2013 Endzone Mock Draft 1.0 – Round 1 (Picks 1-16)
Rieccoci. Dopo qualche anno ho deciso di rispolverare la mia passione nel produrre dati previsionali in vista del Draft prossimo.
Per convenienza riporto l’introduzione (parzialmente rielaborata) redatta in occasione del Mock Draft editato nel 2009.
La cosa bella nel produrre un Mock Draft è il profilo assolutamente personale che ognuno di noi decide di dare alla scansione delle ipotesi di scelta dei futuri rookie per le 32 franchigie professionistiche. La base di partenza è certo la valutazione tecnica che ruota intorno alla scelta in se (posizione, tipologia e caratteristiche del player, analisi delle need dei teams NFL etc), ma è chiaro che il tutto è intriso da uno spiccato gusto personale che finisce per rendere unico un Mock. Ed è questo che più mi intriga di questo gioco previsionale. E’ questo che rende il tutto divertente: tanto per chi lo butta giù, quanto per chi ne fruisce.
Qualche precisazione per beneficiare al meglio dell’effimero lavoro: Ho cercato per quanto possibile di fare riferimento alle need primarie delle singole franchigie Pro che, a mio giudizio, verranno (potrebbero essere) ricoperte tra il 1°, il 2° e il 3° round. Le troverete tra parentesi a corredo del nome del team a cui seguirà quello del giocatore chiamato. Ci tengo a puntualizzare che le need non sono state poste in ordine di importanza.
Ho creato un 1° round completo di una piccola analisi che sinteticamente spieghi la singola chiamata, mentre ho lasciato “nudo” il 2° e 3° round com’è consuetudine tra i siti che si occupano di promuovere tale operazione. Per una migliore fruibilità ho suddiviso in due capitoli la stesura del Round 1 (Picks 1-6; Picks 16-32).
Buon divertimento.
2013 ENDZONE MOCK DRAFT 1.0
ROUND 1 (Picks 1-16)
1 – Kansas City Chiefs (QB, OT, OLB, WR, DB): Luke Joeckel*, OT, Texas A&M
La disastrosa stagione da 2-14 che ha sottoscritto l’attacco Chiefs come il peggiore della Lega in fatto di pass yards (la miseria di 169.6 per partita; fanalino di coda NFL appunto), condurrebbe a pensare che con l’inaugurazione del nuovo corso firmato Andy Reid sia chiaramente necessario svoltare in cabina di regia silurando al di fuori del Sistema Solare gente del “calibro” di M.Cassell e B.Quinn. Così certamente sarà. Peccato che questo Draft ’13 non presenti un QB degno della prima chiamata assoluta. L’alternativa unica sarebbe Geno Smith, QB da West Virginia, che potrebbe di certo avere uno slancio importante a traino della Combine ma che – a parere di chi scrive – resterà corto dal salto che fu proprio di Cam Newton due anni or sono. A questo punto la costruzione del nuovo attacco KC partirebbe dal migliore prospetto assoluto del Draft per poi cacciare il QB al 2° round alto. Per la caratura unica del forte Tackle da Texas A&M vedo altresì difficile un’ipotesi di trade down. Al giro successivo, con la 34esima assoluta, i Chiefs proveranno il “rimpasto” a QB position. Tyler Bray, Junior QB da Tennessee, potrebbe essere il ragazzo giusto ma ad oggi vedo un pelo avanti il longilineo Mike Glennon da North Carolina State. Fortemente al ribasso invece la valutazione di Ryan Nassib da Syracuse, che dopo l’inguardabile Senio Bowl giocato a Mobile (Alabama) potrebbe addirittura essere tagliato fuori dai primi due giorni di chiamate.
