Panoramica sull’offseason dei Broncos

Bene, iniziamo col dire che le perdite sono state numerose anche se non tutte di importanza elevata, per cui credo ancora che con un paio di mosse azzeccate riusciremo a raggiungere i Playoff anche quest’anno e forse andare anche un po’ più in fondo. Procederemo analizzando le posizioni in cui il roster ha subito tagli e faremo una panoramica delle soluzioni a nostra disposizione.

QB: Dopo il saggio ritiro di Peyton Manning la maggioranza dei tifosi orange credeva che le chiavi del nostro attacco sarebbero state affidate al buon Brock Osweiler; purtroppo (o per fortuna, ancora è presto per ogni sentenza) l’ex di Arizona State ha fatto le valigie attratto dal generoso contratto dei Texans non voltandosi indietro nemmeno per salutare. Per ovviare alla mancanza di giocatori dietro il centro, John Elway ha tradato Mark Sanchez da Philadelphia per una settima scelta. Che sia lui il nuovo starter è difficile da credere, tuttavia se non arrivasse il tanto sospirato numero 7 da San Francisco potremmo veramente vedere l’ex aquilotto insediarsi al centro dell’orchestra, magari con un backfield più profondo e un TE incisivo; lo stesso potrebbe succedere se si optasse per un prospetto al draft (Lynch e Hackenberg i più quotati) e questo necessitasse di un primo periodo di rodaggio. Insomma l’eventualità di Sanchez come titolare esiste, ma non facciamone una tragedia greca in quanto lo scorso anno la nostra offense faceva acqua da tutte le parti, quindi la situazione non peggiorerà.

RB: E’ recente la notizia che vuole C.J. Anderson ancora con la nostra casacca per la prossima stagione. Alla fine dei giochi il front office ha fatto due conti e ha deciso di pareggiare l’offerta di Miami per questo RB che ha ben figurato la scorsa stagione, ma da cui adesso si attende il salto di qualità visto il salario importante che andrà a ricevere (18 mln per 4 stagioni).

TE: Dopo il taglio a sorpresa di Owen Daniels, fedelissimo di Kubiak, il posto sarà conteso tra Jeff Heuerman e Virgil Green. Di sicuro due nomi poco rassicuranti visto i numeri che hanno raccolto, ma abbastanza cap space per pescare in FA non ne vedo, quindi si cercherà una soluzione alternativa al Draft con la moltitudine di scelte a nostra disposizione.

OL: La certezza al centro è Matt Paradis, per il resto è buio pesto. A mio avviso i punti cardine da soddisfare sono due. Per prima cosa un OT di livello, perchè Donald Stephenson da KC non risolverà sicuramente i nostri problemi, soprattutto a livello di profondità. Secondo punto da tenere in considerazione è il contratto da Clady, LT che ha subito un grave infortunio durante la scorsa stagione; se non si riesce a raggiungere un compromesso per la ristrutturazione del contratto verrà senz’altro tagliato.
Da segnalare anche il taglio di Ryan Harris (LT) e Louis Vasquez (G), pedine che andranno sostituite tra Draft e FA.

DE: La perdita più sanguinosa è sicuramente Malik Jackson; era impossibile trattenerlo viste le proporzioni del contratto offertogli dai Jaguars (86 mln), quindi si procederà sondando il Draft alla ricerca di un giovane di belle speranze.

ILB: Seconda perdità grave è Danny Trevathan, che si accasa ai Chicago Bears. Giocatore molto sottovalutato ma eccellente soprattutto nella Run Blocking e in grado di dare equilibrio alla nostra difesa. Il sostituto? probabilmente si adotterà una situazione interna con la promozione a titolare per Todd Davis.
Fortunatamente la ristrutturazione del contratto è andata a buon fine per un altro forte LB, parliamo ovviamente di DeMarcus Ware, che farà ancora coppia con Miller per un duo tra i più devastanti della lega.

S: Infine la secondaria perde un uomo importante per dare profondità al reparto, infatti David Burton Jr ha sposato ieri la causa dei Redskins.

 

Tirando le somme…

Le needs sono veramente tante e i soldi pochini (dopo la firma per Anderson circa 8 mln in cap space) quindi ci aspettiamo da John Elway delle mosse mirate per provare a conquistare l’alloro anche il prossimo anno, consapevoli di avere una squadra profondamente ristrutturata e al giorno d’oggi ancora con molti punti interrogativi.

Sergio Barone – I’m an Italian Bronco