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La Storia dei Broncos - Parte II

a cura di Diego Antonini aka warner75
Data dell'articolo 02/05/2006 | Categoria dell'articoloSquadre | Commenti all'articolo 0 Commento/i | Link permanente all'articolo Link

Nel 1980, lo strapotere della difesa dei Broncos sembrava ormai un lontano ricordo: furono infatti ben 323 i punti concessi agli attacchi avversari.
Se a ciò si aggiunge un attacco mediocre, non deve sorprendere il record finale di 8-8, che mise fine alla striscia di 4 partecipazioni consecutive ai playoffs.
Al termine della stagione, il coach Red Miller venne sostituito da Dan Reeves.

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Dan Reeves

Agli ordini del nuovo allenatore, i Broncos partirono col piede giusto vincendo 5 delle prime 6 gare della stagione 1981.
Tuttavia, il resto del campionato fu contrassegnato dalla discontinuità, della quale fu prova il record finale di 10-6, non sufficiente per approdare alla postseason.

Nel 1982, al ritorno dopo uno sciopero dei giocatori NFL durato ben 2 mesi, i Broncos faticarono oltre misura sia in attacco che in difesa, chiudendo la stagione con un pessimo 2-7.
Quello fu il primo record negativo in 7 anni.
In occasione del draft, al termine della stagione, i Broncos si assicurarono un giovane QB, che aveva rifiutato di firmare per i Baltimore Colts, e che avrebbe lasciato un marchio indelebile sulla storia della franchigia del Colorado: John Elway.

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Il leggendario John Elway

Nel 1983, il rookie si guadagnò da subito il posto da titolare, grazie all’abilità dimostrata nella rimonta (sua specialità) dell’ultimo quarto contro i Colts, che portò i Broncos sul 2-0.
Poi, però, Elway si dimostrò eccessivamente incline ai turnovers, il che gli costò il posto in favore del veterano Steve DeBerg.
Tuttavia, prima della fine della stagione, Elway tornò alle spalle del centro, e trascinò i suoi ai playoffs, con un record di 9-7.
Nell’ultima gara della stagione, Elway piegò nuovamente i Colts conducendo magistralmente 3 drives vincenti nell’ultimo quarto; la partita si chiuse sul 21-19, dopo che il terzo periodo aveva visto i Colts in vantaggio per 19-0.
Nella sfida di Wild Card a Seattle, Elway incappò in una serata decisamente storta, al punto da venire sostituito: l’incontro si chiuse con un impietoso 31-7 in favore dei Seahawks.

Prima dell’inizio della stagione 1984, la franchigia fu acquistata da Pat Bowlen, uomo d’affari locale.
Sul parziale di 1-1, i Broncos diedero il via ad una striscia vincente di ben 10 gare consecutive, stabilendo un nuovo record di franchigia.
I Broncos conquistarono il titolo della AFC West con un impressionante 13-3, impreziosito dalle eccellenti statistiche di John Elway (2.598 yards su passaggio), di Sammy Winder (1.153 yards su corsa), e Steve Watson (1.170 yards su ricezione).
Tuttavia, la stagione dei Broncos si interruppe improvvisamente, con una sconfitta per 24-17 contro i Pittsburgh Steelers al Mile High Stadium.
La formazione di Denver iniziò l’ultima frazione di gioco in vantaggio per 17-10, ma un sanguinoso turnover commesso da John Elway costò ai Broncos la possibilità di disputare il Championship AFC.

Nel 1985, John Elway si confermò tra i migliori quarterbacks della NFL, passando per 3.891 yards, cui si aggiunsero 253 yards su corsa.
Tuttavia, nonostante un eccellente record di 11-5, i Broncos non riuscirono ad agganciare il treno playoff. 