2 – Jacksonville Jaguars ( DE, DT, OG, WR, TE, CB): Bjoren Werner*, DE, Florida State
Anche i Jags hanno avuto per tutto l’anno problemi gravi in attacco. Il QB prima scelta 2011 B.Gabbert, dopo un terrificante filotto di sette sconfitte consecutive, ha staffettato con C.Henne il disastro interstellare ’12/’13; e senza M.Jones-Drew (out per quasi tutta la stagione causa un infortunio occorsogli in week 7 contro i Raiders), e con un J. Blackmon accesosi timidamente solo nella seconda metà di regular, non poteva essere altrimenti. Ergo, anche a Jacksonville potrebbero seriamente pensare di rivedere la QB position ma, considerati gli ultimi due fattori sopra menzionati, il Front Office “maculato”, insieme al nuovo HC “Gus” Bradley, potrebbe dare a Gabbert e/o Henne un’altra definitiva occasione per rilanciarsi e, contestualmente, cercare soluzioni utili per riparare alle oscenità viste per tutta la stagione in difesa. Un Passrusher violento e robusto serve come il pane, visto e considerato che di sack i tifosi di Jacksonville ne hanno visti pochi o niente (solo 20 complessivamente in stagione). Scorsa Free Agency è arrivato J.Babin, DE former Philadelphia, che ha provato a dare il suo contributo ma non può essere certamente considerato il futuro vista la non verdissima età. La soluzione migliore sarebbe quindi quella di pescare il “Tedesco” che con la maglia dei Seminoles di sack ne ha piantati ben 13 nella sua ultima stagione da Junior. L’alternativa con questa seconda assoluta potrebbe anche essere rappresentata da Star Lotulelei, DT da Utah, che rinsalderebbe dal centro una D-line classificatasi 30esima per yards incassate downfield (anche se aspetterei di vederlo in azione alla Combine prima di darlo fuori tanto alto).
3 – Oakland Raiders (DT, DE, TE, LB, CB, OT): Damontre Moore*, DE, Texas A&M
Altra certa soluzione per la difesa in questa terza casa Silver&Black, e discorso simile a quello fatto sopra per i Jaguars. E’ vero che R. Seymour è FA, e che quindi potrebbe teoricamente venire a mancare la trave più solida della Defensive Line Raiders prossimo anno, ma è anche vero che con uno shift più che possibile di L.Houston da LDE a “pure” 3-technique DT (già sperimentato in “soft package” con promettenti risultati), slitterebbe così anche la need in outside, cosa che schiuderebbe la porta a uno tra Damontre Moore e Jarvis Jones. Le crepe difensive di Oakland si sono aperte e hanno sgretolato il terreno sotto il LB’s Corp (con un R.McClain dato per disperso) e nei pressi angolari della retroguardia che, dopo la partenza di N.Asomugha verso Philadelphia nel 2010, non è più stata la stessa. Ora, nè M.Te’o nè D.Milliner credo abbiano l’hype per salire fino alla tre (sopratutto il primo), e a meno che il fantastico CB da Alabama non corra le 40 yard-dash alla Combine con un tempo fantascientifico (i velociferi piacciono parecchio in quel di Oakland), non ci sono margini per ricoprire una need a LB o a CB spot qui. I Raiders non posseggono un 2°-round pick ma colpiranno al 3° giro uno degli spot su detti. Prevedo che se davvero sul board dovesse essere ancora disponibile un signor Cornerback (come il fantastico ragazzo che lego alla franchigia alla stazione 66), non ci saranno molti dubbi da sciogliere. La retroguardia deve assolutamente essere rinforzata con un D-back di altissimo profilo.
4 – Philadelphia Eagles (OT, QB, S, WR, LB): Geno Smith, QB, West Virginia
Se quello fin qui descritto fosse lo scenario reale, la scelta di Smith sarebbe cosa buona e giusta. Chip Kelly, ex Head Coach degli Oregon Ducks, prenderà le redini di questo Team sperimentando per l’attacco – ne siamo “quasi” certi – qualcosa di non lontanissimo dagli standard a cui ci aveva abituato nella Ncaa (non certo una pseudo triple-option comunque). Ora, a West Virginia Smith giocava dentro un sistema spread offense (con uno, due o tre uomini nel backfield spesso in pistol-formation) non dissimile – a livello di impostazione base sul campo – da quello che Kelly applicava ad Oregon, dove, ad onor del vero, i concetti di zone read erano esasperati anche (non solo) dal ripetuto utilizzo del QB come ballcarrier (cosa che a WV non avveniva, e cosa che, per inciso, non avverrà nemmeno al piano superiore). Geno Smith è un ragazzo dalle interessanti – quasi del tutto inesplorate – potenzialità di dual-threat QB, che possono venire buone per la nuova filosofia offensiva degli Eagles di Kelly. Per completare il quadro a QB spot è necessario aggiungere che M.Vick ha già preso la scorciatoia per il viale del tramonto e che N.Floles (3° round pick ’12) non è proprio quello che si dice un regista mobile. Tra 2° e 3° round Philadelphia dovrebbe mettere davanti al suo nuovo regista un OT dotato di grande atletismo e mobilità. E chi sarebbe migliore di K.Long da Oregon? Nessuno. Per arrivare a lui si dovrebbe investire la 35assoluta che alternativamente potrebbe venire buona per colmare una need difensiva (a Safety per esempio). Vedremo quale strada batteranno H.Roseman e soci.
