National Conference
Dalla prossima settimana seguiremo settimanalmente lo svolgimento della 22^ stagione di AFL. Nell’attesa diamo un’occhiata alla situazione dopo Week3 e cominciamo a familiarizzare con le squadre che prendono parte a questo importante campionato professionistico
In questa prima parte prenderemo in esame la National Conference, composta dalla Eastern Division e dalla Southern Division. Il regolamento prevede che le migliori sei squadre di ogni Conference partecipino ai Playoff con un turno di bye per le vincenti delle Division.
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EASTERN DIVISION
Era indicata da tutti come la Division più forte e combattuta, ma nessuno si aspettava che ben tre squadre partissero a razzo con tre vittorie su tre. Tre squadre forse no, ma almeno una era certamente pronosticabile: Dallas ha perso solo due volte nelle ultime 26 partite di regular season (15-1 nel 2007, record AFL) ed è la favorita numero uno nella corsa al Titolo. Difficile trovare difetti alla squadra “satellite” dei Dallas Cowboys. L’attacco sta funzionando come un meccanismo ad orologeria talmente ben oliato da non risentire della rivoluzione copernicana innescata dal ricorso al backup Chris Sanders, molto diverso sia fisicamente che tecnicamente dall’ottimo QB titolare, il veterano Clint Dolezel (costretto a 4 settimane in IR per una spalla lussata). La difesa era tra le prime in ogni categoria statistica lo scorso anno ed è stata ulteriormente rafforzata nel 2008, soprattutto a livello di secondaria. Gli special team sono eccellenti e possono annoverare le stelle Remy Hamilton (foto www.dallasdesperados.com), K ad un passo dal record all-time per numero di FG realizzati, e Will Pettis, KR tra i migliori della Lega e “Ironman dell’Anno” 2007 per via del suo eccezionale rendimento come WR e DB. L’allenatore Will McClay, in passato ottimo giocatore AFL, è stato “Coach of the Year” nel 2006. Insomma, gli ingredienti per un mix vincente ci sono tutti. Ma la pletora di stelle e le eccezionali statistiche di regular season lasciano, com’è noto, il tempo che trovano: i conti si faranno solo nei Playoff. E, come dimostrato nelle ultime due stagioni, per i Desperados non sarà certo un gioco da ragazzi mettere le mani sul loro primo Jim Foster Trophy. Anche perchè Philadelphia, inzialmente indicata come probabile outsider nonostante i proclami dei proprietari Jaworski e Bon Jovi di puntare decisamente al Titolo, si è già ritagliata un ruolo da assoluta protagonista grazie alla sorprendente, ma meritatissima, vittoria in casa dei Chicago Rush e al clamore destato dai 200 punti segnati in tre partite. L’ennesimo infortunio patito in Week3 dal fenomenale QB Tony Graziani (distorsione ad un ginocchio, 3/4 settimane di stop) non comporterà le disastrose conseguenze di quello della stagione scorsa visto che i Soul si sono abbondantemente tutelati con l’ingaggio in off-season dell’ex Rush Matt D’Orazio (per lui un Anello, per giunta da titolare, nel 2006). Ma se l’attacco non desta preoccupazioni potendo schierare la linea più forte della Lega ed una coppia di WR di primissimo piano (Chris Jackson e Larry Brackins), è invece sotto esame la difesa, nella quale il solo DB Eddie Moten garantisce il giusto mix di qualità, esperienza ed affidabilità. Se però i suoi compagni di reparto riusciranno a mantenere il ritmo impostato in queste prime vittoriose uscite, la strada verso l’ArenaBowl non può che essere in discesa. Da segnalare, intanto, i 4 sack già messi a segno dal DL Gabe Nyenhuis. Tre vittorie anche per i Gladiators, più che rivitalizzati dal trasferimento da Las Vegas (2-14 nel 2008) a Cleveland. La franchigia ora di stanza nell’Ohio è sicuramente la vera sorpresa di queste prime battute della stagione