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Ma il Commissioner Pete Rozelle impedì quella mossa, e cercò addirittura di estromettere Davis dalla proprietà della franchigia: il ricorso alle vie giurisdizionali divenne inevitabile.
Ancora ad Oakland, i Raiders iniziarono la stagione con un nuovo QB, dopo aver ingaggiato Dan Pastorini dagli Houston Oilers in cambio di Kenny Stabler.
Ma la new entry faticò moltissimo, tanto che dopo 5 partite i Raiders erano fermi sul 2-3. Pastorini si fratturò una gamba, e venne sostituito da Jim Plunkett.
Quest’ultimo dimostrò di essere il regista perfetto per l’attacco di Oakland, e la squadra giocò un football eccellente per il resto della stagione, chiudendo sul 11-5, e qualificandosi per i playoffs agguantando una Wild Card.
In quella sfida, i Raiders sconfissero in casa gli Houston Oilers 27-7, e la difesa intercettò l’ex compagno Kenny Stabler per ben 2 volte.
Nel Divisional Playoff, disputatosi nel gelo polare di Cleveland, con 30° sotto lo zero, i Raiders sconfissero i Browns 14-12.
Nel Championship AFC, i Raiders piegarono i Chargers in trasferta per 34-27, divenendo la prima Wild Card nella AFC a guadagnare l’accesso al Super Bowl.
In quel periodo, i Raiders erano coinvolti in un contenzioso legale contro la NFL, e volarono a New Orleans per disputarsi il titolo con i Philadelphia Eagles.
Per molti, il Super Bowl XV rappresentò lo scontro tra il bene ed il male: i bravi ragazzi degli Eagles contro i brutti, sporchi e cattivi Raiders.
Gli Eagles ebbero il primo possesso, ma il primo passaggio della partita del QB Ron Jaworski fu intercettato dal linebacker Rod Martin.
I Raiders aprirono le segnature, grazie ad un corto TD pass di Jim Plunkett per Cliff Branch a metà del primo quarto.
I Predoni sferrarono agli avversari un colpo micidiale, allorquando Plunkett imbeccò Kenny King con una bomba da TD di ben 80 yds.
Gli Eagles misero a segno un FG nel secondo periodo, ma la difesa dei Raiders sigillò la partita, dato che Rod Martin intercettò il QB degli Eagles, Ron Jaworski, per altre 2 volte.
I Predoni si imposero per 27-10, e Jim Plunkett venne nominato MVP dell’incontro, grazie ai suoi 3 TD passes.
Quella vittoria portò ad uno dei più grossi momenti di imbarazzo nella storia della Lega: il Commissioner Pete Rozelle fu costretto ad attribuire il Lombardi Trophy ad Al Davis, l’uomo con il quale stava conducendo un’aspra battaglia legale.

A causa degli infortuni e delle scarse prestazioni di Plunkett, nel 1981 fu Marc Wilson ad installarsi in cabina di regia, ma le prestazioni furono decisamente mediocri, tanto da porre fine alla loro striscia di 16 stagioni vincenti, chiudendo con un deludente 7-9.
Al termine della stagione, la franchigia si trasferì a Los Angeles.
Nell’ultimo incontro disputatosi ad Oakland, i Predoni cedettero 23-6 ai Chicago Bears.
Nel 1982, i Raiders conquistarono 2 vittorie in trasferta, ma prima di poter esordire nella Città degli Angeli dovettero attendere la fine dello sciopero dei giocatori NFL, durato ben 2 mesi.
Alla ripresa della stagione, il 22 Novembre, i Raiders sconfissero i San Diego Chargers 28-24, in un Monday Night disputatosi nello storico impianto del Los Angeles Memorial Coliseum.
Dopo aver ceduto in trasferta ai Bengals, i Raiders conquistarono 2 successi consecutivi, prima di affrontare i Rams nel derby di Los Angeles.
I Raiders la spuntarono per 37-31, con il Coliseum che registrò il tutto esaurito, superando, per la prima volta nella storia della NFL, il milione di dollari di incasso.
