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Dall’Ohio al Missouri, passando per la California, ecco la loro epopea.

L’avventura di questa storica franchigia ebbe inizio nel lontano 1934, allorquando i St. Louis Gunners entrarono nella NFL acquistando i defunti Cincinnati Reds.
Questi ultimi avevano perso le prime 8 partite, prima di essere sospesi dalla Lega per inadempimento nei pagamenti.
I St. Louis Gunners, guidati dal coach Charles ‘Chile’ Walsh, chiusero le 3 ultime partite della stagione con 1 vittoria e 2 sconfitte. Anche i Gunners vennero poi estromessi dalla Lega per fallimento.
Tre anni più tardi, il 13 Febbraio 1937, la National Football League garantì una franchigia a Cleveland, fondata dalla Homer Marshman and Associates, un influente gruppo di uomini d’affari locale.
Il medesimo gruppo, nel 1936, era stato proprietario di una squadra nella rivale American Football League.
Anche quel team era conosciuto come Rams, ed aveva concluso con il secondo miglior record nella Lega (5-2-2). La nuova franchigia NFL fu invece un’entità completamente separata, poichè non vi fu alcun travaso di tecnici o giocatori dall’una all’altra squadra.

Il logo dei Cleveland Rams
Il primo head coach dei nuovi Rams fu Hugo Bezdek; la prima partita, disputata al Cleveland Municipal Stadium il 10 Settembre, li vide soccombere per mano dei Detroit Lions, che si imposero per 28-0.
11 giorni più tardi, i Rams vinsero il loro primo incontro, sconfiggendo in trasferta i Philadelphia Eagles con il punteggio di 21-3.
Comunque, i Rams non avrebbero segnato più di 10 punti in alcuna delle restanti partite, chiudendo con il pessimo record stagionale di 1-10.
Nel 1938, i Rams disputarono le proprie partite casalinghe allo Shaw Stadium, impianto di high school.
Dopo tre sconfitte in altrettanti incontri, coach Bezdek venne silurato.
La mossa parve funzionare, poichè l’arrivo di Art Lewis in panchina coincise con 3 successi consecutivi.
Ma i Rams avrebbero vinto solo una delle restanti 5 partite, terminando sul 4-7-0.
La stagione successiva vide il ritorno degli Arieti al Municipal Stadium: a mettersi in luce fu il rookie HB Parker Hall, che conquistò il titolo di MVP; per la prima volta, i Rams terminarono con un record positivo (5-5-1), sotto la guida del nuovo coach Earl “Dutch” Clark.

Parker Hall in azione
Tuttavia, la squadra non seppe ripetersi nel 1940, chiudendo sul 4-6-1.
Nel 1941, la franchigia venne acquistata da Daniel F. Reeves e Fred Levy, Jr.
Il cambio di proprietà sembrò inizialmente giovare ai Rams, che vinsero le prime 2 gare stagionali, ma persero poi le restanti 9.
La stagione successiva vide entrambi i proprietari impegnati in guerra; Bob Kelley venne chiamato a dirigere la Società.
Dopo 3 stagioni al Municipal Stadium, i Rams decisero di disputare le proprie partite casalinghe al League Park. L’ultima stagione di Dutch Clark come allenatore capo si chiuse sul 5-6.
Nel 1943, Daniel F. Reeves rilevò le quote del socio, divendendo l’unico proprietario della franchigia.
Tuttavia, a causa del conflitto in corso e della carenza di manodopera, i Rams furono costretti a sospendere l’attività.
Quest’ultima riprese nel 1944, con un roster imbottito di free agents e giocatori di scarso livello.
In ogni caso, sotto la guida di coach Buff Donelli, gli Arieti partirono alla grande, con 3 vittorie in altrettante gare; tuttavia, i Rams pagarono l’inesperienza di molti dei loro giocatori, chiudendo sul 4-6.
Charlie Walsh venne promosso GM, dopo essere stato ingaggiato come assistente allenatore nel 1942.
Piccola curiosità: Walsh offrì 100 $ a chiunque avesse segnalato giocatori per la franchigia.
L’anno successivo, con coach Donelli impegnato al fronte, Walsh nominò allenatore capo suo fratello Adam.
Il grande QB Bob Waterfield, draftato nel 1944, si unì alla squadra e la guidò al suo primo Divisional Championship, con un record di 9-1.
Bob (che sarebbe diventato il primo giocatore di sempre a conquistare il titolo di NFL MVP all’unanimità) lanciò per 1.609 yds, mettendo a segno 14 TD passes. Il miglior ricevitore fu Jim Benton, con 1.067 yards e 8 TDs all’attivo.
Tra i momenti da ricordare in quella stagione, la sfida del Thanksgiving Day a Detroit contro i Lions, nella quale Benton ricevette 10 passaggi, conquistando ben 303 yards e guidando i Rams alla vittoria per 28-21.
La conquista del primo titolo NFL avvenne in Dicembre sul campo ghiacciato del Cleveland Municipal Stadium: i Rams sconfissero i Washington Redskins per 15-14, con la sfida nella sfida tra il giovane Waterfield ed il veterano Sammy Baugh nel ruolo di QB.

