



DISCLAIMER
La proprietà intellettuale degli articoli e dei commenti inseriti nel sito http://www.endzone.it (d'ora in poi Endzone) appartiene ai rispettivi autori. Tuttavia Endzone si riserva il diritto di mantene online e/o nel proprio archivio gli articoli già pubblicati con il consenso dell'autore, anche nel caso in cui questi decidesse di sospendere la propria collaborazione con il sito. La riproduzione parziale o integrale del materiale contenuto in Endzone può avvenire esclusivamente dietro consenso di Endzone e citazione delle fonti. Le foto appartengono ai proprietari citati negli articoli.Per 4 volte sono andati al Grande Ballo, uscendone sempre sconfitti: ma nè loro, nè i tifosi hanno smesso di crederci. Sono i Vikings, e questa è la loro avventura.

Il 17 Settembre 1961, i Minnesota Vikings, nuovo expansion team, ebbero il loro battesimo del fuoco al Metropolitan Stadium di Bloomington, guidati dal coach Norm Van Brocklin.
Quest’ultimo era reduce dalla sua ultima stagione da QB, nella quale aveva condotto i Philadelphia Eagles al titolo NFL.
L’incontro vide i giovanissimi Vikings affrontare i Chicago Bears, pietra angolare della Lega, in quest’ultima sin dalla fondazione.
Sorprendentemente, guidati dal rookie QB Fran Tarkenton, che passò per 250 yards, furono i Vikings a piegare i Bears per 37-13.
Ma l’entusiasmo iniziale dovette presto lasciare il posto alla dura realtà: dopo 7 sconfitte consecutive, il primo anno di vita della franchigia si chiuse infatti con un pessimo 3-11, che valse ai Vichinghi l’ultimo posto.

Il grande Fran Tarkenton al lancio
Pessimo esordio quello della stagione 1962, con 5 sconfitte: il bilancio finale fu un desolante 2-11-1.
Nonostante la bellezza di 25 intercetti, Fran Tarkenton giocò una buona stagione.
Tuttavia, il vero tallone d’Achille fu la difesa, che concesse agli avversari ben 410 punti.
I Vikings mostrarono qualche sprazzo di buon gioco nel 1963; la stagione si chiuse sul 5-8-1.
Al termine del campionato, la dirigenza assunse il GM Jim Finks, che aveva avuto grande successo con i Calgary Stampeders nella CFL, per far diventare i Vikings una formazione competitiva.
Le ultime 4 gare stagionali del 1964 videro i Vikings imbattuti: la formazione del Minnesota chiuse col record di 8-5-1, guidata da un Fran Tarkenton capace di lanciare ben 22 TD passes.
Nella loro prima stagione vincente di sempre, i Vikings terminarono al secondo posto, a pari merito con i Green Bay Packers.
La stagione 1965 pareva indirizzata nuovamente sui binari giusti; tuttavia, una striscia perdente di 4 gare consecutive mise fine alle speranze di playoff.
Le ultime 2 vittorie in altrettante partite portarono il bilancio finale sul 7-7.
Pessimo esordio quello della stagione 1966, con 4 sconfitte di fila, che fecero da prologo ad un disastroso 4-9-1 finale, grazie al quale i Vichinghi precipitarono all’ultimo posto.
Al termine di quel deludente campionato, coach Van Brocklin diede le dimissioni, mentre Fran Tarkenton venne ceduto ai New York Giants in cambio di numerose scelte al draft.
Nel 1967, i Vikings volsero nuovamente lo sguardo a Nord, questa volta ingaggiando Bud Grant, che aveva guidato i Winnipeg Blue Bombers a ben 4 Grey Cups in 10 stagioni.
Tuttavia, l’impatto di Grant sulla NFL non fu particolarmente positivo: i suoi Vikings persero infatti 4 partite di fila, prima di piegare i Packers a Green Bay col punteggio di 10-7.
Ancora una volta, la formazione del Minnesota fu il fanalino di coda della Central Division, chiudendo con un pessimo 3-8-3.

