Draft Prospects 2010: Defensive End
Quest’anno la classe di Defensive End è di quelle eccezionali. La composizione dell’unità ’10 degli esterni di D-line è sostenuta qualitativamente da almeno 6 Top DE che elevano parecchio il gruppo e che in linea teorica potrebbero da subito avere un buon impatto nella National Football League. Dietro di loro un pugno di players di interessantissima prospettiva che forse necessitano di un tempo di maturazione maggiore ma che sembra possiedano tutte le carte per sedersi al tavolo con i professionisti.
Class Grade: B+
1) Derrick Morgan (video), DE da Gerogia Tech (Ht.6’4”/Wt. 266)
E’ il ragazzo più promettente della classe per quanto enormemente ampi appaiano i margini di miglioramento che il Yellow Jacket pare custodire in riserva. DE completo dall’entusiasmante combinazione di velocità e dimensione, Morgan scoppia rapidamente fuori allo snap puntando in bull rush il marcatore che sa distruggere con un colpo iniziale sferzante sul blocco. Eccezionale il motore sotto che spinge in agilità e in potenza la parte superiore del corpo al combattimento. Lotta usando la efficace tecnica delle mani (già buona la varietà di superamento in rip, spin e swim move) per sganciarsi anche dal doppio teams e disegnare l’arco di penetrazione interno o quello esterno di aggiramento del backfield. Elite pass-rusher (12.5 sacks piantati dal junior nel 2009) sa essere efficiente anche in run-stop poiché mostra grande istintività mediata da una già matura comprensione del gioco. Strong tackler, usa tutto il corpo per abbattere la corsa che sa fiutare ed incrociare bene soprattutto in inside (55 TKL, 18.5 for loss nel 2009). Nonostante il suo lavoro di piedi straordinario attivi bene la transizione orizzontale, il movimento laterale resta comunque non eccelso (ci mancherebbe vista la taglia) e ciò non permette lui di fare gran gioco in periferia quando c’è da allungarsi per pescare il runninback in off tackle: questo, insieme alla scarsa attitudine mostrata in pass coverage e alla sua incostanza nel cercare le linee di passaggio, ha fatto tramontare sul nascere le possibilità di inserire Morgan in un sistema diverso dal 4-3 D dove andrà a giocare come Left Defensive End. Per essere un Superman al livello superiore deve certamente migliorare la sua tenuta nella man-to-man battle sopratutto contro i grandi blockers dotati di buona mobilità (vedi Bulaga, OT di Iowa, e Fox , OT di Miami) che possono mandarlo fuori giri fino a sfiancarlo.
(Projection: Top 20/ NFL Comparison: John Abraham, Atlanta Falcons)
2) Jason Pierre-Paul (video), DE da South Florida (Ht.6’5’’/Wt.270)
È praticamente un one-year wonder: in 7 gare su 13 questo fantascientifico prospetto ha saputo mettere a stats 45 tackles (16.5 for loss), 6.5 sacks e 2 fumble. Robe dell’altro mondo. Ex giocatore di basket, Pierre-Paul è dotato di lunghissime braccia (81 pollici l’apertura alare) e grande altezza del busto che lo rendono difficilmente trattenibile quando affonda in pass rush. Freak player immenso, parte dal 3-point-stance con un lunghissimo risoluto passo che gli da modo di spostarsi dal punto con velocità nonostante non abbia una progressione sul corto e un feet-work micidiale. Mantiene un ottimo bilanciamento del corpo rispetto al rapporto peso/altezza quando gioca per cacciare il QB, ma manca di matura flessibilità e forza per restare sempre in equilibrio durante il contatto prolungato con i great opponents: in questo caso specifico fatica ad uscire dal blocco a causa della ancora acerba tecnica delle mani e dalla ristrettezza del bagaglio di pass-rushing moves. La favolosa elevazione coadiuvata dalla disarmante, per quanto ingombrante, presenza in aria delle braccia ne fanno ball deflecter strepitoso. Run defender non terminale ma sempre presente, sa sfruttare le sue lunghe braccia per arpionare il portatore in wrap-up tackle anche in acrobazia avendo distensione verticale ed orizzontale spaventosa. Per concludere: prospetto di mostruosa futuribilità Pro se solo aumenta in potenza e tecnica (aspetti questi facilmente migliorabili in regime di training NFL); potrebbe anche giocare OLB in una difesa 3-4 ma i suoi limiti in run stop, legati anche ad una lettura del gioco non raffinatissima e ad un cambio di direzione non da elite, a mio giudizio suggeriscono una più idonea collocazione in DE spot.