Partenza a spron battuto quella della stagione 1986, con 6 vittorie in altrettante gare, ed un parziale di 9-2 dopo le prime 11.
I Broncos si aggiudicarono il titolo divisionale con un ottimo 11-5, anche se da più parti ci si lamentò per il gioco non brillante di fine stagione (3 sconfitte nelle ultime 5 gare di regular season).
Nel Divisional Playoff, i Broncos ricevettero la visita dei New England Patriots.
Sotto per 17-13 nel terzo quarto, i Broncos sembravano nuovamente destinati a ritornare a casa subito.
Tuttavia, Elway imbeccò Vance Johnson con un TD pass da 48 yards, che chiuse la terza frazione di gioco con il vantaggio di Denver per 20-17.
Nell’ultimo quarto, le difese mantennero l’incontro in parità, fino a quando il DE Rulon Jones mise a segno un sack ai danni di Tony Eason in endzone: la safety portò il punteggio sul 22-17 a 1’37” dal termine. I Broncos si aggiudicarono così l’incontro.
Nel Championship AFC a Cleveland, opposti ai Browns, i Broncos erano con le spalle al muro, sotto per 20-13 a 5’43”dal termine, dovendo per di più partire dalle proprie 2 yards.
Con l’accesso al Super Bowl in palio, Elway giocò magistralmente, sia lanciando che correndo, fino al TD pass da 5 yards per Vance Johnson che valse il pareggio a 37 secondi dalla fine. Da allora, si parlò non di un semplice drive, ma di “The Drive”.
Ai supplementari, Rich Karlis completò la straordinaria rimonta dei Broncos, e diede ai suoi la vittoria finale con un FG da 33 yards.
Nel Super Bowl XXI, disputatosi a Pasadena, i Broncos venivano dati per sfavoriti contro i ben più quotati New York Giants.
Nel primo tempo, i Broncos giocarono molto meglio dei propri avversari, ma all’intervallo il vantaggio era di solo un punto (10-9)..
I Broncos si portarono per ben 2 volte in territorio Giants, ma Rich Karlis sbagliò 2 FGs decisamente agevoli.
Le opportunità fallite da Denver si rivelarono decisive: i Giants misero a segno 24 punti nel primi 20 minuti del secondo tempo.
Contrariamente a quanto fatto in passato, i Broncos non seppero rimontare, ed i Giants si assicurarono il Vince Lombardi Trophy con il punteggio finale di 39-20.

Nel 1987, dopo un pareggio ed una vittoria nelle prime 2 gare stagionali, i Broncos furono costretti ad utilizzare delle riserve, per far fronte ad uno sciopero dei giocatori NFL.
Prima del ritorno dei titolari, i sostituti totalizzarono 2 vittorie in 3 gare.
Dopo aver perso 2 delle prime 3 partite, i Broncos rischiavano di finire sotto quota .500, quando John Elway condusse i suol ad una rimonta casalinga miracolosa nell’ultimo quarto contro i Chicago Bears.
Quella vittoria fu come una scintilla: i Broncos si scatenarono, e conquistarono il titolo della AFC West con un record finale di 10-4-1, ulteriormente impreziosito dal titolo di NFL MVP per Elway.
Con il vantaggio campo, i Broncos si sbarazzarono agevolmente degli Houston Oilers per 34-10, approdando al Championship AFC, nuovamente contro i Cleveland Browns.
I Broncos chiusero sul 21-3 il primo tempo, ma i Browns si rifecero sotto, fino al 31-31 nell’ultimo quarto.
John Elway ed i Broncos risposero prontamente, portandosi sul 38-31 a 4 minuti dallo scadere.
I Browns sembravano sul punto di pareggiare, ma Jeremiah Castilles fece perdere palla ad Ernest Byner sulla goaline, ed i Broncos si qualificarono nuovamente per il Super Bowl, chiudendo l’incontro sul 38-33. Dopo “The Drive”, si parlò in quell’occasione di “The Fumble”.
Al Super Bowl per il secondo anno consecutivo, i Broncos furono opposti ai Washington Redskins in quel di San Diego.
La formazione del Colorado si portò subito in vantaggio, mettendo a segno 10 punti nei primi 5 minuti.
Tuttavia, i Redskins piazzarono ben 35 punti nel secondo quarto, spianando la strada alla terza sconfitta di Denver nel Grande Ballo.
I Pellerossa si aggiudicarono l’incontro col punteggio finale di 42-10, mentre i Broncos e John Elway si guadagnarono la reputazione di grandi perdenti.

Nel 1988, nonostante l’acquisizione del RB Tony Dorsett, i Broncos giocarono un football decisamente mediocre, perdendo 3 delle prime 4 gare, e chiudendo con un deludente 8-8.
John Elway riuscì comunque a passare per 3.309 yards, mentre Dorsett superò Jim Brown come secondo atleta di ogni tempo quanto a yards corse in stagione, totalizzandone 703.

Pur avendo perso Tony Dorsett, a causa di un infortunio al ginocchio che mise fine alla sua carriera, nel 1989 i Broncos si ripresero, e conquistarono il titolo divisionale (oltre al vantaggio campo) con un impressionante 11-5.
A riempire il vuoto lasciato da Dorsett fu il rookie RB Bobby Humphrey, che corse per 1.151 yards..
Nel Divisional Playoff, i Broncos erano sotto per 17-10 all’intervallo contro i Pittsburgh Steelers.
Il pareggio giunse all’inizio del terzo quarto, ma gli Steelers si riportarono in vantaggio sul 23-17 verso la fine dell’ultima frazione di gioco, allorquando John Elway guidò i suoi in un fantastico drive, che consentì ai Broncos di portarsi in vantaggio per 24-23 a 2’27” dal termine.
La difesa di Denver forzò un fumble, consentendo ad Elway di far scorrere il tempo e portare a casa la vittoria.
Nel Championship AFC, i Broncos si trovarono nuovamente opposti ai Cleveland Browns, portandosi sul 24-7 nel terzo quarto.
Ma i Browns decisero di vendere cara la pelle, riducendo lo svantaggio a soli 3 punti all’inizio dell’ultimo quarto.
Tuttavia, i Broncos misero la partita in cassaforte grazie ad un TD pass da 39 yards di John Elway per Sammy Winder, conquistando così il terzo titolo AFC in 4 anni col punteggio finale di 38-21. 
Al Super Bowl per la terza volta in 4 anni, i Broncos affrontarono i San Francisco 49ers, che puntavano a vincere il loro quarto Vince Lombardi Trophy.
I californiani si portarono in vantaggio nei primi 5 minuti di gara, con un TD pass di Joe Montana.
I Broncos risposero con un FG di David Tredwell, accorciando le distante per la prima ed ultima volta.
I ‘Niners, infatti, furono un vero e proprio rullo compressore: misero a segno 55 punti e realizzarono così un nuovo record per il Grande Ballo; i Broncos, piegati con un impietoso 55-10, eguagliarono invece un triste primato NFL, perdendo il loro quarto Super Bowl.

