Patriots 20-26 Jets : recap

Feste indigeste

Arriva la week sedici ed arriva anche la terza sconfitta, quella che molti si aspettavano, la più prevedibile, se non altro per quanto di buono mostrato dai Jets nel primo appuntamento andato in onda a Foxboro in questa stagione, che aveva fatto presagire un ritorno al MetLife stadium proibitivo, e lo è stato ancora di più perchè tutte le assenze innumerevoli iniziano davvero a pesare da qualche settimana. Basta concentrarsi sul fatto che dopo un apartenza incredibile con un record di 10-0, nelle ultime 6 partite il parziale è di 3-3, sconfitte arrivate tutte contro avversari non certo di prima fascia, o meglio, i Broncos lo sono anche ma era l’esordio di Osweiler. D’accordo, i Broncos hanno avuto molta fortuna per gli errori dei Pats, d’accordo che agli Eagles è girato tutto bene e a noi tutto male, e d’accordo che avessimo scelto di ricevere il pallone contro i Jets magari avremmo vinto, e se magari fosse andato sempre tutto per il verso giusto saremmo 15-0.

Ma non è così, ci sono gli avversari che meritano rispetto, e che giocano sempre alla morte contro i campioni in carica ancora di più quando questi sono rivali divisionali; c’è la sfortuna, quella che hanno tutti, e c’è la sfiga nera, quella nostra quest’anno. Anche nella gara di ieri, dove ci presentavamo senza il duo di safeties titolare Chung – McCourty (e chi ha visto il match ha capito una volta di più quanto siano fondamentali), e senza Amendola ed Edelman, assenze preventive per recuperare i due ricevitori al 100%.

Ma partiamo un secondo dal finale di gara di ieri, perchè molti se lo chiedono ancora e preme precisare cosa successe. Per tutta la partita i Pats hanno avuto un atteggiamento molto rinunciatario in attacco, ve lo ricordo portandovi alla mente come con 1 minuto abbondante e palla in mano a fine primo tempo abbiano mandato alla morte White a metà campo per poi far terminare il clock senza usare i timeouts ed andare a riposo sotto di 7 punti, senza cercare almeno il field goal; stessa cosa sul finale di gara, dove dopo aver pareggiato il match e aver fermato i Jets, con circa 50 secondi rimasti sul clock han deciso di sprecare l’ultimo timeout prima del punt dei Jets, e sul successivo calcio, non schierarono nessuno in ricezione ma tutti sulla linea per provare a bloccare il calcio, per poi inginocchiarsi ed accettare l’overtime senza lottare. Sottolineare tutto questo è importante per capire come ieri la palla nelle mani di Brady non la si volesse dare volentieri. Arrivati al lancio della monetina i Patriots vincono ma “inspiegabilmente” decidono di calciare, stupendo tutti perchè ricordiamo che con un TD si chiude la gara. Il povero Slater, ce poi ha anche avuto da ridire con l’arbitro, è stato scherzato da chiunque sul web per il solo motivo di aver fatto quello che il coach gli aveva chiesto, ovvero decidere in caso di vittoria al coin toss di calciare il pallone. Lo stesso Slater ai microfoni dei media dice : “ Anche io mi sono stupito, ho chiesto a Belichick conferma 3 o 4 volte ma era sicuro” , e anche il coach ha dichiarato “ho scelto di calciare, Matthew ha fatto il suo dovere, mi sentivo che fosse la cosa più giusta”.

Adesso che è chiarito il misfatto, possiamo argomentare finchè vogliamo se fosse una scelta giusta o sbagliata, a priori o a posteriori, ma nessuno ha la sfera e legge il futuro, avremmo potuto ricevere, come avrebbe fatto il 99% della lega, e magari mettere in scena un attacco orrendo senza spunti (come avvenuto per molti tratti della gara) e dare palla a loro in una posizione di campo ancora più favorevole di quelle 20 yards che sono state concesse invece con un kick off. Io sto dalla parte di chi è nella lega da 20 anni e ha vinto 4 anelli, credo che a mente fredda sia una valida soluzione fidarsi del coach, anche se sarò onesto, con Brady io all’overtime decido di ricevere sempre, ma io scrivo un blog personale autogestito, lui è il migliore coach della NFL, in attività e forse di sempre.

