Patriots 34-27 Colts : recap

L’attesa per questo match durava da 9 mesi, mesi nei quali New England ha provato a festeggiare serenamente il 4 titolo dell’era Kraft, mesi nei quali Indianapolis ha cercato di entrare sotto la pelle dei Patriots col caso che tutti, anche i muri conoscono dei palloni presumibilmente poco meno gonfi della norma.

NFL mondo di vecchie volpi, e questo non era un match come gli altri, lo so io, lo sapete voi, lo sanno tutti e lo sa anche Belichick, che ha ostentato il fatto di affrontarlo come uno dei 16 matches di regular season mentre avrei pagato oro per essere nelle aule dei meetings di questa settimana. Anche i Colts, che dopo il match che li ha visti uscire dai playoffs per mano di Brady e co., hanno rimarcato in alcuni casi, tentando di essere obbiettivi, che quella gara la avrebbero persa e persa male anche si fosse giocata con una palla da tennis, ma è chiaro che, provando a mettersi nei loro panni, quando prendi una batosta simile in diretta nazionale e ti offrono su un piatto d’argento (ti offrono oppure te lo sei cercato in tutti i modi) un alibi del genere, lo cavalchi per più tempo possibile, quasi a distogliere l’attenzione dalle sculacciate prese sul campo.

Ma era altrettanto immaturo ed ingenuo aspettarsi l’ennesimo dominio, perchè coach Pagano nella sua permanenza ai Colts, se c’è una cosa che ha capito è che coi Patriots non può più sbagliare, o almeno prendere imbarcate di dimensioni così colossali, anche perchè ormai il team dovrebbe essere collaudato e perfezionato per vincere, perchè non firmi Frank Gore e Andre Johnson se sei convinto di avere un team in ricostruzione, li firmi solo se sei convinto siano i tasselli che mancano per ambire al titolo. Era impensabile ambire ad un blowout anche per come si affacciavano al match gli ospiti; Nate Solder, left tackle titolare, out for season, con Marcus Cannon a sostituirlo. Una secondaria che in settimana aveva perso per la stagione anche l’esperto Tarell Brown e schierava di fatto solamente 3 cornerbacks di ruolo in Butler, Ryan ed il giovanissimo Coleman, con ancora le assenze pesanti di Stork e LaFell che dovrebbero poter rientrare dalla prossima week.

Uno dei dogmi principali della NFL e di Belichick stesso è che per vincere devi iniziare a non perdere, e a non sconfiggerti da solo; sembra una banalità, una cosa detta così senza molto peso, ma spesso nella semplicità risiedono le verità più pesanti e questo è esattamente il caso. Non fare errori grossolani, non commettere disattenzioni che possano compromettere la gara, è uno degli step principali se si vuole essere un team di successo. Ieri sera su Twitter durante il match ho letto un siparietto molto interessante :un utente ha scritto “sembra quasi che ogni team che affronta i Patriots commetta un errore colossale contro di loro a partita” e una giornalista di NFL.com ha citato il tweet rispondendo : “è proprio così e non è un caso, perchè i coaches avversari cercano sempre di essere più intelligenti e preparati di Belichick e spesso pensano troppo al proprio gameplan”, il cosiddetto overthinking per l’appunto. Il tutto in riferimento alla giocata che ha di fatto troncato le gambe ai Colts ma ci arriveremo, in un recap che oggi vuole essere più una riflessione, una chiacchera piuttosto che una cronaca quarto per quarto.

 

La Partita

 

Che Luck e i suoi partissero carichi a mille lo sapeva anche mia nonna e il primo tempo, concluso 20-21 in favore dei padroni di casa, ha fatto drizzare le antenne a tutti i telespettatori che forse si aspettavano un match già chiuso all’intervallo. Ma come ci sono arrivati i Colts al +1 all’intervallo?