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Bobby Humphrey

Nel 1990, dopo una partenza sul 2-1, la stagione prese una bruttissima piega, con 9 sconfitte in 10 gare.
Nel corso di quella striscia perdente, divenne chiaro che il rapporto tra John Elway ed il coach Dan Reeves si era ormai deteriorato, specie dopo le lamentele espresse da Elway in un’intervista rilasciata a “Sports Illustrated”.
I Broncos chiusero all’ultimo posto della Division, con un pessimo 5-11.

Splendido esordio quello della stagione 1991, con uno squillante 45-14 contro i Cincinnati Bengals al Mile High Stadium.
I Broncos, galvanizzati dal successo, finirono per conquistare il titolo divisionale con un eccellente record di 12-4, nonostante un infortunio rimediato ad inizio stagione dal RB Bobby Humphrey, che totalizzò sole 11 portate.
Nel Divisional Playoff al Mile High, i Broncos si trovavano sotto per 21-6 contro gli Houston Oilers all’inizio del secondo quarto.
Denver rientrò in partita con una segnatura appena prima dell’intervallo, ma dopo uno scambio di FGs si ritrovarono ancora in svantaggio per 24-16 a metà dell’ultimo periodo.
Con 6’53” ancora da giocare, Greg Lewis si si tuffò oltre la goal line per la seconda volta in partita, riducendo le distanze ad un solo punto.
Ma in situazione di 4° e 6, sulle proprie 28, le speranze di Denver sembravano ormai svanite.
Un disperato Elway non riuscì a trovare ricevitori liberi, e cercò di conquistare il primo down correndo, riuscendo nel suo intento.
Ma dopo 3 incompleti di fila, i Broncos dovettero affrontare un altro 4° down.
Questa volta Elway, ancora costretto ad uscire dalla tasca, riuscì ad imbeccare Vance Johnson, il quale, grazie alle proprie doti tecniche ed atletiche, guadagnò la bellezza di 44 yards.
I Broncos si affidarono a Steeve Sewell per avvicinarsi e far scorrere il tempo, mettendo David Tredwell in condizione di calciare il FG della vittoria a 16 secondi dal termine.
Nel Championship AFC, i Broncos volarono a Buffalo per sfidare i Bills.
La partita fu prettamente difensiva, e nessun punto venne messo a segno fino alla fine del terzo quarto.
Sotto per 7-0, all’inizio dell’ultima frazione di gioco, l’Uomo dei Miracoli di Denver, John Elway, fu costretto a lasciare il campo per un infortunio alla coscia.
Dopo un FG messo a segno dai Bills, il backup QB Gary Kubiak segnò con una bootleg da 3 yards. Tuttavia, ciò non fu abbastanza per raddrizzare le sorti dell’incontro: il tempo sul cronometro si esaurì, ed i Bills si qualificarono per il Super Bowl.

Ancor prima dell’inizio della stagione 1992, la lotta tra John Elway e Dan Reeves divenne sempre più accesa; i Broncos spesero infatti una prima scelta per il QB Tommy Maddox, e licenziarono l’Offensive Coordinator Mike Shanahan.
Nonostante una brutta stagione di Elway , i Broncos ebbero un solido inizio, con un parziale di 7-3. Ma la stagione ebbe una svolta negativa, allorquando Elway si infortunò, e Maddox faticò oltre misura, in una striscia perdente di 4 incontri.
Denver chiuse con un deludente 8-8, e divenne oltremodo lampante che il rapporto tra Elway e Reeves non poteva in alcun modo essere ricomposto.
Il giorno successivo alla fine della stagione, Dan Reeves fu silurato; il pubblico e la proprietà si schierarono apertamente dalla parte di Elway. 