(Projection: Top 20/ NFL Comparison: Justin Tuck, NY Giants)
3) Brandon Graham (video), DE/OLB da Michigan (Ht.6’1”/Wt.268)
È forse il Defensive End più underrated della classe 2010 nonostante il suo tabellino testimoni di un player dalla continuità inarrivabile: nelle sue 4 stagioni in maglia Wolverine ha chiuso 124 tackle di cui ben 56 for loss, piazzato 29.5 sacks (20.5 solo nelle sue ultime due seasons a Michigan) e forzato 8 fumble. Di meglio credo si possa fare poco altro. Giocatore di brutale forza, Graham viene fuori dal 3-point-stance con una passo esplosivo e con un angolo di inclinazione pre-impatto da manuale; gioca una pass rush tutta fisica imperniata su una spinta in leva eccelsa e su un primo pugno violentissimo che gli è utile a stappare il contatto iniziale. La sua bassa statura gli permette di muoversi con rapidità sotto la spalla del Tackle a girare l’angolo per spingersi a violentare la tasca sia dal lato forte che da quello debole. Buoni i movimenti tecnici caratteristici di un pass ruscher già definito. Giocatore determinato, cattivo, sempre concentrato sul gioco, si muove nel traffico con una fantastica fluidità atletica che gli consente di incidere in maniera importante anche contro le corse. Big Hitter da brivido, decifra ottimamente la route del ballcarrier e si sposta di conseguenza dalla base con un cambio di direzione immediato offerto lui dal baricentro basso; concede le briciole sul campo dopo aver assestato il tackle distruttivo. Fit appropriato per giocare come rush OLB in una D 3-4 (nonostante palesi limiti in pass coverage difficilmente superabili), ma il sempre maggiore successo di small-size DE in Pro sistem game non esclude l’ipotesi di portare Graham a stazionare in right side in un fornt-4.
(Projection: Top 20 / NFL Comparison: Dwight Freeney, Indianapolis Colts)
4) Jerry Hughes (video), DE/OLB da TCU (Ht.6’2”/Wt.255)
E’ certamente un undersize DE che troverà conversione ideale come Tweener in un sistema difensivo che prevede una seconda linea a 4 al piano di sopra(non escluso un suo utilizzo come blitzing-OLB da 4-3). Giocatore elettrizzante, all-down Warrior, Hughes serpeggia fuori allo start con dinamismo e fluidità ad impattare il blocker con l’incisivo colpo che trova subito il punto ideale di adesione. Il brillante fake-step move (il migliore in assoluto) sviluppa l’immediato spiazzamento dell’OT che finisce per perdere il contatto visivo diretto e di conseguenza l’equilibrio e il settagio atletico utile per arrestare la sua pass rush tremenda; prorompente quando accelera definendo l’arco esterno che lo porta a conficcarsi nel cuore del backfield alla ricerca del QB che sa inseguire ed abbattere in downfield (il Frog ha il maggior numero di sacks nelle ultime due stagioni Ncaa tra i giocatori della classe: 15 nel 2008 e 11.5 nel 2009). Tenace al contatto, regge più che bene la morsa in double teams sebbene la taglia non lo agevoli durante il contrasto in superamento: supplisce a questo gap con un gioco intenso, mai arrendevole, assistito da una buona tecnica delle mani, da un feet-work esemplare, e da una discreta gamma di movimenti a liberarsi(spin move eccezionale; per il resto deve ancora lavorare molto). Hard Tackler di buona caratura (127 Tkl, 40.5 for loss, 8 fumble, nelle sue 4 stagioni a TCU), riesce a trovare bene l’immediato angolo di intervento sul portatore; cambia velocemente direzione per allinearsi allo sviluppo della corsa e ordinare così il colpo vibrante in sicurezza.