Feste indigeste, perchè alcune tra le bigs che si affacciano ai prossimi playoffs hanno perso partite insidiose ma non impossibili, come Carolina che perdono la chance di perfect season contro gli anonimi Falcons, o i Seahawks che si arrendono ai Rams, Pittsburgh che cede contro i rivali di Baltimore o i Packers demoliti, masticati, asfaltati da quella che a mio avviso è la pretendente al titolo numero 1, i Cardinals.

La partita

Di chi mancava al fischio d’inizio ne abbiamo parlato, ma naturalmente dovevano esserci altri infortuni; durante il match è costretto ad uscire Vollmer, che giocava come left tackle titolare, il ruolo che sarebbe di Solder, per lui c’è ottimismo che sia qualcosa di minore, ma ieri è stato portato via dal cart e dichiarato “OUT” immediatamente dal team, facendo presagire il peggio. Al suo posto è entrato Waddle, ex Lions con noi da circa una settimana, che ha fatto anche un discreto lavoro considerando che i Jets sono una delle linee difensive migliori del campionato, ma poi è stato costretto ad uscire anche lui per un infortunio alla spalla. Waddle rimarrà a bordo campo cercando di rientrare, e questo fa presagire un suo recupero veloce, anche perchè non sono chiari i tempi di recupero di un altro lineman, Kline.

In attacco le assenze hanno pesato in maniera chiara da subito, con Bolden e Martin chiamati agli straordinari fin dalle prime battute. Proprio la prova di Brandon Bolden, incensato come go to guy in questo periodo di difficoltà, è molto buona; le sue corse gli sono valse poco, 9 portate per 30 yards, ma è la sua prova in ricezione che mi ha colpito dove mette a referto 30 yards con 5 palloni ricevuti, e dimostra di poter essere polivalente all’interno del nostro sistema offensivo. Riceve 7 palloni per 68 yards Martin che funge da controfigura di Edelman/Amendola, preciso sui ritorni da kick off e abile nel liberarsi sul corto yardaggio per completi brevi funzionando da coperta di Linus per Brady. White ormai è saldamente integrato nel gameplan, ed è suo il touchdown che porta al pareggio sul finale, dove un chiaro mismatch con il linebacker Harris lo libera per ricevere indisturbato ed entrare in endzone. Dal punto di vista difensivo è mancata la solita pressione sul QB avversario che normalmente riusciamo a portare, ed è un peccato se consideriamo che su una delle uniche volte che abbiamo colpito Fitzpatrick, questo ha portato ad una segnatura, dopo che Sheard ha colpito il quarterback facendogli perdere l’ovale, riportato in meta da Jamie Collins. Per quanto riguarda la secondaria stavolta non ci siamo; nel primo tempo i lanci avversari sono stati imprecisi e fuori target, e questo ha fatto apparire la offense dei Jets peggiore di quanto fosse in realtà, ma le safeties titolari sono mancate troppo e il duo Harmon-Richards ha trovato troppe difficoltà nelle coperture, con Harmon che si fa battere da pollo sul secondo TD di giornata di Marshall. Proprio Marshall è autore di una gara ottima, 2 segnature con 8 catches e 115 yards a referto, se solitamente diciamo che i Patriots vanno battuti con tutto l’organico per la loro abilità di cancellare le tue prime opzioni, stavolta non è successo, ma tenderei a puntare il dito contro due fattori principali : 1- la offense è sempre stata in campo troppo poco e la difesa ha dovuto fare i turni extra e 2- se la linea difensiva non porta pressione il QB ha tempo di analizzare lo schema in evoluzione e scegliere l’opzione migliore, e in NFL qualsiasi QB di qualsiasi squadra, senza pressione diventa un QB non dico infallibile ma molto pericoloso. A testimonianza di tutto questo i numeri di Fitzpatrick, che suonano come campanello d’allarme : 26 su 41 che di per se non sarebbe nemmeno male, ma ben 296 yards conquistate e 3 touchdowns, tra cui quello che chiuderà le danze su Decker, marcato malamente da Butler.

L’intercetto lanciato da Brady (su Revis) ad inizio ripresa, dopo che i Pats avevano imbastito un ottimo drive offensivo, ha secondo me uccio la partita spostando tutto il momentum dalla parte dei padroni di casa, ed in generale l’atteggiamento conservativo e rinunciatario che abbiamo avuto per tutto il match mi ha sempre fatto pensare che avremmo perso, anche se va chiaramente tenuto presente che con un team non dico al completo ma con almeno 4 o 5 titolari in più in campo la solfa cambia.

Articolo tratto dal blog PATRIOT REIGN