NFL: Considerazioni su week #8

Eccoci a metà del guado. Ormai, si può dire, alcune sentenze sono definitive. Così come non sono avventate alcune considerazioni. Come, ad esempio, il fatto che i Lions e i 49ers è bene che mettano le basi per la prossima stagione. O che i Raiders, con il coach giusto, sono una squadra di tutto rispetto. O che porta male dare per finito un grande quarterback. O addirittura due.

A parte i Patriots e i Broncos, non era la giornata delle squadre a record immacolato: i Bengals rischiano contro gli Steelers, per loro fortuna stranamente asfittici in attacco, i Packers si fanno travolgere e i Panthers salvano il record ai OT.

E’ stata, purtroppo, una settimana segnata dagli infortuni seri, più delle altre. Si sono fatti male Steve Smith Sr., e Le’veon Bell, nella stessa partita, fuori per la stagione. Si è rotto un legamento Reggie Bush, scivolando fuori dal campo su un ritorno, Cameron Wake si è rotto il tendine d’Achille come Smith, ed ha fatto tremare l’incidente a Ricardo Lockette rimasto inanimato a terra per parecchi minuti per un colpo in testa. E’ il football, non dimentichiamolo mai, i fisici di questi incredibili atleti sono portati al loro limite, e, come se non bastasse, devono scontrarsi tra di loro, un po’ come se le F1 dovessero fare le stunt car.

Cos’è successo in giro per al NFL?

Peyton Manning ha dimostrato che il suo braccio non è finito, grandi pass, 21 su 29 con 340 yds ma zero TD e un intercetto; a segno Denver solo con le corse, e la partita la disegna la solita rocciosissima difesa. I New England Patriots hanno dimostrato di che pasta sono fatti, asfaltando gli stimati contender di division, i Dolphins. Diciamo che a Miami hanno ancora qualche pappina da mangiare per fare il braccio di ferro coi grandi. I Bengals hanno dimostrato che non è tutto oro quello che riluce, contro la 20esima difesa della NFL hanno fatto una fatica atroce a vincere e il loro miglior complice è stato il convalescente Big Ben. I Ravens hanno dimostrato che qualche partita la potrebbero anche vincere, ma sarà da vedere come faranno, ora che perdono Steve Smith. I Chargers, i Titans, i Lions e i 49ers sono nella notte più nera. Ma siamo a metà, anche se non la stagione, qualcuno può ancora salvare la faccia.

La prima partita della giornata, Giovedì, ha visto l’ennesimo sigillo stagionale dei Pats. Soprattutto ha mostrato come nella AFC East non ci sono contender. Con il rientro del sorprendente Lewis e con le sue capacità offensive bidimensionali, l’attacco dei Pats trova la sua dimensione ideale, quest’anno. Gronko a 6-113-1, Lewis 6-93-1, Edelman a 7-81-2, fanno permettere all’attacco sul pass di fare praticamente a meno di Amendola e questo dà la misura del potenziale. Bill Belichick ha dimostrato, più volte, che può variare i suoi set in relazione a ciò che ha a disposizione, e quindi, anche se da tempo gioca senza WR1, potrebbe tranquillamente strutturare un attacco con un Calvin Johnson davanti, ma sinceramente, ne varrebbe la pena? I suoi cloni di Wes Welker, con forse il più forte giocatore offensivo della NFL sul pass, danno una serie di opzioni di gioco offensivo di Brady che diventa un nightmare ogni drive, per qualsiasi secondaria della Lega. L’unica cosa che potrebbe spingere BB ad una scelta del genere è il sapore della nuova sfida.

Per chi pensava che il matchup tra i New England Patriots e Miami Dolphins potesse essere combattuto, il risultato è uno shock. Se non fosse stato per un touchdown segnato da Lamar Miller, i Dolphins non toglievano lo zero dalla casella dei punti. Eppure all’inizio la difesa dei Dolphins era riuscita a mettere pressione su Brady, che aveva condotto bene solo il Drive d’apertura. Ma come successo la scorsa partita, dall’intervallo si è suonata un’altra musica. La partita di Miami, per verità, è andata a rotoli già da quando Ryan Tannehill e il suo centro hanno pasticciato uno snap con conseguente safety. La perdita per infortunio del RT JaWuan James ha indebolito la OL che aveva già Branden Albert, LT, nei problemi, ed alla fine il QB ha messo insieme il suo massimo stagionale di cinque sacks e poi ha completato solo 28 su 44 per 300 yards, zero touchdown e due intercetti. In attacco Miami è stata abbandonata dal running game, raccogliendo appena 15 yds, con la difesa dei Pats che non ha avuto problemi a fermare Miller, mentre la difesa dei Dolphins, sia pure arrivando a Brady un paio di volte, ha avuto Suh messo regolarmente in raddoppio, ed alla fine ha subito quattro TD, subendo persino le corse. A chiusura di una disastrosa giornata, si sono riportati indietro Wake rotto per il resto della stagione, e forse questa è la perdita più sanguinosa.

