Week 9: Chicago Bears @ San Diego Chargers Recap

Buone notizie dalla spedizione dei Bears in terra californiana: se non per l’intera partita, almeno per il risultato finale.
Come da copione, sul terreno del Qualcomm Stadium si affrontano due squadre raffazzonate e poco calibrate, falcidiate dagli infortuni e desiderose di trovare prima di tutto un football sensato e poi, forse, una vittoria.
Questo Monday Night, di fatto, non resterà a lungo nella memoria degli appassionati se non per alcune fiammate personali degne di nota.

La partita si apre secondo copione: San Diego soffre la mancanza di Keenan Allen e il gioco areo di Philip Rivers appare subito ridimensionato; poco abituati a correre, i Chargers fanno più fatica di quanto avessero preventivato a guadagnare yard contro una difesa che appare spaesata e poco concentrata come al solito.
Prima che finisca il primo quarto, comunque, Rivers manda Danny Woodhead in TD con un lancio di 14 yards mentre Chicago non riesce nemmeno ad arrivare in zona Field Goal.
Il secondo periodo vede invece, dopo soli cinque minuti, il primo “attesissimo” intercetto di Cutler che, cercando Alshon Jeffery, trova le mani del CB Jason Verrett il quale, dopo aver abilmente anticipato il WR avversario, riporta la palla fino alla End Zone avversaria: pick-6 e Chicago sotto di 13 (missed PAT).
Sul drive successivo, Cutler sfrutta soprattutto la carta Jeremy Langford grazie al quale arriva sulla linea di una yard in poco più di tre minuti; da quella posizione il QB dei Bears pesca il solito Martellus Bennett tutto solo in End Zone e gli consegna la palla del 13-7 (PAT di Gould).
Prima di andare negli spogliatoi, Rivers riesce a ricondurre i suoi nel territorio avversario fino alle trenta yard, limite da cui il Kicker Lambo può aggiungere tre ulteriori punti al tabellone.

Al rientro dall’Half Time, le due franchigie sembrano aver lasciato negli spogliatoi quel poco di buono che avevano messo in campo nella prima metà della gara e i quindici minuti di football successivi non fanno registrare alcuna segnatura; il momentaneo stallo, ovviamente, è da attribuire alla pochezza dei due attacchi piuttosto che ad una ritrovata solidità dei reparti difensivi.
Rivers, più che dimezzato nelle sue statistiche dall’assenza di Allen, spera che la sorte del quarto quarto sia simile a quella del precedente mentre Chicago decide che per l’ennesima volta dovrà farsi valere nel finale; ecco che quindi la difesa dei Bears torna in campo ricordandosi come si gioca, mettendo pressione al QB avversario e ingabbiando quasi tutti i suoi giochi, dalle corse ai lanci. Da questa situazione Rivers non tirerà fuori che soli tre punti, figli di un altro Field Goal di Lambo.
Dall’altra parte, invece, si accendono i motori e Jay Cutler decide che forse, stasera, può fare per davvero il quarterback e inizia a pescare un po’ tutti con dei lanci millimetrici, dal semi infortunato Jeffery a Bennett, dal redivivo TE Zach Miller al tutto fare Langford, oggi in versione Matt Forte 2.0 e deciso a fare più da jolly che da running back.
E’ infatti del giovane rookie RB il primo TD dell’ultimo periodo, scaturito da una corsa da una yard e figlio anche di una sua ottima ricezione a inizio drive.
Sempre grazie alle sue corse e ad un paio di magie di Jeffery (che si fa perdonare la leggerezza commessa sul primo INT), i Bears arrivano sulle 25 di San Diego dalle quali Cutler pesca (nel bel mezzo di una QB hurry) il tight end ex Seahawks Zach Miller che riceve un missile terra-terra con una mano e cade in End Zone per il TD del sorpasso. 20-19.
Non contento, l’HC degli Orsi John Fox rischia il tutto per tutto lasciando in campo l’attacco per la conversione da due.
Langford riceve l’hand off da Cutler e corre nel mezzo fino alla End Zone, 22-19.
Poco altro succede sul terreno del Qualcomm se non che Rivers, a secco di ricevitori, è costretto a giocarsi il tutto per tutto con un Hail Mary Pass che per poco non finisce nelle mani della secondaria di Chicago: incompleto e partita finita, i Bears trionfano inaspettatamente.
Partita quindi concentrata in un ultimo quarto scoppiettante dove Chicago è sembrata un’altra squadra.
Da segnalare soprattutto l’ascesa di entrambi i reparti con un Cutler completamente diverso da quello visto nei primi due periodi che alla fine chiude 27/40 per 345 yards, 2 TD e 1 INT e sorpassa Sid Luckman nella classifica all-time di TD pass per i Chicago Bears, diventando il leader di franchigia.
Importante anche la gara di Jeremy Langford che, alla sua prima partita da starter, non fa assolutamente rimpiangere il suo titolare (un certo Matt Forte) dimostrando ottime doti di corridore ma anche di ricevitore; il rookie chiuderà con 72 yard corse in 18 portate e 1 TD, a cui vanno aggiunte 70 yard ricevute e una conversione da due completata.
Nell’attacco Navy & Orange bene anche Jeffery che rimedia all’intercetto del primo quarto con un paio di prese da cineteca così come è da filmino dei ricordi anche la One Hand Catch del TE Zach Miller, ottima alternativa al sempre presente Bennett.
In difesa assistiamo ad una brutta prestazione per tre quarti gara, seguita da un periodo finale fatto di grande pressione dove arriva al sack perfino Lamarr Houston.

Per quanto riguarda i padroni di casa, male Philip Rivers, gambizzato dalla mancanza di Keenan Allen, che chiuderà 26/42 per 280 yard e un solo TD, così come male vanno anche le corse con Woodhed e Gordon che, assieme, corrono meno yard di Langford da solo (64 yard in due).
Insomma, come preventivato niente fuochi d’artificio e festoni per questo Monday Night che non ha offerto che un paio di Big Play d’antologia come risarcimento per un’ora di football piuttosto deludente.