I Predoni si installarono al vertice della AFC con un record di 8-1, ed il RB Marcus Allen conquistò il titolo di Offensive Rookie of the Year.
Nel primo turno dei playoffs, i Raiders si sbarazzarono agevolmente dei Cleveland Browns con un comodo 27-10.
Tuttavia, nella partita successiva, i Raiders subirono troppi turnovers, venendo sconfitti dai New York Jets per 17-14.

Prima dell’inizio della stagione 1983, i Raiders combinarono un brutto scherzo alla NFL, vincendo il giudizio antitrust promosso contro quest’ultima per aver tentato di bloccare il passaggio da Oakland a Los Angeles, ottenendo un risarcimento danni di ben 35 milioni di dollari.
Tornando al football giocato, i Predoni, decisi a rinforzare la secondaria, ingaggiarono il CB Mike Haynes dai New England Patriots.
Con un attacco equilibrato, i Raiders partirono con il piede giusto, vincendo i primi 4 incontri, prima di venire sconfitti in trasferta 37-35 dai Washington Redskins, partita che, a detta di molti, fu il match dell’anno.
La squadra californiana conquistò nuovamente il titolo della AFC West con un record di 12-4, nonostante una duplice sconfitta per mano dei Seattle Seahawks.
Nel Divisional Playoff giocatosi al Coliseum, i Raiders distrussero i Pittsburgh Steelers 38-10.
Quella vittoria portò i Predoni ad affrontare nuovamente in casa i Seahawks nel Championship AFC.
I Raiders chiusero il primo tempo in vantaggio per 20-0, trascinati dalle corse di Marcus Allen, e si imposero infine per 30-14, conquistando l’accesso al Super Bowl XVIII.
Come all’inizio di stagione, anche nella finale NFL i Raiders si scontrarono con i Washington Redskins a Tampa.
”Staccherò la testa a Joe Theismann”, dichiarò il defensive end Lyle Alzado, tanto per far scaldare un po’ gli animi alla vigilia.
Furono i nero-argento ad aprire le marcature, quando Derrick Jensen bloccò un punt di Jeff Hayes e lo riportò in meta all’inizio del primo quarto.
Alla fine della seconda frazione, il risultato era fermo sul 14-3, quando i Raiders misero a segno un vero colpo gobbo: Jack Squirek intercettò e riportò in meta uno screen pass.
”Ero sotto shock”, ricorda Squirek, ”mi sembrava di sognare. Non potevo crederci fin quando i miei compagni mi balzarono addosso per festeggiare”.
I Redskins avevano segnato nello stesso identico modo in regular season, ma questa volta i Raiders non si fecero ingannare, portandosi sul 21-3 al termine del primo tempo.
La seconda parte di gara fu un vero e proprio show personale di Marcus Allen, che realizzò 2 TDs nel terzo periodo, uno dei quali con una corsa da ben 75 yards, chiudendo di fatto l’incontro sull’ultimo gioco di quella frazione.
Allen si aggiudicò il titolo di MVP dell’incontro, ed i Raiders il loro terzo Lombardi Trophy col risultato finale di 38-9.
Anche stavolta, gli occhi di Al Davis luccicarono, allorquando ricevette il trofeo dalle mani di Pete Rozelle, da lui sconfitto in tribunale.

Nel 1984, i Raiders esordirono alla grande, vincendo le prime 4 gare, e complessive 7 delle prime 8.
Ma una striscia perdente di 3 partite non consentì loro la matematica conquista del titolo divisionale, costringendoli a lottare per una Wild Card, con un record di 11-5.
Nella sfida in trasferta contro i Seahawks, i Predoni dovettero inchinarsi 13-7 ai padroni di casa.
Grande annata quella del 1985 per Marcus Allen, che venne nominato sia Offensive Player of the Year che NFL MVP; i Raiders tornarono a conquistare il titolo della AFC West vincendo le ultime 6 partite stagionali e chiudendo sul 12-4.
Ma la post-season si concluse con un’inaspettata sconfitta casalinga, rimediata nel Divisional Playoff dai New England Patriots per 27-20, nella quale i Raiders persero numerose volte il possesso del pallone in favore degli avversari.