Ma la gioia, per i tifosi di Cleveland, fu davvero effimera: l’11 Gennaio del 1946, infatti, Reeves chiese l’autorizzazione a spostare la franchigia a Los Angeles.
Molti proprietari espressero preoccupazioni per l’aumento dei costi necessari ad affrontare le trasferte fino in California. Dando il via ad una lodevole tradizione, Reeves si offrì di pagare agli altri proprietari 5.000 $, oltre alla cauzione già esistente, in occasione delle sfide sulla West Coast contro gli Arieti.
L’accordo fu approvato, ad i Rams furono la prima squadra a trasferirsi ad Ovest.
Questo fu l’inizio di un trend che avrebbe poi riguardato altri sport professionistici, continuando per interi decenni.
Con l’arrivo dei Campioni in carica, finalmente Los Angeles avrebbe avuto una squadra professionistica di alto livello.
I nuovi Los Angeles Rams dimostrarono di saper precorrere i tempi, ingaggiando il HB Kenny Washington ed il WR Woody Strode: essi furono i primi due atleti di colore a giocare nella NFL dal 1932, anno in cui la Lega aveva bandito gli afro-americani.
Il 29 Settembre, la città di Los Angeles ospitò il primo incontro di football nello storico impianto del Memorial Coliseum, in cui si erano svolti i Giochi Olimpici del 1932.
All’esordio ufficiale, i Rams vennero sconfitti dai Philadelphia Eagles per 25-14.
Dopo una vittoria ed un pareggio esterni, gli Arieti conquistarono il primo successo casalingo il 20 Ottobre contro i Detroit Lions, ma persero 3 dei successivi 5 incontri, e le speranze di bissare il titolo svanirono.
I Rams terminarono la loro prima stagione in California con un record di 6-4-1.
Nel 1947, il proprietario Dan F. Reeves assunse altresì il ruolo di GM, in seguito alle dimissioni di Charlie Walsh. Anche il fratello di quest’ultimo, Adam, se ne andò, e Bob Snyder fu chiamato a sostituirlo.
Sotto la sua guida, i Rams, falcidiati dagli infortuni per tutta la stagione, chiusero sul 6-6.

