La mandria allo sbando…
Dopo la pazzesca settimana scorsa, in cui tre delle quattro sorelle della NFC East non erano riuscite a portare a casa una W, le cose sembrano essersi rimesse sui binari della normalità in questa week 7. O quasi.
I New York Giants, con una partita prudente ed accorta, hanno strapazzato i San Francisco 49ers 29-17. Eli Manning, reduce dai suoi 3 intercetti, ha giocato un incontro giudizioso terminando con un discreto 16/31 per 161 yards e 1 TD. Nessuno dell’attacco ha giocato la partita della vita, perchè chi ha davvero vinto è stata la difesa dei Giants. Ed in modo particolare il linebacker Chase Blackburn, il quale entrato per sostituire l’infortunato Antonio Pierce, ha suggellato la sua prestazione con 10 placcaggi, un sack e un fumble forzato, rendendo complicata la vita di Frank Gore e J.T. O’Sullivan.
I camaleontici Washington Redskins battono, in una partita di rara insipienza, i Cleveland Browns per 14-11. Perchè camaleontici? Semplicemente perchè sembrano sempre adattarsi al gioco dei loro avversari. E’ quasi come se non avessero una loro personalità e seguissero le orme di chi hanno di fronte, coinvolti in belle o brutte partite a seconda del tasso dei loro avversari: si esaltano con i Cowboys, deprimendosi poi con i Browns. Eppure Jason Campbell (unico QB senza intercetti in tutta la NFL), il folletto Santana Moss e Clinton Portis ad un certo punto riescono a prenderli per mano e a portarli alla vittoria, regalando loro il secondo posto in Division.
Cosa dire dei Dallas Cowboys? Avevano la miglior partita possibile da giocare, dopo gli infortuni di Tony Romo, Felix Jones, Mat McBriar e Terence Newman e la sospensione di Adam Jones. Avevano acquisito Roy Williams dai Detroit Lions per potenziare il gioco aereo, ed avevano per avversari una squadra non irresistibile come i St. Louis Rams. Risultato? Una sconfitta per 34-14, ma quel che più è peggio una partita insipida, senza personalità e buttata al vento già dopo il primo quarto, quando i Cowboys si sono trovati sotto per 21-7.
La cosa peggiore è che dopo un solido primo drive concluso con il TD di Marion Barber, molti si erano illusi che l’impatto della mancanza di Romo sulla squadra non fosse, in fondo, così decisivo. Probabilmente lo hanno creduto anche gli stessi giocatori, che hanno dato il via ad una autentica fiera degli orrori tra fumbles, intercetti, long snap sbagliati e missed tackles. Steven Jackson ha imperversato facendo il bello e il cattivo tempo, e Marc Bulger sembrava Joe Montana redivivo, uscendo vittorioso da ingorghi di linee che sembravano TIR impazziti ad un incrocio senza semaforo.
Adesso Dallas è costretta ad inseguire, dopo aver perso anche Roy Williams (il difensore) per tutta la stagione, a causa di una seconda frattura dell’avambraccio nello stesso punto dove si era verificata la prima. La prossima settimana i Cowboys sono attesi a Tampa Bay, dove rischiano di affondare nelle paludi dello sbando totale. I Redskins ospiteranno i Lions e i Giants gli Steelers, mentre gli Eagles voleranno ad Atlanta in uno scontro tra rapaci. La stagione potrebbe iniziare a dare qualche verdetto pressochè definitivo…
