Il miracolo dei Chiefs

Pronti, via! Pochi secondi sono bastati ai Chiefs per far vedere che erano determinati a spezzare la maledizione che li vedeva perdere nei playoffs dal 1994. Calcio d’inizio e ritorno in touchdown di Knile Davis per 106 yards. Houston accusa il colpo e nonostante la difesa cerchi di arginare l’attacco di Kansas City, l’attacco fatica terribilmente con Brian Hoyer sempre sotto pressione ed un gioco di corse ben arginato dal front 7 dei Chiefs, maestri nel contenere i RB avversari.

Così nel secondo quarto, mentre KC continua a mettere punti sul tabellone con i 2field goal di Cairo Santos, Hoyer inizia la sua giornata più nera che si concluderà con 4 intercetti ed un fumble con relativo turnover.

I Chiefs fanno quello che sanno fare, quello che stanno facendo da parecchie settimane ossia grazie ad una difesa piena di elementi eccezionali e messa in campo da un Bob Sutton sempre più grande Guru, concedono ad Alex Smith e soci dell’attacco posizioni di campo favolose ed alleggeriscono la pressione del risultato non concedendo nulla all’asfittico attacco dei Texani.

La west coast di Doug Pederson ancora una volta concede di prendere spazi e soprattutto tempo avanzando lentamente ma con costanza.

La magia vera dell’attacco è neutralizzare JJ Watt con quick release e correndo sistematicamente dal lato opposto. Alla fine Watt, anche a causa di un infortunio, concluderà la partita con 1 solo tackle.

Così nel terzo quarto c’è spazio per il TD di Chris Conley su perfetto lancio di Alex Smith e nell’ultimo quarto ancora un TD di corsa di Spencer Ware ed un altro FG di Santos, il tutto mentre la difesa continua a martoriare il povero Hoyer.

Alla sesta giornata di regular season KC era una squadra finita con un record di 1-5 che l’aveva già consegnata all’off season. L’infortunio di Charles sembrava aver peggiorato ulteriormente una stagione nata male ed invece Andy Reid e la sua truppa sono stati capaci di invertire una tendenza maledetta, mettendo in fila 10 vittorie consecutive ed aggiungendoci l’undicesima nella vittoria contro Houston.

La squadra vince senza Jamaal Charles, ha vinto senza Tamba Hali e senza Justin Houston; questo team sembra avere uno spirito vincente, una specie di benedizione vincente che le permette di continuare a vincere anche se spesso, a parte nei playoffs, con un certo patema d’animo che si concretizza nei minuti finali.

Dove possono arrivare i Chiefs? Questa è la domanda che gli analisti NFL si pongono ormai da parecchie settimane perché anche se il gioco diventa sempre più difficile proponendo sfide con squadre sempre più forti, la scalata nel ranking NFL è netta e chiara. Bill Belichick parlando della prossima gara dei suoi Patriots proprio contro i Chiefs ammette di avere una certa difficoltà a studiare piani per fermare KC perché non ci sono molti esempi su come poter battere una squadra che vince da 11 partite consecutive.

Unico neo di un periodo a dir poco esaltante è l’infortunio di Jeremy Maclin che, in caso di assenza nella prossima sfida di playoff contro Brady, priverebbe i Chiefs del miglior ricevitore, di un giocatore che dopo un anno di assenza di TD da parte dei WRs ha relato a KC una stagione da 1.088 yards e 8 touchdown. Ma sabato pomeriggio i Chiefs giocheranno contro New England con la consapevolezza di aver già fatto qualcosa di meraviglioso arrivando fin qui e la speranza di traformare un’incredibile stagione in qualcosa di memorabile che potrebbe vedere la città di Kansas City entusiasmarsi ancora dopo avere vissuto giorni indimenticabili con i Royals che hanno conquistato la vetta del mondo nel baseball.

 

[Antonio Carugo]