dalla vetta della division. C’è da registrare però come siano 0-2 negli scontri diretti in division e 0-3 complessivamente in conference. Il che di fatto li porta a un formale -2 dalla vetta della classifica (infatti anche agganciassero una delle 3 in vetta alla classifica tra 2 giornate infatti saremmo indietro per scontri diretti).

Certo il fatto stesso di fare questi calcoli dopo appena 4 partite è indice della deludente situazione attuale e anche l’ultima uscita non ha dato molte indicazioni positive per il proseguio della stagione. La OL ha continuato con i soliti problemi. L’assenza di Andrew Gardner ci ha messo nelle mani di Dennis Kelly per il ruolo di RG, dopo aver provato Matt Tobin a partita in corso contro i Jets. Ma in generale il reparto è stato troppo brutto per essere vero. Nei due drive che potevano risultare decisivi gli Eagles hanno dovuto giocarsi due 3&medium perchè la OL non è stata in grado di aprire un minimo varco in 2 down successivi e vitali. Ma prendiamo i due sack subiti da Bradford nell’ultimo disperato drive come paradigma di una situazione insostenibile e dove, badate bene, è stato uno dei migliori RT della lega ad essere “uccellato” come un rookie alle prime armi su una semplice pressione del DE, e non i, comunque pessimi, Barbre-Kelly.

Non aiuta la situazione infortuni (ma di certo non sta aiutando le nemmeno le nostre rivali divisionali…). La DL in particolar modo è orfana di Ced Thornton, ha perso in gara in corso il sostituto Brandon Bair ed è stata costretta in quel ultimo maledetto drive difensivo ad una rotazione a soli 4 uomini con Bennie Logan utilizzato anche da DE e Fletcher Cox con i crampi. Se da una parte la difesa Eagles è tornata a mostrarsi inefficace sul medio-lungo e la posizione di shotdown corner ci ha fatto penare con il pessimo Biggers, dall’altra parte gli avversari hanno corso con una continuità a cui la D# Eagles non era abituata a concedere e che ha aiutato a far muovere la catena degli avversari.

Continua a preoccupare la mancanza mentale dei vari Agholor e Matthews ma plauso a Kelly di aver provato a rimetter mano al suo playbook e resuscitare play action e deep ball. Bradford, nonostante una precisione rivedibile, ha mostrato un gran bel braccio e ha mandato in TD gente come Austin, Cooper e Celek con i quali non aveva mostrato fino ad ora nessuna intesa.

Insomma gli Eagles continuano a buttare via W a portata con prestazioni assolutamente rivedibili e altalenanti. C’è già chi chiede la testa di Kelly, errato, e di sicuro molto della stagione degli Eagles passerà in modo quasi definitivo da qui alla bye week.

p.s. : Da un punto di vista meraente statistico gli Eagles hanno, alla luce del record, solamente il 15% di possibilità di acceder ai playoff.

Manuel Tracia