Dan F. Reeves
Nel 1948, gli Arieti si presentarono ai nastri di partenza con un nuovo coach ed un nuovo look.
Quest’ultimo fu opera del HB Fred Gehrke (designer industriale) nella off-season; Gehrke aveva infatti dipinto delle corna gialle sui lati del casco.
I Rams diedero così il via ad un trend: entro il 1960, infatti, tutte le squadre (tranne una, ovvero i Cleveland Browns) avrebbero seguito l’esempio della formazione di Los Angeles, ponendo un logo od un emblema sui propri caschi.
A guidare i Rams fu chiamato Charles Shaughnessy, allorquando Bob Snyder si dimise, a soli 19 giorni dall’inizio della stagione.
Dopo una vittoria ed un pareggio nelle prime 2 partite, i Rams persero 4 dei successivi 5 incontri.
Ma un ottimo finale di stagione, con 4 vittorie in 5 partite, consentì ai californiani di chiudere con un record di 6-5-1.
L’anno successivo, i Rams partirono a spron battuto, vincendo le prime 6 partite stagionali.
La striscia vincente culminò nel successo casalingo contro i Chicago Bears per 27-24, con un’affluenza record di 86.080 spettatori al Coliseum.
Nelle restanti partite, i Rams conquistarono 2 successi, pareggiarono 2 incontri e ne persero altrettanti.
Il record di 8-2-2 valse loro il primo titolo divisionale a Los Angeles.
A mettersi in mostra, quell’anno furono i QBs Bob Waterfield e Norm Van Brocklin (quest’ultimo rookie), oltre a Elroy ‘Crazy Legs’ Hirsch, che ricevette 22 passaggi, diventando il miglior flanker della lega.
Tom Fears, invece, mise a segno ben 77 ricezioni, per complessive 1.013 yards.
Nonostante ciò, nella finale, disputatasi a L.A., su un campo pesante e sotto un vero e proprio diluvio, i Philadelphia Eagles (con un record stagionale di 11-1-0) costrinsero i Rams a soli 10 completi per 98 yards, e concessero ai losangelini sole 21 yards su corsa, conquistando il titolo con il punteggio di 14-0.
Da sinistra a destra: Tom Fears, Bob Waterfield e Norm Van Brocklin
Nel 1950, agli ordini del nuovo coach Joe Stydahar, i Rams realizzarono qualcosa come 22 records in fatto di attacco, terminando sul 9-3.
Il gioco dei californiani era basato principalmente sui passaggi, con Hirsch e Fears quali principali terminali offensivi; i Rams non riuscirono a realizzare almeno 30 punti in sole 4 delle 12 partite di regular season, due delle quali, consecutive, videro i losangelini mettere a segno rispettivamente 70 e 65 punti!!!
I Rams dovettero scontrarsi con i Chicago Bears nel Championship della Western Division, che conquistarono con il punteggio di 24-14, assicurandosi l’accesso alla finalissima.
Quest’ultima, una delle più belle e combattute di tutti i tempi, si disputò nel gelo polare di Cleveland, e si concluse a favore dei Browns, grazie ad un FG di Lou Groza, che fissò il punteggio sul 30-28.
Piccola curiosità: i californiani, in quell’anno, entrarono ancora una volta nella storia, divenendo la prima squadra ad avere tutte le proprie partite trasmesse in televisione.
Nel 1951, i Rams decisero di cambiare la propria politica mediatica, trasmettendo unicamente i propri match in trasferta.
Dopo il ritiro di Bob Waterfield, Norm Van Brocklin divenne il QB titolare, e l’attacco dei Rams continuò ad essere il migliore della Lega.
I Rams superarono la barriera dei 40 punti in 6 occasioni, e conquistarono il titolo nella Western Division.
Nella finalissima NFL (la prima ad essere trasmessa in televisione), i californiani si trovarono nuovamente di fronte i Browns, ma questa volta l’incontro si disputò tra le mura amiche del Coliseum.
La partita, bloccata sul 17-17, prese la svolta decisiva quando Van Brocklin imbeccò Tom Fears con una bomba da 73 yds, che diede ai Rams la vittoria per 24-17, ed alla Città degli Angeli il primo titolo in uno sport professionistico.