Pessima partenza dei Raiders nel 1986, con 3 sconfitte in altrettante partite, e con Marcus Allen infortunato ad inizio stagione.
Gli infortuni del RB divennero tuttavia oggetto di aspre controversie: addirittura, Al Davis dichiarò pubblicamente che Allen stava fingendo.
Nonostante tutto, i Raiders si ripresero alla grande, con 8 vittorie nelle successive 9 partite; ma la stagione prese nuovamente una pessima piega, allorquando un fumble commesso da Marcus Allen venne riportato in meta, dando ai Philadelphia Eagles un’insperata vittoria in overtime al Coliseum, e rinfocolando le polemiche tra Davis ed il suo giocatore.
Quella sconfitta diede il via ad un’altra striscia perdente di 4 incontri, ed i Raiders chiusero con un deludentissimo record di 8-8.
Nel 1987, i contrasti tra Marcus Allen ed Al Davis si acuirono ulteriormente, con l’ingaggio dell’ex vincitore del Heisman Trophy Bo Jackson.
Tuttavia, i californiani non ebbero Jackson a tempo pieno tra le proprie fila, in quanto l’atleta decise di dividersi tra il baseball, con i Kansas City Royals, ed il football con i Raiders, per l’appunto.
Con la stagione di baseball in corso, Allen aiutò i compagni a portarsi sul 2-0, prima che uno sciopero dei giocatori spingesse le dirigenze delle franchigie NFL ad utilizzare dei rincalzi.
Al Davis non mollava, insistendo affinchè Allen lasciasse la squadra: quest’ultimo non lo fece, e si andò di male in peggio.
Dopo aver vinto il loro primo incontro, le riserve dei Raiders persero le successive 2 gare.
Quando i titolari fecero ritorno, la striscia negativa continuò, fino ad interrompersi in occasione di un Monday Night vinto a Seattle per 37-14.
Quella partita rappresentò lo zenith della carriera da Raider di Bo Jackson: guadagnò 221 yards su corsa e mise a segno 2 TDs.
Nel secondo quarto, in una situazione di 3° e 6 sulle 9 yards dei Raiders, Bo prese l’handoff, tagliò sulla sinistra, bruciò la safety Kenny Easley (un All Pro) e si involò per 91 yards.
Arrivato nella endzone non si fermò per celebrare il touchdown, ma continuò la sua incredibile corsa imboccando il tunnel degli spogliatoi del Kingdome, seguito a ruota dai compagni !!!
Il secondo touchdown fu una corsa dalle 2 yards di Seattle, in cui Bo travolse l’iper-pubblicizzato linebacker Brian Bosworth (poi attore di B - movies, N.D.R.).
Ma fu un fuoco di paglia: i Raiders, infatti, persero le loro ultime 3 partite stagionali, chiudendo con un pessimo 5-10.
Al termine della stagione Al Davis, ormai scontento della piazza losangelina, a suo dire priva di passione, cominciò a pensare ad un ulteriore trasferimento.
Al contempo, il coach Tom Flores si dimise, dopo 9 anni di grandi successi.

Sotto la guida del nuovo coach Mike Shanahan (poi vincitore di 2 Lombardi Trophies con i Denver Broncos), nel 1988 le prestazioni dei Raiders furono decisamente mediocri, tanto da chiudere la stagione sul 7-9; il nuovo QB Jay Schroeder si rivelò troppo incline ai turnovers, mentre Marcus Allen venne sottoutilizzato, a causa del secondo “mezzo arrivo” di Bo Jackson.
Al termine della stagione, Al Davis fu tentato di tornare ad Oakland, ma rimase a Los Angeles dopo il rinnovamento del Coliseum.
Un giocatore di spicco in quegli anni altalenanti fu Howie Long, defensive end selezionato per 8 volte al Pro Bowl, votato nel NFL All Decade Team degli anni ‘80 e successivamente eletto nella Hall of Fame.

