Jaguars Week #10: Le spinte del Cosmo

I Jaguars quest’anno sono un’ottima squadra, nel perdere le partite almeno. La cosa non è nemmeno una novità se non nel fatto che ora almeno arrivano a giocarsele fino alla fine, cosa che nelle ultime stagioni raramente succedeva. Le sconfitte di Indianapolis, Tampa Bay e New York arrivate in maniera rocambolesca con un mare di opportunità sprecate ed errori nei momenti decisivi. Dai field goal falliti da Jason Myers contro i Colts, il turn over di Bernard Pierce contro i Buccaneers e quello di Nick Marshall contro i Jets conditi dai soliti immancabili intercetti nei momenti salienti da parte di Blake Bortles. Nella trasferta di Londra contro Buffalo soltanto un pass interference inesistente fischiata contro la difesa di Bills ha evitato una sconfitta che avrebbe avuto del clamoroso anche per i Jaguars visto come si era messa la partita nel primo tempo.

Eppure, nonostante il misero record di due vittorie e 6 sconfitte rimediato in questa prima parte di stagione, gli uomini di un sempre più criticato coach Gus Bradley atterravano in quello di Baltimora con ancora delle residue speranze di qualificazione ai play off. Se il calendario affrontato dai Jaguars nelle prime otto gare stagionali poteva essere definito abbordabile (nonostante le gare contro le uniche due squadre imbattute della lega), quello della seconda parte della stagione si potrebbe tranquillamente definire imbarazzante. Le gare da recuperare per raggiungere la post season non sono molte considerando anche la penuria delle rivali divisionali e l’infortunio di Andrew Luck.

Quello che attendeva domenica la squadra della Florida era, probabilmente, il test più probante d’affrontare da qui fino alla fine della stagione regolare. I Ravens, infatti, sono una squadra ben migliore di quello che il loro record negativo suggerirebbe. Le sette sconfitte fin qui accumulate dalla squadra del Maryland sono arrivate con un scarto totale di 32 punti. Insomma, che domenica al M&T Bank Stadium sarebbe andata in scena una gara tra due squadre abilissime nel trovare sempre nuovi modi nel perdere partite era risaputo a tutti e soltanto la “migliore” l’avrebbe spuntata. I Ravens infatti non deludono il pubblico di casa perdendo quattro palloni e confezionando nove penalità per ben 121 yards. I Jaguars però sono un osso duro da lascia vincere e rispondono con un intercetto, un FG fallito da 26 yards e la ciliegina di un punt ritornato in end zone da Nick Marshall annullato da una penalità.

La gara tra due delle tre squadre più masochiste della lega (mai dimenticarsi a tal riguardo dei Browns) non aveva di certo disatteso le aspettative. I titoli di coda stavano già scorrendo con la panchina dei Ravens in campo a festeggiare la vittoria di misura consacrata dal sack di Elvis Dumrevil su Blake Bortles a metà campo col cronometro sullo zero. Ecco però spuntare la temutissima flag gialla a penalizzare una vistosa face mask proprio di Dumrevil su Bortles che concedeva un’ultima possibilità da sprecare ai Jaguars. Già, perché al fatto che il peggior kicker della lega potesse segnare da 53 yards ci credevano in pochi, sopratutto dalla Florida. Ma come detto, questa gara non poteva avere una fine pronosticabile, e Myers calcia in maniera esemplare per dare la vittoria ai suoi.

A confermare che gli astri (o almeno gli arbriti) si sono schierati per portare Jacksonville ai play off lo conferma la notizia che la gara di domenica si sarebbe dovuta concludere con una false start a tempo scaduto che avrebbe sancito la 14esima sconfitta esterna consecutiva per i giaguari. L’ultima gioa per i Jaguars lontano da Jacksonville risaliva infatti a dicembre 2013 quando sbancarono Cleveland (guarda caso) guidati da Chad Henne. La sfida tra la volontà del cosmo e il gusto per la sconfitta dei Jaguars non è ancora conclusa, a presto una nuovapuntata.