Giants sconfitti e contenti
E siamo giunti alla terza gara di preseason, ovvero quella che al di là dell’Atlantico viene definita la “dress rehearsal” (prova generale) in vista della nuova stagione. Quindi, dal punto di vista dell’analista, l’occasione più ghiotta (di norma nella quarta e ultima gara gli starters vengono utlilizzati pochissimo per evitare infortuni) per giudicare lo stato di forma della squadra a meno di due settimane dal calcio d’inizio. Di fronte una squadra accreditata a lottare per un posto nei prossimi playoff dopo aver rinforzato l’attacco con le firme di Brandon Marshall e Michael Bush e il ritorno dall’infortunio di Jay Cutler in regia.
Cominciamo col dire che, per farsi una idea corretta di come sono andate le cose, la gara va analizzata creando una divisione netta fra primo tempo (17-7 per i Giants con in campo gli starters di entrambe le squadre) e secondo tempo (13-0 per i Bears con in campo solo gli starters di Chicago per i primi cinque minuti, poi estenuante guerra di riserve). Comprensibile quindi a fine gara la soddisfazione dell’ambiente Giants, nonostante la sconfitta.
La squadra, con in campo i titolari (nonostante le assenze di Nicks, Beatty, Bradshaw in attacco e Pierre-Paul, Boley, Canty e Thomas in difesa), ha mostrato solidità in tutti i reparti e la crescita di alcuni elementi molto attesi (David Wilson e Rueben Randle su tutti). Eli Manning (17/21 per 148 yds e 1 td per lui) ha mostrato di essere già in forma playoff, orchestrando nel secondo quarto un drive da 6:14 nel quale ha distribuito il pallone in maniera equilibrata fra tutti i ricevitori (Cruz 5/28, Randle 2/21, Bennet 3/15, Barden 3/46), con quest’ultimo (ripresosi ottimamente dopo la pessima prova contro i Jets in week 2) a finalizzare con un td da 11 yds dopo aver fatto più volte girare la testa a Charles Tillman.
Nel primo quarto aveva invece avuto modo di entusiasmare David Wilson (prima scelta del draft 2012), in grado di mettere a referto 66 yds in un singolo drive portando da solo l’attacco di NY a distanza di field goal. Usato con ottimi risultati sia con le corse sia in ricezione, ha mostrato doti di velocità ed equilibrio (resistendo un paio di volte a placcaggi avversari): alla fine per lui 5 portate per 49 yds e 2 ricezioni per 26 yds. Ottime prestazioni sulle corse non replicate però nè da DJ Ware nè da Andre Brown schierati anche loro con i titolari, a dimostrazione che, dopo Wilson e Bradshaw, il livello di qualità nella posizione cala drasticamente.
In ogni caso, dalle statistiche di cui sopra è facile intuire l’ottima prestazione generale di tutta la linea offensiva, in grado di concedere solo un paio di penetrazioni a Julius Peppers (una su Locklear in campo in sostituzione di Will Beatty e una su David Diehl) e positiva anche sulle corse: da menzione speciale gli ottimi blocchi del FB Hynoski, prima per Wilson e poi per il td da 1 yd di Andre Brown allo scadere del primo tempo.
Bene la difesa, che ha però procurato l’unica vera preoccupazione della partita a causa dell’infortunio occorso a Prince Amukamara nel corso del primo quarto. Per lui si parla si distorsione nella parte alta della caviglia, con possibile stop di 2 settimane e l’eventualità di dover saltare l’esordio del 5 settembre contro i Cowboys. Dato per improbabile il ritorno in tempo di Terrell Thomas, questo lascia Jayron Hosley (attualmente infortunato anche lui), Michael Coe e Bruce Johnson (pessimo contro Chicago) a giocarsi un posto sul lato non occupato dall’inossidabile Corey Webster.
Perfetta la difesa sulle corse (totalmente annullata la coppia di RB Forte-Bush con safety mancata per millimetri) con un sontuoso Linval Joseph in crescita costante, solo dopo l’infortunio al Principe i Bears hanno creato l’unico drive degno di nota del primo tempo prendendo di mira il nuovo entrato Bruce Johnson, che non si è dimostrato all’altezza di arginare l’asse Cutler-Marshall e colpevole sul td del sorpasso da 12 yds di Joe Anderson nel secondo tempo. Buona la prova dei LB con Kiwanuka protagonista di un paio di belle penetrazioni e Rivers a mostrare una buona velocità. Alla fine Cutler limitato a un mediocre 9/21 per 96 yds e 1 td.
A sorpresa buone notizie anche dagli special teams: scontata la solita eccellente prova di Weatherford, si sono visti un bel ritorno su punt da 36 yds da parte di David Douglas (purtroppo annullato da una penalità) e un altro punt bloccato da Da’Rel Scott con palla riconquistata da Greg Jones sulle 10 yds dei Bears a propiziare il secondo td di giornata per i Giganti. Discreto Douglas anche nei ritorni sui kickoff, mentre passo indietro per Tynes, non efficace nei calci come contro i Jets.
Nel secondo tempo spazio alle riserve e alla rimonta dei Bears: male David Carr (molto impreciso e mai – a parte nell’ultimo drive – in grado di muovere la catena), e difesa decisamente più perforabile sia sulle corse sia sui passaggi nonostante l’ingresso in campo per Chicago di Jason Campbell (12/19 per 101 yds e 1 td per lui). A rompere la noia solo qualche guizzo di Da’Rel Scott e sopratutto Adewale Ojomo, bravo nel creare un fumble su Jason Campbell (riconquistato dai Bears) e sorprendente per la velocità con cui è in grado di inseguire il portatore di palla avversario.
Ma ormai la noia ha le ore contate: solo un’altra gara di preseason (mercoledì 29 contro i New England Patriots) e poi si comincia a fare sul serio. La difesa del titolo sta per cominciare.