La stagione 1989 non avrebbe potuto cominciare meglio, con i Raiders che distrussero all’esordio i San Diego Chargers per 40-14; tuttavia, tre sconfitte interne consecutive costarono il posto a coach Shanahan.
Guidati da Art Shell, i Raiders mostrarono significativi miglioramenti, vincendo 4 delle prime 5 partite.
Una piccola curiosità: in quell’anno, Shell divenne il primo head coach di colore nella storia della NFL.
I Predoni avevano assoluto bisogno di una vittoria nell’ultimo incontro stagionale per agguantare l’ultimo posto disponibile per i playoffs.
Ma il sogno si infranse contro i Giants, che si imposero in casa 34-17; i Raiders chiusero sul 8-8, e Marcus Allen portò il pallone per ben 69 volte.
Il 1990 vide nuovamente Allen quale componente insostituibile ed essenziale dell’attacco, con ben 13 touchdowns all’attivo, che trascinarono i Raiders alla vittoria in 6 delle prime 7 partite stagionali.
Ancora una volta, i Predoni conquistarono il titolo divisionale con un eccellente 12-4, con lo stesso Allen e Bo Jackson a fornire una spinta micidiale nel backfield.
Nel Divisional Playoff, i Raiders sconfissero i Cincinnati Bengals per 21-10 al Coliseum.
Purtroppo, verso la fine del terzo quarto Bo Jackson subì un gravissimo infortunio all’anca a seguito di un placcaggio da tergo portatogli da David Fulcher, che segnò la fine della sua carriera.
I Raiders, costretti a giocare senza una delle loro stelle, diedero l’addio ai sogni di gloria con una pesantissima sconfitta per 51-3, rimediata in trasferta a Buffalo dai Bills, nel Championship AFC.
La lotta tra Al Davis e Marcus Allen era ben lungi dall’essere conclusa, ed il runner andò su tutte le furie quando, nel 1991, il proprietario ingaggiò il RB free agent Roger Craig; Allen sembrava ormai in trappola, quasi una semplice comparsa.
Se l’avessero impiegato di più, forse i Raiders avrebbero evitato di perdere le ultime 3 partite stagionali.
Nonostante tutto, con un record di 9-7, i Raiders ebbero l’opportunità di giocarsi una Wild Card, ma dovettero inchinarsi ai Chiefs, che si imposero per 10-6 a Kansas City.
Il 1992 vide nuovamente Marcus Allen languere in panchina, ed i Raiders perdere le prime 4 gare.
Il bilancio finale fu decisamente negativo, con un deludentissimo 7-9.
Al termine della stagione, Marcus Allen, divenuto free agent, si accasò a Kansas City, deciso a vendicarsi di Al Davis, che aveva complottato contro di lui per farlo finire in panchina.
Con il nuovo QB Jeff Hostetler in cabina di regia, nel 1993 i Raiders giocarono un football consistente per tutta la stagione, qualificandosi per i playoffs con un ottimo 10-6, spesso vincendo molti incontri con minimi scarti nell’ultimo quarto.
Una di queste vittorie, di particolare importanza, fu quella conseguita all’ultima giornata in overtime per 33-30 contro i Denver Broncos al Coliseum, che diede loro il vantaggio campo per la sfida di Wild Card.
Quest’ultima si concluse con un trionfo dei Raiders, che si imposero 42-24 sempre contro Denver.
Una settimana dopo, nel Divisional Playoff, i Predoni si portarono in vantaggio all’inizio dell’ultimo quarto a Buffalo; tuttavia, i Bills rimontarono alla grande, imponendosi per 29-23 e rispedendo i nero-argento in California, con le pive nel sacco.
Nel 1994, i Raiders partirono davvero male, con 3 sconfitte nelle prime 4 gare; ma in seguito si ripresero, e giunsero all’ultima partita stagionale al Coliseum dopo 3 vittorie consecutive.
I Predoni avevano bisogno di vincere contro i Kansas City Chiefs per giungere ai playoffs.
Le cose andarono, però, nel verso sbagliato: l’attacco dei Raiders faticò oltremisura, e la sconfitta per 19-9 mise fine alla stagione, chiusasi sul 9-7.