5 – Detroit Lions (CB, DE, LB, S, OG/C): Dee Milliner*, CB, Alabama
A Detroit le maggiori fragilità della squadra si sono manifeste in difesa. Sebbene i Lions abbiano needs significative anche all’interno della Offensive Line, credo che con questa 5a assoluta il complesso Front Office capitanato da M.Mayher andrà a piantare un tassello per riassestare alternativamente i crolli visti in DE o in CB position. Tutto si risolverà con lo scioglimento del nodo Cliff Avril. Sul giovane DE – autore di 9.5 sacks stagionali – scorso hanno è stato fissato il franchise tag dopo che lo stesso aveva rifiutato un’estensione triennale a cifre ritenute non adeguate dal suo procuratore B.Mackler. I negoziati continueranno in queste settimane, e se davvero il #92 alla fine dovesse partire per altri lidi, allora l’opzione DE a questo punto sarebbe quasi scontata già al primo round. Ma al momento mi sento di dare credito al grandissimo hype di cui gode – giustamente – il fortissimo CB da Alabama, che andrebbe a fare coppia con il buon C.Houston per riqualificare al meglio una secondaria ancora poco più che mediocre. Al secondo giorno di chiamate – restando sull’ipotesi di ri-firma di Avril – la squadra di J.Schwartz dovrebbe avere in faretra due frecce da lanciare su un OG e, alternativamente su una Safety o un Linebacker. Tutto dipenderà dagli uomini che si presenteranno a tiro.
6 – Cleveland Browns (WR, DE/OLB, LB, CB): Barkevious Mingo*, DE/OLB, LSU
Rob Chudzinsky e Norv Turner – rispettivamente Head Coach e Offensive Coordinator – sono nuovi in città. Di loro si fa un gran parlare. Ma non sono i soli ad essere arrivati in Ohio. Direttamente da Arizona è atterrato quasi silenziosamente R.Horton, che come Defensive Coordinator proverà a far fare il salto di qualità decisivo agli 11 di difesa. Con il loro arrivo Cleveland si prepara all’ennesima rivoluzione dunque. Questa volta però il materiale umano su cui lavorare è più che buono, e il Coaching Staff messo su sembra finalmente di prim’ordine. Per potenziare l’attacco – in chiave Draft – si proverà di tutto per arrivare ad un altro WR che completi il lavoro condotto positivamente scorso anno con le prese di B.Weeden (QB), T.Richardson (HB) e soci, ma con la proposizione di modifica dell’assetto difensivo importato da Horton questa necessità sarà subordinata di certo al ritocco del LB’s Corp (anche perchè non vedo a WR prospetti da top 10 pick). Un 3-4 Passrusher da opporre a J.Sheard è la necessità prima. Jarvis Jones da Georgia sarebbe ancora una misura appropriata qui, ma un precedente medico di stenosi spinale (compressione/restringimento anche degenerativo del midollo spinale che provoca dolorose fitte alla schiena) potrebbe compromettere la sua presa in range da top 5 (oltre la decima – come leggo un po’ in giro – però non scenderà mai). Anche per questo motivo Horton & co potrebbero farsi affascinare dalle immense potenzialità del ragazzo di LSU, che è un freak athlete semplicemente assurdo, e che – sono sicuro – spaccherà in due la Combine ammassando ulteriori crediti.
