L’ULTIMO DEI NEURONI (BLU)

Cominciamo dall’aspetto positivo della sconfitta con Dallas, anche se qualcuno potrà chiedersi: “Ah, perché, ce n’è pure uno?”. Direi di sì, o almeno mi piace pensarlo. Il fatto è che malgrado i sei TO (che comunque fanno parte del gioco, sia chiaro), i G-Men a due minuti dalla fine avevano tutte le possibilità di portare a casa la partita se solo Scott avesse capito lo schema e si fosse voltato dalla parte giusta invece di giocare a pallavolo e consegnare l’ovale al CB texano.

Di solito si dice che le prime due o tre partite servono per rodare i meccanismi, e ci sta, non fosse che nel frattempo il campionato va avanti. A livello di errori quella di domenica è stata una prestazione da fondo raggiunto (me lo auguro) perché altri sei TO spero di non vederli più, e malgrado le magagne che già conoscevamo e reparti da testare – pacchetto LB, OL raffazzonata e attacco sulle corse – per ampi sprazzi di partita la squadra non s’è mossa male, tanto che prima della consegna del Nobel per l’Idiozia a Scott, era netto il fastidioso olezzo dei tifosi texani che arrivava fino a casa mia, tanto che uno di loro, il giorno dopo, mi ha detto: “Se davanti ci fosse stata una squadra seria, avreste perso di 50 punti.” Già, ma anche se per opposti motivi, nessuna delle due forse lo è.

 

1) Difesa, il grande cruccio prestagione. Complice la scelta del coaching staff di Dallas di martellare la zona media del campo (tanto da costringere Romo a una valanga di completi per scarsi guadagni), rispetto all’anno scorso le nostre secondarie si sono comportate bene, con un Mundy in evidenza e un Rolle sempre monster. La nota che mi rende felice è Thomas, reattivo, in gamba e sempre preciso. Speriamo gli infortuni siano alle spalle.

2) A dire il vero il pacchetto LB mi ha stupito. Finché Connor (scarto di Dallas) è stato in campo, le chiusure sono sempre state buone e i guadagni limitati, nonché buono il controllo sui TE. Dopo l’infortunio (come farcelo mancare dato che il reparto sembrava funzionare) è entrato Herzlich e Witten ha ricevuto tre palloni con TD annesso. Un caso? Naaaa… Per chi mi avete preso?

3) DL. Se il lavoro sulle corse è stato buono, non così si può dire quanto alla pass rush. Romo se ne è stato abbastanza tranquillo se si esclude qualche colpetto in ritardo e la fase finale di gara, tanto che i sack poco hanno inciso dato che per tutto il primo tempo i nostri, dalle sue parti, non si sono visti.

4) JPP. Lo ammetto, non mi aspettavo di vederlo in campo. Era rientrato agli allenamenti da dieci giorni dopo l’intervento chirurgico alla schiena (non proprio le tonsille) e suppongo Fewell abbia voluto fargli fare subito il fiato perché di lui abbiamo bisogno come il pane. E infatti è sembrato (anzi, lo era) molto appannato e lento, tanto che spesso l’uomo di linea lo controllava agevolmente. Insomma, nel 2011 è stato nostro leader nei sack con 16,5, e lo scorso anno pure, con 6,5. Ciò è indicativo di come abbiamo bisogno non solo di lui, ma anche di un Tuck minimamente presentabile e soprattutto del rookie Moore in forma e sano (Kiwanuka neanche lo considero). Non ho voglia di raccontare per tutta la stagione, come lo scorso anno, dei problemi difensivi perché la pass rush non funziona. Mi annoia.

