2011 NFL draft preview: i Quarterbacks

Il draft è un processo che ha una lunga gestazione e richiede una totale applicazione. Analisi, controanalisi, prove e controprove, dibattiti e discussioni. Solo le strategie militari e quelle elettorali prevedono altrettanta meticolosità. E se sotto la lente di ingrandimento passa un QB, tutto questo lavoro diventa ancora più minuziosa.
Il risultato di questa attenta analisi lascia molti più dubbi che certezze. Malgrado i tanti punti di domanda, la classe 2011 rimane molto intrigante e offre anche una discreta profondità.

Si comincia con Cam Newton, il vincitore dell’Heisman Trophy, il quale sembra destinato a diventare la prima scelta assoluta per i Carolina Panthers: Malgrado sia letteralmente venuto fuori dal nulla, avendo militato fino ad un anno fa in un junior college(prima ancora, qualche sporadico passaggio nella Florida di Tim Tebow) prima di esplodere completamente nel 2010 e trascinare Auburn al titolo nazionale. Newton è un atletafuori dal comune, ha forza e velocità e può tagliarti le gambe correndo o lanciando la palla in profondità. Newton rappresenta una tipologia di passatore che non ha storicamente mai avuto molto successo nella NFL e ha ancora molto da imparare in fatto di meccanica di lancio.Ci sono le basi, ma il processo potrebbe essere lungo ma al tempo stesso portare molti dividenti.

Giocatore del tutto diverso ma con il proprio bagaglio di pregi e di difetti è Blaine Gabbert, un QB più tradizionale proveniente da Missouri, con un fisico ideale per il ruolo e un braccio in grado di fare ogni lancio con precisione. La tecnica deve essere rifinita, anche per Gabbert si parla di un salutare periodo di apprendistato. Gabbert dovrà inanzitutto togliersi di dosso l’etichetta di ‘Spread offense passer’, ma ha tutto per essere un futuro protagonista nella NFL.

Newton e Gabbert saranno scelti molto probabilmente fra i primi 10, ma altri QB hanno la possibilità di una chiamata al primo giro.
Un forte candidato al primo giro di chiamate è Jake Locker, malgrado la sua carriera all’università di Washington sia più zeppa di bassi che di alti. Spesso erratico nei lanci, non sembra possedere quell’istinto per il gioco che ogni QB dovrebbe possedere. Ma le qualità fisiche sono eccitanti(è anche un campione a baseball, i LA Angels ne detengono i diritti) e possiede un braccio che può permettergli ogni genere di lancio. Una squadra con molta pazienza potrebbe con il tempo trasformarlo in quel QB che al momento è solo potenzialmente.

Il giocatore che rappresenta il prototipo alla posizione è Ryan Mallett. Alto, con un cannone al posto del braccio, Mallett si è trovato a suo agio con il sistema di gioco proposto da Bobby Petrino in quel di Arkansas dopo essere letteralmente scappato da Michigan e dalla indigensta spread option di Rich Rodriguez. Viene considerato però un giocatore immaturo e poco lucido quando è costretto ad agire sotto pressione. I paragoni con Ryan Leaf fanno rabbrividire, e probabilmente sono anche molto esagerati. Un altro difetto è la sua comprovata lentezza. In questo caso il paragone è con Tom Brady ed è molto più rassicurante.

Se il sistema di gioco utilizzato è una west coast offense, i nomi di cui tener conto sono quelli di Christian Ponder e Andy Dalton.
Malgrado l’ultimo stagione non sia stata rose e fiori, Ponder ha dimostrato a Florida State, di avere l’intelligenza, la precisione e l’intangibilità per essere un ottimo QB nella NFL. Il problema agli occhi dei selezionatori sarà la sfilza di infortuni a cui è stato soggetto, che se da un lato dimostrano la tenacia(ha giocato spesso infortunato) dall’altro ne mettono in risalto la difficoltà a stare in salute.
Dalton è il QB che ha scalato maggiormente le classifiche di gradimento negli ultimi mesi, merito di solidi workout dove ha potuto mettere in risalto tutte le sue qualità, dalla comprensione del gioco all’elevato grado di competitività. Non ha i tools fisici richiesti e non ha il braccio per andare in profondità con continuità, ma le squadre che lo hanno potuto analizzare si sono convinte che il suo carattere e la sua esperienza(titolare a TCU per 4 stagioni) gli permetterà di sopperire a tali limiti.