(Projection: 1°/2° round/ NFL Comparison: Larry English, San Diego Chargers)
5) Everson Griffen (video), DE da USC (Ht.6’3”/Wt.275)
Ha grande taglia combinata ad una buona agilità e velocità sul corto che ne fanno DE di grande prospettiva Pro. E’ dotato di un formidabile motore che stimola una parte superiore del corpo muscolarmente magnifica a demolire con una bull rush tenace la chiusa in block. La potenza impressa da due primi passi terribili, lo porta fuori dai 3/2 punti a terra a saltare lo snap in allungo con una energia paurosa che riesce a schiodare il diretto marcatore dal punto d’appoggio con facilità e costringerlo così ad indietreggiare. Presa del punto d’attacco eccezionale anche se manca di rapidità nel modificarlo quando il Tackle riesce a gestire il suo primo affondo: in questi casi va in stallo poichè non mostra grande coerenza nello sforzo nonostante la macchina fisica sia una fuoriserie esclusiva. Run Stopper completo di grande forza, agilità, equilibrio e tecnica, il Trojan ha proprio in questa fase il suo punto forte. Colpisce duro con impressionante ferocia, sempre adeguato l’angolo di intervento che lo porta a sviluppare il placcaggio intimidatorio per quanto è robusto. L’ottima mobilità, la capacità di scivolare indietro o di sganciarsi lateralmente lungo la LOS, ne fanno tackler di grande affidabilità anche contro i RB più elusivi (84 tkl, 21 for loss, in 3 anni a USC). Il giocatore resta comunque enigmatico poiché ha intangibili al momento non adeguati al regime professionismo (etica del lavoro discutibile; temperamento e carattere turbolento dentro e fuori dal campo).
(Projection: 1°/2° round/NFL Comparison: Will Smith, New Orleans Saints)
6) Carlos Dunlap, DE da Florida (Wt.6’6”/Wt. 277)
E’ certamente il player della classe di più incerta collocazione in seno al classico up & down pre-draft. In linea teorica questo ragazzo dall’immenso atletismo e dalla grandiosa forza, potrebbe essere (forse insieme al solo Graham) un impact player incredibile se solo la sua indisciplinatezza e i suoi guai fuori dal terreno di gioco non avessero così marcatamente caratterizzato la sua ultima stagione da junior (arresto per stato di ubriachezza quattro giorni prima del SEC Championship Game). Per il resto Dunlap è un talento naturale attrezzato di tutti gli strumenti per devastare qualsiasi tentativo d’attacco. Meravigliosa l’altezza del corpo, bellissima apertura alare con due lunghissime energiche braccia, il Gator detona fuori dallo snap con un lungo first step con il quale riesce a eludere il contatto esterno per rientrare internamente con un immediato spin move agitando così il centro del backfield. Fermo all’impatto sul blocco, sa gestirlo usando bene le braccia anche se pare ancora immatura la tecnica della mano. Serbatoio di pass rushing moves non eccezionale ma riesce comunque a disancorarsi facilmente e prendere di gamba e di forza lo spazio di penetrazione per cercare il sack che sa chiudere con velocità e concretezza. Mobilità d’elite, si sposta in armonia con l’azione. Usa bene le braccia per coprire le passing lanes che legge con buon anticipo avendo un radar sempre acceso sull’ovale. Run Stopper deciso, sicuro, aggancia il portatore con un tackle avvolgente e concreto (75 tkl, 26 for loss, in 3 anni a Florida); la favolosa agilità mista ad una flessibilità unica per le dimensioni, gli permettono di cercare con buona facilità il portatore anche lungo la linea di scrimmage. Potenziale boom-or-bust player.