Nel 1993, sotto la guida del nuovo coach Wade Phillips, John Elway ebbe maggior voce in capitolo quanto a chiamate offensive.
La mossa si rivelò azzeccata, tanto che Elway disputò una delle sue migliori stagioni in assoluto, passando per 4.030 yards.
Anche i Broncos ne beneficiarono, approdando ai playoffs col record di 9-7, nonostante 2 sanguinose sconfitte che costarono loro il titolo divisionale ed il vantaggio campo.
Nell’incontro di Wild Card, i Broncos viaggiarono fino a Los Angeles per scontrarsi coi Raiders.
Il primo tempo fu un tiro al bersaglio, ed i Broncos raggiunsero il pareggio (21-21) a 32 secondi dalla fine del secondo quarto.
Tuttavia, i Raiders presero il largo nel secondo tempo, imponendosi poi per 42-24.

Pessima partenza quella della stagione 1994, con 4 sconfitte consecutive, e ben 134 punti concessi dalla difesa agli avversari..
Dopo aver posto fine a quella striscia perdente con una vittoria esterna per 16-9 contro i Seahawks, John Elway ed il pari ruolo dei Kansas City Chiefs, Joe Montana, si incontrarono in un indimenticabile Monday Night.
Elway sembrava avere recuperato la sua magia da ultimo quarto, ma la difesa dei Broncos si squagliò, e la formazione di Denver passò sul 1-4.
I Broncos vinsero 6 delle successive 7 gare, tornando in corsa per i playoffs, ma 3 sconfitte consecutive misero fine alla loro stagione, che si chiuse con un pessimo 7-9.
Al termine del campionato, Wade Phillips venne licenziato, e Mike Shanahan, il cui precedente siluramento era stato contestato da Elway, venne nuovamente ingaggiato per sedere sulla panchina di Denver.

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Mike Shanahan, una delle migliori menti offensive della NFL

Nel 1995, nonostante ben 7 record di franchigia infranti dall’attacco, la difesa dei Broncos continuò a faticare, concedendo la bellezza di 345 punti.
In quella stagione, conclusasi sul 8-8, i Broncos sembrarono alternare vittorie e sconfitte in modo costante.
Una delle sorprese più gradite di quell’anno furono le prestazioni del rookie Terrell Davis, che corse per 1.117 yards, dopo essere stato scelto negli ultimi giri del draft.

Partenza a spron battuto nel 1996, con 3 vittorie consecutive, che diedero il via ad un parziale di 12-1.
Con il vantaggio campo, ed il titolo divisionale ormai in tasca, i Broncos tirarono un pò i remi in barca, perdendo 2 delle ultime 3 gare, e chiusero sul 13-3.
Tuttavia, se si tirano i remi in barca, è poi difficile tornare a vogare come si deve: i Broncos ne ebbero la prova in occasione del Divisional Playoff contro i giovani Jacksonville Jaguars (solo al secondo anno nella NFL).
I Broncos si portarono rapidamente in vantaggio sul 12-0 nel primo quarto, ma i Jags misero poi a segno ben 23 punti consecutivi.
A metà dell’ultimo quarto, sembrava che John Elway potesse dare prova, per l’ennesima volta, della propria magia mettendo a segno un TD, che portò i suoi a -3, dopo la conversione da 2 punti di Terrell Davis.
Ma i Jaguars andarono di nuovo a segno, portandosi sul 30-20.
Denver realizzò un FG, ma non riuscì a recuperare il successivo onside kick, e l’incontro si chiuse con la vittoria di Jacksonville.