Un altro nome che sicuramente verrà chiamato fra i primi 50 è quello di Colin Kaepernick, un QB estremamente longilineo che ha requisiti atletici straordinari, un grande braccio e un ottimo temperamento. A Nevada ha giocato in una Pistol offense, un tipo di attacco che non ha residenza nella NFL. La sua tecnica deve essere affinata, soprattutto il suo movimento di lancio stile baseball(anche lui è un talento messo sott’occhio dalla MLB, è stato scelto dai Chicago Cubs nel 2009).

Ricky Stanzi non riceverà una chiamata sul suo telefonino prima del terzo round ma avendo giocato a Iowa in un attacco molto simile a quello che si gioca nei Pro, potrebbe essere uno dei più pronti a giocare fin dalla prima stagione. Ha un’ottima taglia fisica ma non ha dimostrato la necessaria consistenza nei lanci. Non possiede un gran braccio ma comprende perfettamente il gioco ed il desiderio di migliorare.

Un altro QB dal braccio modesto è Pat Devlni che proviene da Delaware, la stessa università che lanciò Joe Flacco qualche anno fa. Devlin non possiede lo stesso talento di Flacco, ma è molto accurato sui passaggi medi e corti. Ha dominato in FCS, deve provare di saper gestire altrettanto bene una gara contro i grossi calibri.
Un interessante prospetto è Nathan Ederle che è stato titolare per 4 anni per Idaho. Possiede la giusta struttura fisica, un buon braccio e lancia una bella palla. Tende però a tenere troppo l’ovale e dovrà cominciare a leggere con più rapidità il gioco se vorrà sopravvivere al prossimo livello.

Tyrod Taylor non ha le caratteristiche fisiche del QB NFL, ma ha dimostrato di saper crescere di anno in anno anche se la sua meccanica rimane ancora tutta da rifinire. Buon braccio ma soprattutto grandi doti atletiche, potrebbe anche essere considerato per la posizione di WR.

Sulle capacità intellitive di Greg McElroy non ci sono dubbi. Ma fuori questione è anche il fatto che McElroy non è l’ideale atleticamente e non possiede un gran braccio. E’ comunque un giocatore molto competitivo e sa fare ogni piccola cosa molto bene, potrà trovare spazio nella NFL se saprà nascondere efficacemente i suoi limiti.
T.J Yates è un altro QB che gioca con intelligenza ma non possiede braccio ma può essere produttivo nei pasaggi intermedi se riesce a diventare più consistente.

Jerrod Johnson avrebbe tutti requisiti per essere l’ideale QB nella NFL, ma ha dimostrato lo scorso anno di avere ancora tanta strada da fare in termini di precisione e meccanica di lancio. Qualcuno lo valuterà nel ruolo di TE.

Scott Tolzien e Taylor Potts sono 2 QB molto accurati ma che non possiede particolari doti atletiche.

Qualche interesse potrebberlo suscitarlo dei QB provenienti da piccole scuole come Jeff Van Camp, che ha un’ottima taglia, Ryan Coburn, che ha dimostrato di avere un buon braccio e K.J. Black, un fenomenale scrambler.

2 intriganti prospetti sono inoltre Justin Roper, un trasfer da Oregon a Montana e che possiede taglia e braccio, e Mike Coughlin che non ha avuto modo di lanciare molto a Boise State alle spalle di Kellen Moore ma che molti vedono come il prossimo Matt Cassell(il QB dei K.C. Chiefs che al college a USC teneva la clipboard a favore di Carson palmer e Matt Leinart).