Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

La Storia dei Browns - Parte I

Di Diego Antonini aka warner75 - Inserito il 20/01/2006 nella categoria Squadre, 4 commenti

Bookmark and Share

Benchè siano giunti nella NFL solo nel 1950, l’hanno dominata per anni, rischiando poi di scomparirne. Questa è l’avventura dei Cleveland Browns.

Immagine articolo

Il 1946 vide la fondazione di una nuova Lega, rivale della NFL, la All-American Football Conference.
A comporla, 7 squadre: i Baltimore Colts, i Buffalo Bills, i Chicago Hornets, i Los Angeles Dons, i New York Yankees, i San Francisco 49ers, ed i Cleveland Browns.

La AAFC non durò a lungo: nei suoi soli 4 anni di vita, venne stradominata dalla formazione dell’Ohio, che vinse tutte e 4 le finali.
Alla guida della squadra vi era il leggendario coach Paul Brown, dal quale la squadra prese il nome. In cabina di regia, il mitico Otto Graham, che divenne il miglior passatore nel football professionistico, mentre sul terreno la squadra si affidava a Marion Motley; in difesa, ed in posizione di kicker, a Lou “The Toe” Groza.
Al termine della stagione 1949, la AAFC chiuse i battenti, e 3 delle squadre superstiti (tra le quali i Browns) si unirono alla NFL.

Immagine articolo

Paul Brown sulla sideline

Nel 1950, molti addetti ai lavori erano convinti che i Browns, avendo sino a quel momento militato in una Lega più debole, avrebbero faticato.
Al contrario, la formazione di Cleveland, al suo primo anno in NFL, dimostrò di essere in grado di dominare in qualsiasi Lega professionistica.
L’esordio in grande stile avvenne in trasferta a Philadelphia il 16 Settembre, dove gli uomini di Brown maltrattarono gli Eagles per 35-10.
I Browns chiusero la stagione con un eccellente 10-2, che valse loro il primo posto, a pari merito con i New York Giants.
Ciò porto le due squadre a confrontarsi nel Divisional Playoff ; in stagione, le uniche 2 sconfitte rimediate dai Browns erano state proprio contro i Big Blue.
Ma stavolta i Browns si presero la rivincita, superando i Giants per 8-3, in una gara prettamente difensiva, e staccando il biglietto per la finalissima NFL.
Quest’ultima, disputatasi a Cleveland, fu una sorta di scherzo del destino: i Browns (alla loro prima stagione NFL), si trovarono infatti opposti ai Los Angeles Rams, che avevano giocato proprio nella città dell’Ohio dal 1937 al 1945.
I padroni di casa si imposero per 30-28, conquistando il loro quinto titolo in altrettanti anni di vita.

Nel 1951, i Browns iniziarono col piede sbagliato la loro seconda stagione nella NFL, perdendo per 24-10 contro i loro vecchi rivali nella AAFC, i 49ers.
Quella fu l’unica sconfitta in stagione regolare, conclusasi con un eccellente 11-1.
Per 3 volte, i Browns lasciarono a secco gli avversari, e realizzarono più di 30 punti in 5 occasioni.  La franchigia dell’Ohio non ebbe alcun problema a guadagnarsi l’accesso alla finalissima.
Tuttavia, stavolta furono i Rams a prendersi la rivincita, piegando i Browns per 24-17 nella Città degli Angeli.

Il 1952 vide i Browns vincere 2 gare ogni 3 e chiudere sul 8-4, che valse loro il primato nell’American Conference e l’accesso alla finale.
Di fronte a ben 50.934 spettatori convenuti al Municipal Stadium, i Browns vennero sorprendentemente battuti per 17-7 dai Detroit Lions.

Guidati dal MVP Otto Graham, nel 1953 i Browns vinsero le prime 11 partite stagionali, veleggiando in direzione del quarto titolo di Conference consecutivo.
Gli uomini di Brown giunsero a Philadelphia cercando di realizzare la perfect season: il sogno, tuttavia, si infranse contro gli Eagles, che si imposero per 42-27.
Ma la sconfitta più amara ebbe luogo 2 settimane più tardi, allorquando i Browns persero la terza finalissima consecutiva, superati per 17-16 dai Lions a Detroit.

Immagine articolo

Otto Graham in azione

Esordio negativo quello della stagione 1954, con 2 sconfitte nelle prime 3 gare.
I Browns seppero poi riprendersi, vincendo 8 gare di fila e chiudendo la regular season sul 9-3, che li portò nuovamente in finale, la quinta consecutiva.
Quest’ultima ebbe luogo il giorno di Santo Stefano, e vide i Browns nuovamente opposti ai Lions per il terzo anno di fila; questa volta fu la squadra di Cleveland a vendicarsi, piegando gli avversari per 56-10 al Municipal Stadium.