L’anno successivo, dopo una sconfitta per 37-7 all’esordio, rimediata a Cleveland contro i Browns, coach Stydahar si dimise improvvisamente; al suo posto, venne chiamato Hampton Pool.
Sotto la sua guida, i Rams persero 2 partite su 3, tentando di prendere confidenza con un nuovo sistema di gioco.
Tuttavia, dopo il necessario rodaggio, gli Arieti innestarono la quinta, e vinsero le ultime 8 partite stagionali.
Ciò li portò a doversi giocare il titolo divisionale con i Detroit Lions, che però si imposero con il punteggio di 31-21.
Nel 1953, i Rams realizzarono l’eccellente record di 8-3-1 record, terminando al terzo posto nella Western Division. Quelle tre sconfitte furono decisive, poichè soli 8 punti di differenza non consentirono loro di aggiudicarsi il titolo divisionale.
Il 1954 vide l’abbandono di Pool e dell’intero coaching staff, dopo un deludente 6-5-1.
A prendere le redini della squadra fu chiamato Sid Gillman, allenatore dell’Università di Cincinnati.
Sotto la guida del nuovo coach, i Rams, grazie ad una difesa solida ed ai FGs di Les Richter (record di 8-3-1 in stagione), vinsero nuovamente la loro Division nel 1955, ma furono sconfitti in finale dai Cleveland Browns (anch’essi con il medesimo record stagionale) con il punteggio di 38-14 al Coliseum.
Una piccola nota di colore: Richter era assurto agli onori delle cronache nel 1952, allorquando i Dallas Texans l’avevano ceduto ai Rams in cambio di ben 11 giocatori!!!
Nel 1956, dopo aver vinto la prima partita stagionale, i Rams precipitarono, perdendo ben 8 dei successivi 9 incontri, terminando col record di 4-8, il primo di segno negativo dal loro sbarco a Los Angeles.
Il 1957 vide Pete Rozelle, già pubblicista dei Rams, assumere le funzioni di GM.
La squadra giocò in modo altalenante e mediocre, e concluse la stagione sul 6-6.
Degna di menzione fu la partita interna contro i San Francisco 49ers, vinta per 37-24 davanti a ben 102.368 spettatori (record di affluenza in regular season).
Prima dell’inizio della stagione 1958, i contrasti tra coach Gillman e Norm Van Brocklin si acuirono sempre più. Ciò portò “Dutch” a trasferirsi agli Eagles nell’ambito di una trade con Philadelphia; il suo posto fu preso da Bill Wade, che infranse numerosi records di franchigia in termini di passaggio, ed i Rams conclusero la stagione con un solido 8-4.
Nel 1959, nonostante le eccellenti prestazioni del FB Ollie Matson, i Rams faticarono notevolmente, e realizzarono il loro peggior record dal 1937 (2-10).
Al termine di quella deludente stagione (nella quale i Rams persero tutte le 8 ultime partite), Sid Gillman si dimise.
Nel 1960, Pete Rozelle venne nominato Commissioner della NFL, in seguito alla morte di Bert Bell.
Rozelle avrebbe ricoperto l’incarico per quasi 30 anni, rendendo la NFL la più grande Lega sportiva professionistica al mondo, e divenendo altresì uno degli uomini più potenti nella storia dello sport.

Pete Rozelle, prima GM dei Rams ed in seguito Commissioner della Lega
Un grande ex, il WR Elroy “Crazy Legs” Hirsch, venne nominato GM dei Rams.
La sua prima mossa fu quella di ingaggiare l’ex QB Bob Waterfield come nuovo head coach, sperando di tornare agli antichi fasti.
Pia illusione: i Rams, infatti, chiusero la stagione sul 4-7-1.
I Rams seppero fare di peggio l’anno successivo: dopo aver ceduto Bill Wade, Del Shofner e John Guzik ai Chicago Bears, in cambio di 2 giocatori ed una scelta nel draft, i californiani terminarono con un terrificante 4-10.
Nel 1962, gli Arieti ebbero 2 delle 3 prime scelte, e selezionarono il QB Roman Gabriel ed il DT Merlin Olsen.

Roman Gabriel
Entrambi sarebbero divenuti due autentiche bandiere dei Rams nei successivi 10 anni.
Ma la loro prima stagione fu assolutamente da dimenticare, poichè si concluse con un terribile 1-12-1.
Nella stagione seguente, dopo una partenza con 5 sconfitte consecutive, Roman Gabriel si riprese il posto da titolare in cabina di regia, e, nelle ultime 9 gare, guidò i suoi ad un parziale di 5-4.
Quell’anno vide altresì l’acquisto di Rosey Grier dai New York Giants.
Grier, insieme a Merlin Olsen, Deacon Jones e Lamar Lundy, avrebbe dato vita alla leggendaria Fearsome Foursome, una delle più forti linee difensive di ogni tempo.