(Projection: 2° round/ NFL Comparison: Julius Peppers, Carolina Panthers)
7) Corey Wootton, 3-4 DE da Northwestern (Ht.6’6”/Wt.272)
E’ un ragazzo che non ha potuto esprimere completamente il suo gioco nell’ultimo anno da Senior coi Wildcats causa un infortunio gravissimo al ginocchio occorsogli nel 2008 durante l’Alamo Bowl giocato contro Missouri. Ha così trascorso tutto il 2009 mirando al completo recupero dell’articolazione più che ha fare grandi numeri (nel suo anno da Junior ha messo a tabbellino 42 tkl, 16 for loss, 10 sacks e 1 fumble forzato; diverse le statistiche del 2009 con soli 21 tkl, 6 for loss, 4 sacks e 1 fumble). Wootton si è ripreso completamente anche grazie ad una tenacia e ad una etica del lavoro incredibile che fa da contrappeso ad una grande qualità fisico-tecnica. Player di taglia interessantissima con due lunghe braccia e una enorme apertura alare (per riflesso è ball deflecter di qualità), Wootton mostra una buona combinazione di forza e agilità in fase di pass rush (produttiva soprattutto in inside) muovendo in impatto bene una grande parte superiore del corpo che, con una bull rush costruita tutta di leva, riesce nella penetrazione interna della tasca a minare gli intendi del QB. Lunghissimo il first step iniziale ad uscire dallo snap (anche se la poco entusiasmante progressione non lo indirizza rapidamente sull’obbiettivo), raggiunge con energia il blocco che sa gestire e superare partendo da un punto di stazionamento robustissimo dal quale è difficilissimo da spostare. Sure Tackler, indirizza bene il corpo a misurarsi con la traiettoria dell’HB route; la mole a volte non gli consente un perfetto coordinamento tra feet-work e flessibilità del tronco quando va incontro al ballcarrier in movimento laterale; per questo può non arrivare con l’angolo ideale di intervento, ma sa comunque andare a segno con buona scioltezza grazie ad una eccellente mobilità e ad una perfetta gestione del suo gioco nel traffico. Ha tutte le prerogative fisiche per guadagnare libbre utili alla costruzione di un End da 3-4 D senza perdere in velocità e agilità, ma può giocare tra i Pro anche come base-End in un front-4.
(Projection: 2°/3° round/NFL Comparison: Brett Keisel, Pittsburgh Steelers)
8) Alex Carrington, 3-4 DE da Arkansas State (Ht.6’5”/Wt.285)
E’ player solido dalle monumentali dimensioni che ha mostrato buona produttività come pass rusher nella Ncaa (19.5 sacks nelle sue ultime due stagione). Physical skills d’eccellenza combinate ad un buon atletismo, garantiscono al Red Wolves un attacco del block martellante assicurato da un pugno devastante. Gioca sempre di leva potente (raramente usa il suo pur buono spin move a rientrare), sa portare una rip decisa che sembra essere il suo punto forte, ma in complesso non ha un pass rush package importante, d’elite (affinando in questo senso i fondamentali tecnici, potrebbe essere giocatore veramente distruttivo sulla tasca anche nella NFL). La fase di run stop è quella dove decisamente mostra le sue doti migliori. Tiene bene il blocco con le braccia potenti che costringono il marcatore a distanza per poi sganciarsi e predare il portatore; la buona agilità coadiuvata da un egregio dinamismo, lo porta a scivolare bene lungo la LOS dove sa indirizzare un big hit terribile. Pur avendo buon istinto, manca di grande reattività nel cambio di direzione quando va per adeguarsi ai mutamenti del gioco a terra in progress, e questo lo costringe a volte subito fuori dalla possibilità di imbeccata della corsa. Fit ideale per giocare End in una 3-4 Defense con doti da pass rusher interessanti anche se tutte da sviluppare.
(Projection: 2°/3° round/ NFL Comparison: Shaun Ellis, NY Jets)
9) Jermaine Cunningham, DE/OLB da Florida (Ht.6’3”/Wt.266)
E’ DE di grande esplosività e velocità che potrebbe bene essere impiegato tra i Pro come rush linebacker in allineamento ad un front-3. Cunningham salta lo snap con reattività fulminea il che lo porta ad avvantaggiarsi sul T quando vola per girare l’angolo e colpire dal bordo il backfield. Non ha una parte superiore del corpo di eccezionale forza e questo lo costringe a soffrire quando il bloccatore ancora la chiusura ostruendogli la zona periferica esterna; riesce però a sopperire a questo gap cambiando rapidamente l’angolo d’attacco, voltare il passo in inside, e riallinearsi per perforare il cuore della task andando all’inseguimento del QB sul quale sa chiudere con sveltezza il sack (19.5 ne ha messi a stats negli ultimi 3 anni in maglia Gators). Tackler eccelso di grandissima produttività (152, 34 for loss), usa tutte le sue qualità atletiche per agitarsi nello spazio sempre in perenne bilanciamento il che lo assiste ad ottimizzare lo scontro sul ballcarrier che sa affondare con un drag-down tackle incisivo. Deve migliorare la forza e la potenza sulle lunghe braccia e sulle spalle per essere big hitter da NFL e fare il salto di qualità come pass rusher.