Al termine del campionato, coach Shell venne silurato, e rimpiazzato da Mike White.
Tuttavia, la notizia bomba della off-season fu un trasferimento.
Dopo 13 deludenti anni a Los Angeles, i Raiders annunciarono il loro ritorno ad Oakland, le cui autorità si erano impegnate a rimodernare pesantemente il vecchio Alameda County Coliseum.
Il 03 Settembre 1995, i Raiders fecero una trionfale rentrée, sconfiggendo in casa i San Diego Chargers per 17-7.
Il ritorno a casa, ed un pubblico appassionato e caldissimo, diedero un’incredibile spinta ai Raiders, che vinsero 8 delle prime 10 partite.
Ma una sconfitta casalinga per 34-21 contro i Dallas Cowboys riportò i Predoni con i piedi per terra: la squadra terminò con una striscia perdente di 6 partite, chiudendo sul 8-8.
Nel 1996, i Raiders persero le prime 2 gare in trasferta, prima di vincere in casa contro i Jacksonville Jaguars per 17-3.
La vittoria diede la stura ad una striscia positiva di 5 partite su 6.
Putroppo, 2 distinte strisce negative di 3 partite ciascuna spinsero i Raiders nel baratro, con un bilancio finale di 7-9; ciò costò il posto a Mike White, licenziato al termine della stagione e rimpiazzato da Joe Bugel.
Pessimo avvio di stagione nel 1997 per i Raiders, che persero 3 dei primi 4 incontri per soli 3 punti o meno.
La mediocrità fu il tratto distintivo di quell’annata, ed i Predoni chiusero con un terribile record negativo di 4-12.
Al termine della stagione, Joe Bugel fece le valigie, sostituito da Jon Gruden.
Quest’ultimo, nel 1998, divenne il più giovane coach della NFL e, nonostante prestazioni non eccelse fornite dai Raiders (bilancio finale 8-8), si accattivò le simpatie dei tifosi, per la sua energia e la sua intensità a bordo campo.
Piccola nota di colore: Gruden venne soprannominato dai suoi giocatori “Chucky”, come la bambola assassina protagonista di una celebre serie di film horror.

La stagione 1999 fu decisamente altalenante, e si concluse con il medesimo record dell’anno precedente.
Ma nell’ultima giornata di regular season, i Raiders si tolsero una grossa soddisfazione, estromettendo i Chiefs dalla corsa ai playoffs, con una grande rimonta conclusasi sul 41-38 in overtime a Kansas City.
Nel 2000, il Quarterback dei Raiders, Rich Gannon, realizzò il proprio record in carriera per yards su passaggio (ben 3.430), ed i Predoni si installarono autorevolmente al comando della AFC West, conquistando la vittoria in 10 delle prime 12 partite.
La squadra californiana perse gli ultimi 4 incontri, ma il 12-4 finale fu sufficiente per conquistare il titolo divisionale per la prima volta in 10 anni, oltre ad un turno di riposo.
Nel Divisional Playoff la difesa dei Raiders dominò i Miami Dolphins, ed i Predoni si imposero agevolmente per 27-0, nella prima partita di post-season disputatasi ad Oakland in 20 anni.
Tuttavia, una settimana più tardi, nel Championship AFC, Rich Gannon si infortunò alle costole in una delle prime azioni, e furono i Baltimore Ravens a spuntarla per 16-3.

La stagione 2001 vide i Raiders aggiungere un’altra freccia al proprio arco nel reparto offensivo, con l’ingaggio di Jerry “World” Rice, il più grande ricevitore di sempre, tagliato dai San Francisco 49ers per motivi di salary cap.
Rice si unì al Predone di lunga data Tim Brown nel club delle 1.000 yards, e la partenza dei Raiders fu stratosferica, con 8 vittorie nelle prime 10 gare.
I californiani si ripresero immediatamente da un’inattesa sconfitta interna per mano dei Cardinals, e, giunti sul 10-3, sembravano ormai destinati ad aggiudicarsi il titolo divisionale.