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Terrell Davis

Il 1997 si aprì con un cambio di look per i Broncos, che sfoggiarono nuove uniformi, caratterizzate da una testa di cavallo stilizzata su un casco blu scuro, e divise dello stesso colore.
I Broncos partirono a razzo, con 9 vittorie ed una sola sconfitta nelle prime 10 gare.
I ragazzi di Shanahan vennero sconfitti in quel di Kansas City, allorquando Pete Stoyanovich mise a segno un lungo FG a tempo scaduto, dando ai Chiefs la vittoria per 24-22.
Dopo aver vinto le successive 2 partite, i Broncos persero 2 incontri chiave nella corsa al titolo divisionale, che infatti non riuscirono a conquistare.
La formazione del Colorado vinse l’ultima gara di regular season, e chiuse con un ottimo 12-4.
Nella sfida di Wild Card, i Broncos iniziarono la postseason vendicando la sconfitta dell’anno precedente, superando i Jacksonville Jaguars con un impietoso 42-17.
La settimana successiva, i Broncos fecero ritorno a Kansas City, e si trovarono sotto per 10-7 all’inizio dell’ultimo quarto.
I Broncos si portarono velocemente in vantaggio con una meta di Terrell Davis, e lasciarono che la difesa facesse il resto.
In occasione del Championship AFC, gli avversari furono gli Steelers: i Broncos avevano un conto in sospeso con loro, desiderosi di vendicare una scontitta subita per mano degli Acciaieri verso la fine della stagione.
Con 17 punti segnati nel secondo quarto, i Broncos chiusero il primo tempo in vantaggio per 24-14.
Da quel momento in avanti, la difesa di Denver salì in cattedra ed imbrigliò gli Steelers, fino a quando Kordell Stewart imbeccò Charles Johnson con un TD pass da 14 yards, a 2’46” dal termine. Tuttavia, i Broncos ripresero palla, e fecero scorrere il tempo, staccando così il biglietto per il loro quinto Super Bowl.
I Broncos erano finalmente ritornati al Grande Ballo, con la speranza di cancellare i brutti ricordi delle precedenti 4 apparizioni: a contendere loro il titolo, i Campioni uscenti, i Green Bay Packers del grandissimo Brett Favre.
Sin dall’inizio, si ebbe la percezione che la gara avrebbe avuto un esito diverso: John Elway giocò infatti con ancora maggiore determinazione del solito, rischiando in prima persona sui primi down e mettendo a segno un TD nel secondo quarto, che portò i Broncos sul 17-7.
Ma i Packers ridussero le distanze a soli 3 punti appena prima dell’intervallo.
All’inizio del secondo tempo, i Broncos sembrarono in crisi, allorquando Terrell Davis commise un fumble.
Ma la difesa non concesse ai Packers di entrare in endzone, ed i giallo-verdi dovettero accontentarsi di un FG che valse il pareggio.
Verso la fine del terzo quarto, Elway mantenne vivo il drive con un tuffo spettacolare, mettendo i suoi in situazione di primo e goal sulle 1 avversarie.  Terrell Davis segnò il suo secondo TD della serata, dando ai Broncos il vantaggio per 24-17.
I Packers, però. risposero realizzando una meta all’inizio dell’ultimo periodo di gara.
Da quel momento, si assistette ad una sorta di stallo fino quasi alla fine dell’incontro.
Con 1’45” ancora da giocare, i Broncos si portarono in vantaggio grazie alla terza segnatura di Terrell Davis (poi nominato MVP).
Ma non era ancora finita: Brett Favre sospinse rapidamente i suoi in territorio avversario.
Fu allora che la difesa di Denver entrò in azione: Steve Atwater deflettò un passaggio su un terzo down.
In situazione di quarto down, il LB John Mobley deviò con la punta delle dita un passaggio di Favre, che terminò incompleto: era fatta, i Broncos avevano conquistato il Super Bowl.
John Elway si era preso la rivincita contro tutti i propri detrattori, divenendo finalmente Campione del Mondo.
Un’importante annotazione: con la vittoria dei Broncos, terminò una striscia di ben 16 sconfitte consecutive di formazioni AFC al Super Bowl.

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Steve Atwater nel SB contro i Packers

Nel 1998, nonostante una ridda di voci sul ritiro di Elway a fine stagione, i Broncos vinsero ben 13 partite consecutive, assicurandosi, già in Novembre, la vittoria nella AFC West.
Tra i momenti da segnalare, il FG di Jason Elam da 63 yards, il 25 Ottobre, con il quale venne eguagliato il primato NFL quanto a distanza.
Con l’attenzione di tutti rivolta in avanti, al Monday Night di Miami contro i Dolphins (autori, negli anni ’70 della “perfect season”), i Broncos persero il loro primo incontro a New York contro i Giants per 20-16.
Una settimana più tardi, i Broncos vennero sconfitti anche dai Dolphins, e sembrarono cedere al momento sbagliato.
Tuttavia, seppero chiudere degnamente la stagione con una vittoria per 28-21 contro i Seattle Seahawks: in quell’incontro, Terrell Davis corse per 178 yards, infrangendo la barriera delle 2.000 yards in stagione e guadagnandosi il titolo di NFL MVP.
Al contempo, Elway visse un’altra ottima stagione, passando per 2.806 yards.
Nel Divisional Playoff, i Broncos mostrarono di essere davvero in palla, vendicandosi dei Dolphins con un impietoso 38-3, che mandò un chiaro messaggio a tutta la Lega.
Una settimana dopo, però, la formazione di Denver si ritrovò in svantaggio per 10-0 contro i New York Jets nel Championship AFC.
Ma segnando 23 punti consecutivi, i Broncos furono campioni AFC per la seconda volta di fila, chiudendo l’incontro sul 23-10
Dopo la gara, John Elway diede a tutti un indizio circa il proprio ritiro, facendo un giro di campo con il trofeo AFC appena conquistato.
In occasione del Super Bowl XXXII, gli avversari di turno furono gli Atlanta Flacons, allenati da una vecchia conoscenza di Elway e compagni: Dan Reeves.
Anzichè parlare dell’incontro, i media dedicarono la propria attenzione al prossimo ritiro di John Elway, ed all’annosa disputa tra il QB e Reeves, che stavolta vide anche l’involontario coinvolgimento di Mike Shanahan.
Ma i Broncos, specialmente Elway, non avrebbero permesso al passato di mettere loro i bastoni tra le ruote, determinati com’erano a chiudere in bellezza
Come abbiamo visto, nel corso della sua carriera Elway aveva fatto della rimonta nell’ultimo quarto il proprio marchio di fabbrica; tuttavia, stavolta non sarebbe stato necessario ricorrervi.
I Broncos, infatti, controllarono la partita sin dall’inizio, portandosi sul 31-6 all’inizio dell’ultima frazione di gioco.
I Falcons misero a segno 2 inutili touchdowns, ed i Broncos conquistarono il loro secondo Lombardi Trophy consecutivo, col risultato finale di 34-19.
Al termine della partita, John Elway si incamminò sul viale del tramonto, ma lo fece in grande stile, vincendo il secondo Super Bowl di fila, e venendo anche nominato MVP dell’incontro.

