Draft 2014 Aftermath: Detroit Lions

I Lions hanno Mr. Calvin Johnson, ci sarebbero squadre che si accontenterebbero di già, visti certi ricevitori in NFL, tuttavia Detroit sentiva il bisogno di aggiungere qualcosa der dare una varietà di armi a disposizione di Stafford, l’arrivo di Golden Tate, dai rumors, pareva non aver placato a Detroit la sete di mani da ricezione, a pick #10 potevano tendenzialmente essere ancora liberi il TE Eric Ebron, il WR Odell Beckham Jr., e facendo trade up si poteva arrivare alle due “armi” per eccellenza del Draft: Watkins o Evans. Quando scrivemmo il pezzo sulle need delle squadre, non ci sembrava così pressante la richiesta di ricevitori, ci sembrava decisamente più importante affrontare il grosso problema dei leoni nella secondaria: la Free Safety Louis Delmas costava troppo ed è andato ai Dolphins, occorreva sostituirlo; tra i Cornerback, Rashean Mathis, 33 anni, è stato il migliore nel ruolo, chiara indicazione che occorreva intervenire.
A questo andavano aggiunte altre richieste:
– Un centro da sviluppare, dato che Dominic Raiola, rifirmato, è un ragazzino di 35 anni.
– Con la partenza di Willie Young ai Bears significherà probabilmente Devin Taylor starter come DE, il nuovo arrivato Darryl Tapp poteva bastare per dare profondità al settore? Serviva inoltre un LB pass-rusher
– Un Kicker, dato che David Akers aveva il contratto scaduto,

Alla fine, è andata così:

Round #1, Pick #10, Eric Ebron (TE, North Carolina, 6-4, 250)
Personalmente, faccio sempre fatica a giudicare positivamente un round #1 speso per un TE, forse per la differenza di impiego, per la necessità di essere veramente giocatori capaci di bloccare e ricevere (e non WR camuffati da TE). Ebron è un prospetto atleticamente debordante, come bersaglio per Stafford è eccellente e sarà veramente un’arma in più specialmente nelle ultime 20 yard, un upgrade sostanzioso a Pettigrew, ma non chiedetegli di bloccare perchè mi sembra ancora piuttosto indietro sull’argomento. E cercate di tenergli spesso il riflettore addosso, cosa che sarà un po’ difficile con in squadra Johnson, Tate e quel frugoletto combinaguai di Suh.
GRADE: C

Round #2, Pick #40, Kyle Van Noy (DE/OLB, BYU, 6-3, 243)
Questa è stata una pick con molto senso, e che per pura fortuna avevamo previsto perfettamente. La presenza di Caldwell, colui che è riuscito nel miracoloso compito di far guadagnare a Flacco più soldi di Brady e Manning, implicherà una difesa tradizionale 4-3 ma giocatori più duttili per situazioni di difesa ibrida, Kyle Van Noy era a quel punto, senza dubbio alcuno, il miglior giocatore disponibile, che si inserisce quel profilo di DE/OLB di cui, come avevamo detto, Detroit era in cerca.
GRADE: B+

Round #3, Pick #76, Travis Swanson (C, Arkansas, 6-5, 312)
Diciamo che non si può definire un centro élite, su questo non ci piove, ma è un ragazzo intelligente e che si fa rispettare, con equilibrio e forza sufficiente per assecondare le corse centrali e assicurare una adeguata pass protection. Pensavo uscisse al quarto, ma Detroit ha bruciato le tappe chiudendo una need in maniera secondo me definitiva. Swanson a me piace, la trovo un’altra pick tutto sommato molto ben spesa
GRADE: B+

