Patriots a fine stagione : qualche considerazione

La stagione dei nostri beniamini volge al termine, in maniera deludente e ancora una volta per mano dei Broncos in Colorado. Abbiamo più volte già sottolineato come mai in NFL, tra salary cap, infortuni e altri motivi, sia davvero complesso ripetersi e cercare di difendere il titolo in prima persona dopo il trionfo in un Super Bowl, e quest’anno ci fermiamo un match prima del grande ballo, che vedrà protagoniste i Broncos di Manning contro quella che sembra la squadra più in forma degli ultimi 15 anni di football, i Panthers di Cam Newton. Proprio i Panthers a mio avviso hanno dimostrato, spazzando via prima i Seahawks e poi i Cardinals, di essere pronti per il grande palcoscenico e di poter arrivare in fondo, dove troveranno un Manning che conferma anche contro di noi un “declino controllato”, ma i primi a saperlo sono i Broncos stessi, che scegliendo di circondare di talento il veterano, con il game planning di Kubiak, un gioco di corse buono e la migliore difesa per numeri in NFL, hanno reso materialmente possibile per Peyton il giocarsi l’eventuale secondo anello della sua carriera al Super Bowl numero 50 in California, dove molto probabilmente chiuderà la sua carriera.

Anche oggi come fatto altre volte preferisco sorvolare sulla partita nella misura di giocata per giocata o statistiche e numeri, ricezioni e quant’altro, perchè onestamente vi annoiereste e non credo che chi si siede dedicando 3 minuti al mio pezzo abbia voglia di sentirsi dire quante yards ha ricevuto tizio e quante corse caio. Il match lo abbiamo visto tutti e ognuno sa come sono andate le cose; cerco invece di discutere con voi di qualche aspetto del gioco, della nostra squadra in generale.
Per prima cosa lo ripeterò fino alla morte, è già stato un miracolo essere arrivati fino a qui con tutti gli infortuni che abbiamo subìto, alcuni in posizioni davvero critiche; ieri il reparto che ha sofferto di più è stato indubbiamente la nostra linea offensiva, ma vedrete che contro questa front 7 di Denver faranno fatica anche i Panthers. La nostra linea, se la prendiamo punto per punto, ha visto nella posizione più importante, quella del left tackle, una continua rotazione data dall’infortunio di Nate Solder ad inizio stagione. Solder non è ancora un Hall of Famer, ma è un buon giocatore, veloce giovane e fisico, che garantisce una certa tenuta, e alla sua grave perdita si aggiunge quella della guardia titolare Ryan Wendell; qualcuno di voi magari sosterrà che Wendell non è un gran giocatore anzi a volte ha patito contro difensori mediocri, mi sta bene, ma Wendell è a roster da anni, conosce playbook e audibles alla perfezione, e un giocatore com e lui ieri, nel frastuono dello stadio “Mile high” avrebbe potuto fare la differenza data la difficoltà che aveva Brady di comunicazione coi suoi. A queste aggiungiamo altre 2 assenze, quelle di Tre Jackson, guardia rookie che comunque figurava tra i titolari in regular season, e quella di Waddle, che è arrivato poco tempo fa in uscita dai Lions e ha di fatto giocato solo contro i Jets, ma lo ha fatto come left tackle e non aveva per nulla fatto male, e sarebbe stato fondamentale averlo per spostare Vollmer a tackle di destra, dove invece si sono alternati Cannon e Fleming col medesimo risultato, ovvero quello di esporre Brady a 20 colpi tra takedowns e sacks, record stagionale di colpi subiti da qualsiasi QB. La linea però, al contrario di quello che può sembrare da una rapida reazione, non è da rivoluzionare e vi spiego perchè : inanzitutto, nei passati drafts abbiamo già utilizzato tantissime picks per uomini di linea, e con l’imminente draft dove saremo senza la scelta al primo giro per la buffonata chiamata “deflategate” siamo costretti ad andare a coprire altre needs, pescando magari qualche prospetto a fondo del draft. Secondo aspetto, ma questa rimane un opinione personale, la nostra linea al completo e in salute non è così male come è apparsa contro i Broncos. Con, torno a ripetere, Solder e Vollmer come tackles, Stork centro e Kline/Jackson come guardie la linea è perlomeno decente, se non valida. Se proprio si dovesse decidere di intervenire credo servirebbe un colpo di spicco nella free agency ma è un ruolo dove di giocatori liberi davvero validi ce ne sono pochi e Belichick non è mai sembrato interessato a svenarsi per un lineman offensivo quando questi erano liberi, come ultimamente Incognito o Mathis.