Qualche settimana dopo il secondo trionfo, John Elway annunciò il ritiro.
Senza il condottiero di tante battaglie, i Broncos iniziarono davvero male la stagione 2000, con 4 sconfitte consecutive.
A rendere ancor peggiore la situazione giunse l’infortunio al ginocchio rimediato da Terrell Davis, che mise la parola fine al suo campionato.
L’altalenante stagione si chiuse con un deludentissimo 6-10.
Tuttavia, nonostante il record perdente, non mancarono le note positive: il RB Olandis Gary sostituì degnamente Davis, correndo per 1.159 yards, mentre il QB Brian Griese, al secondo anno tra i pro, passò per ben 3.032 yards, facendo pensare che la via del ritorno al successo per i Broncos non sarebbe stata eccessivamente lunga.

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Olandis Gary

Nel 2000, ultima stagione dei Broncos al Mile High Stadium, la formazione di Denver partì male, con 3 sconfitte nelle prime 5 gare, ed un Terrell Davis ancora pesantemente condizionato dagli infortuni.
Oltretutto, a confermare la legge di Murphy, anche Olandis Gary si infortunò, e dovette chiudere anzitempo la stagione.
Il rookie RB Mike Anderson venne allora gettato nella mischia, e si fece trovare pronto: corse infatti per ben 1.500 yards e realizzò 15 TDs, prestazioni che gli valsero il titolo di Offensive Rookie of the Year.
Trascinati dal proprio runner, i Broncos vinsero 9 degli ultimi 11 incontri, chiudendo con un record di 11-5: ciliegina sulla torta, la squillante vittoria per 38-9 contro i San Francisco 49ers nell’ultimo incontro disputato al Mile High Stadium.
Nel match di Wild Card a Baltimora, i Broncos furono costretti ad affrontare i Ravens senza il QB Brian Griese, infortunatosi alla spalla alla fine della regular sesaon.
Opposti ad una delle migliori difese di ogni tempo, i Broncos non entrarono mai in partita, e vennero piegati per 21-3. 

Il 10 Settembre 2001, i Broncos inaugurarono nel migliore dei modi l’Invesco Field, piegando i New York Giants per 31-20 nel Monday Night.
Tuttavia, quella gara fece una vittima eccellente: il WR Ed McCaffrey (uno dei migliori ricevitori di possesso degli ultimi 20 anni, ad avviso di chi scrive) patì un infortunio alla gamba che mise anzitempo fine alla sua stagione.
Senza McCaffrey, l’attacco dei Broncos faticò moltissimo, e nemmeno i RBs seppero farsi valere: Terrell Davis, Olandis Gary e Mike Anderson vissero infatti una stagione all’insegna della mediocrità, totalizzando soli 5 TDs in tre!!!
Il record finale fu un deludente 8-8.

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Ed McCaffrey

Nonostante la persistente inconsistenza di Brian Griese, i Broncos cominciarono alla grande la stagione 2002, con 7 vittorie nelle prime 10 gare.
Clinton Portis era il runner di cui i Broncos avevano disperatamente bisogno, dopo che la carriera di Terrell Davis si era interrotta a causa di continui infortuni al ginocchio.
Portis, poi nominato Offensive Rookie of the Year, corse per 1.506 yards e realizzò la bellezza di 17 TDs.
Ma i Broncos scelsero il momento peggiore per andare in crisi, perdendo 4 delle successive 5 partite, venendo estromessi dalla corsa ai playoff.
La vittoria nell’ultima gara stagionale contro gli Arizona Cardinals portò il bilancio finale sul 9-7, non abbastanza per disputare la postseason.
Alla fine del campionato, i Broncos tagliarono Griese e misero sotto contratto il QB free Agent Jake Plummer, proveniente proprio dai Cardinals.

