Lions week 17: Finendo in bene…

Nella preview avevo chiesto una vittoria per sostanziare le parole di supporto dei giocatori a Caldwell & Co. e loro, non certo per me quanto perché ero in un bel coro, l’hanno fatto.

Quindi 7-9 dopo aver iniziato 1-7 con un paio di decisive chiamate dubbie che, tanto, vanno tutte contro i Lions così, per abitudine delle zebre. Ma, insomma, il turnaround si vede anche se non è servito a molto se non a peggiorare la posizione al draft, avere un calendario più tosto l’anno prossimo e, magari, dimostrare che forse non è il caso di buttare il bambino con l’acqua sporca ma vediamo…

La cronaca.

Il primo tempo inizia bene: i Lions ricevono e mostrano subito che non hanno intenzione di gingillarsi, CJ è subito coinvolto nell’attacco, Ameer corricchia e, insomma, in meno di cinque minuti Tim Wright riceve da 9 iarde per un TD in cui i Bears applicano una delle pagine più conosciute del playbook Lions, il famigerato “cover zero” in cui si lascia il bersaglio completamente solo, in modo che non abbia inutili distrazioni mentre cerca di effettuare la presa.

Bello vedere che anche Vic Fangio conosca e abbia voluto omaggiare questa seminale difesa.

Entra in attacco la squadra di allenamento dei Bears più Jay Cutler e Matt Forte che, poracci, pensano che non potrà finire bene.

Invece la difesa Lions vuole dimostrare tutto il suo attaccamento a Teryl Austin giocando malissimo, in modo da scongiurare il suo trasferimento a Cleveland in qualità di HC[1] e in quasi sette minuti i Bears bussano alle porte dell’end zone.

A questo punto, Cutler lancia in endzone per Meredith[2] che viene anticipato da Lawson. Caso vuole che lì in giro ci sia, in ritardo di due passi come al solito, James Ihedigbo che praticamente si trova il pallone in mano.

Intercetto (in cui Jay c’entra quando il due di cuori quando briscola è quadri).

Un paio di tre e fuori dopo, i Lions sembrano ingranare ma il promettente drive stalla in zona di Field Goal. Entra Matt Prater che dalle 54 non riesce a centrare i pali nel vento della città ventosa per eccellenza.

Un altro drive di Detroit termina con una mancata conversione sul 4 e 3 sulle 35 di Chicago dando ai Bears una nuova possibilità con 39 secondi sul cronometro e, un sack e un incompleto dopo, Cutler prova a connettersi con l’affidabile TE Mariani ma Ziggy Ansah gli mette la manina sul braccio sporcando il passaggio e Tahir Withead aumenta il suo valore di mercato nell’imminente free agency allungandosi per un secondo intercetto (anche stavolta dare la colpa a Cutler vuol dire solo non aver visto la partita ma tant’è, qualcuno lo farà).

Il drive successivo Lions è un clinic di quello che non devi fare partendo dalle 38 avversarie con 29 secondi e con il cronometro fermo sul secondo netto deve entrare ancora Prater per un FG dalle 59 iarde a Chicago, nel vento.

E lo segna.

59 iarde, nuovo record di franchigia spodestando un certo Jason Hanson. Scusate se è poco.[3]

Si va al riposo sul 10 a niente come dicono gli americani e si rientra con i Lions che si scordano di esser usciti dagli spogliatoi.

La difesa che concede in meno di 15 minuti un FG a Robbie Gould e un TD bomba di Cutler per Joushua Bellamy[4] e la situazione è in parità.

Ma c’è qualcuno che sente sempre la partita con Chicago e purtroppo per i Bears quel qualcuno son Calvin Johnson e Matthew Stafford.
Nel drive successivo, CJ si prende il primo down come sa fare lui, Stafford corre per un secondo primo down poi i due si connettono per TD un 36 iarde con Megatron che si allunga fino in endzone come sa fare lui mentre il sottoscritto canticchia “meno male che Calvin c’è” sull’aria di un noto motivetto.

Ma anche Cutler non ci sta “Sto avendo una bella annata, mica voglio finirla così” borbotta (o qualcosa di simile) e anche Matt Forte (che probabilmente non calcherà più l’erba del Soldier Field se non come avversario) non è felice della situazione.
Complice una difesa Lions presa ancora dallo spirito natalizio, Cutler macina e Stephen Tulloch non solo si perde completamente Forte ma placca pure Ngata che gli stava per mettere le mani addosso consentendogli un bel TD dalle 23. No, realmente: non voleva che TA andasse via, non c’è altra spiegazione.

