NFL Week 5 TNF Recap: Indianapolis Colts @ Houston Texans

Che peccato! Nel Thursday Night Football di ieri notte i Texans hanno subito l’ennesima sconfitta della stagione contro gli avversari di division, gli Indianapolis Colts, per 27-20. Davvero un’occasione persa per la squadra texana considerando che una vittoria avrebbe riportato in parità la sfida per la testa della AFC South (come avevamo detto). Quello che più dispiace è che per la prima volta in questa stagione si è vista una offense che si può chiamare tale e che ha ferito i Colts con ben 362 yards lanciate, ma che non è riuscita a dare il colpo di grazia alla squadra avversaria. Piuttosto quello che più ha preoccupato in questa partita è stata la difesa, il reparto che rappresentava il punto forte della squadra in passato ha giocato infatti un’altra partita altalenante concedendo troppo agli avversari. Vediamo i Texans di ieri notte reparto per reparto.

-OFFENSE-

QUARTERBACKS

Finirà mai questa soap opera a Houston?
Dopo un’orrenda partita disputata ad Atlanta nel quale è stato sostituito, Ryan Mallett rimane comunque il quarterback titolare nel TNF. Dopo pochissimo arriva, esattamente come contro i Falcons, l’intercetto da parte di Mike Adams (anche se bisogna dire che non tutta la colpa è di Mallett, dato che l’intercetto è arrivato dopo un drop di Arian Foster). I tifosi texani ormai sono abituati a vedere giocare 2 qb ad ogni partita e senza farlo apposta, Mallett dopo un roughing the passer di Sio Moore è costretto ad abbandonare il campo per infortunio, dopo aver completato 7 lanci su 10, 50 yards, 1 intercetto.
E’ di nuovo il momento di Brian Hoyer quindi che, diciamolo, inizia benissimo cercando spesso Hopkins, completando diversi passaggi e portando i Texans ai primi punti della serata. La prestazione di Hoyer continua anche meglio: con una magia (anche con un po’ di fortuna) ad 1 secondo dalla fine del primo half, lancia una bomba da 48 yards in endzone ricevuta dal rookie Jaelen Strong. Inoltre per tutta la partita il qb ex-Cleveland mette più volte in difficoltà la difesa dei Colts, soprattutto con Hopkins e Foster come target principali. Purtroppo rovina una grande prestazione proprio quando mancava solo la ciliegina: a 3 minuti dalla fine, su un 3rd & 2 dalle 39 yards avversarie, Hoyer sotto pressione lancia lungo per evitare il sack, ma la palla finisce nelle mani di Mike Adams che mette a segno il secondo intercetto della serata. Un minimo di concentrazione in più forse sarebbe bastata ma purtroppo è andata così.
Nonostante l’erroraccio nel finale però, Hoyer chiude comunque una più che discreta partita con 24/31 (77% di completi), ben 312 yards, 2 TD e 1 int; ma soprattutto ha finalmente permesso di vedere qualcosa di produttivo e pericoloso in attacco, cosa assai rara quest’anno per l’offense dei Texans.
A questo punto la scelta migliore per la prossima week sarebbe schierare Hoyer titolare, ma nessuno sa cosa passa nella testa di O’Brien.

RUNNINGBACKS

Il running game dei Texans continua a faticare, anche con il ritorno di Foster infatti si è visto qualcosa di più ma in ogni caso non è di certo questo il reparto che ha impensierito la difesa di Indianapolis. Lo stesso Foster, leader di reparto corre per 41 yards in 19 portate, anche se c’è da dire che il ragazzo da Tennessee University sembra non avere pace per quanto riguarda i guai fisici. La sua prestazione infatti è sporcata da un contatto con D’Qwell Jackson che gli provoca un dolore alla spalla che lo costringe ad abbandonare momentaneamente il campo. Nella sideline si vedrà poi tutta la frustrazione del RB che, stanco dei problemi fisici, scaraventa a terra l’intero vassoio di Gatorade (l’azienda ringrazia per la pubblicità extra). In ogni caso, Foster riesce a mettere su una bella partita, soprattutto contribuendo enormemente anche nelle ricezioni; la sua corsa, dopo ricezione, con rottura di ben 2 tackles è spettacolo per gli occhi. Il contributo di Blue e Polk sono poca cosa e il running game texano si ferma a 89 yards complessive.

RECEIVERS / TIGHT ENDS

Anche se la sconfitta è arrivata comunque, il reparto dei ricevitori se ne torna a casa con un ottimo voto. Considerando infatti l’assenza di 2 WRs titolari come Washington e Shorts III, il reparto si porta a casa comunque 362 yards di ricezione, dimostrandosi l’arma più pericolosa dell’attacco texano durante tutta la partita.
Inutile dire che DeAndre Hopkins, sempre più leader dopo l’addio di Andre Johnson, è quello che più fa male ai Colts mettendo su un’altra partita da capogiro con ben 169 yards ricevute (è la terza partita consecutiva con più di 100 yards ricevute per lui).
Insieme a lui, Keith Mumphery e Jaelen Strong (entrambi rookie) aiutano l’attacco texano in momenti fondamentali, e proprio Jaelen Strong riceve solo 2 palle durante la partita (le sue prime in NFL) ma segnando ben 2 TD(!), uno dei quali con un lancio da 48 yards e una coverage di 5 difensori Colts. Bellissimo vedere questo trio in attacco, composto da 2 giocatori classe 1992 ed uno classe 1994.
Ad aiutare questi giovinazzi però c’è anche il buon vecchio Arian Foster, che contribuisce eccome nel passing game texano, con 77 yards ricevute.
I due tight ends Fiedorowicz e Graham ricevono un lancio a testa per un totale di 12 yards in due, ma sappiamo che il playbook offensivo dei Texans non prevede un grande uso dei tigh ends in ricezione.