(Projection: 3°/4° round/ NFL Comparison: Terrell Suggs, Baltimore Ravens)
10) Brandon Lang, DE/OLB da Troy (Ht.6’4”/266)
Ha tutte le capacità fisico-tecniche per essere uno steal giù al 3°. Lang dimostra una buonissima concretezza sia in pass rush (24.5 sono i sacks totali con Troy) che in run stop (147 tkl, ben 38.5 for loss, 6 fumble forzati di cui 5 nelle ultime 2 stagioni). Completo di rapidità allo start, forza di spinta in bull rush, velocità di sbracciata in swim e decisione in rip, il ragazzino nativo della Georgia, ha in bagaglio tutto il repertorio tecnico per essere pass rusher terrificante anche in Pro game. Sa andare in affronto al blocco con la fermezza delle mani e la veemenza di un upper-body già definito muscolarmente; sempre in movimento i piedi quando ingaggia il 1-an-1, sa staccarsi per voltare e chiudere l’angolo per poi disegnare l’arco esterno di aggressione al QB con velocità disarmante. Wrap-up tackler di sicura affidabilità anche nella NFL, Lang gioca una run defense aggressiva, intimidatoria, impalcata su una naturale istintività nel cercare l’ovale quando viaggia on-the-field. Capacità di torsione nel cambio di direzione accompagnata da buona flessibilità, fluidità nella transizione orizzontale, e ottima agilità in spostamento aback, ne fanno segugio implacabile anche in situazioni di abbordo della corsa in campo aperto. Mostra importanti attitudini a scorrere in zone coverage, cosa che lo rende ancor più idoneo per giocare 3-4 rush-LB tra i professionisti.
(Projection: 3°/4° round/NFL Comparison: Shawne Merriman, San Diego Chargers)
11) Greg Hardy, DE da Mississippi (Ht.6’4”/Wt.281)
E’ atleta meravigliosamente assemblato in tutte le sue parti (combinazione strepitosa di dimensioni, forza e atletismo) che se solo non fosse troppo spesso finito nella injury list dei Rebels (un problema ad un piede lo ha costretto fuori gioco per buona parte delle stagione ’08; un infortunio al polso sinistro lo ha escluso per metà della stagione ’09), sarebbe un progetto di DE quantomeno da 2° giro se non proprio da 1°. Hardy scoppia bene allo snap con due primi passi che lo scaraventano sul blocco che sa scardinare con una spinta in bull tremenda; non ha grande velocità per girare l’angolo ma può colpire ugualmente il bordo del backfield sfruttando l’ampia falcata. Può scuotere il T o il double teams usando la forza delle lunghe braccia coadiuvate da un già raffinato lavoro di mani per spingere l’OT a ridosso del QB o per staccarsi e portare la sua mole ad approfittare dell’interno della tasca e chiudere la zampata in sack (pur giocando a spizzichi e bocconi le sue due ultime seasons Ncaa, ha comunque stampato nel suo personale tabellino 26.5 sacks). Sure tackler di grande continuità e produttività (122 tkl, 39.5 for loss in carriera), il Rebel sa anche colpire durissimo quando trova l’assetto e la direttrice ideale di placcaggio (7 i fumble forzati). Nella tenuta del blocco può giocare la parata della corsa anche con l’ausilio di un solo braccio che ha capacità distensiva notevolissima e nerboruta proprietà d’arresto. Con un maggiore studio del gioco ed una crescita in finezza della tecnica di base, questo raro atleta potrebbe essere un boom nella NFL (infortuni permettendo).
