Hanno dovuto attendere più di quarant’anni per conquistare un Superbowl, ma sono ormai una dinastia della NFL: questa è la storia dei New England Patriots.

Nel 1960, i Boston Patriots, di proprietà dell’uomo d’affari William H. “Billy” Sullivan Jr., furono tra le 8 squadre a partecipare alla stagione inaugurale della AFL.
Dopo una discreta pre-season (vittoria contro i Buffalo Bills), il 9 Settembre i 21.597 spettatori convenuti al Nickerson Field (prima chiamato Braves Field) assistettero alla sconfitta dei Pats contro i Denver Broncos nella prima partita di regular season, con il punteggio finale di 13-10.
La stagione si concluse con il record negativo di 5-9, che significò l’ultimo posto per i Pats nella Eastern Division della AFL.

Nel 1961, dopo 3 sconfitte nelle prime 5 partite, la dirigenza licenziò in tronco il coach, Lou Saban, che venne rimpiazzato da Mike Holovak.
La mossa si rivelò decisamente positiva, dato che i Pats persero solo una delle restanti gare in calendario, prima di concludere la stagione al secondo posto, con un buon record di 9-4-1.
Quest’ultimo fu il record finale anche l’anno successivo, il secondo per Mike Holovak come head coach.
Il 18 Novembre 1962, i Pats vennero sconfitti per 18-10 dagli Houston Oilers, che giunsero così in finale per la terza volta in tre anni.
La prima stagione dei Pats al Fenway Park fu altalenante; ma la squadra, dopo aver sconfitto in trasferta Buffalo nel Divisional Playoff per 26-8, riuscì ad arrivare in finale, venendo però letteralmente strapazzata dai San Diego Chargers, con il punteggio di 51-10.
Il grande protagonista della stagione 1963 fu indubbiamente Gino Cappelletti, che con il suo piede infallibile (e 7 TDs in posizione di wide receiver) assicurò alla franchigia di Boston ben 111 punti!!!
La squadra si rivelò ancor più forte dell’anno precedente, terminando la stagione con il record positivo di 10-2-1, dovendo però cedere in finale, davanti al proprio pubblico, ai Buffalo Bills, che li sconfissero per 24-14.

La stagione successiva fu davvero pessima per i Pats, e si concluse con un deludente 4-8-2.
Nel 1966, finalmente i Patriots trovarono il giusto passo, allorquando il RB Jim Nance stabilì il record di yards su corsa della AFL, ben 1.458.
Giunti sul parziale di 8-3-2, alla franchigia di Boston sarebbe bastato sconfiggere i New York Jets per approdare alla finale, ma l’impresa non riuscì, poichè i biancoverdi si imposero per 38-28.

Il 1968 (ultimo anno al Fenway Park) vide i Pats chiudere la stagione nuovamente all’ultimo posto, con un record di 4-10, e la sostituzione di Mike Holovak con Clide Rush.
Dopo 6 stagioni al Fenway Park, nel 1969 i Patriots disputarono le loro partite casalinghe al Boston College Alumni’s Stadium: il cambio di indirizzo non portò alcun beneficio alla squadra, che terminò la stagione nuovamente all’ultimo posto, ancora una volta con il record negativo di 4-10.
Nel 1970, i Patriots vinsero la loro prima partita stagionale nella nuova sede, l’Harvard Stadium di Cambridge, sconfiggendo i Miami Dolphins per 27-14. Ma fu un vero e proprio fuoco di paglia: i Pats, infatti, vinsero solo una delle restanti partite, concludendo la stagione con il peggior record (2-12) della nuova NFL, sorta in seguito alla fusione delle due Leghe (AFL ed NFL).
I Patriots furono davvero la peggior squadra, sia in attacco che in difesa, commettendo ben 41 turnovers.
Dopo 11 stagioni in quattro differenti stadi, i Patriots si accasarono finalmente a Foxboro, località vicina al confine con il Rhode Island: la franchigia aveva dovuto necessariamente optare per questa soluzione, dopo aver richiesto invano, per anni, al Comune di Boston di costruire uno stadio.
Il cambio di sede comportò anche quello del nome della squadra: non più Boston, ma New England Patriots.
Il nuovo stadio non fu l’unico motivo di grandi aspettative per i tifosi: nel draft di quell’anno, infatti, i Pats si erano assicurati la stella di Stanford, il QB Jim Plunkett, vincitore dell’Heisman Trophy.
Nonostante un convincente esordio allo Schafer Stadium, contro i superfavoriti Oakland Raiders, la stagione si concluse con un record di 6-8.
Il 1972 si rivelò decisamente iellato per Jim Plunkett e per i Pats: dopo un discreto inizio (2-1 nelle prime tre partite), la formazione del New England incappò in una serie di 9 sconfitte consecutive, che costarono il posto al coach John Mazur ed al GM Upton Bell.
La stagione andò di male in peggio, concludendosi con un terrificante 3-13.
In cerca di riscatto, nel 1973 i Pats ingaggiarono Chuck Fairbanks dall’Università dell’Oklahoma, sperando di riportare un pò di linfa vitale in una franchigia decisamente spenta.
Nel draft di quell’anno, i Patriots selezionarono la guardia John Hannah, per ricostruire una linea offensiva decisamente sterile.
Dopo un avvio con 2-7, la formazione del New England cominciò a dare segni di risveglio, vincendo le successive 3 partite, terminando con il record negativo di 5-9.