Devo smettere con la birra di Domenica. Oppure qualcuno, scrivendo il numero di pass di Aaron Rodgers ha dimenticato di scrivere un 1 davanti. No? Sono veramente 77? Ok ,quando si è fatto male? Ha giocato la partita intera? Ecco il big match tra Denver Broncos e Green Bay Packers è tutto qui. Un differenziale di 360 yds segna un divario che non è solo tra le difese. Manning ha saputo giocare da Manning finalmente (anche se ha messo zero TD su pass), 24 primi down di cui 15 su pass sono sempre un bel biglietto da visita, ma ha avuto una OL che lo ha messo al riparo dai sacks e dalla pressione che, al contrario, ha dovuto fronteggiare Rodgers. Nessun antidoto studiato è stato valido contro la superaggressiva difesa di Denver e il Quarterback di Green Bay ha messo insieme la sua peggior prestazione in yards guadagnate in una partita completa. Tanta pressione e tre sacks, e inoltre sono stati poca cosa, in una partita così importante, i terminali del pass che sono stati letteralmente soffocati da Aqib Talib e Chris Harris. Da parte della secondaria dei Pakers, già nei problemi, costosa l’uscita di Sam Shields che ha costretto il team ad una zone con un evidente buco al centro. Alla fine ha influenzato anche l’uscita di Matthews dal centro dei linebacker, aprendo varchi in cui hanno galoppato i Back di Denver. Niente di grave per il team di Mike McCarthy, anche se Minnesota , alla fine, è ad una sola lunghezza; Denver, da parte sua, ha dimostrato che può alzare il suo livello di gioco, e questo deve far pensare gli avversari della AFC.

Previsto e successo. Gli Atlanta Falcons sono in difficoltà. Per carità 6-2 sono ancora un ottimo record ma se non vinci con Tampa Bay è difficile che tu possa concorrere per la Division. Non puoi avere Devonta Freeman, Julio Jones (12-162-1), Tamme(10-103-1), Matt Ryan e perdere contro un QB rookie. In casa. Non puoi. Facendo 496 yds e 28 primi down contro 290 e 21.Se non vinci queste partite cosa succederà se arrivi alle partite che contano? Sempre se arrivi. Essere al terzo quarto sotto 20-3 è stata la chiave della sconfitta, anche se alla fine Atlanta ha messo insieme 17 punti per il pareggio. Tre fumble persi nel primo tempo sono troppi da assorbire per chiunque a cui sono da aggiungere 11 penalità per 124 yards. Non sempre riesce il miracolo. Buttando via partite come questa, se Carolina tiene il passo in Division, per la Wild Card tra i Minnesota Vikings (5-2), i St. Louis Rams (4-3), i New Orleans Saints (4-4), Seattle Seahawks (4-4) e forse gli Eagles si rischia di trovare dei contender che possono finire per lasciare la squadra della Georgia fuori dai giochi.

Per i New Orleans Saints e i New York Giants una esortazione: la prossima volta ricordarsi di far scendere in campo le difese. Non per niente sono la 30esima e la 32esima difesa NFL. Se la partita è stata uno spot per il divertimento in NFL, è stata anche una terribile esibizione per i puristi del football. Le due squadre hanno sommato più di 1.000 yarde e più di 60 primi down. Drew Brees ha preso il record di touchdown della NFL con sette nella vittoria per 52-49. Eli Manning ne ha fatti ’appena’ sei. Ma non era NFL. Era Arena Football League. Per avere qualche dato esemplificativo il TE dei Saints Benjamin Watson (!) ha messo insieme 9- 147-1 senza che i Giants trovassero il modo per difendere su di lui. Odell Beckham ( 8-130-3) ha giocato senza copertura. Una grande, divertente partita, ma se queste due squadre vogliono fare un po’ di strada in NFL con queste difese, resteranno amaramente deluse. Urge JPP anche con una mano sola.

