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Nel 1968, cinque anni dopo essere stato licenziato dai Cleveland Browns, Paul Brown riuscì finalmente ad avere una squadra tutta sua: i Cincinnati Bengals, expansion team della AFL.
I Bengals giocarono la loro prima partita a San Diego il 06 Settembre perdendo contro i Chargers per 29-13.
La prima gara casalinga si svolse al Nippert Stadium, nel campus dell’Università di Cincinnati: in quell’occasione, i Bengals superarono i Denver Broncos col punteggio di 24-10.
Una settimana dopo, i giovani Bengals vinsero nuovamente, piegando i Buffalo Bills per 34-23.
Tuttavia, dovettero ben presto tornare coi piedi per terra, vincendolo solo una delle restanti 11 partite in calendario.
Una delle poche note positive di quella prima stagione fu il titolo di Rookie of The Year, vinto da Paul Robinson, grazie alle 1.023 yards corse ed i 9 touchdowns messi a segno.

Paul Robinson in azione
Buon esordio dei Bengals nel 1969, con 3 successi consecutivi, tra i quali la vittoria per 24-19 contro i futuri vincitori del Super Bowl, i Kansas City Chiefs.
Le Tigri persero però le successive 4 gare, ma si tolsero lo sfizio di piegare per 31-17, nella Week 8, i fortissimi Raiders, che subirono così la loro unica sconfitta in stagione regolare.
La settimana successiva, i Bengals strapparono un pareggio agli Oilers in quel di Houston, mettendo in chiaro di non essere delle mezze calzette.
La stagione si chiuse con 5 sconfitte di fila, ma con il record di 4-9-1 i Bengals cominciarono ad essere considerati più seriamente; il QB Greg Cook fu nominato Rookie of the Year, passando per 1.854 yards.
Il 1970 vide la fusione tra AFL ed NFL, che portò ai Bengals una nuova rivalità, quella con i Cleveland Browns, la quale avrebbe immediatamente suscitato grande interesse nella AFC Central, con 2 scontri a stagione.
In quell’anno venne altresì inaugurato il Riverfront Stadium, costruito sulle rive del fiume Ohio.
I Bengals esordirono nel nuovo stadio alla grande, superando gli Oakland Raiders per 31-21.
Tuttavia, persero le successive 6 gare, una delle quali, per 30-27, proprio a Cleveland.
Sul parziale di 1-6, la terza stagione di vita della franchigia sembrava ormai compromessa, ma i Bengals si rimisero in carreggiata battendo in trasferta i Bills per 43-14.
Quel successo fu il primo di 7 consecutivi, che catapultarono la formazione di Cincinnati al primo posto della AFC Central.
I Bengals giunsero ai playoffs, e si ritrovarono opposti ai Colts nel Divisional a Baltimore.
Sfortunatamente per loro, non ci fu partita: i futuri Campioni del Mondo si imposero con un perentorio 17-0.
L’inizio della stagione 1971 ricalcò quello della precedente, con la vittoria all’esordio e poi una striscia negativa.
Stavolta, quest’ultima si estese per ben 7 gare; nonostante le 3 vittorie di fila che li portarono sul 4-7, i Bengals non riuscirono a ripetere la cavalcata vincente dell’anno prima, e chiusero con un pessimo 4-10, dopo aver perso gli ultimi 3 incontri in calendario.
Con Ken Anderson in cabina di regia, i Bengals esordirono benissimo nel 1972, vincendo 4 delle prime 5 gare.
Tuttavia, perdendo 4 delle seguenti 5 partite, si ritrovarono sul parziale di 5-5 a 4 turni dal termine.
La formazione dell’Ohio vinse 3 di quelle 4 gare, terminando con record di 8-6, ma 2 sconfitte contro i Cleveland Browns costarono loro la partecipazione alla postseason.