Ancora parità.

Il drive seguente CJ si riposa un po’ ma Stafford continua ad avere tanti piccoli amici con cui giocare: Theo Riddick, Ameer Adbullag, il FB Michael Burton ed Eric Ebron, che riceve un passaggio dalla una iarda per il 24-17 Lions con 8 minuti da giocare.

Il drive successivo dei Bears si ferma sulle 16 iarde con un sack di Haloti Ngata e un incompleto. Robbie Gould centra il calcio successivo dalle 34. 24-20 cinque minuti sull’orologio.

“Cinque minuti ci si possono magnare, l’han già fatto” penso ma non è così. I Lions non raccattano una iarda e devono ridare palla ai Bears con un paio di minuti sul cronometro.

Tre tentativi dopo, però, la storia si ripete: Ansah entra nel backfield a porgere i suoi saluti a Cutler che sta lanciando, la palla viene sporcata e Glover Quin è lesto a prendersela sotto braccio per una passeggiata romantica andando a festeggiare degnamente la sua centesima partita consecutiva.

Terzo intercetto (incolpevole) della partita.

Game. Set. Match.

See ya next season!

Numeri a caso.

  • Stafford: 298 iarde, 3 TD, zero intercetti, 28/39 completi (70%). Accipippola!

  • La striscia vincente di Detroit contro Chicago si allunga a sei vittorie ed è la striscia più lunga della storia della franchigia. Questo fa anche capire che razza di record complessivo abbiano i Lions.

  • Dopo l’infortunio di Ola nel primo tempo, i Lions han praticamente smesso di correre il che testimonia quel che si sapeva sulla linea offensiva, impressione confermata dai quattro sack subiti da Stafford post infortunio.

  • Questa è stata la prima partita della stagione in cui Cutler ha lanciato intercetti multipli. Non erano colpa ma tant’è: è passato da 8 a 11 in 60′.

  • Viceversa, il numero 9 si sta rifiutando categoricamente di lanciare un pick. Credo sia la terza partita pulita per Stafford.

  • Reparto record: I Lions raggiungono altre cinque squadre nella storia con tre giocatori con 80+ ricezioni. Per la precisione Tate (90), Johnson (88) e Riddick (80). Theo Riddick mette anche il record per il maggior numero di passaggi ricevuti da un RB nella storia dei Lions.

  • Il box score e le higlights

Commento

Iniziamo con un avvertimento: non fatemi arrabbiare o potrei parlar bene di voi! Il povero Cutler è stato vittima della mia involontaria gufata e s’è ritrovato con tre intercetti sul groppone che, per quanto non colpa sua, han cambiato la dinamica della partita in tutti i casi.

Detto questo, al netto da tutte le considerazioni di draft pick, vedere la squadra che reagisce con un 6-2 e termina a due chiamate dubbie di distanza dai play-off non può che strappare un mesto sorriso.

E ad uno sweep nella NFC North, non si dice mai di no (che poi potevano esser due ma vedi sopra).

Sicuramente sarà un off season lungo e complesso che è già iniziato con la ricerca del nuovo GM (già sono in programma alcune interviste, vi terrò informati ASAP) e con la probabile partenza di Teryl Austin come Head Coach altrove, tuttavia quello che sembrava un disastro si è stemperato in un più modesto per quanto spiacevole disappunto.

Una sensazione che, forse, abbiamo vissuto anche troppo spesso, assieme al pensiero che forse l’anno prossimo sarà la volta buona.

Un altro anno da soliti Lions? Forse no. Costruire sul 6-2 finale e soprattutto sullo Stafford calmo e deciso del finale si può. Alcuni talenti come Riddick o AA o Slay ci sono e ci saranno anche il prossimo anno. La difesa riavrà Levy.

Ogni anno è un po’ differente, dice Caldwell. Ogni partita è differente.

Vedremo l’anno prossimo e prima durante tutta l’off season.

Io sarò qui in ogni caso e voi?

GOLIONS!

-Emanuele-

[^1]: effettivamente un pensiero carino. Non augurerei al mio peggior nemico di fare l’HC a Cleveland anche se va detto che non è una pena che dura a lungo. Chiedere a Shumur, Chud e Pettine per conferma.
[^2]: Come chi? Non lo conoscete? Bè, manco io fino a domenica.
[^3]: Matt Prater Lion a vita e processo di beatificazione immediata!
[^4]: vedi nota numero due. Credo con Cutler si siano presentati negli spogliatoi.