Minnesota? Vince. Giocare bene è un’altra cosa ma per il momento questo basta e avanza, in fondo è 5-2 dopo la vittoria per 23 a 20 sui disgraziati Chicago Bears. Sinceramente è difficile stabilire il livello che questa squadra rappresenta. C’è talento, ma c’è anche la sensazione che alla prima vera tempesta la barca si rovescerà. Bridgewater ha strapazzato, con più di 300 yards e due TD Detroit, ma contro l’armata Brancaleone di Fox, c’ è sembrato di rivedere il poco incisivo quarterback di inizio stagione. Ha completato solo 17 su 30 per 187 yards con un touchdown e un intercetto. Niente di che. L’unica nota di talento in attacco (oltre al capolino di Peterson sopra la 100 yds) la suona il rookie Diggs, capace di 6-95-1 mentre i colleghi dell’aria non passano le due ricezioni. Senza un salto di qualità, il grande obiettivo sono i playoff. La cosa peggiore per i Bears nella partita contro i Vikings sarebbe stata la perdita di Matt Forte, ma sembra che se la caverà con un paio di settimane. In realtà, con o senza Forte, i Bears quest’anno sono inguardabili. La difesa concede una media di 28,9 punti a partita, non ha un sistema per fermare le run avversarie e ha permesso 16 touchdowns su pass in appena sette partite. Jay Cutler non è il male di questa squadra, non quest’anno. Ma di sicuro non è la cura, proprio perchè non è il tipo di quarterback che può trascinare avanti una squadra che ha reparti così terribili.

Il mondo è pieno di scettici, e sembra che tutti guardino gli Oakland Raiders. Troppo grigio il passato per vedere il futuro a colori, ma questo team dopo aver regolato i San Diego Chargers con 37 punti, ne ha fatti 34 ad una delle migliori difese della NFL. Carr aveva messo insieme tre TD contro la difesa di San Diego che non brilla, ma ne ha lanciati quattro senza intercetti contro la secondaria dei Jets, e questo comincia ad essere un dato che si fa notare. Due li ha siglati Andre Holmes e uno Michael Crabtree facendo vedere che il giovane quarterback non è Amari Cooper – dipendente. Attualmente Carr ha 14 touchdowns con tre intercetti e l’attacco dei Raiders ha una media di 25.4 punti a partita. Niente male davvero. Anche l’attacco a terra funziona, con il running back Latavius Murray che ha un ottimo 5,7 yards per tentativo fino ad accumulare un totale di 113 yards. A tutto ciò si unisce una difesa che in qualche elemento si dimostra sorprendente, come Charles Woodson, che alla tenera età di 39 anni gioca con l’esuberanza di un ragazzino, avendo già messo insieme cinque intercetti (leader in NFL), o come il DE Denico Autry che con un sacks e due hit e tanta pressione ha guidato la difesa che ha chiuso con tre sacks e sette hit in totale. Se il reparto difensivo continua a giocare a questo livello, i Raiders resteranno contenders per i playoff nella AFC. Prima di incontrare i Broncos, alla 14esima, devono vedersela con gli Steelers, i Vikings, i Lions, i Titans e i Chiefs. Da come usciranno dal lotto di queste cinque partite si potrà finalmente capire quante chance hanno di fare un campionato vincente. E comunque se non sarà quest’anno, ricordiamolo, il futuro è qui. Per i Jets, strano a dirlo, è stato sanguinoso perdere il loro quarterback operaio Ryan Fitzpatrick che ha dovuto lasciare nel primo quarto, per essersi strappato alcuni legamenti del pollice sinistro. Con Geno Smith il reparto offensivo trova un paio di TD su pass, ma perde smalto e continuità finendo per non riuscire a ribattere l’attacco più spumeggiante dei Raiders. Ha ancora un record positivo, in piena corsa per i PO.