(Projection: 3°/4° round/NFL Comparison: Mario Williams, Houston Texans)
12) Willie Young, DE/OLB da North Carolina State (Ht.6’5”/Wt.251)
E’ incandescente player dotato di elevate abilità in run defense (ben 200 tackles , 47.5 for loss) che sa anche giocare una pass rush di buon calibro (20.5 sacks totali nella Ncaa). Veloce e rapido allo snap, Young usa un first punch vibrante che gli permette di trovare aria lontano dal blocco e correre per prendere l’esterno fino al QB anche in downfield. Se non trova immediatamente il punto d’impatto ideale può annegare nella stretta dell’OT anche se sa bene modificare e reindirizzare l’attacco per spostarsi di sfuggita all’interno. Necessita di maggiore massa e forza nella parte superiore del corpo per definirsi come un produttivo pass rusher al piano di sopra. Non un Hard Hitter ma tackler di grande efficacia che pensa e costruisce l’impatto attraverso la straordinaria reattività che genera mobilità rettilinea e orizzontale utile a timbrare il cartellino sul portatore prima degli altri. Non ha pass rush package e dimensioni ideali per giocare esterno in una linea a 4 (pare manchi delle caratteristiche fisiche di base per aumentare e mantenere ulteriori libbre) e alla fine dovrebbe scalare in OLB anche se appare ancora incoerente quando gioca nello spazio.
(Projection: 3°/4° round/NFL Comparison: Chike Okeafor, Arizona Cardinals)
13) George Selvie, DE da South Florida (Ht.6’5”/ Wt.252)
E’ two-dimensional player di buon rango che può dare da subito il suo contributo come backup DE/OLB o come third-down pass rush specialist nella NFL. Selvie esce dallo snap con un lunghissimo esplosivo passo che concede lui la copertura immediata dello spazio che lo separa dal T; lotta instancabilmente con leva (a volte troppo alta) per liberarsi dal blocco e conficcarsi dall’esterno nel QB-space dove sa affondare il sack per mezzo di un lungo e veloce braccio (29 i sacks in carriera con la maglia dei Bulls). Non un insider eccezionale: manca del feet-work e della flessibilità necessaria per destreggiarsi nel traffico e colpire dal mezzo. Sure tackler, porta il colpo mantenendo sempre equilibrio e settagio del corpo più che discreti; buona la mobilità laterale che lo destina sull’obbiettivo con puntualità; le lunghe braccia gli consentono di acciuffare la corsa con un tremendo drag-down tackle (227 tkl, 69.5 for loss). Per giocare in DE spot tra i Pro è necessario un consistente guadagno di libbre che però potrebbe inficiarne rapidità, scatto e progressione.
(Projection: 3°/4° round/NFL Comparison: Mathias Kiwanuka, NY Giants)
Best of the Rest
14) C.J. Wilson, 3-4 DE da East Carolina (Ht.6’3”/Wt.290)
Fit ideale come 5-technique defensive man in un front-3 o come base End in un front-4. Giocatore terribilmente potente quando smuove la sua mole per affossare la tasca; Placcatore deciso e sempre puntuale; affidabile anche in campo aperto.
(Projection: 4°/5° round)
15) Witten Lindsey, DE/OLB da Connecticut(Ht.6’5”/Wt.250)
Player longilineo di mostruosa velocità e discreta potenza; parte allo snap con passo deciso e lungo per disorientare il T e incidere il pocket. Tackler di buona affidabilità anche nello spazio. Progetto di OLB interessantissimo se solo guadagna in muscolarità nella parte superiore del corpo.
(Projection: 4°/5° round)
16) Brandon Deaderick, 3-4 DE da Alabama (Ht.6’4”/Wt.314)
Sarà tra i professionisti utilizzato come 3-4 DE o come 3-technique inside man in una linea a 4. Stupefacente concentrazione di forza e agilità; Run Stuffer d’elite. Con intangibili migliori il suo nome starebbe decisamente più in alto.
