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La Storia degli Steelers - Parte I

Di Diego Antonini aka warner75 - Inserito il 18/11/2004 nella categoria Squadre, 2 commenti

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Il loro nome dice tutto: duri come l’acciaio, simbolo della tenacia e della potenza. Sono i Pittsburgh Steelers, ed hanno segnato un’epoca nella storia del football: questa è la loro avventura.

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Il 20 Settembre 1933, la città di Pittsburgh ebbe finalmente il primo assaggio di football professionistico, allorquando i Pirates (fondati da Art “The Chief” Rooney) vennero sconfitti per 23-2 dai New York Giants al Forbes Field; i Pirati si ripresero prontamente una settimana più tardi, sconfiggendo i Chicago Cardinals per 14-13, sempre sul proprio campo.
La stagione si concluse con un deludente record di 3-6-2, ed il coach Jap Douds venne rimpiazzato da Luby DiMelio. 

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Art Rooney

La stagione successiva si aprì con due vittorie nelle prime tre partite, ma si trattò di un fuoco di paglia: quelli furono infatti gli unici successi dell’annata, che si concluse con un pessimo 2-10.
Per ben cinque volte, i Pirates rimasero a secco, e solo in tre occasioni riuscirono a realizzare dieci corse.

Nel 1935, nemmeno il terzo cambio di coach in altrettanti anni, con l’arrivo di Joe Bach, servì a dare nuova linfa ai Pirati, che conclusero con un 4-8, realizzando meno di 2.000 yds di total offense.

Qualche progresso cominciò ad intravedersi nel 1936, con una buona partenza, che portò i Pirates alla guida della Eastern Division (6-3); ma anche questa volta la squadra di Pittsburgh pagò la propria discontinuità, con tre sconfitte di fila (bilancio complessivo di 72-3 in favore degli avversari), che li portarono sul 6-6.
Una sola vittoria in quelle tre partite avrebbe garantito l’accesso alla finalissima. A pagare il deludente finale di stagione fu Joe Bach, rimpiazzato da Joe “Blood” McNally.

La situazione si ripetè nel 1937, con due vittorie nelle prime due partite, ma presto cominciò la china discendente, verso un altro pessimo record stagionale di 4-7.

Nel 1938, i Pirates entrarono nella storia, ingaggiando, con un contratto faraonico (per l’epoca) di 15.800 $, il RB Byron “Whizzer” White, All – American da Colorado, che divenne quindi il primo professionista a ricevere un simile compenso per le proprie prestazioni.

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Byron “Buzzer” White”

L’atleta dimostrò da subito la bontà dell’affare, divenendo il miglior runner della Lega: non altrettanto fecero i compagni di squadra, ed i Pirates chiusero con un 2-9, che li rese il fanalino di coda.
Quella fu la prima ed unica stagione di White a Pittsburgh, che lasciò per trasferirsi ai Detroit Lions. Whizzer rimase in auge anche al di fuori del terreno di gioco, ricoprendo il ruolo di Giudice di Corte Suprema per la bellezza di trentun anni.

Il 1939 cominciò male per i Pirates, sconfitti nelle prime tre partite stagionali, il che costò il posto al coach McNally.
Le cose non migliorarono nemmeno con il suo successore, Walt Kiesling, tant’è che i Pirati dovettero attendere l’ultima partita stagionale al Forbes Field per conquistare una vittoria, contro i Philadelphia Eagles, chiudendo l’annata con il pessimo record di 1-9-1.

Nel 1940, dopo sette anni di traversie e risultati scadenti, Rooney decise di ribattezzare la franchigia con il nome di Steelers, per dare ad essa una nuova identità, e per farla sentire più vicina alla città ed ai suoi abitanti, la cui principale attività era costituita dalla siderurgia. Il cambio sembrò funzionare, dato che gli Steelers vinsero le prime tre partite stagionali, ma gli errori e le manchevolezze del passato emersero nuovamente, con sette sconfitte nelle successive partite; ancora una volta, furono gli Eagles a venire battuti nell’ultima partita stagionale casalinga degli Steelers, che terminarono con un 2-7-2. Alla fine della stagione, anche Walt Kiesling fece le valige.