I Rams hanno vinto due partite consecutive, con i Browns e i 49ers, e non erano due squadre di prima fascia. Questa è una notizia. Per la squadra di Jeff Fisher battere due squadre da considerare inferiori in settimane consecutive è un successone. Sconfiggendo una sventurata San Francisco, i Rams sono ora 4-3 della stagione e al secondo posto nella NFC West, vivi e vegeti per la wild card. Chi fa la differenza è il back rookie Todd Gurley, che in cinque partite ha 575 yards , con 133 su 20 tentativi Domenica. In più la difesa dei Rams, così stimata nella prima linea, comincia a funzionare, sesta assoluta ma sorprendentemente decima sul pass il che indica un certo equilibrio finalmente trovato. San Francisco? Non è competitiva in NFL, in questo momento. Ha perso le sue ultime due partite con un punteggio combinato di 47 a 9. L’attacco ha 13,3 punti a partita e in difesa sono 28esimi. Ormai sembra assodato che si panchinerà Colin Kaepernick, per Blaine Gabbert. Niente da dire, ma pensare di risolvere i mali del team con una mossa del genere ha il sapore dell’aspirina per curare la tubercolosi. La verità è che la squadra, dal punto di vista tecnico, è stato un disastro assoluto. Lo staff non è mai stato in grado di effettuare gli adeguamenti nella settimana per rendere la squadra più competitiva. Forse cadranno le teste dei coordinatori, anche perché qualcosa il front office dovrà fare, ma l’errore, diciamolo è stato Tomsula. Il cambio dell’allenatore, in questa franchigia, si sta dimostrando sanguinosissimo.

I Seattle Seahawks sono tutt’altro che tornati. Riuscire a battere di un punto, facendone 13, i Dallas Cowboys con il loro quarterback di riserva, pur facendogli fare meno di 100 yards su pass, nonostante tutto, non suona proprio benissimo. Matt Cassel ha dovuto affrontare una difesa piuttosto quadrata, ma ci saranno altri QB a provare se è tornata al livello degli anni scorsi. Wilson si collega abbastanza bene a Graham, e questo fa sperare per il loro futuro, ma mette insieme un solo TD; evento straordinario però, non subisce nemmeno un sack e ciò più per la pochezza della pass rush di Dallas che per la ritrovata forza della OL. Seattle esce da due vittorie consecutive ma contro i 49ers e contro Dallas mortalmente ferita, e contro i Cowboys hanno pur sempre avuto bisogno di un drive vincente negli ultimi minuti di gioco. Questo team avrà bisogno di qualcosa in più, anche da Lynch e dal resto dell’attacco, compresa la linea. Nelle prossime otto arrivano, complicati e decisivi, gli scontri con i Cardinals ( due volte) gli Steelers e i Rams, se si vuole ambire ad entrare ai play off. Alla fine, però, per i conteggi per la wild card, se i Cardinals avanti di due non cedono il passo, rischierà di essere fondamentale lo scontro della 13esima contro i Vikings.

Chi è andato a Londra, ha visto di tutto, certamente, nonché il grande carrozzone della NFL in trasferta, ma non una partita di football. Troppo divario, fin dai primi minuti tra Chiefs e Lions e 45 a 10 la dice lunga su quello che si è visto in campo. I Kansas City Chiefs trovano la terza vittoria della stagione con Alex Smith che si è messo a fare il runner ( anche se su pass ha fatto 145 yds con due TD, di Jeremy Maclin e Travis Kelce) correndone 78 compreso un TD. Alla fine le realizzazioni sono state sei con West, Thomas e Ware a correre in End Zone contro una difesa inerme contro le corse. In difesa ha raccolto sei sacks, con Houston che, con 1,5, tocca i 5,5 di metà stagione, ben lontano dai 22 dell’anno scorso. A proposito, chi guida i sacks quest’anno? Neanche chiedere, JJ Watt naturalmente in condivisione con Chandler Jones con 8,5. Ora Jim Caldwell è a rischio di essere considerato il colpevole di quello che sta succedendo a Detroit. Aveva da affrontare un confronto tra lumicini di coda e sembrava una partita tra due squadre di diversa serie. Stafford non ha una linea che lo fa respirare ( sei sacks e otto hit, con due intercetti subiti , nelle ultime due 13 sacks totali, contro i 9 presi nelle prime sei) il talento di Johnson alle volte è svogliato, e tanti giocatori di livello sono sottotono, per non parlare di una difesa che al poco talento unisce la poca voglia di lottare. Giorni contati per Jim, se escono altre umilianti sconfitte e comunque un biglietto di sola andata alla fine stagione, in ogni caso.