Nel 1955, i Browns chiusero sul 9-2-1, ancora in vetta alla Eastern Conference.
Per la decima volta, i Browns staccarono il biglietto per la finalissima in altrettanti anni di vita.
In quell’anno (l’ultimo della sua carriera), Otto Graham vinse il secondo titolo di MVP in 3 anni, e condusse i suoi alla vittoria finale, per 38-14 contro i Rams, davanti a ben 87.695 tifosi californiani.

Nel 1956, dopo 10 apparizioni consecutive nella finale AAFC o nella NFL, i Browns vissero la prima stagione di segno negativo, chiudendo al quarto posto con un record di 5-7.

Nel 1957, al primo giro del draft NFL, i Browns selezionarono un giovane FB di belle speranze, prodotto di Syracuse: il suo nome era Jim Brown.
Il suo esordio tra i pro fu semplicemente stellare, con la conquista dei titoli di Rookie of the Year e di MVP; trascinati dal loro runner, i Browns tornarono in vetta alla Eastern Conference.
Dopo un anno di assenza, i ragazzi di Brown approdarono nuovamente alla finale, al termine di una stagione chiusa sul 9-2-1. Ma la formazione dell’Ohio non fu mai in partita, e venne piegata con un sonante 59-14 dai Lions in quel di Detroit. 

Immagine articolo

Il mitico Jim Brown

Il 1958 vide ancora Jim Brown su livelli stratosferici (1.527 yards su corsa), ed i Browns nuovamente in testa alla Eastern Conference.
I ragazzi dell’Ohio giunsero all’ultima gara di regular season, contro i Giants, sul parziale di 9-2. 
Vincendola, i Browns sarebbero nuovamente approdati alla finalissima; in caso contrario, avrebbero dovuto affrontare nuovamente i Big Blue una settimana dopo nel Divisional Playoff.
Non solo i Browns persero la prima, ma vennero sconfitti anche nella seconda delle cennate gare, in cui la difesa newyorchese contenne alla grande Jim Brown.
Nell’ultima di campionato, i Browns realizzarono soli 10 punti, e rimasero a secco nel Divisional.

Altra partenza sprint nel 1959, con 6 vittorie nelle prime 8 gare.
Tuttavia, due sconfitte consecutive con l’identico punteggio (21-20), rispettivamente contro i Pittsburgh Steelers ed i San Francisco 49ers misero fine alle speranze di postseason.
Dopo essere stati bastonati dai New York Giants per 48-7, i Browns chiusero la stagione con una vittoria esterna ai danni dei Philadelphia Eagles, terminando al secondo posto sul 7-5.

Nonostante un record finale di 8-3-1 e la terza stagione consecutiva con oltre le 1.000 yards di Jim Brown (1.257), nel 1960 i Browns chiusero nuovamente al secondo posto, ad un soffio dalla vetta.

Il 1961 vide l’acquisto della franchigia da parte di Art Modell, per la stratosferica somma (considerati i tempi) di 4 milioni di $.
Sotto la nuova dirigenza, i Browns mancarono ancora di pochissimo l’appuntamento con la postseason, terminando al terzo posto con un record di 8-5-1.

Immagine articolo

Art Modell

Il 1962 vide significativi movimenti di mercato: i Browns cedettero Bobby Mitchell ai Washington Redskins per la prima scelta assoluta del draft, che cadde sul vincitore dell’Heisman Trophy, il RB Ernie Davis, anch’egli da Syracuse.
Il giovane atleta, tuttavia, non giocò nemmeno una partita: le visite mediche in preseason evidenziarono infatti una forma di leucemia, che l’avrebbe stroncato nel giro di un anno; la scomparsa di Davis si aggiunse alla morte di un’altra giovane promessa, il DB Don Fleming.
Tali eventi luttuosi condizionarono certamente i Browns, che chiusero sul 7-6-1.
Al termine della stagione Paul Brown venne silurato, e fu rimpiazzato dal suo assistente Blanton Collier.

Immagine articolo

Blanton Collier alla lavagna

La prima stagione di Collier alle redini del team vide Jim Brown correre per 1.863 yards, e si concluse sul 10-4. Tuttavia, i Browns non riuscirono a conquistare la vetta della Eastern Conference, a causa di una sconfitta di troppo.