Tuttavia, confidando su un vantaggio campo ormai pressoché scontato, i Raiders incapparono in 3 sconfitte consecutive, che li costrinsero a lottare per una Wild Card, dopo aver chiuso sul 10-6.
Nel primo turno di playoffs, Jerry Rice mostrò al mondo di non essere ancora pronto per il ritiro, totalizzando circa 200 yds su ricezione e guidando i suoi ad una bella vittoria casalinga per 38-24 contro i New York Jets.
Una settimana più tardi, il Championship AFC sembrava ormai nelle mani dei Predoni, che conducevano per 13-10 contro i Patriots nella neve del New England, quando misero a segno un fumble ai danni di Tom Brady con meno di 2 minuti sul cronometro.
Ma dopo l’instant replay, ed a causa di quell’oscura norma denominata tuck rule, la chiamata venne rovesciata in sfavore dei Predoni.
I Pats pareggiarono, e si assicurarono il primo possesso dei supplementari, conquistandosi una vittoria (non senza polemiche) per 16-13, grazie al piede sicuro di Adam Vinatieri.
Al termine della stagione, coach Gruden venne ceduto ai Tampa Bay Buccaneers in cambio di scelte nel draft, dopo che i Raiders non erano stati in grado di fargli firmare un’estensione di contratto.
Quale la ragione del mancato accordo?
Come nell’ “affare Allen”, anche stavolta fu determinante l’egocentrismo di Al Davis; il padre - padrone dei Raiders non aveva gradito il fatto che Gruden gli avesse rubato la scena, e voleva a tutti i costi riguadagnare parte del controllo che aveva perso in favore del suo allenatore.
Alla guida dei Raiders venne chiamato Bill Callahan.
Nel 2002, agli ordini del nuovo coach, i Raiders partirono a spron battuto, vincendo le prime 4 partite stagionali, guidati da un attacco capace di segnare ben 162 punti in quegli incontri.
Ma ben presto la situazione si rovesciò, con 4 sconfitte consecutive, ed al giro di boa i Raiders potevano vantare un non certo invidiabile record di 4-4.
Tuttavia, i Predoni si ripresero prontamente, e Jerry Rice realizzò il suo 200° TD della carriera, in una vittoria esterna per 34-10 contro i Denver Broncos nel Monday Night.
Quello fu l’inizio di una striscia vincente di 5 gare consecutive, tra le quali un’altra sfida del lunedì sera, vinta in casa per 26-20 contro i New York Jets; in quella partita un altro Raider, Tim Brown, entrò nella storia, diventando il terzo ricevitore di sempre a totalizzare 1.000 ricezioni in carriera, raggiungendo il compagno Rice e Cris Carter.
Dopo una sconfitta esterna a Miami per mano dei Dolphins, i Raiders conquistarono la AFC West con un eccellente 11-5, e Rich Gannon venne nominato NFL MVP grazie alle 4.689 yards lanciate, oltre a 26 TD passes e soli 10 intercetti.
I Raiders, forti del vantaggio campo, affrontarono nuovamente i Jets nel Divisional Playoff; dopo aver chiuso sul 10 pari il primo tempo, i Predoni presero il largo nell’ultimo periodo, quando il WR Jerry Porter quasi eclissò i ben più quotati compagni di reparto, mettendo a segno 123 yards su ricezione, tra le quali una da 50 yards, con il TD che diede la svolta all’incontro.
I Raiders si trovavano in svantaggio per 17-14 negli ultimi minuti del primo tempo contro i Tennessee Titans nel Championship AFC, ma improvvisamente si risvegliarono, recuperando un fumble commesso dagli avversari sulle proprie 16, e permisero così a Gannon di mettere a segno un TD pass.
Sul successivo kickoff, i californiani colsero una ghiotta occasione, recuperando un altro fumble e mettendo Sebastian Janikowski in condizione di calciare un FG, che portò i Raiders a chiudere il primo tempo sul 24-17.
Il passivo per i Titans si fece ancor più pesante nel secondo tempo, ed i Raiders, con una squillante vittoria per 41-24, staccarono il biglietto per il Grande Ballo, dopo ben 19 anni d’assenza.