Ken Anderson al lancio
Nel 1973, guidati da Ken Anderson, capace di lanciare per 2.428 yards e 18 TD passes, i Bengals conquistarono il titolo della AFC Central con un record di 10-4, impreziosito da 6 vittorie negli ultimi incontri in calendario, che li portarono in parità con i Pittsburgh Steelers.
I Bengals vinsero la Division via tiebreaker, e dovettero affrontare a Miami i Campioni del Mondo in carica, i Dolphins.
Le Tigri dell’Ohio tennero testa ai più quotati avversari, e all’intervallo erano sotto di soli 5 punti (21-16).
Ma la difesa di Miami serrò i ranghi ed alla fine furono i Dolphins a prevalere, col punteggio di 34-16.
Ottimo avvio dei Bengals nella stagione 1974, con 4 vittorie nelle prime 5 partite.
Ma la mancanza di un gioco di corsa consistente li penalizzò non poco, tanto che la squadra alternò vittorie e sconfitte nei successivi 6 turni.
Sul 7-4, i Bengals erano ancora in buona posizione per agganciare il treno playoff, ma le sconfitte rimediate negli ultimi 3 incontri portarono il bilancio su un deludente 7-7.
Trascinati da un Ken Anderson in forma stellare, con 3.169 yards su passaggio, i Bengals partirono alla grande nel 1975, conquistando 6 successi di fila.
La Week 7 era fondamentale per stabilire se i Bengals avrebbero potuto essere tra le potenze della Lega: avversari di turno, al Riverfront Stadium, i Campioni del Mondo uscenti, i Pittsburgh Steelers, con in palio il primato nella AFC Central.
Ma i Bengals uscirono sconfitti dalle mura amiche, piegati per 30-24 dagli Steelers, che salirono così in vetta alla classifica.
Si trattò comunque di un mero incidente di percorso per i Bengals, che persero solo altre 2 partite fino alle fine della regular season, la quale si chiuse col record di 11-3, sufficiente per agganciare una Wild Card.
Nel Divisional Playoff, i Bengals ebbero un compito pressoché impossibile, ritrovandosi opposti ai Raiders in quel di Oakland.
I Raiders dominarono l’incontro, tanto da portarsi sul 31-14 nell’ultimo quarto; ma all’improvviso i Bengals segnarono 2 TDs, dovendo ricoprire un onside kick per rimanere in partita.
Purtroppo per loro, la rimonta non riuscì.
Al termine di quella stagione, Paul Brown smise definitivamente di allenare, per dedicarsi a tempo pieno all’attività di GM.
Con Bill Johnson in panchina a rimpiazzare il leggendario Paul Brown, nel 1976 i Bengals chiusero sul 10-4 la stagione regolare.
Tuttavia, le 4 sconfitte rimediate vennero tutte contro formazioni che avrebbero poi partecipato ai playoffs, dando così l’impressione che i Bengals non fossero in grado di aggiudicarsi partite importanti; ed i ragazzi di Johnson vennero estromessi dalla corsa alla postseason.
La stagione segnò anche il debutto del RB Archie Griffin, l’unico giocatore ad aver vinto per 2 volte consecutive l’Heiman Trophy, prodotto di Ohio State.
Nella sua stagione d’esordio, Griffin corse per 625 yards, dividendo il backfield con Bobby Clark.
Archie Griffin: fenomeno al college, bust in NFL
Decisamente mediocri i Bengals della stagione 1977, chiusa con il record di 8-6.
Archie Griffin ebbe serie difficoltà ad imparare come si gioca in NFL, correndo per 549 yards e non riuscendo a realizzare nemmeno un TD.
Inizio disastroso quello del 1978 per i Bengals, che persero i primi 8 incontri; Ken Anderson si dimostrò eccessivamente incline ai turnovers, ed Archie Griffin continuò a faticare.
I Bengals persero altre 4 partite, e si ritrovarono sul parziale di 1-12.
Ma con 3 successi di fila, chiusero con un comunque pessimo 4-12.
Alla fine della stagione, coach Johnson venne silurato.
Nel 1979, guidati dal nuovo coach Homer Rice, i Bengals faticarono ancora, perdendo le prime 6 gare in calendario, prima di piegare in casa per 34-10 i Pittsburgh Steelers, i quali avrebbero poi vinto il loro quarto Super Bowl in 6 annni.
Tuttavia, per il secondo anno consecutivo, i Bengals chiusero con un disastroso 4-12, che costò il posto a Rice dopo una sola stagione.
Al contempo, Archie Griffin continuo a dimostrarsi uno dei più sonori bidoni nella storia della NFL.
CONTINUA...

Fonti dell'articolo:
http://www.sportsecyclopedia.com/nfl/cincy/bengals.html
http://en.wikipedia.org/wiki/History_of_the_Cincinnati_Bengals
http://www.bengals.com
Il sopra riportato testo costituisce una traduzione dell’elaborato originale, i cui diritti di proprietà intellettuale spettano unicamente ed esclusivamente al relativo Autore.
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