Lions preview week 14: Saint Louis blues…

Allora, sperando di esserci ripresi dall’ennesimo scherzo da Lions che abbiamo subito giovedì scorso, è il caso di rimetterci in carreggiata e affrontare con animo leggero la trasferta di domenica prossima a St. Louis.

Anche perché se non c’è più niente in ballo dal punto di vista del tifoso, mentre per i giocatori e gli allenatori il discorso è ben diverso visto che una conferma o il ruolo futuro nella squadra potrebbero essere decisi in queste ultime quattro settimane.

Ma presentiamo subito i prossimi avversari

I Saint Louis Rams.

(Nota preventiva: non so perché ma pur essendo gli arieti, mi viene sempre da parlare delle Rams al femminile. Vedrò di stare attento ma se vedete femminili in giro, non fateci troppo caso. Colpa mia.)

I Rams sono una squadra che da molti anni appare sempre sulla via di avere l’anno buono (si, anche più dei Lions) ma che per, un motivo o per l’altro, non è mai riuscita a concretizzare le promesse.

Magari St. Louis ha avuto delle prestazioni strepitose contro gli squadroni ma seguite sempre da crolli inspiegabili a stretto giro.

Insomma, una squadra continuamente discontinua, se mi passa l’orrido gioco di parole.

I motivi sono sicuramente molteplici ma spesso la squadra è stata descritta come “a quarterback away” dall’essere un contender vero e proprio.

Per risolvere l’annoso problema, i Rams han deciso di girare Sam Bradford alle Eagles in cambio del giovane Nick Foles. In più, hanno preso al primo giro del draft il talentuoso Todd Gurley per rinforzare ulteriormente l’attacco.

Ma, se Gurley ha superato le già molto alte aspettative in lui riposte, Foles, dopo una partenza così così, si è involuto in maniera tristemente sorprendente per i più, compreso il sottoscritto che lo considerava molto sottovalutato.

Il gioco del QB ex-Philadelphia è stato giudicato così insufficiente da panchinarlo per Case Keenum, che forse i più attenti ricorderanno per una modesta (come gioco e come durata) striscia di partite un paio d’anni fa per i Texans.

Malgrado un concussion gestita tremendamente male dall’HC Jeff Fisher e da tutto lo staff, Keenum tornerà a guidare le Rams questa domenica. Su di lui, poco da dire se non che sembra un tipico QB di sistema, capace di generare grandi numeri nella NCAA ma non di esprimersi decentemente tra i Pro (penso possa consolarsi pensando che gli è andata meglio di Kellen Moore).

Senza un gioco di lanci degno di questo nome, St. Louis fa molto affidamento sul già citato Gurley e sul duttile WR Tavon Austin, spesso usato in varie posizioni sul campo ma con risultati non molto esaltanti, visto che nelle ultime due partite hanno messo a segno 10 punti complessivi.

Proprio per questo, l’OC Frank Cignetti ha perso il posto ed è stato sostituito da Rob Boras. Da notare che già quattro squadre, han cambiato il coordinatore offensivo e che tre su quattro di queste han vinto la partita successiva.

Ricordate la quarta?

Bravi: I Lions prima di KC a Londra.

(E speriamo domenica di essere in compagnia in questa esperienza).

Venendo all’altro lato della palla, i Rams mettono in mostra una delle linee difensive più impressionanti della lega capitanata da quell’Aaron Donald a cui i Lions preferirono Eric Ebron allo scorso draft e che, ora, tutti dicono sarebbe stata la scelta migliore per Detroit. Ah, il senno di poi!

Vecchia conoscenza per i tifosi Lions è, invece, Nick Farley, approdato quest’anno in quel del Missouri dopo alcuni anni altalenanti nel Michigan. Il buon Nick si è ritagliato un ruolo nella rotazione e non ha acredini nei confronti dei Lions, anzi ha espresso nostalgia dei suoi vecchi tifosi (lacrimuccia) e ha ancora contatti con diversi dei suoi ex-compagni, grazie anche al suo carattere particolarmente affabile. A tal proposito, Stafford ha dichiarato “Mi piaceva Nick quando era qui, è sempre stato un tipo piacevole. Spero solo di non vederlo troppo [questa domenica]”

Un’ultima nota: i Rams sono uno dei tre Team che progetta di trasferirsi a L.A. il prossimo anno (gli altri sono i Raiders e i Chargers). Visto che i posti sono al massimo due, qualcuno resterà a bocca asciutta ma, in ogni caso, questa situazione non aiuta la tranquillità della squadra e nemmeno ad aver un grosso fattore campo.

I Lions

Stavolta sarò breve anche perchè ho finito il Maalox e non posso commentare le dichiarazioni di Caldwell e compagnia. Se proprio volete, prendete un vecchio articolo a caso, tanto il tono non è cambiato per tutto l’anno (“Ogni partita è differente”, “Guardiamo avanti”, altri luoghi comuni).

In ogni caso, la squadra è sana (tutti i giocatori si sono allenati negli ultimi giorni), tutti giurano che il passaggio dell’Ave Maria di giovedì è alle spalle e va tutto bene (magari…).

Ora, onestamente, non credevo che i Lions avrebbero raggiunto i playoff. Ci speravo ma non ci credevo. Tuttavia c’è modo e modo per perdere quella partita su cinque e scegliere di perdere (perché questo è successo ) una partita è il sistema peggiore e una reazione farebbe piacere in particolare visto lo stato pessimo dell’attacco Rams ma vedremo domenica…

I dati

Domenica 13 all’Edward James Dome di St. Louis si affrontano i Detroit Lions (4-8) e i St. Louis Rams (4-8).

L’attacco Rams (secondo le statistiche NFL) è il 31° della lega (i Lions 20°) eanche la difesa è dietro (ma solo di un capellino): Rams 18°, Lions 17°.

Pronostico

Come detto sopra, tutto pare indicare una vittoria dei Lions che magari vorranno togliersi un po’ di amaro in bocca. Quindi non posso astenermi dal dire:

Lions 20 – Rams 13

(Anche se in realtà, quasi preferirei di perdere stavolta: miglior posizione al draft e meno possibilità di ritrovarmi Caldwell nel 2016. Sorry, coach).

-Emanuele – I soliti Lions –