The Fearsome Foursome
Nel 1964, Deacon Jones realizzò il record (non ufficiale) di sacks stagionali nella Lega, mettendone a segno ben 22.
La difesa dei Rams salì alla ribalta, ma i californiani chiusero con un deludente 5-7-2.
Nella stagione 1965, dopo aver vinto solo una delle prime 10 partite, i Rams si aggiudicarono 3 delle ultime 4 sconfiggendo le migliori formazioni di ognuna delle Conferences.
Il coach Harland Svare venne licenziato alla fine della stagione.
In esito ad un contenzioso giudiziario, nel 1966 George Allen venne liberato da George Halas dal suo incarico di assistant coach dei Chicago Bears, divenendo così il nuovo allenatore capo dei Rams.
Sotto la sua guida, gli Arieti fecero progressi, e misero fine ad una striscia perdente durata 7 stagioni, con un record di 8-6.
Nel 1967, la NFL passò a quattro Divisions.
I Rams, dopo aver vinto le prime 3 gare, subirono la prima ed unica battuta d’arresto in regular season per mano dei 49ers, che li sconfissero al Coliseum per 27-24.
Dopo due pareggi consecutivi, i Rams vinsero le ultime 8 partite, e conquistarono il titolo della neonata Coastal Division, con un record finale di 11-1-2.
Tuttavia, nel Championship della Western Conference, i Rams vennero sconfitti per 28-7 dai Packers, nella “Frozen Tundra” di Green Bay.
L’anno seguente, guidati dalla Fearsome Foursome, i Rams realizzarono un record per minori yards concesse agli avversari in una stagione di 14 incontri, concludendo con un impressionante 10-3-1, e terminando al secondo posto nella Coastal, alle spalle dei Baltimore Colts (13-1-0).
I Rams tornarono alla vittoria nella Division nel 1969, con un record di 11-3-0, trascinati da Roman Gabriel (24 TD passes) e dalla Fearsome Foursome, ma furono poi sconfitti nella finale di Conference dai Minnesota Vikings per 23-20.
Come è noto, la NFL e la AFL si fusero nel 1970: i teams della NFL divennero la National Football Conference (NFC), mentre quelli della AFL divennero l’American Football Conference (AFC).
Ogni Conference era costituita da tre Divisions.
La vincente di ogni Division, oltre ad una wild card per ogni Conference, sarebbe andata ai playoffs.
I Rams cominciarono la nuova era della NFL con un ottimo 9-4-1, che valse loro, però, solo il secondo posto nella NFC West.
Al termine di quella stagione, il contratto di coach Allen non venne rinnovato, e l’allenatore si trasferì ai Washington Redskins.
Il 15 Aprile 1971, i Rams subirono una perdita dolorosissima: Dan F. Reeves, il loro patriarca, fu stroncato dal cancro.
William A. Barnes, suo amico di vecchia data e socio in affari, divenne Presidente e General Manager.
I Rams, guidati dal nuovo coach, Tommy Prothro, dovettero affrontare il calendario più duro di tutta la Lega, chiudendo sul 8-5-1 (secondo posto nella NFC West).
Nel 1972, con un’operazione entrata nella storia, Carroll Rosenbloom, proprietario dei Baltimore Colts, cedette la franchigia del Maryland a Robert Irsay in cambio dei Rams!!!
Irsay aveva acquistato gli Arieti poco prima che Dan Reeves morisse.
Il trasferimento fu completato, e ne venne dato l’annuncio il 14 Luglio.
Rosenbloom, il proprietario di maggior successo nel ventennio precedente, portò con sè a Los Angeles anche Don Klosterman, GM di Baltimore.
Al termine della stagione, conclusasi con un record di 6-7-1, tutto il coaching staff venne licenziato.
Il 1973 vide il ritorno dei Rams al blu classico della loro uniforme.
Roman Gabriel venne ceduto ai Philadelphia Eagles, ed il nuovo allenatore capo, Chuck Knox (prima assistant coach dei Lions) guidò i Rams, con John Hadl (ex San Diego Chargers) in cabina di regia, al titolo della Western Division, con un record di 12-2-0.
I Rams uscirono dai playoffs per mano dei Dallas Cowboys, che li sconfissero per 27-16.
Nel 1974, dopo un inizio con 3 vittorie e 2 sconfitte, i Rams cedettero John Hadl a Green Bay in cambio di 5 scelte nel draft, il che suscitò non poco scalpore nel mondo del football.
I Rams tornarono a vincere la propria Division con un record di 10-4-0, guidati da James Harris (backup di Hadl), il primo quarterback afroamericano, dal secondo dopoguerra in avanti, ad essere stabilmente titolare.
La franchigia losangelina sconfisse i Redskins di George Allen nei playoffs (19-10 al Coliseum).
Una settimana più tardi, tuttavia, gli Arieti persero il titolo della NFC contro Minnesota per 14-10, ed i Vichingi staccarono il biglietto per il Superbowl IX.