7 – Arizona Cardinals (QB, OT, CB, LB, DE): Matt Barkley, QB, USC
Anche per i Cards si è totalmente modificato lo scacchiere in Coaching Staff. B.Arians dopo una bellissima stagione da OC/HC a Indianapolis è stato promosso a pieno titolo da B.Bidwill e S.Keim. Il suo arrivo produrrà l’immediata ricerca di un Quarterback poichè tra K.Kolb e J.Skelton non se ne fa uno quantomeno decente. Barkley è forse il QB più underrated della classe ’13 causa la presenza nella sideline dei Trojans di Lane Kiffin (semplicemente il peggior playcalling del pianeta) che non ha mai permesso al #7 rosso-giallo di esprimersi al top. Detto questo il “biondino” ha davvero tutto per sfondare al piano superiore essendo un pro-style pocket passer di categoria assoluta. Di più, si installerebbe perfettamente nel sistema offensivo dettato dal nuovo HC. Certo non sono da scartare a QB le ipotesi Tyler Wilson da Arkansas e Mike Glennon da North Carolina State, ma nella inevitabile scalata sul board che i tre ragazzi avranno da fare a ridosso del Draft insieme a Ryan Nassib da Syracuse, penso che alla fine per Arizona la scelta migliore sia rappresentata proprio da Barkley. Un’altra need da ricoprire con immediatezza sarà quella a OT (sperando in una conferma evolutiva di B.Massie anche in chiave blindside), ma fatto fuori Joeckel alla prima assoluta non vedo per i Cardinals molte alternative con questa settima. Proveranno senz’altro a cavare fuori un Tackle tra 2° e 3° round.
8 – Buffalo Bills (LB, QB, DE, WR, TE): Tyler Wilson, QB, Arkansas
Con R.Fitzpatrick l’intercetto è di casa a Buffalo. I sostenitori del team sono più che stufi: richiedono un franchise QB degno di questo nome. Doug Marrone, new HC proveniente da Syracuse, conosce bene Ryan Nassib, è il suo ragazzo, e quindi non stupisce che questo giovanotto di 6’2” per 223 pound sia sulla bocca di tutti presso NY e dintorni. La domanda che aleggiava fumosa però era: Nassib vale un’ottava chiamata assoluta? Molti analisti affermavano di no già parecchio prima che venisse giocato il Senior Bowl. Buddy Nix, Vice Presidente Esecutivo e General Manager della franchigia, ha osservato lungamente i Quarterback in prova durante i travagliati giorni precedenti la partita. Intervistato per il sito ufficiale dei Bills ha espresso parole di elogio per i due sopracitati ma non ha mai nominato il QB di Syracuse, anche perchè la sua prestazione – prima e dopo la gara – è stata assolutamente disastrosa. Alla fine, vista anche la scarsa mobilità di Glennon (che, lo ricordo, è un 6’7” per 220 libbre), Buffalo potrebbe puntare davvero tutto sul QB dei Razorbacks, che invece ha ben figurato dimostrando di avere tutte le skills di un regista da piano superiore. Tra 2° e 3° round i Bills andranno per la caccia grossa ad un WR che completi il gioco del continuo S.Johnson. Opzionare uno small-receiver sarebbe mossa appropriata per dare aria e accelerare lo sviluppo del braccio di T.Wilson in regime Pro.
