Giovani fenomeni e vecchi leoni.

Arizona Cardinals @ New Orleans Saints = 14 – 45

Come nel mio piccolo avevo pronosticato i Saints sono tornati a essere la squadra di inizio stagione, anche se le proporzioni di un massacro simile in pochi le avrebbero previste.
La partita si accende e prende la direzione dei vincitori nel primo quarto di gioco, prima i Cardinals passano in vantaggio nella maniera più inaspettata possibile e cioè con una corsa del redivivo Tim Hightower, addirittura da 70 yards, ma è l’unico errore difensivo dei Saints che pareggiano immediatamente dopo un drive di 5 minuti e poi prendono il largo con 2 TD nei due successivi drive. La difesa dei Cardinals è in sostanza la stessa della Wild Card ma, per sfortuna di Arizona, la difesa dei Saints con i CB titolari e Sedrick Ellis al loro posto non è quella dei Packers.
Dopo un bel drive che culmina col TD di Wells i Cardinals ritrovano le speranze, ma tutto si rileva vano dato che l’attacco dei Saints è inarrestabile per aria, ma anche per terra, grazie anche ad un’eccellente partita da vero RB north-south di Reggie Bush. Il punto esclamativo è dello stesso Bush con uno dei suoi classici punt return nel terzo quarto.
Come sempre accade nei playoff, le squadre con difese da titolo hanno la meglio e, proprio grazie a questo, i Saints accedono al NFC Championship di settimana prossima. Certo Brees è stato ancora una volta straordinario così come importantissimo è stato l’exploit di Bush, ma New Orleans con lo stesso attacco non vinceva da un mese e solo grazie al rientro di elementi cardine in difesa è tornata a essere lo schiacciasassi di inizio anno. Comunque un plauso alla bella stagione dei Cardinals ed in particolare al loro leader Kurt Warner, costretto a molti errori da una difesa eccezionale, ma come sempre duro a morire. Sarebbe un peccato vederlo ritirarsi perché, con qualche aggiustamento importante in difesa, il talento offensivo dei Cardinals potrebbe permettergli di essere ancora competitivo per il titolo il prossimo anno.

Dallas Cowboys @ Minnesota Vikings = 3 – 34

Quelli di quest’anno sono i playoff dei massacri, ma probabilmente questo è stato il meno atteso. I Cowboys, che hanno chiuso in crescendo la regular season e frantumato gli Eagles al primo turno, vengono ridicolizzati al Metrodome dai Minnesota Vikings di un Brett Favre per cui ogni commento è ormai inutile. Il 40enne chiude con oltre 230 yards e 4 TD tanto per mettere in cascina qualche altro record.
E’ chiaro fin dalle prime battute che, nonostante l’assenza importantissima di E.J. Henderson, i Vikings sono semi-impermeabili, grazie alla strepitosa linea difensiva che si ritrovano. Allen è costantemente raddoppiato e questo consente all’ingiustamente sottovalutato Ray Edwards di imperversare, causando 3 sack e 1 fumble forzato. Mentre dalla parte opposta il duo Favre-Rice costruisce 3 TD, Romo viene letteralmente preso a ceffoni dalla linea difensiva dei Vikings che, diventa definitivamente inarrestabile quando Flozell Adams si infortuna. La secondaria dei padroni di casa gioca decentemente le poche volte che Romo non è a terra o non deve forzare il lancio sotto pressione. La difesa dei Cowboys invece non riesce ad imporre la propria velocità, anche perché i turnover di Romo regalano spesso invidiabili posizioni di partenza per i drive dei Vikings, tuttavia è giusto sottolineare la prestazione della linea offensiva di Minnesota, quasi impeccabile.
Si aprono ora scenari bui per coach Wade Phillips, alla guida di una eterna incompiuta che quest’anno sembrava potersi scrollare di dosso questa etichetta ma che, nell’appuntamento più importante, ha subito di nuovo un crollo tecnico e psicologico difficile da giustificare.
I Vikings andranno con grande morale al Championship contro i Saints ma, a mio avviso, da leggeri sfavoriti; in ogni caso questa era la partita che tutti si attendevano e non vediamo l’ora che arrivi.