Il 1941 si aprì con l’arrivo di Bert Bell nel ruolo di allenatore capo, che però si dimise dopo le prime due sconfitte stagionali, venendo sostituito da Buff Donelli, il quale venne a sua volta licenziato dopo cinque sconfitte in altrettante partite. Venne allora nuovamente richiamato Walt Kiesling. Gli Steelers mostrarono progressi, pareggiando la prima partita al suo ritorno. Una settimana più tardi, conquistarono la prima ed unica vittoria stagionale contro i Brooklyn Dodgers, sul terreno amico del Forbes Field. La stagione si chiuse con un 1-9-1, e Kiesling se ne andò per la seconda volta.

La stagione 1942 si aprì con due sconfitte consecutive, ma gli Steelers, guidati dal RB rookie Bill “Bullet” Dudley (il migliore nella Lega sulle corse), conquistarono il primo record positivo nella storia della franchigia, con un 7-4.

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Bill Dudley

Nel 1943, a causa della penuria di giocatori provocata dal secondo conflitto mondiale in corso, gli Steelers ebbero seri problemi di organico: tra i titolari, anche Bill Dudley venne chiamato alle armi. La formazione di Pittsburgh fu quindi costretta a fondersi temporaneamente con i Philadelphia Eagles, dando vita ai Phil – Pitt Steagles, che si rivelarono decisamente competitivi, terminando la stagione con un 5-4-1.

La stessa situazione si verificò nel 1944: questa volta gli Steelers si fusero con i Chicago Cardinals, formando i Card – Pitt, che, però, si rivelarono un totale fallimento, venendo sconfitti in tutte e dieci le partite stagionali.

Con la Seconda Guerra Mondiale ormai al termine, nel 1945 la NFL vide il ritorno di molte delle proprie stelle, tra le quali anche Bill Dudley; ciò nonostante, la prima stagione in proprio, dopo tre anni, si chiuse per gli Steelers con un pesante record di 2-8. Walt Kiesling, sopravvissuto a due fusioni, venne alle fine licenziato e rimpiazzato da Jock Sutherland.

Alla sua prima intera stagione dopo la guerra, nel 1946 Bill Dudley conquistò il titolo di MVP, e la c.d. “Triple Crown”, essendo risultato il migliore della Lega in termini di corse, intercetti e ritorni di punt. E’ bene sottolineare che tale riconoscimento è andato a soli due altri giocatori, oltre a Dudley: Sammy Baugh nel 1943 e Steve Van Buren nel 1944.
Gli Steelers, per tutta la stagione in corsa per i playoffs, ne vennero esclusi perdendo tre delle ultime quattro partite, terminando con un record di 5-5-1.

Nel 1947, gli Steelers divennero finalmente una squadra competitiva, conquistando sei successi consecutivi dopo un 1-2 iniziale, e giungendo in vetta alla classifica.
Tuttavia, le sconfitte contro i Chicago Bears ed i Philadelphia Eagles costrinsero gli Steelers a dover vincere l’ultima partita stagionale, per giungere in testa con un record di 8-4, alla pari con gli Eagles, che li dominarono dall’inizio alla fine nel Divisional Playoff, sconfiggendoli per 21-0 al Forbes Field. Quello fu il primo Divisional nella storia, da lì in poi passo obbligato per decidere chi sarebbe andato in finale nella NFL.

La stagione 1948 era piena di aspettative, dopo l’approdo ai playoffs dell’anno precedente. Ma una tragedia funestò quella stagione, con l’improvvisa morte del coach Sutherland durante un’escursione. Guidati dal suo sostituto, Johnny Michelosen, gli Steelers chiusero con un deludente 4-8.

La squadra di Pittsburgh si riprese nel 1949, con quattro vittorie nelle prime cinque partite, conquistandone, però, solo una nei successivi sei incontri. Grazie alla vittoria contro i Bulldogs, a New York, gli Steelers raddrizzarono in parte la stagione, chiudendo con un 6-5-1.

Il 1950 si aprì in modo pessimo per gli Steelers, sconfitti per cinque volte nelle prime sette partite; grazie a quattro successi nelle ultime cinque gare, il record finale fu di 6-6. Una curiosità: nel primo derby giocato dagli Steelers contro i Browns (alla loro prima stagione NFL), il FB di Cleveland, Marion Motley, stabilì un record tutt’ora imbattuto, realizzando ben 17.50 yards a portata.

