L’ULTIMO DEI NEURONI (BLU)

In genere le sconfitte mi fanno imbestialire. Ma dato che per il sottoscritto non esistono le mezze misure, ci sono anche vittorie che sortiscono lo stesso effetto. Al di là di qualsiasi approccio cabalistico, attendevo la partita con Cleveland pieno di dubbi, e i dubbi generano ansia. Perché? Perché le scorse stagioni mi hanno insegnato che questi sono gli appuntamenti che di solito buttiamo nel cesso (Seattle e Washington lo scorso anno, per esempio). E poco c’è mancato anche stavolta.

Sia chiaro, di questo passo i playoff saranno un miraggio e l’eventuale accesso sarà esclusivamente frutto del fatto che la nostra division è composta da un’accozzaglia di ballerine zoppe. E alla fine quella che troverà la forza di traballare meno andrà a godersi una bella mazzata al primo turno.

Esagero? Forse.

1) C’è una cosa che in questo periodo mi secca assai: il coro di quelli che dicono “Ma tanto poi verso la fine della stagione vi trasformate…”. Wow, e dovrebbe consolarmi? Peccato che schifo lo stiamo facendo adesso, non fra due mesi. Ok, di solito sono uno che se ci sono delle attenuanti le prende in considerazione, ma qua c’è mezza squadra che se ne va a spasso come se fosse al mercato della domenica. Sì, solo mezza.

2) Cioè, indovinate un po’ quale? Difficile eh? Ora, arrivare all’intervallo e vedere Weeden con 200 yds lanciate e un TD al primo tentativo, Richardson che ci stava aprendo come neanche CSI coi cadaveri e la OL dei Browns che chiacchierava amabilmente mentre con una mano teneva la nostra DL, era da telefilm della serie The Twilight Zone. Solo che quella è una serie vecchia che non trasmettono più da un sacco di tempo. L’immagine celebrativa della nostra impotenza e confusione difensiva è data proprio dal primo TD merito di un WR di cui non ricordo il nome e di cui sospetto si perderanno le tracce in un prossimo futuro. Assistere alla rincorsa penosa del nostro difensore ci può anche stare, ma una cosa non mi tornava: Blackburn? Cioè un LB che insegue un WR su una traccia profonda? Replay, ho supposto mi fosse sfuggito un blitz del CB, della S, di chiunque avesse costretto Blackburn a provvedere… Niente blitz. Solo fermi lì a guardarsi. Ma si può…

3) Che poi le secondarie non hanno fatto male, se consideriamo che avevano davanti Weeden e una truppa di WR che non farebbero tremare nessuno. Ma tant’è, di questi tempi si prende quel che viene, sempre al netto delle attenuanti di cui sopra.

4) Ma la vera tragedia è più avanti. Neanche Shakespeare avrebbe saputo immaginare un dramma epico di questa portata. Abbiamo quattro uomini in linea che bivaccano, cicalecciano del più e del meno, si interessano al ricamo e assistono ammirati al passaggio dei RB avversari. Al QB neanche ci pensano perché, che diamine, ci sarà tempo ai playoff, no? I DE latitano con la bellezza di 3.5 sack in totale, e non si incontra Cleveland tutte le domeniche. Va bene che sono abituato alle partenze soft degli uomini in blu, ma siamo a un terzo di stagione ed è adesso che si capirà cosa faremo da grandi. E lasciamo stare i LB: ok che avevano davanti un RB eccezionale, ma non possono e non devono bastare degli screen da high school per farci a pezzi. Un numero su tutti: primi tre possessi dei Browns, tre segnature. In Ohio l’ultima volta che hanno visto una cosa del genere Cleopatra ancora giocava coi serpenti.

5) Ma c’è stato qualcosa di buono in questa domenica? Certo, perché l’attacco il suo lo fa sempre ed Eli guida la truppa come sa fare. Però, se proprio vogliamo dar retta a quell’adagio famoso che dagli USA ci propinano fin da piccoli, ok, abbiamo lo stadio pieno grazie a quegli omini dell’offense, ma poi chi le vince le partite? Dato da non sottovalutare: le uniche due squadre abbordabili (quasi) a occhi chiusi della stagione sono passate. Adesso viene il bello.

6) Prima nota scontata: si dice che fin dalla prima azione si capirà come andrà una partita. Per fortuna non è stato così. Bradshaw mi ha fatto rimangiare tutti gli accidenti che gli ho mandato… Bene, bravo, bis. Ma vorrei vedere il 50% di una prestazione simile anche contro Baltimore o Frisco, per dire.

7) Mi consolo con l’unica gioia che so arriverà sempre: il pacchetto di WR. Cambiano i fattori, ma il risultato è sempre quello. Di Hixon da queste parti già sapevamo, ma il ragazzo mai aveva potuto far vedere quel che vale. E stavolta anche Randle ha dato uno squillo per le deboli orecchie di Gilbraide; e non solo le ricezioni mi hanno entusiasmato, ma anche il fatto che il ragazzo ha provocato un sacco di penalità al povero CB dei Browns. Certo, Nicks non lo si sostituisce e Cruz si diverte come un matto quando è raddoppiato, ma dietro questi due c’è gente che tiene il campo con sicurezza e profitto e a oggi è l’unico reparto che, anche in caso di infortuni, mi fa dormire tranquillo.

8) Un punto all’ordine del giorno se lo merita David Wilson. La prima scelta di Virginia Tech comincia a mostrare le doti grazie alle quali lo staff tecnico gli aveva messo gli occhi addosso. Il rendimento sta arrivando anche sulle corse, con un bel TD dopo convincente cavalcata. Continua così, bello, che lo spazio in futuro non ti mancherà. Quello spazio che già trovi nei ritorni di kickoff, tranne quando un tuo compagno decide di abbatterti proprio nel momento in cui hai visto il buco e sei lanciato. Ho detto Tryon? Naaa…

9) Cleveland Browns. Ho visto tutte le loro partite perché Trent Richardson mi fa impazzire e vedere quel mix raro di potenza mostruosa ed eleganza condite da tenacia è uno spettacolo per gli occhi. A lui va tutto il mio incoraggiamento per quel che lo circonda. Spero davvero possa togliersi delle soddisfazioni e non fare la fine dei Barry Sanders o dei Priest Holmes, rimasti a svernare nello stesso posto, a vuoto, per anni.

10) Non so voi, ma non ce la faccio più di vedere a inizio partita la schermata in cui si informano i telespettatori che i Giants sono 23-5 in casa dal 2007, o a fine partita (se stiamo perdendo) che Eli ha il record di recuperi clamorosi nel 4° quarto o nell’ultimo drive. Io contrasto come posso, ma temo che quei portasfiga della CBS prima o poi l’avranno vinta.

E alla fine della fiera eccoci qua. Il sangue amaro e un 3-2 che potrebbe trasformarsi in qualsiasi cosa. Diciamo che mi accontenterei di arrivare al bye con un 5-5, e sarebbe già un lusso, per poi giocare il tutto per tutto nelle ultime sei partite. Dunque, nel fine stagione ci toccano Green Bay, Atlanta, Baltimore, New Orleans… Tranquilli, si può fare… (Lo so, non si sente il tono ironico e lievemente rassegnato).

Nel frattempo pensiamo alla prossima… Il calendario mi informa che andremo in gita a San Francisco. Bene, una squadra che non ha motivo di avercela con noi.

Anche se è solo giovedì, intanto io metto l’elmetto e preparo i cerotti.