Nel 1964, Jim visse l’ennesima stagione stellare, ed i suoi giunsero, a 3 giornate dalla fine, sul parziale di 8-1-1.
Tuttavia, 2 sconfitte misero a repentaglio la possibilità di giungere in finale.
Per conquistare il titolo della Eastern Conference, i Browns avrebbero dovuto vincere contro i Giants a New York, un posto per loro stregato.
Fortunatamente per gli uomini di Collier, i Giants erano imbottiti di veterani non più giovanissimi, che avevano faticato per tutta la stagione: di qui il facile successo per 52-20, ed il biglietto per la finalissima (l’ottava dall’ingresso nella NFL)
Al Municipal Stadium, davanti a ben 80.000 tifosi, i Browns non ebbero alcun problema a regolare per 27-0 i Baltimore Colts, aggiudicandosi il loro 4° titolo NFL.

Il 1965 vide ancora l’MVP Jim Brown sugli scudi, con 17 TDs e 1.544 yards all’attivo.
I Browns chiusero col record di 11-3, conquistando il titolo di Conference.
Ma l’esito della stagione fu opposto rispetto a quella precedente: in finale, i Browns furono sconfitti per 23-12 dai Green Bay Packers al Lambeau Field.

Nel 1966, Jim Brown scosse il mondo del football professionistico: dopo un dominio incontrastato, iniziato nel 1957, l’atleta annunciò a sorpresa, durante la lavorazione del film ”Quella sporca dozzina”, il suo ritiro dall’attività, a soli 30 anni, per dedicarsi alla recitazione.
In seguito a tale inattesa partenza, Cleveland dovette affidarsi a Leroy Kelly per il gioco sul terreno. Il runner fece il proprio dovere, correndo per 1.141 yards, ed i Browns chiusero al secondo posto col record di 9-5.

Immagine articolo

Leroy Kelly

Pessima partenza quella della stagione 1967 per i Browns, che persero i primi 2 incontri.
Tuttavia, la formazione dell’Ohio seppe riprendersi, terminando sul 9-5, record sufficiente ad assicurarle la vittoria nella Century Division.
Il Divisional Playoff, però, vide i Browns sonoramente bastonati dai Cowboys per 52-14 a Dallas, ed i sogni di finalissima vennero irrimediabilmente infranti.

Nel 1968, i Browns iniziarono veramente male la stagione, perdendo 3 delle prime 5 gare.
Ma seppero poi ingranare la marcia giusta, conquistando ben 8 successi consecutivi e terminando col record di 10-4, che diede loro il secondo titolo consecutivo della Century Division.
I Browns si presero la rivincita sui Cowboys nel Divisional Playoff, battendoli davanti a 81.497 tifosi al Municipal Stadium.
Una settimana più tardi, tuttavia, i Browns vennero lasciati a secco dai Baltimore Colts, che si imposero a Cleveland per 34-0 e staccarono il biglietto per il Super Bowl III.

Il 1969 vide i Browns conquistare il terzo titolo divisionale consecutivo, grazie ad un record di 10-3-1.
Ancora una volta, i Cowboys furono l’avversario di turno al Divisional, ed i Browns li sconfissero in trasferta per 38-14.
Ma la squadra di Collier perse la finalissima per mano dei Vikings in Minnesota, con un impietoso 27-7.

Nel 1970, i Browns furono una delle 3 squadre NFL ad essere spostate nella AFC, in seguito alla fusione tra NFL ed AFL.
I Browns entrarono nella storia, il 21 Settembre (davanti alla bellezza di 85.703 tifosi) giocando il primo Monday Night, nel quale sconfissero i New York Jets per 31-21. 
Tre settimane più tardi, i Browns vinsero un’altra partita importante (per 30-27), nella prima sfida contro i Cincinnati Bengals, guidati da quel Paul Brown che ben conoscevano, portandosi così sul parziale di 3-1.
Il prosieguo del campionato, invece, non fu altrettanto brillante: i Browns, infatti, persero 4 delle successive 5 gare, tra le quali la rivincita contro i Bengals in trasferta.
La stagione si chiuse con un deludente 7-7, di un soffio alle spalle dei Bengals, che conquistarono il primato della AFC Central.

Il 1971 vide un’altra buona partenza di Cleveland, che vinse 4 incontri e ne perse uno solo dei primi 5, incappando, poi, in ben 4 sconfitte consecutive.
Tuttavia, i Browns si ripresero, vincendo le ultime 4 gare stagionali, chiudendo sul 9-5 e conquistando il titolo divisionale della AFC Central.
Nei playoffs, i Browns uscirono al primo turno, perdendo in casa per 20-3 contro i Colts.