Con l’arrivo di Plummer, i Broncos iniziarono benissimo la stagione 2003, vincendo le prime 4 gare.
La Week 5 li vide in trasferta contro i Kansas City Chiefs, rivali diretti in Division, anch’essi sul o 4-0.
La partita fu tiratissima, ma gli special teams dei Broncos vennero semplicemente ridicolizzati dalla superstar dei ritorni, Dante Hall: l’incontro vide la sconfitta di Denver per 24-23, cui si aggiunse l’infortunio alla spalla di Jake Plummer, che l’avrebbe tenuto lontano dal campo per un mese.
La settimana successiva, i Broncos, guidati dal back up Steve Beurlein vinsero in trasferta, sul difficile campo dei Pittsburgh Steelers.
La situazione peggiorò ulteriormente, allorquando Beurlein si infortunò a sua volta nella settima giornata del campionato, in occasione della sfida persa per 28-20 contro i Minnesota Vikings.
Con il terzo QB Danny Kannel in cabina di regia, i Broncos persero 3 partite di fila prima di giungere al bye, con un record di 5-4.
La sosta fu un vero toccasana per Denver: la formazione del Colorado potè nuovamente contare su Jake Plummer, che guidò i suoi alla vittoria per 37-8 contro i San Diego Chargers.
I Broncos fecero però un passo indietro la settimana dopo, perdendo per 19-10 contro i Chicago Bears.
Costretti a dover disputare un finale di stagione perfetto per poter accedere ai playoffs, i Broncos sconfissero gli Oakland Raiders per 22-8, pronti a sfidare nuovamente i Chiefs sul parziale di 7-5. Anche se il titolo divisionale era ormai fuori portata, i Broncos vollero comunque mandare un messaggio ai campioni della AFC West, ed assicurarsi una Wild Card.
Non solo i Broncos vinsero l’incontro, ma dominarono in lungo in largo: grande protagonista fu Clinton Portis, che corse per 218 yards e mise a segno ben 5 TDs.
Dopo una vittoria in overtime contro i Cleveland Browns, Denver si guadagnò l’accesso ai playoffs con un’impressionante successo esterno per 31-17 sugli Indianapolis Colts, nonostante l’assenza dell’infortunato Clinton Portis, il cui sostituto Quentin Griffin giocò una gran partita, con 136 yards su corsa all’attivo.
Con i playoffs ormai in cassaforte, i Broncos fecero riposare i titolari: i sostituti persero per 31-3 contro i Green Bay Packers, e la stagione si chiuse con un solido 10-6.
Ma la settimana successiva,.i Colts si vendicarono senza pieta: al RCA Dome, Manning e compagni inflissero ai Broncos un pesantissimo 41-10, con la difesa di Denver completamente allo sbando, che concesse 31 punti nel solo primo tempo, e complessive 479 yards.

Nel 2004, dopo la partenza di Clinton Portis per Washington, in cambio del CB Champ Bailey, i Broncos hanno trovato una validissima alternativa in Reuben Droughns, che ha corso per ben 1.240 yards.
Sospinti dal proprio HB, i Broncos hanno vinto 5 delle prime 6 gare.
Dopo aver perso le successive 2 partite, rispettivamente contro Cincinnati ed Atlanta, i Broncos hanno messo a segno 2 vittorie consecutive, piazzandosi in vetta alla AFC West con il parziale di 7-3. Tuttavia, una brutta sconfitta interna contro gli Oakland Raiders sotto una copiosa nevicata ed una esterna contro i San Diego Chargers sono costate ai Broncos il titolo divisionale, mettendo a repentaglio anche la partecipazione ai playoffs
Dopo una vittoria ed una sconfitta nelle successive 2 gare, i Broncos dovevano assolutamente vincere le ultime 2 partite per disputare la postseason.
Dopo aver piegato i Tennessee Titans per 37-16, i Broncos hanno beneficiato del riposo concesso da Tony Dungy ai suoi titolari, agganciando il treno playoff con un successo interno per 33-14, ed un record finale di 10-6.
Una settimana più tardi, si sono nuovamente trovati di fronte i Colts, questa volta al completo, nel turno di Wild Card: questa volta, Peyton Manning e compagni hanno fatto un sol boccone dei malcapitati Broncos, sconfitti con un impietoso 49-24, dopo aver terminato il primo tempo sotto per 35-3.

Prima dell’inizio della stagione 2005, è sbarcato a Denver il leggendario Jerry “World” Rice, il quale però, resosi conto del poco spazio che avrebbe avuto in squadra, ha annunciato il ritiro.
Reuben Droughns è passato, nell’ambito di una trade, ai Cleveland Browns; per il gioco di corsa, i Broncos si sono quindi affidati al trio Mike Anderson – Tatum Bell – Ron Dayne.
Dopo una sconfitta esterna all’esordio contro i Miami Dolphins, i Broncos hanno messo a segno 5 vittorie consecutive; la striscia vincente si è arrestata in occasione della sfida esterna contro i Giants, impostisi con un solo punto di scarto (24-23).
Denver si è poi ripresa con un bel successo interno contro i Philadelphia Eagles, superati per 49-21.
Dopo il bye, i Broncos hanno piazzato una tripletta vincente, superando in trasferta gli Oakland Raiders ed i Dallas Cowboys (in OT), piegando poi in casa i disastrati New York Jets.
Nella Week 13, la formazione del Colorado ha subìto una battuta d’arresto con i Kansas City Chiefs, ma ha poi chiuso la stagione con 4 successi di fila, che sono valsi il titolo della AFC West.
Nel Divisional Playoff, in un incontro caratterizzato da alcune discusse decisioni arbitrali e parecchi turnovers, i Broncos hanno eliminato dai playoffs nientemeno che i Campioni del Mondo uscenti, i New England Patriots di Tom Brady.
Da segnalare, in quella gara, la grande prestazione di Champ Bailey, che per un soffio non è riuscito a riportare in meta un pallone in meta, correndo per quasi 100 yards.
Ma il cammino dei Broncos si è interrotto bruscamente una settimana più tardi, allorquando i futuri Campioni del Mondo, gli Steelers, hanno espugnato l’Invesco Field con un 34-17.
Jake Plummer non è mai entrato in partita, anzi ha commesso qualche turnover di troppo; merito anche della difesa di Pittsburgh, che ha punito ogni errore di Denver.

