AFC NORTH – Week 3 (Parte I)
CLE @ BAL 3 – 34
Le prime due giornate di regular ci avevano già raccontato cosa sarebbe inesorabilmente accaduto all’M&T Bank Stadium di Baltimore domenica pomeriggio.
I Cleveland Browns reduci dalle sconfitte incassate contro Minnesota e Denver si apprestano ad affrontare una delle difese più collaudate e solide della Lega, quella dei Ravens.
Il problema per la squadra di Ohio è che al momento i corvi di Baltimore sembrano possedere anche l’attacco più pratico della division: comandati da un granitico J. Flacco e guidati da un run game reso spaventosamente concreto dall’implacabile W.McGahee, gli undici d’offesa nero-viola distruggono così la gracile barriera eretta per l’occasione dai Browns. Flacco mette a stats 342 pesantissime iarde distribuite con carattere e classe su otto diversi obbiettivi e D.Mason, tra gli altri, ringrazia e suggella la sua bellissima prestazione (5 ricezioni per 118 yards) con un TD da 72 yards che concreta la splendida palla lanciata dal suo giovane QB.
Se per aria i Ravens fanno paura, via terra terrorizzano letteralmente.
R.Rice, 22enne backup RB alla sua seconda stagione da Pro, corre 11 volte mangiandosi 48 yards condite da un TD preso con grande personalità; ma è W.McGahee il vero incubo, il nemico numero uno della difesa di Cleveland. L’HB #23 fa a fette la D- 3-4 O&B che, benché riesca con fatica a tamponare nel mezzo, pare non poter chiudere il perimetro e respingere così gli assalti più produttivi del runninback che entra due volte nella end zone avversaria con disarmante facilità(alla fine chiuderà con 7 per 67 yards e 2 TD appunto).
Capitolo difesa. Per analizzare la prova della tenace difesa di Baltimore (4 intercetti prodotti in partita) è assolutamente utile partire dagli ormai atavici problemi di Cleveland in attacco.
Da mesi B. Quinn viene additato come il salvatore della patria O&B e il ragazzo ci prova, o meglio, vorrebbe provarci ma la sua partita finisce troppo presto, prestissimo. Al primo drive offensivo il QB #10 si fa subito intercettare nei pressi della side line alla sua sinistra da D. Foxworth che aggancia l’ovale anticipando la ricezione di B. Edwards. La partita di Quinn si conclude dopo soli 3 minuti scarsi di gioco: una volta ritornato in campo il giovane QB perde le redini del suo attacco, della sfida. Gioca molle cercando per tutto il primo periodo sempre la sicurezza dello short pass laterale utile a poco contro l’attenta retroguardia Ravens.
Nonostante la sua OL gli edifichi intorno una buona diga centrata sull’ottimo A.Mack (1° scelta dello scorso draft, 21esima assoluta), il QB scelto da Mangini fatica gravemente a far girare gambe e braccio e, con la squadra orfana del suo miglior cavallo da tiro J.Lewis (out per un problema al ginocchio; al suo posto il discreto J. Harrison: 16 per 52) a caricarsi la partita sulle spalle, quello che doveva essere un rilancio si trasforma di colpo in un affanno che presto però avrà fine. Visto il buco psicologico entro il quale si trova intrappolato il suo ragazzo infatti, l’Head Coach chiama D.Anderson alla regia dell’attacco nel secondo tempo, ma i risultati non cambiano, anzi: Anderson completa 11 passaggi su 19 tentativi per 92 yards ma si fa intercettare 3 volte ultimando la caduta libera della sua squadra verso un inevitabile, pesantissimo, 3-0 stagionale.
I Browns, perdono così la prima sfida intradivisionale della regular ’09/’10 per 34-3; il punteggio finale sancisce da un lato il baratro tecnico sul quale si affaccia pericolosamente Cleveland, dall’altro, sponda Baltimore, un rilancio esplosivo verso la testa della AFC North che fa vacillare le certezze dei campioni di Pittsburgh smarriti tra i travagli di una rivoluzione tattica che non trova ancora le sue vertità.
Fonte Foto: Zimbio.com