AFL. Se il QB Raymond Philyaw riuscirà a mantenere questi standard (quasi 130 di rating e 16-1 nel differenziale TD-int) sarà difficile per chiunque sbarazzarsi di loro. A suffragio di questa possibilità non è da sottovalutare l’inconsueta presenza di un solido running game, che toglie tanta pressione al QB ex Brigade e lo lascia libero di colpire con continuità i suoi bersagli preferiti, i WR Robert Redd e Otis Amey. Il FB Marlion Jackson è infatti già oltre le 100 yards dopo sole tre partite, risultato eccezionale per una Lega orientata quasi esclusivamente al gioco di passaggio. In difesa la linea ha gia messo a segno 5 sack e Brandon Hefflin, DB, si sta confermando tra i migliori placcatori della Lega. Se Cleveland è la sorpresa, la grande delusione sono invece i “vicini di casa” e vice-campioni in carica dei Columbus Destroyers, battuti proprio dai Gladiators nel primo derby dello stato degli ippocastani e troppo rinnovati in off-season per poter confermare la sorprendente stagione passata. L’esperto QB Matt Nagy sembra spaesato in una squadra che ha perso per strada quasi tutti gli elementi migliori dello scorso anno e che ancora non ha chiarito quali siano i giocatori su cui puntare maggiormente in questa stagione. Gli ottimi Derek Lee, WR che sta confermando le grandi cose fatte a Georgia, e Nate Coggins, DB da 25 tackle in tre partite, non possono certo bastare. Difficile, per come si stanno mettendo le cose, che i Destroyers possano raggiungere i playoff, a cui invece potrebbero ambire i New York Dragons, alle prese con i problemi di salute dell’ottimo QB Aaron Garcia (comunque ben sostituito da Rohan Davey) ma con un discreto organico complessivo ed una buonissima difesa in cui spiccano Idris Price, Mac-LB proveniente da Philadelphia, e Levy Brown, DB già autore di 4 intercetti (leader AFL) e più di 20 tackle. In attacco pochi nomi prestigiosi ma una buona rotazione che potrà consentire a Garcia una discreta varietà nei bersagli da colpire. Importante comunque l’arrivo da Columbus di Damien Groce, WR e KR di grande qualità e buona esperienza che tornerà sicuramente utile nel corse della stagione.
La situazione vede i Gladiators in testa in quanto vincitori dei due scontri diretti contro New York e Columbus:
Cleveland Gladiators 3-0 Dallas Desperados 3-0 Philadelphia Soul 3-0 New York Dragons 1-2 Columbus Destroyers 0-3
SOUTHERN DIVISION
Dopo la scorsa stagione era opinione comune che quest’anno i Georgia Force avrebbero spadroneggiato. E, secondo molti, non solo a livello di Division. Ma la squadra di Atlanta, persi in off-season l’eccellente offensive coordinator Steve Thonn (ora Head Coach a Grand Rapids) e due dei tre WR titolari, ha avuto un inizio choc contro Dallas e solo alla terza partita è riuscita a centrare la prima vittoria. Il QB Chris Greisen (117 TD lanciati nel 2007, record AFL) si sta confermando su altissimi livelli essendo l’unico nella Lega ad aver lanciato per più di 1000 yards, ma nelle prime due gare il solo Troy Bergeron è riuscito ad essere un bersaglio affidabile e continuo (già più di 400 le yards di guadagno per lui). L’ingaggio dell’ottimo WR Charles Pauley, lo scorso anno ai Soul e stranamente ancora in free-agency due gare dentro la stagione, sembra però aver risolto questo problema a partire da Week3. In difesa, l’arrivo dalla NFL di R-Kal Truluck, DL, dovrebbe rendere la linea dei Force dominante mentre dai DB ci si aspetta una crescita continua e sempre più concretezza. Quindi tutto è ancora possibile per la squadra ottimamente gestita dall’ex safety dei Chicago Bears Doug Plank, “Coach of the Year” in due dei suoi tre anni di esperienza da capo-allenatore. A margine, citazione d’obbligo per quello che ci auguriamo diventi l’idolo degli appassionati italiani, il