Round #4, Pick 133, Nevin Lawson (CB, Utah State, 5-9, 190)
Continuando sulla via della sensatezza, una volta sfilati i top prospect, Detroit ha scelto di coprire il ruolo di cornerback non buttandosi nella zuffa per i cornerback accesasi dalla seconda metà del primo giro fino al quarto, dove sono stati selezionati almeno una quindicina di prospetti nel ruolo. Anche i Lions avevano questa need, ma hanno evitato spargimenti di sangue per accaparrarsi magari un cornerback di poco più talentuoso, una volta fatta la scelta di non draftarne uno top con pick #10.
GRADE: B (una media tra la C per non averlo preso con pick #10 e A per non aver fatto sciocchezze tipo trade up nel marasma delle scelte sui CB)

Round #4, Pick #136, Larry Webster III (DE, Bloomsburg, 6-7, 250)
L’enorme Webster probabilmente doveva/poteva essere scelto un giro dopo, e da questo punto di vista si può ritenere una reach, ma come tutti i prospetti selezionati dai Lions, colma una necessità abbastanza impellente: come detto, Detroit ha perso Willie Young andato Chicago via free agency, quindi ci sta la pick del DE.
Il vero problema, a mio avviso è che round #4 era il limite invalicabile entro cui selezionare una safety, e questo limite è stato varcato.
GRADE: C-

Round #5, Pick #158, Caraun Reid (DT, Princeton, 6-2, 302)
Caraun Reid poteva uscire addirittura al terzo turno, per alcuni “esperti”, anche se era più ragionevole vederlo selezionato all’inizio del terzo giorno. I Lions hanno anche in questo caso lavorato dando un senso alla loro scelta: un buonissimo prospetto che servirà a dare rotazione nel ruolo e punzecchierà Nick Fairley da cui ci si aspetta decisamente di più.
GRADE: B+

Round #6, Pick #189, T.J. Jones (WR, Notre Dame, 6-0, 188)
Come detto, si vociferava che i Lions avrebbero puntato un ricevitore, alla fine lo hanno preso subito, travestito da TE, tuttavia rimaneva la fregola del wideout, colmata al sesto giro da un ragazzo che al college è stato particolarmente produttivo, ma pur con mani sicure, sembra un atleta molto “nella media”, e quindi automaticamente, per la NFL, sotto la media. Ovvio che prenderlo al sesto giro non rappresenti una scommessa che, se persa, possa far stracciare le vesti al FO di Detroit.
GRADE: B-

Round #7, Pick #229, Nate Freese (K, Boston College, 5-11, 192)
Di nuovo una scelta saggia per Detroit che con Akers si sono ritrovati a dover penare non poco. Freese per molti è il miglior kicker in uscita dal college: perfect season 2013 (20/20 con sei centri da più di 40 yard) e 40/41 PAT. Una valanga di riconoscimenti, oltre a capacità anche da punter (quasi 42 yard per punt di media)… spendersi una settima per assicurarselo è come rubare le caramelle all’autogrill tra Roncobilaccio e Barberino.
GRADE: A

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: B-
Lasciamo per un attimo stare pick #10. Se partiamo dal secondo giro, ad una prima occhiata il Draft di Detroit mi è sembrato equilibrato, attento, in alcuni casi veramente opportunista, pur lasciando ahimè scoperto il ruolo della safety in maniera piuttosto palese, e coprendo il cornerback solo con un terzo giro, che in altri anni forse sarebbe uscito al quinto. Non dimentichiamoci che Detroit andrà ad affrontare in Division l’attacco aereo di Green Bay, quello di Chicago ed una rinnovata Minnie che con Bridgewater rischia di diventare pericolosa anche con i ricevitori.
Pick #10 complica ulteriormente il giudizio, perchè io, fossi stato in Detroit, me la sarei giocata in maniera diversa, magari aggiungendo o un cornerback elite o un toro da DE subito, e poi spendendomi il secondo o terzo giro in un TE, se considerate che l’ottimo Fiedorowicz è uscito ad inizio terzo giro.
Di conseguenza, raccogliendo proprio tutti gli elementi del caso, è un draft che merita una ampissima sufficienza ma non può lasciare completamente soddisfatti i tifosi dei Leoni.