Preview: Steelers @ BENGALS

Ed eccoci qua, i tanto attesi playoff. Potremmo dare mille statistiche: i Bengals ci sono arrivati per la quinta volta consecutiva, la sesta negli ultimi sette anni, la settimana nell’era Marvin Lewis, ma… tutte sconfitte, non vincono una partita da post-season dal ’91…

Come avevo discusso qui, nell’articolo pre-stagione, raggiungere i playoff era l’obiettivo minimo di quest’anno con il roster e la situazione contratti attuale, ovviamente salvo grossi imprevisti. Dal punto di vista infortuni, fino alla week 12, l’unica perdita importante è stata quella di Darqueze Dennard, il quarto CB in depth chart, poi è arrivato il problema Dalton a rimescolare le carte, altrimenti il raggiungimento addirittura del seed 1 sarebbe stato tutt’altro che fuori portata. Ma tutto ciò al momento non conta più nulla, non contano le sconfitte degli anni scorsi, o le previsioni astrologiche o da fattucchiera che dir si voglia secondo cui non possiamo vincere una partita al di fuori della regular season, conta solo il fatto che la partita si giocherà 11 contro 11 (o meglio 46 contro 46), con i coach che dovranno prendere le decisioni, il pubblico che dovrà rendere la vita difficile a Big Ben e al più la pioggia (quasi sicuramente) ad aggiungere un tocco in più di imprevedibilità.

La fantomatica prova di maturità di cui parlavamo 5 mesi fa è arrivata, gli Steelers sono forse gli avversari peggiori, ma poco importa, abbiamo il roster per battere chiunque, e negli scorsi 4 mesi l’abbiamo dimostrato, ma abbiamo anche il fardello di essere la squadra che può perdere con tutti “quando il gioco si fa duro”. Nelle ultime partite gli Steelers hanno faticato con squadre di livello più basso, dopo aver vinto con Denver e Cincinnati, ma sono abbastanza sicuro che arriveranno preparati e concentrati al punto giusto e starà a noi vincere o perdere. Già perché reputo il nostro roster sicuramente superiore, anche con l’assenza di Dalton, mentre nel confrontare i coaching staff mi sorge qualche dubbio di più, nonostante entrambi i coordinatori abbiano, a quanto pare, riscosso molto successo, e faranno colloqui per posti di capo allenatore (esattamente come due anni fa Gruden e Zimmer). I miei dubbi rimangono, soprattutto su Jackson, il suo approccio conservativo non è per nulla adatto ad un avversario come Pittsburgh, che può segnare tanti punti in pochissimo tempo, le carte da giocare con il ritorno di Eifert sono al completo, starà a lui usare un gameplan in grado di avanzare la catena, meglio di come è stato fatto in alcune occasioni quest’anno.

Big Ben lo conosciamo, sappiamo di cosa è capace, ma negli ultimi due incontri la difesa nero-arancio lo ha ben limitato, l’unico TD lanciato è stato in situazione di goalline per Antonio Brown, mentre più volte i nostri DB sono riusciti a mettere a segno intercetti, in particolare Reggie Nelson sembra avere un feeling particolare con il QB nativo dell’Ohio. Sarà da tenere d’occhio anche Heath Miller, che anche nell’ultimo incontro ha dimostrato a sua volta di avere un ottimo feeling con le secondarie Bengals. Mettere pressione a Big Ben sarà fondamentale, sappiamo che in quel caso non è raro che lanci intercetti, mentre se lo si lascia tranquillo in tasca i danni sono assicurati. Un vantaggio in più da questo punto di vista potrà essere l’assenza di DeAngelo Williams, che quest’anno è riuscito a correre anche contro la nostra più che buona difesa contro le corse.

Forse vi sorprenderà ma non vedo McCarron così decisivo per il risultato finale. Nell’incontro precedente ha commesso tre errori, causati anche dal fatto che fosse stato buttato nella mischia così all’improvviso, ma sono figli soprattutto del fatto che James Harrison abbia messo in difficoltà seria Andrew Whitworth, colpendo una volta il QB e causando un holding che poi ha portato all’altro intercetto, ma nelle partite successive non ha sbagliato praticamente nulla. Quindi più di McCarron reputo fondamentale in primis la protezione della linea, in modo che metta a segno i lanci che ha già dimostrato di saper fare contro DB ben più forti, in secondo luogo il gioco di corsa che dovrà riscattarsi dall’annata deludente, in particolare Jeremy Hill, la cui efficacia aumenterebbe di una dimensione l’attacco, permettendo di utilizzare Giovani Bernard in ricezione.

In una partita così incerta e tesa sarà di vitale importanza vincere la battaglia dei turnover per non dare all’attacco di Pittsburgh un’eccessiva inerzia, ovviamente chiudere i terzi down (ma questo vale in ogni partita) e soprattutto non commettere le solite stupide penalità offensive inutili, conseguenza delle bislacche formazioni schierate da Jackson. In ultimo speriamo che Nugent sia in giornata e non comprometta la partita con un errore, come a Denver, in questo caso sarebbe imperdonabile.

Infine spero sarà una partita corretta, dura senza ombra di dubbio, ma nel limite della sportività, non come il porcile dell’ultima volta per intenderci. Dean Blandino e l’NFL hanno ben pensato di assegnare la stessa crew arbitrale del mese scorso, il che mi porta a dubitare del fatto che veramente vogliano evitare il ripetersi di quella scazzottata perché si sa quel tipo di cose si vendono bene. La supposizione è figlia di un po’ di malizia, ma il fatto che sia una delle crew meno severa per questione di falli personali o flag in generale ce lo dice una statistica.

Siamo consapevoli di avere quest’anno il roster migliore degli ultimi 25 anni, cioè da quando siamo arrivati al Super Bowl, se non addirittura migliore anche di quello, in più perdere contro gli Steelers sarebbe una beffa avendo già dimostrato di poterli battere e avendo vinto la division. Inoltre sentirsi dire che con Dalton non si può vincere ai playoff ha un po’ stancato, ma vi rivelo un segreto: neanche Pittsburgh ha vinto ai playoff da quando è stato draftato Dalton, 0-2 ed entrambe le volte erano favoriti. I bookmaker li danno favoriti anche questa volta, vedremo come andrà a finire.