9 – New York Jets ( DE/OLB, OT, QB, TE/WR, S): Jarvis Jones*, DE/OLB, Georgia
I Jets hanno anche loro una situazione a dir poco imbarazzante nel cuore della tasca. M.Sanchez è apparso in netta involuzione anche quest’anno e l’arrivo di T.Tebow non ha aiutato lo sterile attacco bianco-verde a decollare (com’era facile del resto prevedere). L’opzione QB resta aperta dunque, ma non per questa nona pick. Lo sguardo del Front Office Jets sarà quindi rivolto a saturare le falle aperte su più punti del campo in difesa. La situazione nella secondaria è tutt’ora disastrosa considerato il fatto che il Safety 1-year Pro Bowler L.Landry è FA (una eventuale ri-firma comporterebbe a quanto si legge un esborso a dir poco notevole) e che D.Revis ha saltato tutta la stagione per la rottura del legamento crociato anteriore ed è ancora in piena fase di riabilitazione (rumors spifferano di una più che possibile trade; Tampa Bay al momento è la piazza più accreditata). Detto questo però si deve guardare a ciò che il Draft ha da proporre, e a mio giudizio non ci sono nelle rispettive posizioni uomini che valgono una chiamata in top 10. Con tutta probabilità si andrà qui a pescare un Rushbacker che completi l’opera di restyling del fronte a 5 difensivo iniziata nel 2011 con la scelta del feroce 5-tech DE M.Wilkerson (1-rounder, 30esima assoluta) e proseguita l’anno appresso con la chiamata del 3-4DE/OLB Q.Coples (1-rounder, 16esima assoluta). I soli 30 sack stagionali non bastano. Per mettere paura alle tasche avversarie c’è bisogno di un uomo che il cacciatore di Quarterback lo fa di professione. E il Bulldog sarebbe l’uomo giusto al posto giusto.
10 – Tennessee Titans (G/C, HB, DE, LB, DT, DB): Star Lotulelei, DT, Utah
Alla lista delle need poste tra parentesi potrei aggiungerne un’altra per i Titans: quella a WR. K.Britt, 1-rounder ’09 (30esima assoluta), ha parecchio deluso sul campo nelle ultime due stagioni. Ma ciò che di più ha amareggiato (eufemismo) l’owner della franchigia, B.Adams, è stato il comportamento tenuto dal promettente ragazzo fuori dal terreno di gioco. Già con precedenti di droga e guida in stato di ebbrezza, adesso Britt è stato messo sotto indagine dal Dipartimento di Giustizia del New Jersey per un presunto, diretto coinvolgimento in un rissa dove sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco. Il peggio è che l’atleta si è rifiutato di rispondere e collaborare con le forze dell’ordine. Questa la goccia che credo farà presto traboccare il vaso. Eludendo per un attimo il problema specifico, e per ritornare dritti al tema che qui trattiamo, Tennessee ha urgenti necessità di rifoderare una difesa che si è piazzata 32esima per punti incassati a partita (29.4 la media). Se in outside il 4-front pare comunque funzionare, è nel mezzo che si sono a più riprese sentiti gli scricchiolii più allarmanti. Lotulelei sarebbe un upgrade pazzesco sia per la fase di run stop che per quella di passrush, avendo nelle corde una grandissima capacità di perforazione del pocket. L’hype del capodoglio potrebbe alimentarsi se venisse da lui condotta una Combine eccezionale (come quella che portò scorso anno D.Poe, DT oggi in forza a Kansas City, ad ascendere fino all’11esima assoluta da una previsione di piazzamento fuori dalla top 20). Vediamo cosa succederà.
11 – San Diego Chargers (OT, OG, WR, TE, S, QB): Eric Fisher, OT, Central Michigan
Forse la pick più scontata dell’intero Draft. I motivi sono quattro: 1) Il nuovo Head Coach Mike McCoy (ex OC Broncos), insieme all’Offensive Coordinator Ken Whisenhunt (ex HC Cardinals), proverà a rilanciare P.Rivers sigillando il suo lato cieco a dovere. 2) J.Gaither, starter LT teorico, ha fatto poco più di qualche apparizione nelle ultime due season causa vari ed eventuali infortuni di cui l’ultimissimo all’inguine. 3) Il suo sostituto, M.Harris, è un undrafted rookie ’12 buono per un eventuale ruolo da backup ma nulla di più. 4) Lo stock di Fisher sta salendo vertiginosamente. Questo basta e avanza per fissare il forte Tackle dei Chippewas nella casa N°11. A tale rinforzo – tra 2° e 3° round – i Chargers potrebbero ancora aggiungere un WR (o un receiving-TE) che aiuti la propulsione offensiva ispirata da Rivers. In alternativa si potrebbe sondare profondamente la classe di Safety e aggiungere qualità necessaria alla secondaria. Insomma, i motivi di confronto e discussione in prossimità del Draft di certo non mancheranno ai fans dei Bolts, ma questi non riguarderanno l’uomo in incognito da individuare per il primo giorno di scelte. Fisher sta già scegliendo il numero della sua jersey all’ombra di una palma della California meridionale.