Baltimore Ravens @ Indianapolis Colts = 3 – 20

Altro massacro, questa volta è la AFC che ce lo serve e il punteggio, pur severo, non fotografa pienamente la netta superiorità dei Colts.
Dopo un primo quarto equilibrato, il solito Manning prende in mano la partita e costruisce 2 TD, il secondo dei quali taglia le gambe e le speranze di rimonta ai volenterosi Ravens. Tuttavia la solita regola dei playoff NFL non tradisce le attese, nonostante Manning e il talento offensivo è la difesa dei Colts a vincere la partita. Rice, che aveva maramaldeggiato contri i Patriots, viene limitato a 69 yards ed un costoso fumble, mentre i soliti fenomeni Mathis e Freeney non danno pace a Flacco costringendo ad una serie incredibile di penalità per holding la linea offensiva dei Ravens.
La difesa dei Ravens dall’altra parte non riesce ad imporre la propria fisicità, con la sola eccezione del solito Ed Reed autore di due intercetti, uno vanificato da una penalità, il secondo vanificato da una prodezza di Dallas Clark che, strappando il pallone alla FS durante il ritorno, riconsegna il possesso ai Colts chiudendo definitivamente il match.
I Ravens chiudono così un’altra bellissima stagione e se riusciranno a trovare un vero go to guy come ricevitore in questa off-season, potranno recitare ancora un ruolo importante l’anno venturo.

New York Jets @ San Diego Chargers = 17 – 14

L’unica vittoria in trasferta del weekend è quella meno attesa ed arriva dopo l’unica partita appassionante del turno di Divisional.
A San Diego tutti ci credevano, i Chargers erano in forma e avevano le armi per superare i Jets, ma come spesso è accaduto in questi anni sono stati i leader della squadra a crollare, consentendo a New York di vincere con merito. Il riferimento è in particolare a Philip Rivers e a quello che fino a ieri era considerato il miglior K della lega Nate Kaeding.
La prima metà di partita si contraddistingue per un dominio sterile dei Chargers che non concretizzano a causa della straordinaria difesa dei Jets e per la giornata da incubo di Kaeding che, dopo aver sbagliato 3 calci in tutta la stagione, ne sbaglia 3 in una partita condannando i suoi compagni.
Sarebbe però ingiusto condannare solo Kaeding. Rivers, dopo una grande stagione, ritorna a essere quello degli anni scorsi sotto pressione, sbaglia numerosi lanci in situazione di terzo down e, se sul primo intercetto bisogna solo inchinarsi davanti a quell’incredibile giocatore di nome Darrelle Revis, non si può non biasimarlo per l’ignobile secondo intercetto nella mani di Leonhard.
I Jets non sono gran che in attacco e coach Ryan lo sa, così imposta il gioco offensivo sempre col minimo rischio, sfruttando tuttavia tutte le occasioni. Il secondo intercetto di Rivers porta alla bellissima giocata di Sanchez per Keller, mente la prima falla sulle corse della difesa dei Chargers viene sfruttata dal sempre più sorprendente rookie Shone Greene, ancora oltre le 100 yards.
Con la forza della disperazione Rivers orchestra un drive vincente a poco più di due minuti dalla fine, ma come dicono gli americani: troppo poco e troppo tardi.
I Chargers chiudono così una stagione comunque positiva, partita molto male, raddrizzata alla grande e chiusa in una maniera che lascia di nuovo l’amaro in bocca. Tuttavia, vista la pochezza delle altre contendenti della AFC West, i Chargers potranno riprovarci tranquillamente il prossimo anno.
I Jets a metà della penultima partita di regular season contro i Colts erano fuori dai playoff, l’uscita di Peyton Manning ha impedito ai Indianapolis la perfect season e ha fatto rientrare New York nel gioco. Da lì in poi però i bianco-verdi si sono meritati tutto quello che hanno conseguito e ora l’ironia della sorte, che lo sport spesso ci regala, rimette di fronte proprio queste due squadre.
I Colts sono ovviamente favoriti, ma la mancanza di un running game e quello strepitoso atleta di nome Revis renderanno la vita dura a Manning e company, d’altra parte i Jets dovranno fare molto di più in attacco se vorranno impedire a Mathis e Freeney di uccidere la partita.