 

Un altro aspetto su cui voglio concentrarmi è quello dei ricevitori e dell’attacco in generale; se non hai un running game non vinci mai. Questo può sembrare un concetto forte se pensiamo che i Pats che hanno battuto Seattle non avevano esattamente un Marshawn Lynch o un Marshall Faulk in campo, ma quello che davano Blount e Vereen in quel frangente di gioco era sufficiente per creare nelle difese avversarie il dubbio, ed esporle a una qualche brutta interpretazione sul cosa aspettarsi. Non capisco il bisogno di correre a firmare Steven Jackson, che se ne stava comodo sul suo divano dal febbraio scorso, se poi lo fai correre 4 volte per 8 yards, con 1 touchdown addirittura da distanza ravvicinata. A quel punto bastava un Bolden o un Montee Ball che già avevi a roster per impiegarli in quel modo. Onestamente qualcosa di più con Jackson lo avrei provato, in linea di massima un paio di blocchi lui li rompe, invece siamo diventati monodimensionali, quasi sempre in empty formation per contrastare i loro blitz, ma senza risultati visto che a Brady ci arrivavano comunque prima che lui si liberasse dell’ovale. Qui è inutile e superfluo sottolineare come Dion Lewis sia mancato tantissimo a questo attacco, ma mi sento di spezzare una lancia per James White, che ha messo a referto circa 60 yards tra corse e ricezioni, e si conferma come probabile erede di quel tipo di ruolo ibrido Vereen/Lewis. Ma la vera nota dolente, arriva da quella che dovrebbe essere la “deep threat” ovvero la minaccia sul profondo, quel ricevitore fisico che ci manca tantissimo da dopo Randy Moss, e lo avevamo trovato in quel teppista maledetto di Aaron Hernandez.

Io, ormai lo sapete, tendo a dare non 2 o 3 possibilità ma 10 o 15 chances ai giocatori di rifarsi, ma c’è un trio di players che credo non abbiano mostrato nulla per convincere lo staff di tenerli, e sono Scott Chandler, Aaron Dobson e Brandon LaFell. Chandler lo reputo un fallimento totale per quello che avrebbe potuto essere, senza mai esser stato capace di conquistare la fiducia di Tom, ed è davvero un peccato perchè lui e Gronk potevano arrivare a formare una coppia davvero importante. Per quanto riguarda Dobson, gli infortuni non possono più essere una scusa; questa è la National Football League e la forma fisica, la forza e la capacità di “durare” sono aspetti fondamentali e lui non li ha purtroppo. Uno o due infortuni possono essere combinazioni o sfortuna, ma dopo 3 stagioni giocare la metà delle partite e finire la stagione a Novembre no, è un problema serio, significa che il tuo corpo da atleta nel passare dal livello collegiale al livello Pro non regge questi allenamenti e questi ritmi e temo che la sua carriera sia fortemente a rischio. Per concludere sul reparto, io ricordo benissimo che questa estate, una delle critiche che si muovevano a Carolina fu che non avevano ricevitori, che dopo Olsen (TE) ci fosse il vuoto, e tutti puntavano il dito sull’aver lasciato andare LaFell con troppa sufficienza, mentre questo indossava un anello e beveva spumante. A conti fatti, forse loro avevano visto una discontinuità che non li convinceva, ed è quello di cui siamo testimoni noi oggi. Un ricevitore che al Championship, con un QB che compie 56 lanci, riceve 0 vuol dire che non è stato in grado di entrare nel gameplan e rendersi fondamentale, come invece ha fatto piano piano Amendola o lo stesso White, divenendo parte integrante della offense. Questo potrebbe essere il reparto più difficile da sistemare, perchè col draft non siamo mai stati capaci a selezionare ricevitori di questo tipo, e in free agency c’è un certo signore, il mio personale sogno bagnato, che risponde a nome di Alshon Jeffery, che sarà il vero e proprio diamante conteso di questo mercato. Lui dai Bears sa che può aspettarsi solo soldi, mentre noi potremmo dargli un concreto biglietto per i playoffs, ma non siamo soliti fare degli “splash” così forti in estate; Jeffery è uno dei top 5 ricevitori nella lega, e renderebbe il nostro reparto infallibile, e sognare non costa nulla. Anche perchè sistemare questo reparto tramite una seconda o terza scelta significa nuovamente compiere un percorso di inserimento di un rookie dentro uno dei sistemi offensivi più complessi di tutta la NFL con un Qb come Brady che pretende moltissimo dai suoi ricevitori, sarebbe deleterio e di tempo da sfruttare con TB12 in campo non ne rimane molto; mi aspetto pertanto che qualche firma in free agency arrivi ma temo siano nomi di basso rilievo, poca spesa e tanta resa come magari già visto nell’operazione Keshawn Martin.

Simms su BleacherReport aggiunge oltre allo stesso Jeffery, dei nomi molto interessanti come quelli dei Bengals Sanu e Jones, e al cleveland Brown Benjamin; Sanu sarebbe davvero un colpaccio.