12 – Miami Dolphins (DE, TE, WR, OT, OG): Ezekiel Ansah, DE, BYU
I Phins devono assolutamente rispondere alle inquietanti domande circa l’eventuale permanenza di J.Long a Miami. E devono farlo in fretta. Il Tackle vuole un contratto da primo della classe che la dirigenza pare non volergli accordare. Concedere a R.Tannehill un uomo sul quale poter contare in futuro è però il minimo indispensabile. Ancora in OL ci sono vuoti preoccupanti accanto al Center M.Pouncey che vanno riempiti con una certa urgenza. Non di meno, sempre in attacco, si deve lavorare per aggiungere targets utili che completino e finiscano l’azione del braccio del giovane QB col #17. E’ chiaro che in questo senso si lavorerà parecchio in Free Agency in quel di Miami. Al momento – sempre che non salgano vorticosamente le quotazione del promettente WR Codarrelle Patterson da Tennessee – la strada migliore da percorrere per questa 12esima pick è quella che porta veloce a rivedere l’aggressività difensiva in pass rush stage. “Ziggy” Ansah sarebbe fit ideale per rispolverare la posizione di Left End e mandare in rotazione il troppo pesante J.Odrick. Immaginare due outside DL-man come C.Wake e E.Ansah fa venire i brividi a me che scrivo, figuriamoci agli opponents sul terreno di gioco. Ad oggi il ragazzo è dato fuori dalla top 20 nonostante un Senior Bowl giocato in maniera semplicemente impressionante; io insisto con l’affermare che un atleta con il no-stop-motor in dotazione al Cougars sia raro come un diamante nero. Alternativa più che valida qui sarebbe quella che porterebbe a D.Jordan da Oregon (che vedo al ribasso solo per disegnare lo scenario che prego si materializzi al 2° round).
13 – Tampa Bay Buccaneers (CB, DT, OT, TE, FS): Xavier Rhodes*, CB, Florida State
La 32esima difesa contro i passaggi ha un impellente bisogno di saturare la posizione di CB con un uomo di qualità. L’addio via trade di Aqib Talib scorso anno ha aggravato le preesistenti gracilità del comparto secondario che pure ha visto l’innesto a SS di M.Barron (1 round pick ’12; 7a scelta assoluta). Bisogna continuare a mettere carne sul fuoco lì dietro anche perchè R.Barber, starter FS, sarà alla sua 17esima stagione NFL e dietro di lui gli scienziati hanno sperimentato e riprodotto il vuoto cosmico. Quasi scontata dunque la scelta di un Defensive back per i Bucs qui. Tre i nomi che si giocano la 13esima chiamata assoluta: quello di Xavier Rhodes appunto, quello di Johnathan Banks, CB da Mississippi State, e quello di Desmond Trufant, CB da Washington (ragazzo quest’ultimo dal rialzo mostruoso). Credo che siano tutti uomini validissimi ma in questo virtuale testa a testa mi sento di premiare la maggiore consistenza fisica del Seminoles. Una volta cementata la CB position Tampa dovrà guardare al centro della D-line poichè R.Miller e M.Bennett sono in FA e il loro futuro in Florida potrebbe essere fortemente messo presto in discussione. Successivamente si dovranno vagliare i danni in OT spot che questa stagione ha prodotto, e ancora – forse meno urgentemente – ci si dovrà curare della Free Agency del TE 33enne D.Clark. Il solo, incerto (eufemismo) L.Stocker chiaramente non basta. La classe di TE quest’anno è parecchio profonda e non mi stupirei se la need in questione dovesse essere alla fine ricoperta oltre il 3° giro. A OT il campo è invece parecchio più ristretto. Uno futuro, ipotetico starter Offensive Tackle fuori dal secondo giorno di chiamate è un sogno irrealizzabile considerata la modestia del pacchetto nella posizione.