Anche la stagione 1951 si aprì con quattro sconfitte consecutive, concludendosi con un deludente 4-7-1, che costò il posto a Michelosen, rimpiazzato da una vecchia conoscenza, quel Joe Bach che aveva allenato la franchigia della Pennsylvania sedici anni prima.

La prima mossa di Bach, al suo ritorno, fu quella di abbandonare l’ormai antiquata ala singola utilizzata nella T- formation. Nonostante ciò, nel 1952 gli Steelers persero le prime quattrro partite stagionali, chiudendo con un 5-7.

La successiva stagione fu decisamente altalenante, con un susseguirsi di fiammate e cocenti delusioni, e si chiuse con un record di 6-6.

Nel 1954, gli Steelers partirono a spron battuto, con quattro vittorie nelle prime cinque partite, tra le quali un notevole 55-27 al Forbes Field contro i futuri Campioni NFL, i Cleveland Browns. Tuttavia, la seconda parte di stagione non fu all’altezza della prima, e gli Steelers chiusero con un deludente 5-7.
Al termine della stagione, Joe Bach fu costretto alle dimissioni, a causa di problemi di salute; si assistette quindi all’ennesimo ritorno di Walt Kiesling.

Il 1955 fu un anno particolare: Art Rooney pescò, al 20° giro del draft, un certo Johnny Unitas, perché voleva a tutti i costi un nativo di Pittsburgh nelle fila della sua squadra. Ma a “The Master” non venne data alcuna possibilità nel training camp, e venne tagliato. Responsabile di ciò fu Walt Kiesling, peraltro contro il volere di Art Rooney e dei suoi figli, che avevano giocato contro Johnny a livello giovanile, conoscendone le grandi qualità. Quello degli Steelers fu un errore di proporzioni colossali: Unitas, passato ai Baltimore Colts, sarebbe infatti divenuto uno dei più grandi QB di tutti i tempi, e avrebbe invece fatto davvero comodo agli Steelers, che chiusero quella stagione con un 4-8.
Kiesling è passato alla storia non tanto per essere entrato nella Hall Of Fame (fu un grande tackle negli anni ’20 e ’30), quanto per aver tagliato Johnny Unitas. E’ bene soffermarsi ancora un attimo su Kiesling, per fornire un quadro del soggetto: l’ineffabile Walt era solito far iniziare le partite con palla al runner Fred Rogel. Gli avversari, ormai consci della mossa, si preparavano di conseguenza, per neutralizzare il gioco. I tifosi degli Steelers, allora, al primo snap del primo drive offensivo, intonavano un simpatico coretto: “Hi-Diddle-Diddle! Rogel Up the Middle! ”. Art Rooney, ormai arcistufo della situazione, ordinò a Kiesling di cominciare la partita con un passaggio, che la difesa non si sarebbe aspettata: al primo incontro dopo la sfuriata del capo, la squadra eseguì, ed il passaggio fu di ben 80 yds, ma venne annullato per un offside offensivo. Anni dopo, Kiesling confessò di aver ordinato lui stesso al suo giocatore di andare in offside, altrimenti sarebbe stato costretto, da quel momento in poi, a prendere ordini dal proprietario.
La stagione 1956 si chiuse con un 5-7, e Kiesling venne rimpiazzato da Buddy Parker.

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Walt Kesling

La prima stagione agli ordini del nuovo coach non fu molto differente dalle precedenti, con un gioco decisamente discontinuo, ed un record finale di 6-6.
Il vero colpo grosso giunse in offseason, con l’ingaggio del QB Bobby Layne, fresco campione NFL con i Detroit Lions.

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Bobby Layne

Con l’arrivo della nuova stella, a Pittsburgh si respirava un’aria diversa, carica di ottimismo, cui non corrisposero, però, i risultati: nel 1958, Layne faticò decisamente, e gli Steelers persero quattro delle prime cinque partite, riprendendosi però nel prosieguo della stagione, chiusa sul 7-4-1, record che valse solo il terzo posto in classifica.

Le cose non cambiarono nel 1959, con un deludente 6-5-1.

Gli anni ‘60 non si aprirono positivamente per gli Steelers, perennemente mediocri ed inconsistenti: prova ne fu il record negativo di 5-6-1.

