Troy Polamalu è il difensore dell’anno.
Ce l’ha fatta. Per un… “ciuffo di capelli” (è proprio il caso di dirlo) il campione tuttofare degli Steelers Troy Polamalu ha superato l’outside linebacker Clay Matthews III nelle annuali votazioni della Associated Press, conquistando l’NFL Defensive Player of the Year award per il 2010.
La chioma bruna e riccioluta del samoano nato in California (Garden Grove, Orange County, il 19 aprile del 1981) l’ha spuntata di appena 2 voti sulla chioma bionda del losangelino della San Fernando Valley, ma tra pochi giorni sarà costretto a dare la rivincita all’altro Trojans (entrambi sono infatti prodotti di USC) direttamente sul terreno di gioco, nella cornice più affascinante e importante del mondo, quella del Superbowl.
Troy Aumua (questo il suo reale cognome di nascita, mentre Polamalu, utilizzato per 15 anni e poi legalmente riconosciuto dal 2007, è il cognome materno – ndr) sensazionale safety di Pittsburgh, lunedì 31 gennaio ha ricevuto 17 voti sui 50 disponibili del panel nazionale dei media membri della AP che coprono la NFL.
Nonostante abbia saltato due partite a fine regular season causa infortunio (Jets e Panthers, con una sconfitta e una vittoria rispettivamente da parte degli “acciaieri”) Polamalu diventa il sesto Steeler a vincere l’ambito premio (prima di lui: Joe “Mean” Greene, 1972 e 1974; Mel Blount, 1975; Jack Lambert, 1976; Rod Woodson, 1993; James Harrison, 2008) grazie alla sua performance stagionale fatta di 7 intercetti (di cui 1 riportato in touchdown), 63 tackles (49 solos) e 1 fumble forzato, una giocata fantastica, una delle tante big-plays di quest’anno, che ha posto le basi per il touchdown della vittoria a Baltimore contro gli arcirivali Ravens il 5 dicembre scorso, una partita che ha di fatto consentito agli Steelers di conquistare il titolo della AFC North.
“I don’t imagine their game plan changing over one player. We don’t single out anybody. Anything we achieve here is done as a team, as a whole.” le parole del n° 43 degli Steelers.
Apprezzamenti tanti, a partire dai compagni, attuali e non solo, come il linebacker James Harrison, finito terzo nel ballottaggio con otto voti e vincitore del premio nel 2008: “Troy brings this defense from a ‘C’ defense to an ‘A’ defense. He’s someone that you have to account for in the secondary.”
E come il wide receiver Santonio Holmes, ex temmate ora ai Jets che fu l’MVP dell’ultimo trionfo, quello del Superbowl 2009 contro Arizona: “With all due respect, I honestly think Troy Polamalu is probably the greatest player I’ve ever played with or even seen play in person. Everybody has their one person they think is the greatest player. In my eyes, I think he’s the greatest player I’ve ever played with.”
Statisticamente parlando, Polamalu ha avuto annate migliori di questa. Per esempio nell’ultima championship season del 2008 e ancor di più nel 2005, quando registrò ben 91 tackles, suo career-high, e piazzò 3 sacks in un’altra indimenticabile stagione vincente. Eppure in nessun campionato passato Troy ha avuto più big plays o è risultato decisivo quanto nel 2010. Oltre alla già ricordata giocata contro i Ravens, possiamo ricordare l’intercetto “salva partita” a poco meno di due minuti dal termine nell’opener contro gli Atlanta Falcons, game poi terminato con una vittoria al supplementare; oppure la straordinaria performance contro i Cincinnati Bengals di week 14, in cui intercettò un pass di Carson Palmer inteso per Terrell Owens riportandolo in touchdown dopo una corsa da 45 yards. Peraltro si infortunò nuovamente alla caviglia in quell’occasione (il motivo per cui saltò le due partite successive come già segnalato) ma ciò non gli impedì di continuare e di registrare un secondo intercetto nel corso della stessa partita; infine nell’ultimo game di regular season a Cleveland, quando intercettò il QB dei Browns Colt McCoy.
Il defensive coordinator Dick LeBeau, autentico “guru” della difesa, ha definito Polamalu come il defensive back più versatile con il quale abbia mai lavorato. E LeBeau è nella NFL da circa mezzo secolo, oltreché nella Hall of Fame. “I know Troy is going to do the right things.” le sue parole.
Oltre a Polamalu, Matthews e Harrison, hanno ricevuto voti per il premio di difensore dell’anno anche due Chicago Bears, il DE Julius Peppers (6) ed il LB Brian Urlacher (2), e due Baltimore Ravens, il FS Ed Reed (1) ed il NT Haloti Ngata (1).
Al secondo classificato Matthews non è bastata una seconda stagione nella lega impressionante, da 60 tackles, 13,5 sacks, 1 intercetto riportato in TD, più una pletora di giocate decisive. Statene certi, cercherà la sua rivincita: “Despite defensive player of the year, I get the chance to play Sunday for the world championship.”
No problem, Troy Polamalu è pronto a raccogliere la sfida. E con un sorriso: “Well, I can guarantee you my hair’s more expensive.”


Mai visto un giocatore tanto determinante in difesa…solo chi guarda gli Steelers da anni ogni santissima domenica può capire quanto valga davvero Troy…al di là di ogni statistica, di ogni numero…
Era ora (aggiungo io) che gli venisse accreditato questo prestigioso riconoscimento…del resto sarà HoFer (LeBeau docet).
grazie Angelo;)
Ciao EMI, ci manchi, là sul forum…
Era il minimo parlare di uno Steeler, così da mostrare ( dopo Rodgers) che non faccio favoritismi e che il Football mi piace a 360 gradi. ma questo tu lo sapevi già…
Un grande abbraccio.
Angelo