OFFENSIVE LINE

Una linea che perde i pezzi riesce comunque a dire la sua, per lo meno per quanto riguarda la pass protection. Per gran parte della partita infatti la linea riesce a dare tempo ad Hoyer per ragionare e cercare il target migliore, concedendo tra l’altro un solo sack alla difesa dei Colts. Ogni tanto purtroppo la copertura salta e Hoyer è costretto ad affrettare il tiro, purtroppo in uno di questi casi arriva proprio l’intercetto decisivo, peccato.
Sul run blocking invece sicuramente meno bene la linea d’attacco. Se il running game non brilla infatti non è solo colpa dei runningbacks, e troppo spesso Foster è costretto a correre verso l’esterno perchè la sua linea non riesce a creare varchi nella difesa dei Colts.

-DEFENSE-

FRONT 7

Ancora non convince per niente il reparto considerato ad inizio stagione uno dei più pericolosi della lega. JJ Watt anche in questa partita viene praticamente annullato dalla linea offensiva avversaria che gli pone davanti una double, quando non è una triple coverage; difficile quindi per il prodotto del Wisconsin arrivare a mettere pressione ad Hasselbeck e lo si vede da una flag per roughing the passer che mostra tutta la sua frustrazione. Quello però che non si spiega è come mai nessun altro compagno di reparto riesca a sfruttare la doppia copertura degli avvversari su JJ a proprio vantaggio. Con un giocatore del calibro di Watt in squadra, i compagni dovrebbero trovare più varchi e blizzare sul quarterback sul lato opposto. Tuttavia l’unico che cerca di farlo, e ogni tanto ci riesce anche, è il solo Jadeveon Clowney che mette una discreta pressione sul qb avversario, ma il resto del reparto è un fantasma.
In più Frank Gore corre in faccia al front 7 texano per ben 98 yards, un po’ troppe per “uno dei reparti più pericolosi della lega”, che oltretutto finisce pure la partita con 0 sack su Hasselbeck.
Nota positiva, il rookie McKinney che mette in campo tanta grinta e intelligenza; concentrato e sempre dentro l’azione regala forse la prestazione migliore tra i linebackers di Houston.

SECONDARY

Male, male male. Se il front 7 non riesce a mettere pressione su Hasselbeck, anche le secondarie ci mettono del loro per facilitare le cose all’attacco dei Colts. Kareem Jackson, Jonathan Joseph e Eddie Pleasant fanno fatica ad azzeccarne una; ricevitori Colts lasciati costantemente liberi, marcature troppo spesso perse, brutti primi down concessi e una quantità incredibile di flag. L’esempio perfetto della prestazione del reparto è il drive del terzo touchdown dei Colts, che di fatto ha chiuso la partita e regalato la vittoria ad Indianapolis: su un 3rd down in redzone Rahim Moore intercetta in endzone, peccato però che questo venga annullato da una flag per holding del compagno Pleasant. Primo down per i Colts quindi e tutto da rifare, ma nonostante questo i Texans tengono duro, fino a che non arriva in endzone la seconda flag del drive da parte di Jackson che commette pass interference. Con altri 3 down a disposizione ovviamente i Colts riescono a segnare il TD necessario per finirla proprio con l’ex Andre Johnson che chiuderà con 77 yards ricevute e 2 TD.
Oltre a tutto ciò, nell’ultimo drive della partita, dopo l’intercetto di Hoyer, i Texans hanno tutti e 3 i timeout a disposizione per poter fermare il tempo e i Colts ed avere un’ultima opportunità in attacco, peccato però che arrivati sul 3rd down Jackson commette l’ennesimo errore permettendo la ricezione a Hilton che chiude di fatto la partita.

Altra sconfitta quindi, e sconfitta durissima per i Texans ai fini della classifica della division dato che porta attualmente la squadra texana in fondo alla AFC South. Peccato perchè a differenza della partita contro i Falcons si è visto un match combattuto e che poteva essere portato a casa fino all’ultimo istante, ma soprattutto si è visto finalmente un attacco che ha impensierito la difesa avversaria e che ha messo su numeri importanti. Purtroppo è stata la difesa questa volta a mancare e i Texans non sono riusciti ancora una volta a fare risultato. La cosa più preoccupante e più grave nella prestazione dei texani però è la quantità di flag commesse, sia in attacco che in difesa, che ha regalato ai Colts un totale di 125 yards(!) e che ha contribuito enormemente alla sconfitta della squadra.
Ora i texani hanno una piccola pausa, avendo giocato il TNF, prima della prossima partita contro i Jaguars (altro scontro di division) di week 6. Questa domenica quindi a Houston staranno a guardare come se la caveranno i loro avversari di division, osservando e studiando le squadre rivali, ma purtroppo dovranno osservare dal fondo della classifica.