Dolphins: The New Way

E’ veramente troppo presto per parlare di “cambio di rotta”, ma di sicuro i Miami Dolphins contro i Titans , col loro nuovo capitano, hanno raddrizzato la nave che Joe “schettino” Philbin stava facendo incagliare.
Il nuovo Head Coach Dan Campbell ha avuto poco tempo per cambiare le molte cose che non andavano bene durante la precedente gestione tecnica: un solo allenamento durante la settimana del bye week e altri 3 o 4 la settimana successiva ed allora, intelligentemente, si è concentrato più che altro sull’aspetto psicologico dei suoi ragazzi che a Nashville hanno confezionato una prestazione di un’intensità che non si vedeva dai tempi di Don Shula.
Il 38-10 finale è in-commentabile visto il dominio, soprattutto fisico (tanto che i Titans si sono addirittura lamentati dicendo che i rivali sono stati “too fisical”) che i Delfini hanno espresso in campo ed allora bisogna concentrarsi più su cosa il nuovo Coach ha fatto per ottenere prestazioni personali e di squadra che nelle prime 4 partite non si erano viste.

1) come già detto ha cambiato la psicologia, il modo di affrontare gli allenamenti che prima vedevano il contatto fisico come parte marginale degli allenamenti e poi ne è diventato parte fondamentale con la reintroduzione degli Oklahoma drills, quasi banditi dalla NFL. Lo scontro fisico 1 vs 1 con i compagni a fare da spettatori ha tirato fuori quelle bestie sopite che erano dentro i giocatori.

2) Ha promosso Darren Rizzi, ST Coach, ad Assistant Head Coach. Rizzi conosce il regolamento come se non meglio dei refs ed è velocissimo nel prendere le decisioni. Una spalla straordinaria per un HC ad Interim che è il più giovane della Lega.

3) Ha dato a Bill Lazor libertà di azione. L’Offensive Coordinator non deve più attendere le direttive del suo capo allenatore, ma ha la facoltà di chiamare qualunque gioco ritenga adatto alla situazione di down, yards, tempo. Il più bel gioco dell’anno, il trick play chiamato statue of liberty, che ha portato al TD su corsa dell’immenso Landry è stata una sua idea, come ammesso da Campbell. Non scordiamoci che Lazor è considerato una mente sopraffina nel football e può anche contare sui consigli di un certo Al Saunders, Coach che non ha bisogno certo di mie presentazioni.
Molto hanno fatto le corse ritrovate di Miller, completamente trasformato che si è avvalso dell’ingreso di Billy Turner a OG Dx e delle Double Tight Formations. Ricordiamo che con Philbin nel Roster iniziale c’erano solo 2 TE, cosa di cui nel forum mi ero personalmente lamentato.
La cosa migliore, per me, è stata quando, recuperata palla sulle proprie 2 grazie ad un INT del solito Grimes, Lazor ha voluto mettere il drive successivo nelle mani di un Tannehill in difficoltà (0 TD – 2 INT fino a quel momento) e il QB ha sia ripagato i Coach conducendo con diversi passes molto precisi la squadra al TD di Cameron, sia ritrovato la fiducia in se stesso, cosa importantissima per il prosieguo della stagione.

4) Ha promosso Anarumo, prima DBs Coach, a Defensive Coordiantor dopo aver licenziato quella sciagura di Coyle che pretendeva che gente come Suh, Wake o Vernon stessero col blocco e in lettura prima di andare a fermare l’azione con i risultati che tutti abbiamo visto.
Anarumo ha semplificato tutto, ha deciso giustamente che quei 3 lì devono “solo” andare nel backfield avversario il più velocemente possibile e mettere pressione al QB o fermare il RB vicino al punto di handoff. Risultato: 7 sacks (4 di Cameron Wake, AFC Defensive Player of the week), INT, 2 FF, diversi pass deflected e tackles for loss.
La Defense si è presentata in Tennessee con soli 10 pacchetti difensivi, roba che nemmeno in High School, ma ha giocato con un’intensità straordinaria non lasciando mai a Mariota e compagni il tempo di pensare.

Domenica Miami riceverà una delle sue bestie nere, quei Texans che la Franchigia del sud della Florida non ha mai battuto partendo spesso da favorita.
Sarà la partita che potrebbe far rimettere la nave nella giusta rotta e Dan Campbell lo sa bene. Ha tenuto alta la concentrazione introducendo altre novità negli allenamenti come per esempio il fatto di poter indossare la maglia nera a quelli che si erano distinti nella seduta precedente. Pare che tutti questi “trucchetti” piacciano molto ai giocatori che, sfidandosi allenamento dopo allenamento, arrivano alla domenica con la giusta tensione agonistica che prima non si vedeva.
La division dei Dolphins è veramente dura (NE 5-0, NYJ 4-1, BUF 3-3, MIA 2-3) e parlare di Playoffs è, ad oggi, impossibile, ma la nuova mentalità che questa organizzazione sta acquisendo con Tannenbaum in società e Campbell ad HC pare essere quella giusta.
Una partita alla volta vedremo se le premesse diventeranno prima promesse e poi realtà.
Sono anni che noi tifosi diciamo che a Miami serve un HC che abbia polso ma nello stesso tempo riesca a capire i giocatori, che si duro ma anche gentile, che riesca a tenere alta la concentrazione senza sforare nello stress a cui le cose senza limite portano, quindi mi chiedo… ma se da qui alla fine farà bene con una squadra nemmeno messa insieme da lui, chi avrà il coraggio di sostituirlo a fine stagione?

Vedremo, probabilmente meglio finire qui i discorsi a lunga gittata e concentrarsi solo sul prossimo avversario.
Per la cronaca ecco il tabellino della partita contro i Titans:

MIAMI 38 – TENNESSEE 10 (10-3; 7-0; 7-7; 14-0)
TOP PASSER

MIA: R. TANNEHILL 266 YDS, 2 TDS
TEN: M. MARIOTA 219 YDS, 1 TDS

TOP RUSHER

MIA: L. MILLER 113 YDS, 1 TDS
TEN: ANDREWS 23 YDS, 0 TDS

TOP RECEIVER

MIA: R. MATTHEWS 85 YDS, 0 TDS
TEN: D. WALKER 97 YDS, 0 TDS

LINK STATS COMPLETE

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