Per gli Steelers (anche per me…) era urgentissimo il rientro di Big Ben. Ci siamo sbagliati. Non è mai stato un giocatore brillante nei suoi rientri, ma stavolta è stato, a tratti, imbarazzante. Pittsburgh non ha passato i 10 punti, né Brown né Bryant hanno toccato le 50 yards, e Roethlisberger ha chiuso con 262 yards su pass per un 28 su 45 ma soprattutto un solo TD e ben tre terribili intercetti. Adesso la città dell’acciaio è a 4-4 e ha davanti per la wild card sia i Jets che i Raiders, che rendono piuttosto tortuoso l’accesso ai playoff, soprattutto ora che perdono per la stagione Le’Veon Bell per la rottura del MCL, affidandosi every-down, a DeAngelo Williams. Situazione complicata per Pitts, anche se non drammatica. Una volta che la difesa aveva fermato la corazzata Cincinnati Bengals, l’attacco, che tante volte si era messo in evidenza, non si è fatto vedere. Per i Bengals una vittoria difficoltosa. Troppo unidimensionale l’attacco, con Hill e Bernard ad assommare 72 yards. Buon per l’attacco che Green è connesso a Dalton e chiude con 11-118-1, altrimenti sarebbero stati dolori.

I Tennessee Titans (1-6) sono niente senza il loro rookie quarterback Marcus Mariota ma questa squadra tenta di mettere le basi per il futuro. C’è tanto lavoro da fare e la strada è lunga ma lui con l’altro rookie, Dorial Green-Beckham sono un inizio su cui lavorare. I Titans Domenica sono stati semplicemente surclassati dai Texans, e il loro attacco non era in campo. Zach Mettenberger ha dimostrato, per l’ennesima volta, che non è un buon quarterback. Tra l’altro ha preso sacks dappertutto , a dimostrazione della scarsa OL e l’unico RB degno di tal nome è Antonio Andrews. Forse emergerà il rookie David Cobb, quando giocherà, ma oggi il backfield del team non esiste. Brian Hoyer, a Houston, continua a giocare più che dignitosamente, anche senza un running game e sfrutta al meglio DeAndre Hopkins che ha vinto i matchups contro i corner. Per assurdo, entrambe queste squadre sono ancora in corsa per vincere la Division. Un pronostico? La vinceranno i Colts, e nessuno dei contender andrà ai Play Off.

I San Diego Chargers sono 2-6, nonostante il loro quarterback. Philip Rivers ha toccato le 301 yards con tre touchdown e nessun intercetto contro i Ravens. Ma hanno perso. Il QB veterano ha accumulato 2.753 passing yards e 18 touchdowns quest’anno. Se terrà questo ritmo, Rivers finirebbe la stagione con 5.506 yards e 36 touchdowns. E con quattro vittorie. Viene da chiedersi cosa sarebbe, quest’anno San Diego senza Rivers. La difesa è terribile, non esiste il gioco sulle corse e la OL ha bisogno di trovare forze nuove. Questa squadra deve fare un completo restyling, ma il QB ha 33 anni, se il front office vuole mettere insieme un team vincente, deve accadere coinvolgendo i prossimi due o massimo tre anni.

Andrew Luck ha un gemello. Una sorta di Mister Hyde che si sostituisce a quello buono. Il primo tempo dei Colts ha visto andare in campo un QB imbarazzante, altro che il futuro della NFL. Target mancati, ricevitori liberi ignorati, due intercetti, 4 su 10 per 37 yards, questo è stato il primo tempo di Luck. Nell’ultimo quarto, a circa 11 minuti dalla fine, i Panthers erano avanti 23 a 6. Da quel momento il quarterback dei Colts, (con qualche aiuto arbitrale) ha cominciato a giocare mettendo insieme due TD e un calcio fino al pareggio. Peccato, per lui, che ha preso il suo terzo intercetto proprio negli OT. E Newton? Chiude con stats poco onorevoli, 16 su 35, 248 yds 2TD e 1 Int, forse non è preciso ma i suo ricevitori avrebbero bisogno di una forchetta. Vabbè pioveva… TY Hilton e Donte Moncrief sono stati praticamente cancellati da Josh Norman e Charles Tillman, ma era un duro giorno per i ricevitori. Colts, Texans, Jaguars e anche, addirittura i Titans sono il lizza per la più disastrata Division della NFL, la AFC South, in cui chi è in testa ha .375. I Panthers? La macchina di Mad Max continua a correre….