Tra alti e bassi Chicago piega i Chiefs
Appena finita la partita di domenica notte contro Kansas City vinta dai Bears 20-10 è venuto abbastanza spontaneo chiedersi quanto possa valere davvero questo team guidato da Rex Grossman e come potrà, un gioco offensivo così in difficoltà, trovare modo di tenere a galla la squadra contro avversari più equilibrati dei Chiefs come, ad esempio, i Dallas Cowboys prossimi avversari al Sunday Night di week 3. Bella domanda che, però, non ha ovviamente risposta. L’unica risposta vera e concreta è giunta come sempre dalla difesa, capace di sopperire al meglio ai gravi infortuni capitati la settimana scorsa a Mike Brown e Dusty Dvoracek e di limitare a 55 yards corse Larry Johnson dopo aver chiuso le porte in faccaia a LaDainian Tomlinson nella sfida persa a San Diego. Brian Urlacher e Lance Briggs hanno trovato una prestazione straordinaria, ben supportati dal resto del reparto, abile a trovare la giusta pressione sulla tasca avversaria e a coprire il profondo grazie soprattutto ad un’altra ottima prova di Charles Tillman.
E’ un sollievo per ogni tifoso dei Bears vedere che il recupero di Tommie Harris, incrociando le dita, sembra ormai definitivo; il defensive tackle dei Bears ha messo a segno 2 sack e supportato così il gioco dei linebackers che, a loro volta, hanno in altrettante occasioni buttato al tappeto Damon Huard. La difesa è poi riuscita a trovare le giocate giuste e forzare i due turnover decisivi proprio nel momento di maggiore sofferenza della squadra, quando cioè l’attacco aveva per l’ennesima volta perso in ritmo e costanza di gioco. L’intercetto di Danieal Manning, su pallone deviato da Tillman dopo una copertura sul receiver avversario da vero e proprio francobollo, ed il fumble recuperato da Briggs, dopo che, di nuovo lui, Tillman lo aveva forzato, hanno tolto ogni chance ai Chiefs che si erano anche visti annullare una meta per movimenti irregolari prima dello snap e bloccare un calcio (il secondo in due gare) dagli special team.
Insomma, il solito muro difensivo che domenica dovrà superarsi di nuovo per tenere a bada Terrell Owens, Tony Romo e Julius Jones ma che si augura naturalmente di vedere un attacco più costante nel proprio gioco. I colpi più pesanti ai Chiefs gli infatti spesso rifilati Devin Hester che ha riportato 5 punt con una media di 28 yards, segnato un TD da 73 yards più un secondo annullato e giocato in maniera splendida in ogni azione. Emblematico l’ultimo ritorno, con palla presa al volo mentre un avversario era sparato a missile su di lui e ormai troppo vicino; rapido roll out, rovesciamento di campo da una sideline all’altra e più di 50 yard pèrese tra lo stupore di tutti, persino di Brian Urlacher, sorpreso da una telecamera ad esclamare gioia e sorpresa. Già, perchè un folletto del genere riesce a sorprendere ogni volta e nonostante i dubbi su una seconda stagione dove gli avversari dovrebbero conoscerlo meglio, il numero 23 dei Bears ha già portato un pallone in meta.
Rex Grossman invece continua a far nutrire dubbi. Il suo score parla di 20/34, 160 yards, TD, 2 INT e ci consegnato, dopo un ottimo primo tempo, il solito quarterback pasticcione. Kansas è riuscita a mettere la giusta pressione sull’avversario, ha trovato tre sacks, ma nonostante questo non ha mai davvero intasato il box cercando di limitare il gioco ancora di più per non rischiare troppo il gioco profondo dove avrebbe potuto trovarsi in notevole difficoltà. Questo ha aperto la strada a Cedric Benson (24/101), capace di alzare buoni numeri e ottime giocate nonostante una certa una discontinuità in alcune fasi del gioco. Grossman, invece, è rientrato negli spogliatoi a metà gara dopo una buona esibizione durante la quale aveva colpito almeno sette obiettivi diversi, giocato un ottimo drive da 79 yards chiuso con un TD pass per John St. Clair dopo una play action da manuale e aver strappato applausi grazie a un’azione durante la quale era sopravvissuto a una carica di Tamba Hali senza perdere palla e trovando subito dopo Bernard Berrian (4/65), di nuovo il giocatore più servito.
Il secondo tempo ha però riportato a galla i soliti dubbi. Due intercetti, uno su uno screen giocato malissimo ed uno per l’ennesimo proble a di non leggere attentamente le coperture e i raddoppi sui propri compagni. Iniziate le difficoltà Grossman è via via calato scomparendo gradualmente dal gioco, divenendo impreciso ed insicuro nonostante, dopo la meta di Hester, sembrava che i Bears avessero potuto controllare al meglio la partita. Significativa l’azione in cui Grossman, al quale la linea aveva dato parecchi secondi, giocava un pallone in tribuna dopo aver osservato per attimi infiniti il lato sinistro del campo senza trovare ricevitori liberi. Il replay ci mostrava invece un Berrian, sul lato destro, che era già riuscito a staccare bene il difensore ed era pronto solo per ricevere e chiudere in meta. Nulla di fatto, Grossman non se ne era accorto, proprio perché la sua costante insicurezza sembra spingerlo a cercare sempre e solo il ricevitore primario chiamato nel gioco o chi sta negli immediati paraggi, senza provare a cambiare totalmente zona del campo per paura di non essere pronto e finire intercettato. Con questi limiti, ripetuti ormai all’infinito, la stagione di Grossman si appresta ad essere davvero dura (per ora il rapporto TD/INT è di 1-3) e non sappiamo, né ormai continuiamo a chiederci, se durerà fino alla week 17.
A questo deve pensare Lovie Smith, che dovrebbe ormai aver capito che Grossman, vittima di banali errori anche nei priumi due quarti dove pure aveva fatto ben girare il gioco offensivo ma sempre limitato a pochi giochi tutti più o meno simili, non sembra in grado di gestire davvero bene la situazione. Le alternative non sono meglio? Forse, ma la condizione psicologica spingerebbe almeno a pensarci bene prima di rifiutare una chance a qualche riserva. Ciò che è certo è che domenica prossima, in diretta nazionale, Rex Grossman scenderà in campo contro i Cowboys e se la sua prestazione non sarà vicina all’eccellenza si rischia di finire molto probabilmente come a San Diego, con tanta opposizione difensiva e un pugno di mosche in mano anche perchè, a differenza dei Chiefs, i Cowboys tenteranno sicuramente di spingere sulla linea di scrimmage per togliere ossigeno al gioco aereo, costringere all’errore il quarterabck e lasciare tutto sulle spalle di un Cedric Benson che sta ancora accumulando esperienza come titolare.