Ci sono arrivati raschiando il fondo di un barile contenente fortuna e trick plays, giocandosi nell’ordine un 4th down che poi li porterà a segnare il primo TD della gara, tentando un onside kick a sorpresa ricoperto dal PatriotJosh Kline e convertendo in pick six una giocata assurda, il primo intercetto della stagione per Brady, dove le responsabilità di Brady stanno a zero; Sul touchdown segnato da Edelman nella prima frazione, il numero 11 si è infortunato ad un dito della mano destra, probabile lussazione, e da quel momento non è stato più lo stesso, infilando una serie di drops sanguinosi. Ebbene, la regola del buon ricevitore dice : 1- prendi la palla 2- se non puoi prendere la palla, fai di tutto perchè non la prenda il difensore. Sono attimi, per carità, sono frazioni di secondo, ma Edelman, nel cercare di raccogliere una slant out di Brady perde il controllo e quasi alza il pallone a favorire l’intercetto, riportato in endzone per poche yards dalla safety Mike Adams. Tutti questi episodi hanno fruttato ai Colts 1 solo punto di vantaggio all’intervallo, a fronte, e non va trascurato, di un tempo di possesso pari a circa 18 minuti contro i soli 9 dei Patriots.

Belichick sorride, anzi no ride letteralmente, quando qualche reporter timidamente prova a chiedergli degli aggiustamenti negli spogliatoi durante l’intervallo, sostenendo che non esistono cose del genere; le mie balle! Mi rimane ancora sconosicuto il motivo per il quale Belichick ripudi in maniera così netta il parlare di aggiustamenti nell’ halftime, è una cosa che odia, lo sa chiunque abbia visto un paio di interviste post gara del coach, ma a mio modesto parere, lui è un maestro proprio in questo. Troppo spesso i Patriots escono dagli spogliatoi con le idee chiare, ricominciando a dominare, per non pensare che l’intervallo serva a lui e al suo staff per affinare gameplan e accorgimenti in vista della ripresa. A testimonianza di tutto ciò, i 21 punti dei Colts che rimarranno tali fino al TD finale in garbage time, dove Luck ha avuto a disposizione circa 3 o 4 possessi nei 3 minuti finali, dove la offense di Brady ha letteralmente smesso di giocare (scelta che non condivido) dando palla a Blount a mo di “se sfonda lui bene se no andiamo di punt” esponendo la nostra falcidiata difesa a troppi minuti sul campo da gioco, e Luck batti che batti che batti alla fine la endzone la trova. Ma i Colts non sono mai sembrati convinti di poterla riprendere, dalla famigerata giocata che starete leggendo, guardando su tutti i portali che trattano di palla ovale.

La situazione è la seguente : 3 quarto inoltrato, New England guida per 27 a 21 e i Colts hanno la palla sulle loro 37 yards e devono giocarsi un 4th e 3 yards; lo special team di Indianapolis opta per una formazione che anche un bambino avrebbe capito fosse assurda, con soli 2 giocatori sullo snap della palla, e i rimanenti 9 completamente sulla destra del campo. Questa giocata è ovviamente fallita per più motivi; non soltanto non c’è stato alcun guadagno anzi, ma la formazione era addirittura illegale, dove dei 9 uomini sulla destra dello snap, nessuno era allineato col pallone. Per usare un termine da giovani d’oggi, un Epic Fail che avrà ripercussioni sul morale dei ragazzi che da lì in poi non si riprenderanno più. Brady ha mosso bene il pallone e la difesa dei Cotls ha giocato sufficientemente bene da impensierirlo, pertanto avrebbero meritato più fiducia, un bel punt profondo e via. Invece, questo ha permesso a Brady di ripartire dalle loro 35 yards e uccidere il match.

Ritorniamo al concetto di prima, la prima regola per vincere è non “auto-battersi”. Da quel momento i seggiolini del Lucas Oil Stadium hanno cominciato a svuotarsi, i canti contro Brady si sono affievoliti fino a cessare, in un silenzio di tomba, coi rimanenti tifosi ad osservare i Patriots, gli odiati Patriots andare sul 5-0 e rimanere imbattuti, per quel che conta. I tifosi dei Colts temevano in un ennesima figuraccia dove Brady avrebbe passrggiato sui cadaveri stesi dalle scorribande di Blount in campo aperto, ma a mio modo di vedere perdere così è anche peggio per Pagano e soci; è peggio eprchè te la sei giocata, sei stato in partita anche guidando a volte, per poi rovinare tutto quasi da soli, e lasciare la strada spianata ai nemici.

 

Articolo tratto dal blog Patriot Reign