Il 1961 vide gli Steelers perdere le prime quattro partite, ma la squadra si risollevò, chiudendo sul 6-4, con Bobby Layne e Rudy Bukich ad alternarsi in cabina di regia.

Nel 1962, gli Steelers furono una delle ultime squadre della Lega ad apporre un emblema sui propri caschi gialli. Il marchio d’acciaio, utlizzato dalla U.S. Steel (Società con sede a Cleveland, città degli arcirivali Browns, n.d.t.), venne piazzato su uno solo dei due lati del casco, poiché la dirigenza non era del tutto sicura che sarebbe piaciuto.
Nelle prime otto partite, gli Steelers continuarono l’alternanza delle prestazioni, ma la stagione si chiuse col positivo record di 9-5, che garantì loro il secondo posto in classifica. La successiva partita, persa contro i New York Giants, vide il definitivo passaggio degli Steelers al casco completamente nero, con l’emblema su uno solo dei lati.

Nel 1963 Bobby Layne lasciò Pittsburgh, ed al suo posto arrivò Ed Brown: quest’ultimo disputò una stagione ad altissimo livello, lanciando per 2.982 yds, con ben 21 TD passes. Tuttavia, gli Steelers chiusero a centro classifica, con un 7-4-3.

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Ed Brown

Nel 1964, dopo quattro anni di continui trasferimenti, per le partite casalinghe, tra il Forbes Field ed il Pitt Stadium, gli Steelers scelsero definitivamente quest’ultimo. La squadra andò di male in peggio, perdendo quattro partite di fila, dopo un avvio con un 3-3, e chiudendo la stagione sul 5-9. Nella off-season, coach Parker venne silurato, e sostituito da Mike Nixon.

Il cambio di allenatore non giovò alla squadra, che perse le prime cinque gare della stagione 1965, terminando con l’allucinante record di 2-12, e concedendo agli avversari la bellezza di 397 punti.
La gestione di Nixon si concluse dopo un solo anno, e Mike Austin venne chiamato a sostituirlo.

Il 1966 vide un discreto inizio, con due vittorie. Ma giunsero poi cinque sconfitte consecutive, ed il bilancio finale fu di 5-8-1, con gli Steelers che alternarono ben quattro QBs in stagione.

Nel 1967, i problemi in cabina di regia continuarono, con Kent Nix e Bill Nelsen a collezionare la bellezza di 28 intercetti. Il campionato si chiuse con un pessimo 4-9-1 e l’ultimo posto in classifica.

La stagione 1968 fu ancora peggiore della precedente (2-11-1), e gli Steelers concessero nuovamente 397 punti agli avversari.
Fu al termine di quel campionato che giunse la svolta decisiva, come la storia avrebbe poi dimostrato: Mike Austin fece le valige, e giunse a Pittsburgh Chuck Noll.

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Chuck Noll

Il primo obiettivo del nuovo coach fu la ricostruzione della difesa: non a caso, la prima scelta del draft fu il DT “Mean" Joe Greene.

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Il grande “Mean” Joe Greene

La prima vittoria degli Steelers giunse al Pitt Stadium contro i Detroit Lions, sconfitti per 16-13. Ma quello sarebbe stato l’unico successo stagionale, poiché la squadra perse tutte le successive tredici partite.
Una buona notizia fu però il premio di Defensive Rookie Of The Year attribuito a Joe Greene, nonostante i 404 punti concessi agli avversari dagli Steelers.

Questi ultimi iniziarono il nuovo decennio in una nuova Conference, con un nuovo stadio e con un nuovo QB. Dopo quasi quarant’anni nella NFL, nei quali solo una volta gli Steelers avevano disputato una partita di playoff, la squadra di Pittsburgh fu una delle tre formazioni a passare alla AFC, a completamento della fusione tra NFL ed AFL. In quell’anno, gli Steelers ebbero la prima scelta assoluta nel draft, e selezionarono il QB Terry Bradshaw, che divenne immediatamente titolare.

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Terry Bradshaw in azione

Alla prima sfida interna nel nuovo impianto del Three Rivers Stadium, la formazione di casa venne sconfitta dagli Houston Oilers per 19-7. Anche il resto della stagione fu negativo, con un record finale di 5-9: Bradshaw lanciò soli sei TD passes e venne intercettato la bellezza di 24 volte, e venne bollato dai media come un brocco.