Per ricostruire la squadra, in occasione del draft 2006 i Broncos hanno ceduto le loro scelte nn. 15 e 68 per selezionare il QB di Vanderbilt Jay Cutler con l’11ma scelta assoluta.
La seconda scelta è caduta sul TE Tony Scheffler da Western Michigan; poi, hanno utilizzato la successiva scelta (cedutagli dai Washington Redskins) per puntare sul WR di Central Florida Brandon Marshall.
Con le restanti scelte, i Broncos si sono aggiudicati il DE di Louisville Elvis Dumervil, il WR di Akron University Domenik Hixon, la G di North Dakota Chris Kuper ed il C di Minnesota Greg Eslinger.
Inoltre, Denver ha anche ceduto una seconda scelta per il WR dei Packers Javon Walker.
In un’altra operazione, hanno ceduto il WR Ashley Lelie agli Atlanta Falcons, ricevendo in cambio una terza ed una quarta scelta al successivo draft.
Mike Anderson e Trevor Pryce sono stati entrambi rilasciati per motivi di salary cap, e sono stati subito ingaggiati dai Baltimore Ravens.
La stagione si è chiusa col record finale di 9-7, che non è stato però sufficiente ai Broncos per disputare i playoffs.
Ma la delusione per la mancata partecipazione alla postseason si è trasformata in dolore e shock per i Broncos ed i loro tifosi: il giorno di Capodanno del 2007, a meno di 12 dalla fine dell’ultima partita stagionale, il giovane CB Darrent Williams, di soli 24 anni, è stato ferito a morte in una sparatoria, mentre era a bordo di una limousine.
Le brutte notizie non sono però finite: 50 giorni dopo la tragica morte di Williams, il giovane RB Damien Nash è morto durante un incontro benefico di basket.
Jake Plummer, sempre più bersagliato dalle critiche e panchinato in favore di Cutler (poi nominato titolare), ha deciso di ritirarsi dopo essere stato ceduto ai Buccaneers; Plummer si è rifiutato di giocarsi il posto in cabina di regia con Jeff Garcia e Chris Simms in quel di Tampa Bay.

Nell’offseason del 2007, i Broncos hanno ceduto il RB Tatum Bell e l’OT George Foster ai Detroit Lions in cambio dell’ex Pro Bowler e CB Dre’ Bly, per colmare il vuoto lasciato dalla prematura scomparsa di Williams.
Oltre a questa trade, i Broncos ne avevano posta in essere un’altra con i Miami Dolphins per assicurarsi Dan Wilkinson; ma dopo che questi non si è presentato a Denver per sostenere le visite mediche, l’affare è definitivamente saltato.
Denver ha ingaggiato il RB Travis Henry, il FB Thump Belton ed il TE Daniel Graham nella free agency; la squadra ha invece rilasciato il LB Al Wilson in Aprile per motivi di salute e di salary cap.
I Broncos si sono anche assicurati il backup WR Brandon Stokley (Campione del Mondo con gli Indianapolis Colts) ed il P Todd Sauerbrun.
Nonostante l’ottima stagione di Cutler e di Brandon Williams (annata stratosferica per lui), ancora una volta i Broncos non sono riusciti ad accedere alla postseason: l’inattesa sconfitta contro i Texans nella Week 15 e la vittoria dei rivali Chargers la settimana dopo hanno di fatto estromesso Denver dalla corsa ai playoffs.
Il record finale è stato di 7-9, il peggiore dal 1999, la loro ultima stagione di segno negativo. 

Fonti dell'articolo:

http://www.sportsecyclopedia.com/nfl/denver/broncos.html
http://en.wikipedia.org/wiki/2006_Denver_Broncos_season
http://en.wikipedia.org/wiki/2007_Denver_Broncos_season

Il sopra riportato testo costituisce una traduzione dell’elaborato originale, i cui diritti di proprietà intellettuale spettano interamente ed esclusivamente al relativo Autore. 

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