Washington Redskins @ New England Patriots; recap

La consapevolezza del proprio livello. Questa è l’unica frase che viene a mente esaminando la partita tra Redskins e Partiots al Gillette Stadium. Il team di Bill Belichick vince la palla, fa un monumentale drive da più di 80 yards, calcia un onside kick recuperando l’ovale, perde il gioco su un fumble di Edelman per riprenderla subito al primo gioco di Cousins( finito a intercetto), fino ad andare a TD sei giochi più tardi. Tutto questo porta a un 14 a 0, in una decina di minuti in cui i Redskins non hanno completato nemmeno un gioco. La partita è già qui. A quel punto i bostoniani sono andati in completo controllo lasciando in pace Gronkowski, che chiuderà con un facile 4-47 e si sono allenati a rimettere in moto La Fell, che ha chiuso con 5-102. Possiamo anche dire che nel gioco hanno pesato i sette drop lasciati dai ricevitori, solitamente più produttivi, o la difficoltà di Cousins di mettere in moto con precisione DeSean Jackson, ma la partita non sarebbe mai stata in bilico. E’ incapace, la squadra della capitale, di sviluppare un running game decente, questa Domenica 37 yards a terra, evidentemente tanata dopo le prime partite, quando i team avversari hanno capito come leggere le scelte in linea, e si è visto anche in questa gara come i Linebacker avversari erano prontissimi al run stopping quando veniva chiamata la corsa. E’ oltremodo incapace di contrastare le corse avversarie,( i Pats hanno corso per 161 yds, e Le Garrette Blount ha raccolto un 29-129-1) che escludono Knighton, quando presente, dalle corsie ed approfittano della avversione al tackle dei linebacker e della difesa tutta. In più la secondaria, sia pur mostrando cenni di miglioramento, continua a soffrire tantissimo nello slot ed a concedere qualche big play assolutamente inopportuno. La pass rush infine resta uno schema difensivo assolutamente inesistente, con l’incapacità di creare un’aggressiva pressione e, quando si incontrano giocatori come Brady, viene tarpata anche la possibilità di praticare il blitz.
Per restare con i piedi per terra è bene ricordare che due delle tre vittorie dei Redskins sono avvenute con gli ultimi giochi e che il team non ha praticamente mai giocato in pieno controllo di una partita. La consapevolezza del proprio livello. La ricostruzione di questa squadra, è inutile ripeterlo, passa da un Head Coach che sappia fare il suo lavoro, che non proclami un team offensivo sul run heavy e che non arrivi mai alle 80 yards corse , pur avendo Morris e Jones, e che non riesca a strutturare piani difensivi minimamente credibili, e soprattutto che non si intestardisca con un quarterback che ha ormai mostrato quale livello di gioco può dare. Grouden e Cousins sono due perdenti, per quanto possano con il tempo migliorare, difficilmente usciranno da questa condizione, costringendovi anche il team. Una cosa è certa: quando si gioca a mille la concentrazione è massima, quando si pensa che tutto ciò che si fa sia inutile, non riescono neppure le cose semplici. Si droppano i pass. Si perdono i tackle. Non si è reattivi su un onside kick. Si gioca male. E purtroppo è così che giocano i Redskins. E non si tratta di Patriots o qualche altro. Si tratta di segnali di un lento sfilacciamento della squadra. A mezza bocca i giocatori dicono che in difesa non si tengono le assegnazioni, o non si copre chi si dovrebbe coprire. Questa è l’iniziale anarchia in cui il giocatore è convinto che fa il meglio per la squadra se fa di testa sua. E’ il segnale della mancanza di fiducia nel coaching. Ed è l’inizio della fine di un reparto. Se qualcuno crede che il problema siano i drop, basta pensare che Redskins e Patriots sono sullo stesso numero: 15. Domenica Brady ha fatto 26 su 39, 299 yards, 2 TD, 1 INT e Cousins 22 su 40, 217 yards, 1 TD, 1 INT. Neanche tanto differenti nelle stats, su due pianeti diversi quando sono in campo. Come detto non sono certo queste le partite che Washington può tentare di vincere, molto meglio la squadra si concentri sullo scontro di Domenica con i Saints, che sono già sufficienti per metterci in seria difficoltà.