Il 1971 vide ancora Bradshaw in difficoltà, con tredici TD passes e 22 intercetti, ma gli Steelers diedero segni di miglioramento in stagione.

Dopo la consueta partenza 2-2, nel 1972 la squadra sciorinò prestazioni di altissimo livello, mostrando il proprio miglior football: il RB Franco Harris, nominato Offensive Rookie Of The Year, diede all’attacco la spinta della quale aveva disperato bisogno, in una striscia vincente di cinque gare consecutive.
Dopo una sconfitta per 26-24 contro i Cleveland Browns nella Week 10, gli Steelers si ripresero prontamente, mettendo a segno altre quattro vittorie consecutive. Con Harris che corse per 1.055 yards, la squadra mise fine a quarant’anni di frustrazioni, conquistando il primato nella AFC Central con il record di 11-3. Il 23 Dicembre di quello stesso anno, l’atmosfera a Pittsburgh era decisamente carica di elettricità ed aspettative: i padroni di casa si apprestavano a ricevere gli Oakland Raiders nel Divisional Playoff.
La gara fu principalmente difensiva, con gli Steelers a mantenere un leggero vantaggio (6-0) fino al quarto periodo. Ad 1’13” dal termine, i Raiders sembravano aver messo la parola fine alla gara, dopo che il QB Ken Stabler aveva realizzato un TD su corsa da 30 yds.
Gli Steelers partirono dalle proprie 40 yds, ed avevano bisogno di un vero e proprio miracolo; in situazione di 4° e 10, Bradshaw riuscì a liberarsi del pallone una frazione di secondo prima di essere colpito, e la palla, indirizzata a John Fuqua, venne deviata dal DB dei Raiders Jack Tatum. Fu allora che Franco Harris mise a segno quella che è passata alla storia come “The Immaculate Reception”, riuscendo miracolosamente ad afferrare la palla a pochi millimetri da terra, ed a correre intoccato fino in endzone, dando così la vittoria agli Steelers per 13-7.

Quella giocata fu la vera svolta per la franchigia della Pennsylvania: dopo aver condotto per lunghi tratti il Championship contro gli imbattuti Dolphins, gli Steelers vennero sconfitti grazie ad un trick play del punter Larry Siedler, che diede a Miami la vittoria per 21-17. Nonostante la battuta d’arresto, gli Steelers avevano finalmente imboccato la strada giusta.

Sull’onda dei buoni risultati della stagione precedente, gli Steelers aprirono il 1973 alla grande, con otto vittorie nelle prime nove gare. Tuttavia, tre sconfitte consecutive misero a repentaglio la partecipazione ai playoffs.
Vincendo le ultime due partite, la squadra si assicurò la Wild Card con il record finale di 11-4, venendo poi eliminata dagli Oakland Raiders, che vinsero in casa per 33-14.

Il draft del 1974 fu veramente incredibile per gli Steelers, che pescarono ben quattro futuri Hall Of Famers.
Per completare la Steel Curtain, la mitica linea difensiva, venne scelto il LB Jack Lambert, a rinforzare la linea offensiva il C Mike Webster, e per dare profondità all’attacco i WRs Lynn Swann e John Stallworth.
Nonostante i nuovi eccellenti acquisti, l’inizio di stagione fu davvero faticoso per Terry Bradshaw, che fu relegato in panchina e sostituito da John Gilliam. Quest’ultimo, comunque, non seppe fare di meglio, e prima della fine della stagione Terry si riprese il posto da titolare.