14 – Carolina Panthers (DT, CB, WR, OT, S): Johnathan Hankins*, DT, Ohio State
Le Pantere devono ristrutturare ex novo l’epicentro della linea difensiva. In outside la stagione appena trascorsa ha pienamente promosso le capacità percussive di G.Hardy (11 sack) e C.Johnson (12.5 sack), entrambi giovani e ancora promettenti di sviluppo. In mezzo la situazione è diametralmente opposta. E’ vero che al posto del troppo molle T.McClain è stato firmato dai Bills il 31enne D.Edwards poco prima dell’inizio della season ’12, ma è altrettanto vero che S.Fua (3° round pick ’11; 97esima assoluta) non ha per nulla convinto (e i miseri 13 tackle stagionali la dicono lunga sul “default” del ragazzone ex Stanford tra i Pro). Scorso Draft la squadra guidata da R.Rivera ha chiamato con la nona pick L.Kuechly per collare la seconda linea difensiva, ma ha fatto poco o nulla per ritoccare altri delicati spot difensivi (la CB position su tutti). Con due Defensiveback come Milliner e Rhodes fatti fuori da Detroit e Tampa vedo assai difficile che il Front Office di Carolina possa passare sul devastante NG dei Buckeyes. L’hype del ragazzone da OSU è stato un attimo messo in discussione in queste ultimissime settimane. Per quanto mi riguarda parliamo dello space eater più atletico dell’intera classe di DT, che ha caratteristiche da stuffer terminale, ma che possiede anche eccellenti proprietà da incursore del backfield. L’unica seria, possibile alternativa alla roccia da Ohio State potrebbe essere rappresentata dal Junior DT Sheldon Richardson da Mizzou. Comunque vada sarà un successo. Ma dallo spot non si scappa. I Panthers non avranno la possibilità di chiamare un rookie al 3° giro. Quindi è severamente vietato sbagliare la scelta prevista per la casa 44 al round 2. Il Defensive back deve uscire fuori da lì. Poche storie.
15 – New Orleans Saints (DT, DE, TE, CB, OT, WR): Sheldon Richardson*, DT, Missouri
Altra need a DT da colmare con urgenza da pronto soccorso in codice rosso. Per capirci subito, questi i numeri con cui ha finito l’anno ’12/’13 la difesa Saints: 31esima per punti incassati a partita (28.4 la media); 32esima per total yards pagate agli avversari (ben 440.1 per partita) ; 32esima per yards subite downfield (147.6 la terrificante media per gara); 31esima per pass yards incartate e regalate agli opponents (292.6 la media a settimana). Con queste stats, anche se hai serie incognite in attacco (a OT, a TE o a WR per esempio), non puoi che condurre un Draft – peraltro senza una pick da spendere al 2° round – incentrato quasi esclusivamente a rifondare la starter formation difensiva. Ed è dalla D-line che si comincia un percorso di questo genere. Richardson accanto al promettente A.Hicks è quello che potremmo definire un buon inizio. Chiaro che non basta. Ergo, mi aspetto che New Orleans chiami al 3° round un DE che possa accelerare questa ricostruzione da “Day After”. Brandon Jenkins, DE da Florida State, che do alla 75esima assoluta ai Saints, è un ragazzo dal potenziale distruttivo. Se non avesse perso tutta la stagione per un infortunio al piede sinistro avrebbe facilmente potuto bussare al tetto del primo round, avendo in bagaglio 22,5 sack e 34.5 TFL in sole due stagioni con i Seminoles. Trattasi dunque di una scommessa controllata. Potrebbe essere uno degli steal più assurdi dell’intero Draft. Insieme a Richardson a scardinare dal mezzo l’upgrade in DL sarebbe praticamente garantito.