James Harris
L’anno successivo, i Rams vinsero nuovamente il titolo della Western Division, con un record di 12-2-0 e la migliore difesa della NFC (guidata dal mitico Jack Youngblood), che concesse soli 135 punti nelle 14 gare disputate in stagione.
Sconfissero i St. Louis Cardinals nei playoffs, ma persero ancora il Championship della NFC: stavolta fu la difesa dei Dallas Cowboys a limitare i Rams, concedendo loro sole 22 yards su corsa e mettendo a segno ben 3 intercetti, vincendo infine per 37-7.
Nel 1976, a causa di infortuni al titolare, il posto di QB fu preso da Pat Haden.
L’attacco non ne risentì, mettendo a segno ben 351 punti, record della NFC.
I californiani, comunque, conquistarono ancora una volta il titolo divisionale, con un record di 10-3-1.
Batterono i Dallas Cowboys nei playoffs, ma vennero nuovamente sconfitti dai Vikings nel Championship della NFC, col punteggio di 24-13.
Il 1977 vide l’arrivo del mitico QB Joe Namath, che però giocò pochissimo a causa dei molti infortuni.
Nonostante la diminuzione di capacità del Coliseum (da 91.038 a 71.039 posti!!!), i Rams conquistarono il loro quinto titolo divisionale consecutivo, con un record di 10-4-0, ma ancora una volta trovarono sul loro cammino i Vikings, che li estromisero dai playoffs, sconfiggendoli per 14-7 a Los Angeles.
Nel 1978, la stagione venne prolungata a 16 partite, con l’aggiunta di una wild card supplementare per ciascuna Division.
La vincente di ogni Division, col miglior record, avrebbe ricevuto un bye per il primo turno di playoff.
Con Chuck Knox in procinto di abbandonare Los Angeles per trasferirsi a Buffalo ed allenare i Bills, i californiani richiamarono George Allen, che venne però silurato nella preseason.
Fu Ray Malavasi a condurre i Rams al loro sesto titolo divisionale consecutivo, con l’impressionante record di 12-4-0.
Gli Arieti giunsero al Championship NFC dopo aver sconfitto i Vikings per 34-14 al Coliseum, ma trovarono sulla loro strada i Dallas Cowboys, dai quali vennero a loro volta battuti per 28-0.
Il 02 Aprile 1979, il proprietario Carroll Rosenbloom morì, e fu la vedova, Georgia Frontiere, a succedergli.
I Rams furono decisamente incostanti, e nelle prime 11 partite collezionarono 5 vittorie e 6 sconfitte.
Un infortunio a Pat Haden costrinse l’inesperto Vince Ferragamo a scendere in campo.
Ma i Rams conquistarono 4 successi di fila, assicurandosi anche il settimo titolo consecutivo nella Western Division con un ottimo 9-7.
Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul cammino dei Rams nei playoffs: nonostante ciò, i californiani giocarono un football davvero ispirato, sconfiggendo i Cowboys per 21-19 a Dallas.
La principale spinta venne ai Rams da Jack Youngblood, che disputò quella partita con una fibula fratturata!!!

Jack Youngblood, difensore da Hall of Fame
Una settimana più tardi, i californiani vinsero il titolo della propria Conference battendo i Tampa Bay Buccaneers per 9-0, e si assicurarono l’accesso al Grande Ballo.
Alla loro prima apparizione al Super Bowl, gli sfavoritissimi californiani sorpassarono i Pittsburgh Steelers per 19-17 nell’ultimo quarto, venendo però alla fine sconfitti per 31-19.
CONTINUA...

Fonti dell'articolo:
http://www.sportsecyclopedia.com/nfl/crams/clevrams.html
http://www.sportsecyclopedia.com/nfl/larams/larams.html
http://www.sportsecyclopedia.com/nfl/stlrams/stlrams.html
http://planetrams.5u.com/ramshistory.html
http://www.cris.com/~cyberdad/stlrams/history.html
Il sopra riportato testo costituisce una traduzione dell’elaborato originale, i cui diritti di proprietà intellettuale spettano interamente ed esclusivamente al relativo Autore.
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