Parlando dell’edizione n. XXXVII del Super Bowl, non si può non citare l’espressione del grande filosofo Giovan Battista Vico, ”corsi e ricorsi storici”: i Raiders, infatti, si trovarono di fronte i Tampa Bay Buccaneers, allenati dall’ex Jon Gruden.
Quest’ultimo, tra il 1998 ed il 2001, aveva ricostruito i Predoni, trasformandoli in una macchina da punti, che il suo successore aveva poi portato a diventare il miglior attacco della NFL; la sfida si preannunciava stellare, dato che i Bucs potevano invece vantare la miglior difesa della Lega.
La settimana del Grande Ballo passò alla storia come “The Chucky Circus”: l’atmosfera da circo ebbe effetti decisamente negativi sui Raiders, specie per il loro centro titolare Barret Robbins, il quale sparì alla vigilia dell’incontro, che si sarebbe svolto a San Diego.
Il giocatore riapparve il mattino successivo, dopo una notte passata a bere a Tijuana, ma venne immediatamente sospeso dalla squadra.
All’inizio della partita, sembrava che le distrazioni di Robbins non avessero danneggiato eccessivamente i Raiders, che capitalizzarono un intercetto sul primo drive offensivo avversario, portandosi subito in vantaggio per 3-0.
Ma i Bucs sembravano conoscere in anticipo le mosse dei Predoni, tanto da intercettare Rich Gannon per ben 2 volte ed ingabbiare completamente l’attacco avversario, chiudendo il primo tempo sul 20-3.
Le cose non andarono meglio ai californiani nel terzo quarto, dato che i Buccaneers aumentarono il distacco, portandosi sul 27-3 al termine di un lunghissimo drive, che tolse tempo prezioso ai Raiders.
Gannon, cercando disperatamente di riportare i suoi in partita, venne nuovamente intercettato, questa volta da Dwight Smith, che riportò il pallone in meta per il 34-3.
Con 3 segnature consecutive, i Raiders tentarono la rimonta, portandosi sul 34-21.
Ma negli ultimi 2 minuti, altri 2 intercetti riportati in meta schiantarono definitivamente i Raiders, che si arresero ai Buccaneers con il pesantissimo punteggio di 48-21.
“Chucky” si era preso la rivincita, alla faccia di Al Davis.

Gli strascichi della sconfitta nel Super Bowl si fecero decisamente sentire nel 2003; i Raiders faticarono oltre misura nelle prime 4 gare, vincendone 2 in casa (senza brillare eccessivamente) e perdendone altrettante in trasferta.
Le cose andarono di male in peggio: 5 sconfitte consecutive e soprattutto, nella Week 8, il grave infortunio alla spalla rimediato da un Rich Gannon in evidente difficoltà, che mise la parola fine alla sua stagione.
Al contempo, era ormai palese il contrasto tra i giocatori e coach Callahan, da molti ritenuto all’origine della pessima figura rimediata al Super Bowl.
La striscia negativa dei Raiders si concluse con una vittoria casalinga per 28-18 sui Minnesota Vikings, ma fu un fuoco di paglia: la stagione, infatti, si concluse con un allucinante record negativo di 4-12, peggior risultato di sempre per una squadra reduce dal Super Bowl.
I veterani, che erano parsi al massimo del loro splendore nella precedente stagione, sembravano ora pronti per la pensione.
Tra i più deludenti, Jerry Rice e Tim Brown, che avevano messo a segno soli 2 touchdowns ciascuno.
Al termine di quella disastrosa stagione, nella quale i Raiders avevano chiuso col peggior record nella Lega alla pari con i New York Giants, Bill Callahan venne silurato, e sostituito da Norv Turner.
I Raiders cominciarono a fare pulizia, rilasciando il veterano Tim Brown (detentore di molti records di franchigia in termini di ricezioni), e rinforzando la difesa con l’ingaggio del free agent Warren Sapp, proveniente dai Buccaneers di Jon Gruden.

La stagione 2004 non è stata molto migliore della precedente, concludendosi con un deludente 5-11.