(Projection: 4°/5° round)
17) Geathers Clifton, 3-4 DE da South Carolina (Ht.6’7”/Wt.299)
Player dalla taglia monumentale finita da grandi braccia, è run defender di eccezionale consistenza e di discrete proprietà da pass rusher (bagaglio tecnico scadente in quanto a pass rush moves) . Manca di grande istinto e di velocità per essere un fattore immediato tra i Pro. Incoerente, alterna giocate eccezionali ad errori banali. Intangibili fortemente negativi.
(Projection: 4°/5° round)
18) Austen Lane, DE da Murray State (Ht.6’6”/Wt.276)
Buona combinazione di forza e dimensioni, questo giocatore atleticamente versatile ma totalmente acerbo tecnicamente, potrebbe essere un buon progetto di DE da front-4 a lunga scadenza. Buona la pass rush, discreta la consistenza in run defense.
(Projection: 4°/5° round)
19) Rahim Alem, DE/OLB da LSU (Ht.6’3”/Wt.251)
Pass rusher veloce ed intenso per quanto aggressivo. Buon colpo iniziale per disincagliarsi dal blocco e scorrere con buona fluidità a disegnare l’arco di penetrazione fino al sack. Big Hitter devastante, fiuta bene l’ovale e si muove sempre in concerto con l’azione che sa firmare con eccellente continuità. Fortemente undersize, sarà draftato come OLB da 3-4D.
(Projection: 5°/6° round)
20) Cameron Sheffield, DE/OLB da Troy (Ht.6’3”/Wt.257)
Player di sorprendente atletismo, unisce ad un buon bagaglio di pass rush moves una discreta forza per arrivare al QB. Solido tackler, dovrebbe giocare in OLB al piano di sopra.
(Projection: 5°/6° round)
121) Hall Davis, DE da Louisiana-Lafayette (Ht.6’4”/Wt.271)
Energico giocatore dal grande motore e dalla eccellente taglia. Non ha numeri eccezionali ma potrebbe essere un buon investimento per il futuro Pro.
(Projection: 5°/6° round)
22) Daniel Te’o-Nesheim, DE/OLB da Washington (Ht.6’4”/Wt.264)
Ragazzo dalla grande produttività che ha buona tecnica di base come pass rusher; Run stopper adeguato al livello NFL. dovrebbe scivolare in rush OLB da 3-4 se solo migliora nell’agilità e nella mobilità laterale.
(Projection: 6°/7° round)
23) Jeffrey Fitzgerald, DE da Kansas State (Ht.6’3”/Wt.271)
Buon mix di forza e agilità legate a dimensioni interessanti, è player versatile sul quale si può puntare per realizzare un efficiente DE da front-3 avendo di base un struttura fisica resistente ad un eventuale aumento di massa.
(Projection: 6°/7° round)

Altra completissima analisi sui prospetti del draft 2010.
Un Lavoro immane che state svolgendo alla perfezione. Con analisi precise e interessanti. Leggendo i vari players si riesce ad immaginarsi la tipologia del giocatore descritto.
Ancora più preziose queste informazioni saranno appena concluso il draft, così da poter reperire le informazioni sui draftati dalla propria franchigia.
Attendo con trepidazione la sezione WR. 😉
PS Emiliano perchè dici che Graham è il più overrated.
Complimenti sinceri a Emiliano, Angelo e Lorenzo per questo e gli altri articoli.
Grazie per i complimenti Fà, mai come in questo caso li prendo e li porto a casa più che volentieri.
Naturalmente volevo scrivere che Graham è underrated e non overrated…la stanchezza…sorry.
corretto adesso.
ciao
Complimenti per il lavoro svolto!!
Se fossi nato in America avresti un lavoro da scouter assicurato 🙂
Mi permetto di dare un parere personale.
Rispetto all’ordine che hai indicato io metterei più in alto Hughes (che quanto a fisicità alla combine ha fatto vedere cose davvero fuori dal comune) e abbasserei Pierre Paul per 2 ragioni.
La prima è che i suoi dati alla combine non mi hanno convinto del tutto. La seconda è che questo ha passato 2 anni al junior college, per cui ho qualche perplessità sulla sua esperienza di gioco e la sua capacità di assimilare i complessi schemi NFL.