Mac-LB Frank Trentadue che gioca con la jersey numero… 32. Standing ovation. A differenza di quello di Georgia, ottimo l’inzio di New Orleans, e questo nonostante l’infortunio a Steve Bellisari. Il QB titolare è stato infatti egregiamente sostituito dal rookie Danny Wimprine, che si è addirittura guadagnato il titolo di “Offensive Player Of the Week” al suo primo start nella Lega dimostrando di saper giostrare ottimamente i buoni WR disponibili a roster. Gli innesti del WR/DB B.J. Barre e del DB Lin-J Shell hanno notevolmente rafforzato la squadra che ospita i propri avversari a “The Graveyard”, l’arena dal funereo nickname dove i Voodoo hanno vinto entrambe le partite che hanno fin qui disputato. Infine meritano sicuramente una menzione i 4 sack già messi a segno da Michael Spicer, DL, e la buona prova complessiva della difesa. Ma nella corsa al titolo divisionale i Force non dovranno guardarsi soltanto dal team della Louisiana perché anche le due squadre provenienti dalla Florida avranno la possibilità di dire la loro. Guidata sulla sideline dall’eterno ed immarcescibile Tim Marcum, semplicemente il coach più vincente della storia della Lega, e sul turf dal QB Brett Dietz, co-rookie dell’anno nel 2007, la squadra penta-campione AFL dei Tampa Bay Storm guarda con interesse ad una stagione che la può vedere protagonista all’interno di una Southern forse non così ostica come si pensava. Il giovane quarterback con esperienza nel campionato finlandese è abituato ad avere diversi buoni ricevitori tra i quali scegliere di volta in volta il suo bersaglio, e anche se Terril Shaw è al momento infortunato l’ingaggio di Brent Holmes, stranamente lasciato libero da Georgia dopo l’ottima prestazione in Week1, ha mantenuto lo status quo. In difesa importante l’innesto dell’immenso (di statura, più di due metri, ma non solo) lineman Kelvin Kinney, reduce da un’ottima stagione a Columbus, a completare un ottetto con buone potenzialità guidato dall’esperto DB Jeroid Johnson. La storica rivale degli Storm, Orlando, e l’infernale arena in cui gioca, soprannominata “The Jungle”, sono da qualche anno feudo indiscusso di Jay Gruden. Il fratello minore del più celebre Jon, head coach dei Tampa Bay Buccaneers nella NFL, è una vera istituzione della AFL, avendo vinto due ArenaBowl da giocatore (era QB proprio ai Tampa Bay Storm, e proprio sotto Marcum) e due da allenatore con i Predators. Come si può vedere, storie che si intrecciano a ripetizione lungo l’Interstatale I-4, facendo di questo derby quasi un campionato a sé stante. Il QB Shane Stafford guida un attacco che schiera T.T. Toliver, WR e KR, come punta di diamante e Marlon Moye-Moore, FB, come solido punto di riferimento. In difesa, all’esperto Kenny McEntyre, DB con passato da “Difensore dell’Anno” e soprannominato “The Glove” per l’accuratezza delle sue coperture, si va ad aggiungere un rookie sui generis come Ahmad Carroll, ex prima scelta NFL con un passato da titolare a Green Bay. I tempi sono prematuri per giudicare l’ex Packers, ma presto capiremo se sarà riuscito ad adattarsi ad una realtà così diversa come la AFL. In questi ultimi giorni, la mancanza di una solida pass-rush ha spinto Gruden a chiedere, ed ottenere, una trade con Utah per il DL Rob Schroeder, nominato per l’all-rookie team della scorsa stagione. Il sacrificato di lusso è l’esperto DB Damon Mason, detentore del record di placcagi della AFL e punto di riferimento di una secondaria che comunque ha una discreta profondità. Una scelta rischiosa, vedremo se darà i frutti sperati.
Da sottolineare che New Orleans ha ottenuto le sue due W proprio contro Tampa Bay ed Orlando, ed è quindi 2-0 all’interno della Division:
New Orleans Voodoo 2-1 Tampa Bay Storm 2-1 Georgia Force 1-2 Orlando Predators 1-2