Tra le poche note positive, le prestazioni dell’offensive tackle Robert Gallery (seconda scelta assoluta del Draft 2004) e del wide receiver Ron Curry.
Nella off-season, la dirigenza californiana ha però messo a segno alcuni eccellenti colpi nel mercato dei free agents, ingaggiando il WR Randy Moss dai Minnesota Vikings, il RB Lamont Jordan dai New York Jets ed il DE Derrick Burgess, reduce dall’apparizione al Super Bowl con i Philadelphia Eagles.
Nonostante i nuovi arrivi, la stagione 2005 è stata ancora fallimentare: i Raiders hanno infatti chiuso con un pessimo 4-12 e l’ultimo posto in classifica, i quali sono costati il posto a Norv Turner.
L’11 Febbraio 2006, il team ha annunciato il ritorno di Art Shell in panchinga: all’atto della comunicazione ufficiale, Al Davis ha dichiarato che il licenziamento dello stesso Shell nel 1995 era stato un errore.
Sotto la guida di Shell, i Raiders hanno perso le prime 5 gare della stagione 2006, chiusa poi con un allucinante 2-14, il peggior record di squadra dal 1962.
Il reparto offensivo di Oakland ha stentato paurosamente, mettendo a segno la miseria di 168 punti (peggior risultato di sempre) e concedendo ben 72 sacks, il numero più alto della Lega.
Il WR Jerry Porter è stato panchinato da Shell per la maggior parte della stagione: il che è parso a molti più una scelta personale che tecnica.
In virtù di quel record disastroso, i Raiders hanno avuto il diritto alla prima scelta assoluta nel draft 2007 per la prima volta dal 1962 (quando facevano parte della AFL) e per la prima volta da squadra NFL. Dopo una sola stagione da HC, Shell è stato silurato il 04 Gennaio 2007.
Il successivo 22 Gennaio, la squadra ha annunciato l’ingaggio del 31enne Lane Kiffin, già offensive coordinator di USC, che è così divenuto il piiù giovane allenatore capo nella storia della franchigia e nella NFL.
In occasione del draft, i Predoni hanno speso la prima scelta assoluta su JaMarcus Russell, QB di LSU. Il giovane atleta, poi poco impiegato in stagione, ha fatto parlare di sè per il più lungo holdout nella storia della Lega: ci sono volutii diversi mesi prima che si ritenesse finalmente soddisfatto della proposta contrattuale formulatagli dalla squadra. Niente male per un rookie…
Anche la stagione 2007 appena trascorsa è stata fallimentare per i Silver & Black, e si è conclusa con un pessimo 4-12.
Numerosi sono stati i problemi che Kiffin ha dovuto affrontare, primo di tutti quello della cabina di regia. La posizione è stata ricoperta da diversi QB: Daunte Culpepper (giunto ad Oakland dopo essere stato tagliato dai Dolphins), Josh McCown, Andrew Walter.
Inoltre, anche il gioco di corsa non ha funzionato benissimo, tanto che LaMont Jordan ha chiesto di essere ceduto.
Il reparto ricevitori ha invece registrato la perdita di Randy Moss, ceduto ai Patriots in cambio di una scelta al draft.
Nella offseason, i Predoni sono stati attivissimi nel mercato dei free agents: Al Davis sembra determinato a riportare la squadra agli antichi fasti.
Sono stati ingaggiati il forte CB DeAngelo Hall (dai Falcons via trade), i WRs Drew Carter (ex Panthers) e Javon Walker (da Denver), la S Gibril Wilson (fresco Campione del Mondo coi Giants), il C John Wade (ex Buccaneers) ed il DE Kalimba Edwards (provenienza Lions).
Fonti dell'articolo:
http://en.wikipedia.org/wiki/Oakland_Raiders#Return_to_Oakland_.281995.E2.80.93present.29
http://en.wikipedia.org/wiki/2007_Oakland_Raiders_season
Il sopra riportato testo costituisce una traduzione dell’elaborato originale, i cui diritti di proprietà intellettuale spettano interamente ed esclusivamente al relativo Autore.
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