Washington Redskins @ New York Jets – recap e considerazioni

Non è il fatto che uno si senta Cassandra nel fare le previsioni. Semplicemente i Redskins sono una squadra facile da analizzare. Perché gioca facile. Ed è facile prendergli, probabilmente, le contromisure. Bisognava essere dei visionari più che dei sognatori, per sperare che il .500 dei Redskins reggesse a lungo. Abbiamo incontrato due squadre più forti e abbiamo perso. Questo è semplice. Ma le considerazioni che possiamo fare ci portano più lontano. Cominciamo dai fatti. La situazione della squadra della capitale era tragica dal punto di vista sanitario, e probabilmente si è approfittato di questo turno dall’esito scontato per far recuperare per bene alcuni infortunati, discorso che vale per Culliver e DeAngelo Hill o Stephen Paea o per Trent Williams e Lichtensteiger. Altra situazione per Reed che è nel protocollo di recupero dalla concussion stabilito dalla NFL e per DeSean Jackson che ancora sente dolore. Diciamo che la scelta del coaching staff può essere condivisibile. Però una domanda sorge spontanea: visto che “King Int” Kirk Cousins, così amato dal nostro Head Coach (ma è l’unico che vede in lui i miglioramenti?), non è stato ancora capace di lanciare due TD in una partita ma è stato tranquillamente capace di farsi intercettare due volte in un match per quattro volte su sei, non sarebbe stato il caso, perso per perso, di provare qualche altro QB dietro il centro?
Tra l’altro permettetemi una divagazione. Personalmente non credo esista, o non dovrebbe esistere, in NFL un Head Coach che permetta succeda a Griffin quello che è successo in preseason. Va bene tutto nello sport ma mettere a rischio la salute di un ragazzo di 25 anni è inammissibile. E dato che credo che difficilmente i giocatori della OL di loro spontanea volontà avessero preso un intendimento del genere, resto sempre più convinto che dietro tutto questo c’è la mano di Gruden. Ed è per questo che lo odio. Non solo non è capace di uscire dal suo piccolissimo campo di seminato dei suoi pochi set conosciuti, non solo conosce il run heavy e non ha mai un piano B, ma ha una gestione pessima del rapporto con i giocatori. E’ evidente che ha deciso di giocarsi il tutto per tutto in questa annata, legato a doppio filo a Cousins ed alle sue sorti, e spero che affondi. E’ sotto gli occhi di tutti che il buon lavoro di selezione di Mc Cloughin negli atleti e nel coaching staff rischia di essere vanificato se, nel tempo, la squadra continuerà ad essere affidata a questo Head Coach ed a questo quarterback.
Detto ciò, come premesso, non era questa la partita adatta a giudicare i progressi o i problemi del team. La Offensive Line si trovava a Left Tackle il Carneade Ty Nsekhe e al centro l’anonimo Josh LeRibeus, condizione ostica per lavorare bene in run blocking ed in pass protection. Un run heavy che non passi le 150 yds è una presa per i fondelli, ed i Redskins hanno superato quel dato solo nelle prime due partite. Niente paura nel puntare tanto sulle corse, se hai un credibile pass game che ti può salvare. Non è solo una questione legata ai giochi alternativi che puoi fare, ma semplicemente alla possibilità di farli. La difesa è una coperta corta, per quasi tutte le squadre della NFL, coprire qualcosa vuol dire fatalmente scoprirne un’altra. Non contro i Redskins. I Defensive Coordinator se ne sono accorti presto. Coprire le corse con assegnazioni asfissianti, non pone grandi rischi sui pass del team, anzi. Washington non ha mai fatto più di un TD su pass a partita, subendo invece, spesso, due intercetti. Se fermi le corse, contro Washington, l’attacco per aria non fa paura, tutt’altro. Se a questo unisci il fatto che il team gioca senza DeSean Jackson dall’inizio del campionato e senza Jordan Reed da un paio di partite, e che in quest’ultima era rimaneggiata in due pilastri la OL, la frittata è fatta. Per contro la difesa, che fino a questa partita ed alla precedente, aveva dimostrato una ottima disposizione contro le corse, è stata traforata per bene. E’ vero, parliamo di Devonta Freeman e Chris Ivory, forse due dei RB più in forma della Lega, ma sembra che i OC abbiano compreso che bloccando bene Terrance Knighton, gli Inside Linebacker, Keenan Robinson e Perry Riley, non hanno attitudine al tackle e quindi le corse centrali diventano spesso produttive, è esemplificativa la incontrastata corsa fino al TD di Fitzpatrick che non è proprio uno dei più noti scrambler. Urge che Perry prenda velocemente le giuste contromisure, se non vogliamo rivedere le difese sulle corse degli anni passati. Lascia un po’ perplesso l’uso poco intensivo di Preston Smith e la poca pass rush del team; persino un onesto lavoratore come il buon Fitzpatrick può fare danni se lasciato dormire in pace in tasca; i Redskins ad hurries sono 17esimi, nella classifica dei sacks 15esimi, nei tackle 21esimi. Essere rimasti con un solo edge rusher d’elite( Karrigan) non aiuta, ma anche i blocchi difensivi non sembrano favorire il suo correre fino al backfield. Se non riesci a far funzionare lo schema della pressione, devi giocarti qualche carta, magari con qualche exotic blitz, altrimenti son dolori. Nelle note positive si vede una secondaria che lotta con un po’ più di capacità e voglia, anche se, quando incontra un sovrastante WR1 come è Brandon Mashall, deve digerire 7-111-1, segno che non possiede, con Culliver fuori, nessun corner da mettere con un certo risultato, in shade (sempre che Culliver poi riesca a fermare i ricevitori d’elite). La squadra è stata capace di forzare tre palle recuperate ed ha trasformato in TD un punt bloccato. Nonostante tutto ciò ha perso “solo”di 14 punti. Una squadra più cinica e guidata meglio, non si sarebbe lasciata sfuggire l’occasione. Ora affrontiamo i Buccaneers in casa. E’ l’occasione per far vedere che qualcosa di buono nel team c’è, oppure vediamo se è il momento di finire, come tanto spesso ci è accaduto negli ultimi anni, nello sprofondo.