Luglio 1983

Parola a Marcello Rodi:

A proposito della gioia di giocare, un’unica partita fece eccezione a questo stato d’animo e venne giocata a Narni, in Umbria, contro il team di Grosseto.

Ci ritrovammo in un campo che avrebbe fatto sembrare il parcheggio un po’ terremotato di un supermercato un soffice tappeto d’erba. In sovrappiù, la partita venne disputata nel cuore del mese di luglio, con il calore che, impetuoso, risaliva dal terreno; noi, bardati con caschi, armature e protezioni, sudavamo in modo inverecondo ad ogni snap.

C’è da dire che a quel tempo chi giocava a football non aveva le opportunità attuali per procurarsi le protezioni specifiche per i vari ruoli; ci si ingegnava con quello che si trovava.

Io, in particolare, che giocavo in linea d’attacco, avendo le braccia esposte alle offese delle fibbie metalliche delle armature degli avversari, avevo arrangiato una serie di materiali a dir poco inusuali; l’unica cosa seria in mio possesso era un paio di guantini imbottiti da linea, che avevo acquistato – durante la trasferta a Milano per l’incontro con la Germania Ovest – nell’unico negozio italiano che allora trattava attrezzature per il football. Per le braccia, avevo a disposizione un paio di parastinchi leggeri cuciti assieme con due elastici e ricoperti da due “polpacciere” di lana, prodotte da una nota marca sanitaria… immaginatevi il comfort.

Malgrado la voglia immensa di giocare, un po’ tutti vivemmo quella partita come un vero incubo, sperando di arrivare alla fine il più presto possibile.

Ma chi se la vide davvero brutta fu uno dei nostri atleti migliori (di cui non farò il nome per ovvii motivi). Costui stava svolgendo il servizio di leva e si trovava ricoverato presso un Ospedale Militare e , con la complicità di una ragazza (la sua attuale moglie), praticò la tecnica dello “scavalco” all’alba, per poter arrivare a Narni in tempo per la partita.

Sfortuna volle che, su un placcaggio un po’ più ruvido, si provocò un danno fisico (non ricordo la diagnosi precisa, ma credo che si trattasse di una fortissima distorsione alla caviglia).

Soccorso e accompagnato in ospedale, si oppose fieramente al ricovero consigliato dai sanitari, tornando al “suo” ospedale e “riscavalcando” in tarda serata.

La mattina seguente, alle domande del personale, candidamente andava ripetendo: “Che domenica! Ero a fare una passeggiata giù in giardino, e me so’ fatto pure male…”.

Questa era la passione che ci animava e, ahimè, ci anima ancora…

Bella, Marcè!

Nel corso dello stesso mese (23-31 luglio 1983) a Castelgiorgio si disputarono le partite del primo Campionato Europeo di football, organizzato da Giovanni Colombo e Paolo Woelker, con la partecipazione di Italia, Germania Ovest, Austria, Francia e Finlandia. Una grande festa per il football e per il “Vince Lombardi”.

Lo speaker ufficiale dei campionati, un puntuale Marcello Loprencipe, e i Gladiatori lasciarono un segno in questa prima edizione del campionato continentale, occupandosi della logistica dell’impianto, da buoni “padroni di casa”.