Bud Grant
Buona partenza nel 1968, con 3 vittorie nelle prime 4 gare; tuttavia, seguirono 3 sconfitte consecutive. I Vikings si rimisero in carreggiata, con altrettante vittorie di fila.
Dopo aver perso i 2 successivi incontri, la franchigia del Minnesota si trovava sul 6-6, ma con i Green Bay Packers ormai privi di alcuni giocatori chiave e del mitico coach Vince Lombardi, l’intera Central Division si era ormai indebolita.
I Vikings ne approfittarono, vincendo gli ultimi 2 incontri stagionali ed aggiudicandosi il primo titolo divisionale della loro storia, grazie ad un record finale di 8-6.
Nel Divisional Playoff, disputatosi a Baltimore, i Vikings si trovavano sotto per 21-0 contro i Colts; la disperata rimonta nell’ultimo quarto non si completò, ed i padroni di casa si imposero per 24-14.
Nel 1969, sull’onda dello slogan “40 uomini per 60 minuti”, i Vikings seppero riprendersi da una sconfitta esterna per un solo punto, all’esordio contro i Giants, vincendo le 12 gare successive, e finendo per aggiudicarsi il secondo titolo divisionale di fila con un eccellente 12-2.
A trascinare i Vichinghi fu un pacchetto difensivo assolutamente feroce, soprannominato “The Purple People Eaters”, che concesse agli attacchi avversari la miseria di 133 punti in stagione.
Nel primo incontro di playoff mai disputatosi al Metropolitan Stadium, i padroni di casa si trovavano sotto per 17-7 contro i Los Angeles Rams all’intervallo. All’inizio dell’ultimo quarto, il punteggio vedeva ancora gli ospiti in vantaggio, sul 20-14: ma la difesa dei Vikings salì in cattedra, e strappò la vittoria per 23-20.
Una settimana più tardi, nell’ultima finalissima NFL prima della fusione con la AFL, i Vikings dominarono in lungo e in largo contro i Cleveland Browns, concedendo loro un solo ed ormai inutile TD nell’ultimo quarto, finendo per imporsi per 27-7.
Nel Super Bowl IV, l’ultimo ad essere denominato AFL-NFL Super Bowl, i Vikings giocavano per l’orgoglio della NFL, pronti ad affrontare i Kansas City Chiefs in un pomeriggio umido a New Orleans.
Ma presto divenne chiaro che non era giornata per i Vichinghi, sotto per 16-0 all’intervallo. I primi punti giunsero con un TD su corsa di Dave Osborn verso la fine del terzo quarto. I Chiefs risposero prontamente, con un lungo TD pass che mise fine all’incontro, conclusosi per 23-7 in favore di Kansas City.

I “Purple People Eaters” in azione
Nonostante li avesse condotti al Super Bowl, i Vikings cedettero il loro QB Joe Kapp prima dell’inizio della stagione 1970. Il suo sostituto, Gary Cuozzo, faticò tutto l’anno, lanciando soli 7 TD passes.
Tuttavia, la difesa fu ancora dominante: concedendo soli 143 punti agli avversari, permise ai Vikings di aggiudicarsi il titolo della NFC Central, grazie ad un impressionante 12-2.
Ma la stagione finì prestissimo, con una sconfitta per 17-10 rimediata per mano dei San Francisco 49ers al Metropolitan Stadium nel Divisional Playoff.
Nel 1971, guidati dal DT Alan Page (poi nominato NFL MVP), i “Purple People Eaters” continuarono a fagocitare gli attacchi avversari, concedendo loro soli 139 punti; i Vikings si assicurarono così il quarto titolo divisionale consecutivo, con un record di 11-3.
La difesa dovette fare gli straordinari, dato che l’attacco, guidato da Gary Cuozzo si mostrò ancora non all’altezza, realizzando la miseria di 245 punti.
Fu in seguito alla sconfitta interna per 20-12 contro i Dallas Cowboys nel Divisional Playoffs che i Vikings decisero di riprendersi Fran Tarkenton dai New York Giants, scambiandolo con un paio di scelte al draft.
La stagione 1972, nonostante le 2.651 yard lanciate da Tarkenton, vide i Vikings giocare un football mediocre, e chiudere con un deludente 7-7; ad ulteriore conferma della pessima annata, il record negativo di 1-5 contro le formazioni poi approdate ai playoffs, in uno del calendari più difficili di tutta la Lega.
Nel 1973, con l’arrivo del RB Chuck Foreman (vincitore dei titoli di Offensive Rookie e Player of the Year) l’attacco dei Vikings ebbe l’accelerazione di cui tanto aveva bisogno; i Vikings si ripresero dalla pessima annata precedente vincendo le prime 9 gare, e finendo poi per aggiudicarsi il titolo divisionale con un record di 12-2 .
Nel Divisional Playoff, i Vikings piegarono per 27-20 i Washington Redskins in una sfida davvero emozionante al Metropolitan Stadium.
Nel Championship NFC, disputatosi a Dallas contro i Cowboys, la difesa dei Vikings non lasciò scampo ai padroni di casa, battuti per 27-10.
Con la vittoria, i Vikings staccarono il biglietto per il Super Bowl VII.
La finalissima, giocatasi a Houston, vide di fronte i Vikings ed i Campioni uscenti, i Miami Dolphins.
Le speranze dei Vichinghi di aggiudicarsi il Lombardi Trophy svanirono rapidamente; i Dolphins si portarono infatti sul 14-0, trascinati dalle corse di Larry Csonka.
Sotto per 24-0, i Vikings evitarono il “cappotto” solo grazie alla meta realizzata da Fran Tarkenton con una bootleg da 4 yards.