 

Veniamo ora al reparto che più di ogni altro rappresenta una vittoria per coach Belichick, la difesa; in estate ci siamo strappati i capelli per aver perso due come Revis e Browner, anche se il primo è in netta parabola discendente e il secondo è una macchina da flag. Se nel match di ieri togliamo il grosso completo di Manning su Sanders dove comunque Butler ci aveva messo le mani, rimane solo il doppio TD di Owen Daniels, tight end ex Houston, dove però qualche colpa la possiede Collins in copertura in un inizio di gara per nulla facile per i nostri, anche perchè il secondo touchdown nasce da un intercetto di Brady lanciato su Von Miller, che regala il possesso ad un fresco e carico Manning a poche yards dalla endzone. Per il resto, la nostra difesa ha dimostrato di esserci, fenomenale nel chiudere sui ricevitori dopo la eventuale catch, notevole nella pass rush, con 3 sacks, 2 di Collins e 1 di Branch, che hanno spesso costretto Manning a giocarsi dei terzi down con più di 15 yards da conquistare. La soddisfazione non è solo quella di avere avuto una stagione difensiva splendida, ma è quella di avere un “core”, un nucleo di talento giovane e purissimo che è qui per rimanere.

Il reparto di linebackers è perfetto, con Jamie Collins (mio personale MVP dei Pats di ieri assieme a Gronkowski) che risulta essere una vera e propria “steal” del draft di un paio di stagioni fa, assieme ad Hightower che nel fermare le corse è uno dei top 3 LB’s in NFL, rimane l’incognita Mayo, ma dal momento che Hightower e Collins si sono gia dimostrati capaci di indossare il pallino verde sul casco, nel ruolo di middle potrebbe bastare uno alla Freeny o un qualche altro da promuovere come Bostic per prendere il ruolo di Mayo dovesse andar via o smettere di giocare visti i numerosi infortuni. Per chi non lo sapesse, il pallino verde sul casco indica che quel casco è dotato di cuffie per ottenere le indicazioni dai coordinatori, e di solito si da al difensore col compito di “settare” la difesa prima dell snap. La linea difensiva ha altrettanto valore, con le certezze Chandler Jones e Ninkovich, le piacevolissime e positive addizioni di Jabaal Sheard e Hicks, e i veterani Siliga e Branch. Ai giocatori nominati vanno aggiunti il rookie Malcom Brown, che è andato in costante miglioramento alla sua prima stagione NFL, tanto da essere secondo la testata PFW il lineman migliore tra quelli selezionati a questo draft, e Dominique Easley, che ad inizio stagione ha fatto vedere cose egregie e l’augurio è quello di ritrovarlo così ad inizio stagione prossima.

La secondaria è un lock nelle posizioni di safety e cornerbacks 1 e 2, con McCourty, Butler e Ryan che hanno dimostrato tutto l’anno di potersela giocare anche coi ricevitori migliori della lega, e con Chung che entra direttamente nel discorso di MVP difensivo della stagione per i nostri. Potrebbe essere una valida opzione quella di aggiungere un cornerback più fisico dall’altra parte del campo, dove quest’anno siamo stati “costretti” a schierare Coleman, quando presumibilmente per quel ruolo era stato draftato Darryl Roberts, cornerback di Marshall, selezionato con la scelta 247 overall; atleta grandioso con enormi margini di miglioramento, ma che ha saltato la stagione per infortunio.

Serve tantissimo un runningback, e questo potrebbe essere il ruolo a cui verrà dedicata più attenzione in estate a mio avviso. Con tutta probabilità perderemo Steven Jackson e LeGarrette Blount in estate, ma a noi serve qualcuno di più esplosivo, e la free agency ne è piena anche se come già detto in precedenza non mi aspetto grandi manovre in questo senso. Tanto per farvi venire l’acquolina in bocca vi cito alcuni nomi che completerebbero la nostra offense in maniera esplosiva, uno su tutti : Doug Martin (Buccaneers). A Martin a volte è mancata totalmente la voglia, sembrava un giocatore finito, ma in quell’eterno cantiere che è Tamp Bay è risucito ad avere un 2015 stellare. Il secondo nome è Lamar Miller (Dolphins) che non riesco a spiegarmi come mai sia stato utilizzato così poco dai Dolphins; a soli 25 anni il suo corpo non ha preso molte botte, lui è capace di ricevere fuori dal backfield e sarebbe un investimento sicuro. Ci sono poi altri due nomi, che hanno “PATRIOTS” scritto in faccia, e così come per Jeffery, sarebbero delle firme troppo sensate per avvenire, ovvero Matt Forte, tuttofare in uscita dai Chicago Bears, e Alfred Morris, Bruise back senza paura dei Washington Redskins. Questi sono 4 nomi dai quali pescarne uno a caso sarebbe fenomenale.

Insomma, c’è tantissima carne al fuoco, tanto a cui lavorare ma anche tanto talento a disposizione per permettere a Tom di cercare il quinto anello; la nostra stagione è finita con una cavalcata per la quale altre squadre appenderebbero un banner (…coff Colts coff…) ma per noi, consci del nostro potenziale, non può e non deve essere considerata altro che una amara sconfitta. Onore a Denver e in particolare modo alla loro difesa, costruita in off-season col piano maestro di fermare noi e ci sono riusciti davanti al pubblico amico, aspetto che noi abbiamo preso troppo sotto gamba, preferendo recuperare i giocatori fondamentali rinunciando di fatto a giocare a football nelle ultime settimane di regular season.

 

Articolo tratto dal blog PATRIOT REIGN