Ora non mollare

Sarebbe, questa season, dovuta essere solo l’inizio di un ciclo col nuovo capo allenatore Joe Philbin e il rookie franchise Quarterback Ryan Tannehill.
Sarebbe dovuta essere solo l’inizio della West Coast Offense come nuova filosofia offensiva
Sarebbe dovuta essere solo l’inizio della 4-3 come nuova filosofia difensiva.
Sarebbe dovuta essere una sagione che per i più, sia oltreoceano che qui nel Belpaese, avrebbe potuto portare ad un massimo di 4 vittorie.

Invece grazie al fatto che la 4-3 ha preso subito piede, il rookie signal caller si è dimostrato molto più pronto di quel che tanti si aspettavano e la WCO ha iniziato a lavorare bene quasi subito, ci siamo ritrovati in corsa per i Playoffs raggiungendo le suddette 4 vittorie ancor prima della metà della stagione.
E ci saremmo ritrovati ancor più in corsa vincendo domenica, perchè saremmo volati a 5-3 invece che 4-4 nel computo vittorie-sconfitte.
Invece vuoi il fatto che oramai da anni dopo aver sfidato i colts perdiamo, vuoi che dopo 3 vittorie consecutive qualcuno dei giocatori si è sentito un supercampione, vuoi perchè il gameplan difensivo è stato completamente sbagliato da Coyle e né lui né Philbin hanno avuto la prontezza di cambiarlo in corsa (la mancanza di un piano B è stato un errore gravissimo), abbiamo perso e molto più nettamente di quanto dica il punteggio (20-23), perchè mentre una squadra ha giocato al meglio, concentrata e cattiva, l’altra è scesa in campo poco convinta credendo forse che sarebbe stata una passeggiata di salute.
Oppure, ma non ci credo assolutamente, i Colts sono più forti di noi.

Ora tutti, dal “paron” Ross all’ultimo dei tifosi, sono tornati con i piedi per terra.
Ora tutti hanno iniziato a ricollegarsi con la realtà e a capire che questo è sì un progetto molto ben avviato ma che manca ancora qualche quid (un WR1, un po’ di qualità ed esperienza in più nella secondaria, un po’ di freddezza in attacco nelle situazioni che decidono di fatto le partite, un po’, perchè no, di esperienza in più anche per Philbin come Head Coach).

Un male questa sconfitta? Per la classifica sì, per tutto il resto no. Anzi.
Tutti i giocatori e i coaches hanno fatto il mea culpa e, contrariamente a quanto sarebbe successo in Italia col calcio, nessuno ha menzionato gli errori arbitrali che da tutta la stagione ci vedono sfortunati protagonisti. Smith e Long, probabilmente i peggiori contro Indy, sanno che quella prestazione non si avvicina nemmeno lontanamente al loro standard e questa figuraccia, se di campioni stiamo parlando, sarà la molla che li farà scattare verso il massimo impegno. Sempre.

Tutti hanno capito che se non allenano e giocano al 110% siamo poco più che una squadra decente e tutti, infine, hanno giurato che moltiplicheranno impegno e sforzi per il raggiungimento della post season. Una sorta di “ce la faremo o moriremo tentando” che, se tradotto in impegno durante gli allenamenti e in intensità durante le partite, ci permetterà di non partire sconfitti con chichessia, New England e San Francisco comprese.

Per assurdo, io sono convinto che se avessimo perso contro St. Louis domenica avremmo vinto di almeno 10 punti contro i Colts e, se si potesse, il cambio lo farei adesso, come tutti i tifosi dei Fins.

Comunque è andata così, ma nulla ci è precluso. Adesso, pur ricordando sempre che questa è nata e rimane una stagione di passaggio e di grandi cambiamenti che speriamo ci facciano diventare protagonisti nei prossimi anni, è il momento di ricominciare a vincere e far sentire il nostro fiato sul collo alle concorrenti per la wild card (Pittsburgh, Indianapolis, San Diego).
Il poter rimanere in corsa fino a dicembre sarebbe importante per far restare concentrata la squadra, per abituare i tanti giovani a lottare per la post season.
La doppia sfida a Titans (in casa) e Bills (fuori) che ci vedrà impegnati domenica 11/11 e giovedì 15/11 si presta bene a permetterci di continuare a sperare e a non mollare la presa. Con 2 W la nostra candidatura si rafforzerebbe. Ma solo con 2 W.

Quindi sotto e Go Phinz!

I BELIEVE!