Chuck Foreman
Altra fantastica partenza nel 1974, con 5 vittorie consecutive, degno prologo alla conquista del titolo divisionale con un record di 10-4.
Nel Divisional Playoff, i Vikings massacrarono in casa i malcapitati St. Louis Cardinals col punteggio di 30-14.
Nel Championship NFC al Metropolitan Stadium, i Vikings superarono per 14-10 i Los Angeles Rams, avanzando al Super Bowl per il secondo anno di fila.
I Vichinghi erano determinati ad aggiudicarsi finalmente il primo Lombardi Trophy contro i Pittsburgh Steelers, in una fredda e piovosa giornata a New Orleans.
Il primo tempo fu dominato dalle difese, e gli attacchi non combinarono granché.
Tuttavia, quando Fran Tarkenton subì un sack in endzone, gli Steelers andarono negli spogliatoi in vantaggio per 2-0.
I Vikings aprirono malissimo il secondo tempo, commettendo un fumble sul kickoff, che portò alla meta degli Steelers.
I primi punti a referto per i Vikings giunsero finalmente con un punt ricoperto in endzone da Terry Brown.
Ma l’extra point non andò a segno: i Vikings non seppero riprendersi, e persero il loro terzo Super Bowl, sconfitti per 16-7.
Nel 1975, guidati da Fran Tarkenton (Offensive Player of the Year ed NFL MVP), i Vikings realizzarono un incredibile parziale di 10-0, veleggiando verso il settimo titolo divisionale in 8 anni, con un record di 12-2.
Nel Divisional Playoff, i Vikings sembravano ormai destinati al Championship, in vantaggio per 14-10 contro i Dallas Cowboys all’ultimo minuto al Metropolitan Stadium.
Tuttavia, un incredibile Hail Mary pass di Roger Staubach per Drew Pearson diede ai Cowboys la vittoria per 17-14.
Anche nel 1976, i Vikings continuarono ad essere la miglior formazione della NFC, restando imbattuti nelle prime 7 gare stagionali, aggiudicandosi poi agevolmente l’ottavo titolo divisionale in 9 anni, il quarto di fila.
Nel Divisional Playoff, al Metropolitan Stadium, l’attacco dei Vikings lavorò a pieno regime, piegando per 35-20 i Washington Redskins.
Una settimana dopo, sempre in casa, i Vikings si aggiudicarono il Championship NFC, sconfiggendo i Los Angeles Rams per 24-13, e si qualificarono per il loro quarto Super Bowl.
Gli ormai non più giovani Vikings si trovarono opposti agli Oakland Raiders in quel di Pasadena.
I Vikings sprecarono un’opportunità clamorosa ad inizio partita, quando Brent McClanahan commise un fumble sulla goal line, dopo che Fred McNeill aveva bloccato e recuperato un punt sulle 2 yards dei Raiders.
Quel fumble diede il via alla reazione dei Predoni, che misero a segno 16 punti consecutivi nel secondo quarto, aggiudicandosi poi il Lombardi Trophy con un sonante 32-14.
Pur essendo stati la prima squadra ad aver mai disputato 4 Super Bowls, il pensiero di non essere mai stati in partita in alcuna di quelle occasioni e di aver rimediato altrettante sconfitte avrebbe segnato i Vikings per sempre.
Nel 1977, benché diversi giocatori cominciassero a mostrare i segni del tempo, i Vichinghi riuscirono comunque a conquistare il nono titolo divisionale in 10 anni, il quinto consecutivo, con un record di 9-5.
Nel Divisional Playoff, i Vikings la spuntarono per 14-7 contro i Rams a Los Angeles.
Tuttavia, il cammino della formazione del Minnesota si interruppe bruscamente una settimana più tardi, con la sconfitta esterna per 23-6 rimediata per mano dei Cowboys nel Championship NFC.
Nonostante un mediocre 8-7-1, nel 1978 i Vikings conquistarono il sesto titolo divisionale di fila, il decimo in 11 anni.
Fran Tarkenton lanciò per ben 3.466 yards, con 25 TD passes all’attivo.
I Vikings dovettero però tornare con i piedi per terra, allorquando vennero sonoramente battuti per 34-10 dai Rams a Los Angeles, in quella che sarebbe stata l’ultima partita del loro QB.
Al termine della stagione, infatti, Tarkenton si ritirò, mettendo la parola fine ad una carriera stellare, che l’aveva visto stabilire diversi record in fatto di passaggi.
I primati di Tarkenton rimasero imbattuti per quasi 20 anni, prima di essere infranti da Dan Marino nel 1995.
Pur a fronte di un’eccellente campionato disputato dal sostituto di Fran Tarkenton, Tommy Kramer, nel 1979 i Vikings vissero la prima stagione perdente in 12 anni, chiudendola con un record negativo di 7-9.
In quello stesso anno Jim Marshall, l’ultimo Viking originale, che aveva stabilito un record quanto a gare disputate, si ritirò dopo 19 anni di atttività.
CONTINUA...

Fonti dell'articolo:
http://www.sportsecyclopedia.com/nfl/minnesota/vikings.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Minnesota_Vikings
Il sopra riportato testo costituisce una traduzione dell’elaborato originale, i cui diritti di proprietà intellettuale spettano unicamente ed esclusivamente al relativo Autore.
« Articolo precedente | Articolo successivo »