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Le perle del draft 1974: Lambert, Webster, Swann e Stallworth

Nonostante la discontinuità dei QBs, gli Steelers conquistarono il primato nella AFC Central, con un record di 10-3-1, e la Steel Curtain (guidata da “Mean” Joe Greene) cominciò a dominare la NFL.
Nel Divisional Playoff, gli Steelers schiantarono O.J. Simpson ed i suoi Buffalo Bills, sconfitti per 32-14.
La striscia vincente continuò con la vittoria esterna per 24-13 contro i Raiders, che proiettò la formazione di Pittsburgh al Superbowl IX. La partita si disputò a New Orleans in condizioni atmosferiche a dir poco avverse: ad affrontare gli Steelers furono i Minnesota Vikings. Il match fu prettamente difensivo, tant’è che i primi punti arrivarono al termine del primo quarto con una safety, grazie ad un placcaggio messo a segno da Dwight White ai danni del QB dei Vikings, Fran Tarkenton, nella sua endzone.
All’inizio del terzo quarto, gli Steelers recuperarono un fumble sulla linea delle 33 yds dei Vikings. Franco Harris mise a segno tutte le sue 33 yds con tre portate consecutive, che portarono gli Steelers sul 9-0. La Steel Curtain continuò a dominare, ma i Vikings rialzarono la testa bloccando il punt di Bobby Walden e riportandolo in meta. Dopo l’errore di trasformazione dei Vikings, gli Steelers misero la partita in cassaforte, con un drive da 66 yds in undici giochi, chiudendo sul 16-6. Franco Harris venne nominato MVP, ed un emozionato Art Rooney ricevette finalmente il Vince Lombardi Trophy, dopo quarant’anni di delusioni.

Il 1975 vide ancora il dominio incontrastato della Steel Curtain, che concesse soli 167 punti agli avversari, ed il CB Mel Blount fu il secondo Steeler ad essere nominato Defensive Player Of The Year.
Al contempo, Bradshaw disputò una grande stagione, passando per 2.055 yds, mettendo a segno 18 TD passes e subendo nove intercetti. Gli Steelers conquistarono la AFC Central per la terza volta in quattro anni, con un record di 12-2, impreziosito da ben undici successi consecutivi. 
Nel Divisional Playoff, gli Steelers ribaltarono il risultato al Three Rivers Stadium, passando da uno svantaggio di 10-7 alla vittoria per 28-10 contro i Baltimore Colts.
Nel Championship della AFC, andò nuovamente in scena l’eterno scontro con gli Oakland Raiders: nel gelo polare, Jack Lambert provocò ben tre fumbles, consentendo ai suoi di portarsi sul 16-0 nel quarto periodo. Tuttavia, i Raiders si rifecero sotto sul 16-10, grazie a 3 palle perse dagli Steelers, che rischiarono di compromettere il risultato, con un onside kick che venne recuperato dai Predoni. Ma la Steel Curtain non tradì le aspettative, e la partita si chiuse con la vittoria e l’accesso al Superbowl X.
Ad affrontare gli Steelers questa volta furono i Dallas Cowboys, che erano in vantaggio per 10-7 all’inizio dell’ultimo quarto. Reggie Harrison riaprì l’incontro, bloccando un punt di Dallas in endzone, mettendo a segno due punti. Sul possesso successivo, gli Steelers si portarono 12-10 con un FG di Gerela da 36 yds, che si ripetè due minuti più tardi. Gli Steelers colpirono ancora, con uno straordinario passaggio da 64 yds di Bradshaw per Lynn Swann. Ma fu grazie ad un errore del kicker che i Cowboys si rifecero sotto, riportandosi sul 21-17. Dopo che gli Steelers ebbero ricoperto un onside kick, i Cowboys ripresero le operazioni dalle proprie 39 yards, con l’attacco di Pittsburgh privo di Bradshaw, infortunatosi nel frattempo.
La Steel Curtain fu ancora una volta implacabile, e Glen Edwards intercettò un passaggio forzato di Roger Staubach. Grazie a quattro ricezioni acrobatiche per 161 yds, Lynn Swann fu nominato MVP, nonostante molti pensassero che non avrebbe giocato, dopo il trauma cranico rimediato nel Championship.

L’esordio della stagione 1976 non fu certo all’altezza delle due precedenti, con quattro sconfitte nelle prime cinque gare. Fu ancora la Steel Curtain a risollevare le sorti della squadra, dimostrandosi il miglior pacchetto difensivo di tutti i tempi, con ben nove successi consecutivi. In otto occasioni, vennero concessi sette punti o meno, e per quattro volte i rivali rimasero a secco.
Questa striscia vincente garantì a Jack Lambert il premio di Defensive Player Of The Year, ma ad impressionare furono i soli 28 punti lasciati agli avversari. Nell’intera stagione ne concessero solo 128, e gli Steelers vinsero la AFC Central per la quarta volta in cinque anni. Il dominio continuò anche ai playoffs, con il successo esterno contro i Colts, sconfitti per 41-10.
Tuttavia, sia Franco Harris che Rocky Bleier, entrambi con più di 1.000 yds in stagione, non poterono disputare il Championship, in quanto infortunati. Il cammino degli Steelers si concluse per mano dei Raiders, che si imposero per 24-7 ad Oakland.