5) Attacco. Anche qua, ogni tanto, i riflettori si spengono per qualche insondabile motivo. La partenza è stata da incubo, ma noi tifosi Giants sappiamo che l’ossigeno puro sotto la tenda che usiamo di solito ha certi effetti, non fosse che ancora non l’avevamo montata. La OL ha sofferto (e non poteva essere altrimenti nell’attesa che tornino quel paio di titolari lì) con gli uomini spostati come i carri armati del Risiko nel cercare l’alchimia che facesse soffrire il meno possibile Manning. La nota positiva qua la merita Pugh, il rookie che si è destreggiato bene senza concedere troppo. Insomma, Eli è spesso stato in ambasce, molta pressione, poco tempo.

6) Ecco, Eli sappiamo essere la nostra croce e delizia, anche quando a volte, a ben vedere, alcune cose non sono colpa sua. Poi, quando pensi che finirà la partita con un rating alla Tebow e che sarà un pianto, arrivi al termine e scopri che ha il 64% di completi, 450 yds lanciate, 4 TD e un rating di 102. Peccato i tre intercetti (che sarebbero due non fosse per la stupida regola che se chi deve ricevere si mette a palleggiare o droppa, l’intercetto viene addebitato al QB).

7) Sono sicuro che Eli sarebbe felice di avere un gioco di corse che lo renda più tranquillo e tale da far sì che quello in aria sia più imprevedibile. È dura quando devi sempre lanciare perché a terra i nostri RB si scavano da soli la fossa. Se è vero che la storia altro non è che un ciclo che si ripete, allora Wilson si trova sempre, purtroppo per lui, al posto giusto nel momento sbagliato. Resto convinto che il ragazzo abbia talento da vendere, ma deve cominciare a capire che certi errori nella NFL costano il posto e il futuro.

8) Randle, Nicks e Cruz. Gilbraide, ti supplico, falli sempre giocare tutti e tre insieme, perché non ce n’è per nessuno con loro in campo se la OL regge quattro secondi. E, soprattutto, caro Victor, spendi e goditi tutti i soldi del contratto nuovo, te li meriti.

9) Dallas. La squadra ha fatto il suo gioco e nulla più anche perché, e vorrei vedere, non ne aveva bisogno. Con sei TO dei quali una metà lasciati a uno sputo dalla nostra EZ, i texani non si sono dovuti sbattere più di tanto, ma sta di fatto che essere sul 30 a 17 con l’altra squadra che neanche fosse giornata di sconti 3×2 al supermercato ti restituisce la palla tanto da arrivare alla fine rischiando un infarto, non è un bel segnale. Ma anche per i Cowboys valgono le attenuanti di inizio stagione, anche se una partita sempre in discesa per quello di cui sopra, un team col loro talento dovrebbe poterla gestire senza troppi patemi. Ma tanto con loro alla prima di stagione perdiamo sempre, quindi non mi arrabbio più di tanto.

10) Il football è fatto di molte regole, ma fra queste ve ne sono un paio che corrispondono a vangelo e, tranne in rarissimi casi, portano sempre allo stesso risultato: chi ha più tempo di possesso e commette meno errori, vince. Ovvio quindi che se a TO si sta 6 a 1 e come tempo di possesso di palla hai la metà degli avversari, il destino è segnato malgrado si arrivi a crederci fino all’ultimo minuto. I Giants hanno dimostrato di poter giocare, se c’è testa e concentrazione applicate agli schemi giusti, ma gli errori non perdonano e lì ci sarà da lavorare, oltre a recuperare la testa di Wilson e qualche altro elemento che ci servirà nel prosieguo della stagione.

 

E nel frattempo l’attesa è spasmodica per il Manning vs Manning della prossima giornata. Personalmente, dopo aver visto quel che ha fatto Payton alla prima, non sono così ansioso di arrivarci. Denver è squadra solida, talentuosa e con un QB capace di fare ogni cosa. Ci proveremo, certo, ma ritrovarsi dopo due partite con uno 0-2 non sarebbe un buon viatico per andare avanti.

Di mio spero solo che la settimana porti consiglio a Coughlin & C.

Ho detto.