Il 1975 vide Plunkett alle prese con gli infortuni, ed un gioco di squadra decisamente scarso: si decise quindi, nell’emergenza, di puntare sul QB di riserva, Steve Grogan, il cui stile destò notevole impressione sia nel coach che tra i tifosi di New England.
La stagione si chiuse con un record negativo di 3-13, e Plunkett passò ai San Francisco 49ers.

Plunkett era stato ceduto in cambio di scelte al draft: nel 1976 i Pats ingaggiarono quindi il CB Mike Haynes e la S Tim Fox.
I due divennero da subito titolari stabili, e diedero un notevole contributo alla squadra.
Dopo una sconfitta all’esordio, i Patriots vinsero 3 partite consecutive contro le formazioni dominanti nella AFC degli anni ‘70: Dolphins, Steelers e Raiders.
Mike Haynes venne eletto Rookie dell’Anno, ed i Patriots combatterono per il titolo della AFC East con i Baltimore Colts: furono questi ultimi a spuntarla, con i Pats che dovettero accontentarsi della Wild Card.
La formazione del New England giunse così ai playoffs, per la prima volta in 13 anni: la partita si giocò in trasferta, sul campo degli Oakland Raiders.
Come nella gara di regular season, i Pats controllarono da subito il match, chiudendo il terzo periodo sul 21-10.
I Raiders accorciarono le distanze, segnando in apertura dell’ultimo quarto; gli ultimi 8 minuti dell’incontro furono però caratterizzati da giocate controverse (penalità comminate con grave ritardo, od eccessivamente generose), che portarono i Raiders alla vittoria.
Nel 1977, alla luce della stagione appena conclusa, tutti si aspettavano il pronto ritorno dei Patriots ai playoffs: ma la strada si rivelò decisamente impervia.
Gli infortuni di John Hannah e Leon Grey condizionarono l’inizio di stagione, con 1-2 nelle prime 3 partite; ma non appena le due stelle fecero ritorno, la squadra conquistò 4 vittorie consecutive, tornando in corsa per i playoffs.
Due sconfitte consecutive contro le rivali di Division si rivelarono però determinanti, e i Pats mancarono l’appuntamento con la post-season.
Il 1978 si aprì per i Pats con una sconfitta devastante, prima ancora che la stagione iniziasse: in un incontro di pre-season, il WR Darryl Stingley subì una lesione spinale in seguito ad un placcaggio del difensore dei Raiders Jack Tatum, con effetti, purtroppo, irreversibili. Stingley rimase paralizzato a vita.
Dopo un inizio con 1-2, i Patrioti disputarono un buon campionato e, con un record di 10-4, sarebbe loro bastato vincere contro i Buffalo Bills per assicurarsi il primo titolo divisionale in 15 anni.
Dinnanzi a 60.000 tifosi, i Pats sfidarono la furia degli elementi, e vinsero quel match con un field goal di David Posey a soli 8 secondi dal termine: dopo anni di sofferenze, i fans del New England si scatenarono, e sradicarono addirittura i pali dal campo!!!
Il finale di stagione fu quantomeno singolare: le voci di un possibile abbandono del coach Chuck Fairbanks in direzione dell’Università del Colorado divennero realtà, a poche ore dall’inizio dell’ultima sfida stagionale contro i Dolphins.
Fairbanks era ormai stufo delle continue e crescenti intromissioni della famiglia Sullivan nella gestione tecnica della squadra: furioso, il proprietario lo sospese, creando una situazione al limite dell’assurdo; gli assistenti allenatori Ron Erhardt e Hank Bullock dovettero dividersi al 50% ciascuno il compito di guidare la squadra contro i Dolphins!!!
Il risultato di questa mossa? Una sconfitta per 23-3, aggravata dall’infortunio al ginocchio per Grogan nel secondo quarto.
Coach Chuck Fairbanks
Dopo giorni di scaramucce legali, Fairbanks fu reintegrato, per guidare i Pats nella sfida di playoffs contro gli Houston Oilers allo Schafer Stadium: ma la squadra perse 31-14, con Fairbanks additato dai tifosi come principale responsabile del fallimento, al termine dell’incontro.
Nel 1979, l’affare Fairbanks si concluse con un accordo tra i Patriots e l’Università del Colorado: quest’ultima avrebbe indennizzato la franchigia del New England per l’abbandono del coach, ruolo al quale fu promosso Ron Erhardt.
La prima partita stagionale vide i Pats ospitare gli Steelers, con il ritorno di un caro amico allo Schafer Stadium: Darryl Stingley, cui venne tributata una lunghissima e commovente standing ovation.
La stagione si concluse con un deludente 9-7.
CONTINUA...

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