16 – St. Louis Rams (OT, OG, S, LB, TE, WR): Chance Warmack, OG, Alabama
La OL che dovrebbe proteggere S.Bradford somiglia parecchio ad uno scolapasta che dal suo interno la pasta la lascia passare. Al pronti via, già alla seconda di regular, il veterano 32enne Center, S.Wells, è andato KO per un problema al piede sinistro. Al suo posto è subentrato l’undrafted rookie da Missouri T.Barnes, che ha finito la stagione promettendo al suo QB più dubbi che certezze. Alla sua destra si sono alternati a spizzichi e bocconi (per cause e motivi diversi) C.Williams e S.Smith, ma nessuno dei due (sopratutto il primo) pare materiale di prim’ordine. A Left Guard le cose sono andate un po’ meglio con R.Turner (che di mestiere però faceva il Centro al College). Ora, credo che nella testa di L.Snead e J.Fisher ci sia in programma di far “shiftare” proprio Turner in C position, sperare in un rinvigorimento prestazionale di Smith a RG, e prendere via Draft forse il miglior prospetto dell’intera classe (insieme a Joeckel) da piantare a LG. I problemi così non sono certo risolti però. A RT un signore di nome B.Richardson è quasi all’unanimità considerato il peggiore Tackle della NFL, e il pur buono R.Saffold a LT ha avuto una stagione altalenante per via di una serie di guai fisici che lo hanno escluso dal cuore della stagione regolare. E’ fortemente plausibile che con una delle due altre pick a disposizione tra 1° e 2° round (22esima e 46esima), i Rams investano ancora su un uomo di linea offensiva. Portare a casa un altro manzo da trincea da piazzare a RT non sarebbe azione per nulla malvagia (magari andandolo a prendere ancora da Alabama, chissà).


















grande emi,ho letto volentieri tutti e due gli articoli…ho solo una domanda…premetto che non sono un esperto di NCAA anzi a dire il vero ne so proprio poco,però ho visto giocare qualche volta geno smith e devo dire che mi ha fatto una buona impressione…oltre a quello che hai scritto su di lui sulla motivazione della scelta volevo chiederti visto che ne sai una più del diavolo se per te il ragazzo possa fare bene negli anni futuri in NFL e se si fino a che punto possa arrivare…nel senso..potrà essere un elite QB?ecc ecc…
Intanto grazie davvero per i complimenti fratè.
Come sai non sono un esperto di Quarterback ma tento ugualmente di risponderti.
Come provavo a spiegare su, Smith ha giocato a WV come perno in un classico sistema spread offense dove la corsa per lui era però opzionale. Quindi parliamo più di un passer che di un runner. Questo teoricamente dovrebbe agevolarlo tra i Pro. Di contro, lavorando in un sistema “rapido” e “mnemonico” come quello – che ti spinge cioè a cercare il quick pass nel corto-medio per il 70 % delle giocate aeree proposte (perchè la soluzione run mantiene sempre in allerta sulla LOS almeno l’intera D-line più 1/2 LB avversari)- potrebbe manifestare più di qualche problema nella gestione di un gioco più verticale e profondo (nota: proprio ieri l’amico Angelo ha editato un pezzo su Luck che di striscio spiegava il gioco “Vertical” impiegato da Arians ai Colts).
Considera che a WV con lui ha giocato forse il miglior small receiver eleggibile per il draft prossimo, T.Austin. Con questo siluro terra-aria come valvola di sicurezza fai molto meno fatica a giocare sereno.
Di certo deve lavorare credo parecchio nella meccanica di carico e scarico dell’ovale. Compie un gesto pre-rilascio ancora troppo ampio (sopratutto quando deve sparare forte e lungo) e non è dotato di un quick release micidiale.
Detto questo, vorrei vedere espresse le sue potenzialità atletiche al piano superiore. Tutte. A WV ciò (paradossalmente) non avveniva. Per questo sopra affermavo che siamo (forse) in presenza di un dual-threat QB dagli amplissimi margini di sviluppo in regime di training Pro ( e sistema correlato naturalmente).
Ad oggi però non mi sento di fare una stima precisa della sua futuribilità al piano superiore. E’ difficilissimo. Però posso affermare che il buon Geno è il classico boom or bust player. Vedo poche vie di mezzo per lui.
Ps. per “boom” in questo specifico caso intendo comunque un QB NON dai carati di un R.Griffin III. Questo sia ben chiaro.
Saluti Matt!
molto chiaro;) graie emi 🙂
Di niente bro 😉