Il 1977 vide gli Steelers ancora primi nella Division (record 9-5), ma questa volta a fatica, con prestazioni molto al di sotto delle aspettative, anche da parte della Steel Curtain, che concesse 243 punti agli avversari.
Nel Divisional Playoff, i Broncos eliminarono gli Steelers, battendoli a Denver per 34-21.

Nel 1978, Bradshaw disputò un’altra grandissima stagione, con ben 2.951 yds di passaggi, mettendo a segno anche 28 TD passes. Ancora una volta la Steel Curtain fece il proprio dovere (solo 195 punti concessi) e di nuovo gli Steelers conquistarono la AFC Central con uno splendido 14-2.
Nei playoffs, gli Steelers si presero la rivincita sui Broncos, sconfiggendoli per 33-10 al Three Rivers Stadium, cui fece seguito la vittoria sugli Oilers nel Championship, col punteggio di 34-5, che valse loro l’accesso al Superbowl XIII.
Dopo tre anni di assenza, gli Steelers trovarono ancora sulla propria strada i Cowboys. Questa volta furono gli attacchi a farla da padrone, e Pittsburgh chiuse il primo quarto sul 21-14. Nel terzo periodo, Dallas mise a segno un FG, e nell’ultimo quarto gli Steelers realizzarono ben due TDs in 19”, con la partita che pareva ormai chiusa. Tuttavia, i Cowboys rimontarono furiosamente, mettendo a segno due mete negli ultimi tre minuti. A 22” dallo scadere, gli Steelers misero fine all’incontro, ricoprendo un onside kick, e divenendo così la prima squadra nella storia a conquistare tre titoli. Bradshaw fu nominato MVP, grazie a ben 318 yds di passaggi.

Il 1979 si aprì alla grande per gli sportivi di Pittsburgh: i Pirates erano in procinto di vincere le World Series, e gli Steelers si apprestavano a difendere il loro titolo.
Anche quell’anno, i numeri furono impressionanti: Bradshaw passò per qualcosa come 3.274 yds, e la squadra vinse il proprio ottavo titolo Divisionale (sesto consecutivo) in nove anni, con un eccellente 12-4.
In quella stagione l’attacco fu veramente determinante, mettendo a segno 416 punti, mentre la difesa ne concesse 226 agli avversari.
Nel Divisional Playoff, gli Steelers sconfissero i Dolphins per 34-13, mentre nel Championship batterono gli Houston Oilers, dopo una partita combattutissima, spuntandola per 27-13 e giungendo nuovamente al Superbowl, a Pasadena. Gli avversari, questa volta, furono i Los Angeles Rams i quali, benché sfavoriti nei pronostici, cominciarono l’ultimo quarto in vantaggio 19-17 (avendo sbagliato, peraltro, ben due extra points). Gli Steelers si risvegliarono con uno straordinario passaggio di 73 yds di Bradshaw per John Stallworth, che valse loro il vantaggio; la Steel Curtain salì in cattedra, e gli Steelers segnarono ancora. La partita si chiuse 31-17, gli Steelers festeggiarono il loro quarto Vince Lombardi Trophy, e Bradshaw fu nuovamente nominato MVP, grazie alle 309 yards lanciate.

CONTINUA...

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a cura di Diego Antonini aka warner75
Fonti dell'articolo:

http://www.sportsecyclopedia.com/nfl/pitt/steelers.html

Il sopra riportato testo costituisce una traduzione dell’elaborato originale, i cui diritti di proprietà intellettuale spettano interamente ed esclusivamente al relativo Autore.

Articolo inserito da warner75 e letto da 724 visitatori

Il 13/11/2004 Ste ha scritto:

Grande Diego ;)

Il 30/10/2008 EMPORIO_MINIMALE ha scritto:

Grande Diego, bell'articolo!!!!!

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