11 giugno 1988, seconda parte…
Due passi e quattro chiacchiere con il Capitano. Gli racconto che ho iniziato la narrazione della partita dalla prima segnatura, a parte i pensierini sulle durezze del gioco… Cap, raccontarmi i particolari e gli antefatti…
“Quella trasferta venne organizzata nel migliore dei modi: partimmo il giorno prima e ci preparammo meticolosamente, ma guardando oggi a quel playoff, con il distacco che ci regala il tempo trascorso, possiamo senza dubbio definirlo un incontro impari.
Avevamo di fronte forse i migliori Frogs di sempre, quelli guidati da Bob Frasco, uno degli americani più forti che siano mai giunti in Italia per giocare a football!
Bob Miller cercò di caricarci molto da un punto di vista psicologico: ci voleva aggressivi e grazie a Dio, questa era una dote che non ci era mai mancata.
Infatti prima ancora che partisse il primo snap, iniziò lo “scontro”: all’ingresso in campo dei Frogs noi, già schierati sulla nostra side line, avanzammo fino a metà campo e, mentre il pubblico si chiedeva cosa stessimo facendo, ci voltammo di schiena agli avversari e alla tribuna gremita, provocando un uragano di fischi!
Poi iniziò l’incontro vero e proprio.
Partimmo all’attacco, dopo un buon ritorno di calcio, non rammento più di chi, la palla arrivò a ridosso delle 40 yards nella nostra metà campo.
Miller aveva deciso che quel giorno la nostra prima giocata d’attacco sarebbe stata un lancio profondo: era convinto, non a torto, che i Frogs si aspettassero una corsa di Davis o Cinelli, piuttosto che una giocata aerea che non era certamente il nostro punto di forza.
Ci schierammo con due ricevitori larghi ed il flanker dal lato forte: su quel lato avevo come wide receiver Luca Giambelli, il mio bersaglio preferito.
La giocata prevedeva un fly del ricevitore a sinistra, un out del flanker e uno z-fly (come lo chiamavamo allora) di Giambelli o se preferite un out&go.
Ricordo quegli istanti come fosse ora…Ricevo lo snap da Gramigna, finta di handoff su Bobby che attira su di se almeno due difensori…
Con la coda dell’occhio vedo alla mia destra i nostri due ricevitori a 6/7 yards da me in traccia out, con il safety che abbocca e va a raddoppiare la marcatura venendo su…
“Incredibile” penso dentro di me “possiamo andare in touchdown!!!”
Giambelli “raddrizza” la traccia scappando via e già appena oltre la linea di metà campo non ha più nessuno avanti a sé: anche lui mi sta guardando con la coda dell’occhio!
Carico il braccio…
“Dai Luca, dai che li freghiamo già alla prima azione!”
Il pubblico intuisce il pericolo e ammutolisce…
Il pallone sta per staccarsi dalla mia mano quando… BOOOOOM!
Subisco un sack devastante da parte di due difensori che mi prendono dal lato cieco: una botta terribile e la palla che finisce a terra da tutt’altra parte.
Il resto della partita ci vedrà lottare, ma senza alcuna speranza di vittoria, tuttavia nel finale si verifica qualcosa che merita decisamente di essere raccontato…”