Nel 1972, dopo una partenza sul 2-3, i Browns vinsero ben 6 incontri di fila, rimettendosi in corsa per la conquista del titolo divisionale.
Ma le speranze si infransero contro gli Steelers, che si imposero a Pittsburgh per 30-0. 
I Browns, però, vinsero le ultime 2 gare stagionali, chiudendo sul 10-4 ed acciuffando una Wild Card.
Nel Divisional Playoff, a Miami, i Browns si portarono sul 14-10 nell’ultimo quarto, ma i padroni di casa rimontarono, e vinsero per 24-10; i Dolphins avanzarono così al Championship e terminarono poi la loro “perfect season” con la conquista del Vince Lombardi Trophy.

Buon esordio della formazione dell’Ohio nel 1973, con 3 vittorie nella prime 4 gare; ma la stagione, dopo un parziale di 7-3-1, si chiuse senza ulteriori vittorie, con un 7-5-2 che valse solo il terzo posto.

Nel 1974, i Browns vissero, per la prima volta in 28 anni di NFL, una stagione con 10 sconfitte, chiudendo con un record di 4-10, che valse loro l’ultimo posto nalla AFC Central.

Il 1975 vide un cambio della guardia in panchina, con l’arrivo di Forrest Gregg.
Ma ciò parse non giovare ai Browns, che persero le prime 9 partite stagionali.
La formazione di Cleveland vinse la prima partita con gli arcirivali Cincinnati Bengals, imponendosi per 35-23.
La stagione si chiuse con un pessimo 3-11.

Nel 1976, dopo un parziale di 1-3, i Browns vinsero 7 delle successive 8 partite, trovandosi coinvolti nella lotta playoff.
Ma una sconfitta esterna per 39-14 a Kansas City nell’ultima di campionato mise fine ai sogni di postseason, con i Browns che chiusero per 9-5.

Dopo 6 vittorie e 4 sconfitte nelle prime 10 gare del 1977, i Browns persero le ultime 4, terminando sul 6-8.
All’immediata vigilia dell’ultima di campionato, Forrest Gregg venne licenziato, e sostituito da Dick Modzelewski.

Guidati dal nuovo coach Sam Rutigliano, nel 1978 i Browns vinsero le prime 3 gare stagionali. Quell’annata, tuttavia, si concluse con un mediocre 8-8.

Grandi protagonisti della stagione 1979 furono Mike Pruitt, che corse per 1.294 yards, e Brian Sipe, che passò per la bellezza di 3.793 yards.
I Browns, dopo 10 partite, avevano realizzato un parziale di 7-3, ma 4 sconfitte nelle ultime 6 gare portarono il bilancio definitivo sul 9-7, che non consentì a Cleveland di agganciare il treno playoff.

Immagine articolo

Brian Sipe

CONTINUA...

Immagine articolo

a cura di Diego Antonini aka warner75
Fonti dell'articolo:

http://www.sportsecyclopedia.com/nfl/clev/browns.html

Il sopra riportato testo costituisce una traduzione dell’elaborato originale, i cui diritti di proprietà intellettuale spettano interamente ed esclusivamente al relativo Autore.

Articolo inserito da warner75 e letto da 591 visitatori

Il 22/01/2006 Buffalo78 di Verona ha scritto:

Bravo Diego. Articolo ben scritto...bellissime anche le foto. Azzo come sono ignorante sulla storia Nfl.

Il 23/01/2006 Tim Bowens ha scritto:

Fenomenale. Ma chi ce li ha degli articoli così? :coolsmile:

Il 23/01/2006 FRantz di France ha scritto:

Ottimo articolo , chissa se i Browns metteranno prima o poi un Logo sul casco !!! penso che visto il trend che vede le squadre che hanno cambiato divisa avere successo ... ( Seahawks , Patriots , Buccanees , Rams ... )

Il 24/01/2006 Andrea Zanoni aka Jimmy82 ha scritto:

Molto bello l'articolo, e utile, visto che della storia dei Browns non sapevo assolutamente nulla!

Se lo desideri, puoi commentare questo articolo

Ricorda i miei dati per i prossimi commenti

Avvisami se qualcuno inserisce ulteriori commenti

Inserisci la parola di verifica che vedi nell'immagine:


Ogni Martedì Hellviss vi fornirà risultati, classifiche e curiosità sul mondo del Football Americano in Italia e non solo. Il tutto condito da del sano Rock 'N' Roll!