Pre-Season Week 1: Carolina Panthers all’esordio

Thomas Turolla analizza per noi la partita dei suoi Carolina Panthers

Inizio ad affacciarmi all’analisi alla partita che si è giocata Venerdì alle 19.30 locali al Bank of America Stadium nella prima serata di Mercoledì, quando sul sito dei Panthers appare la notizia che Cam Newton potrebbe non disputare il Preseason opener contro i Bills. Il motivo? I tempi di recupero dall’intervento alla caviglia del QB di Carolina pare stiano andando un po’ per le lunghe ed in casa Panthers non se la sentono di rischiare che qualcosa vada storto, nonostante Cam abbia dichiarato che “Certo che voglio giocare, ma in fin dei conti devo attenermi al programma”.
Buone notizie però, arrivano dall’infermeria: sempre nella giornata di Mercoledì si sono rivisti in campo Nate Chandler e Garry Williams(OL), Kenjon Barner (RB) e Tavarres King(WR); mentre già Martedì erano tornati disponibili Greg Hardy (che tra franchise tag e problemi giudiziari, ha di recente dichiarato di volersi concentrare esclusivamente sul football) e Wes Hortonand (DE) ed il CB Charles Godfrey. Tutto questo aiuta molto coach Rivera in quella che è la “parte di un processo” (espressione che sta ritornando molto nelle interviste da un po’ di tempo a questa parte) che vuole vedere i giocatori in campo al 100% delle loro condizioni di salute, cosa che non è sempre stata possibile in casa Panthers, specie se pensiamo proprio alla
figura del QB negli scorsi anni.

Qualche considerazione sulla partita: non posso dirmi soddisfatto in pieno, ma non me la sento nemmeno di lanciare anatemi di vendetta verso coach Rivera (che qualche colpa la ha, ma ne parleremo più avanti) né tantomeno contro i giocatori di Carolina (anche qui farò in seguito un distinguo). Nonostante starter molto solidi e rodati, l’assenza di SuperCam si fa sicuramente sentire in fase offensiva ma c’è la nota positiva dell’esordio di Kelvin Benjamin (molto atteso dal sottoscritto) con l’ex-Seminoles che offre una buona prestazione al battesimo coi giganti della NFL, che di fianco a lui sono sicuramente più ridimensionati fisicamente. Va segnalato che abbiamo due rookie (Benjamin e Turner) in campo a fianco degli starter e così dovrebbe essere per il resto
della stagione ormai alle porte. Dopo le partenze in free agency e l’esito del draft 2014, infatti, per Carolina era ovvio guardare con attenzione allo sviluppo del gioco offensivo della squadra: tra linea e ricevitori infatti la squadra dell’HC Rivera ha iniziato il cammino (o “process”, come viene ormai chiamato in casa Panthers) verso la nuova stagione con la consapevolezza di dover tappare buchi “là davanti” ed in quest’ottica Benjamin e Turner stanno lavorando molto bene, seppure il processo sia ancora in essere.

Ma ecco, più nel dettaglio, cosa si è visto ieri a Charlotte:partiamo con un kickoff del #6 dei Panthers Jordan Gay (sull’ex free agent spenderò qualche parola in coda all’articolo); vediamo da subito una difesa dei Panthers composta da Alexnder (DE), Cole e Lotulelei (DT) e Greg Hardy (DE, proprio il Kraken collezionerà un buon sack nel primo quarto), seguiti dai LB Blackburn, Kuechly (fregiatosi del titolo di Defensive Player of the year) e Davis, alle cui
spalle operano poi Cason (CB), Lester (S), Jones (S) e White (CB); come ben sappiamo, è proprio la difesa uno dei punti di forza della squadra di Rivera e ci si aspettava una prova all’altezza di quella che è considerata tra le migliori formazioni difensive della lega.
Personalmente non posso dirmi deluso, anzi: Kuechly (in campo solo nella prima metà del primo quarto) e compagni hanno mantenuto le aspettative, coi limiti del caso della prima gara di preseason. Fatto sta che con questi uomini in campo, l’attacco di Buffalo non è riuscito ad andare a segno, se non con un calcio a 5′ dalla fine del primo quarto.
A tirare le fila di un attacco orfano di Newton, è il veterano Derek Anderson alla sua decima stagione NFL. Insieme a lui, l’offense di Carolina vede in campo una linea composta da Bell (OT), Silatolu (G), Kalil (C), Turner (G) e Chandler(OT), mentre Barner (RB), Tolbert (FB), il rientrante Olsen (TE), Cotchery (WR) e Benjamin (WR) costituiscono le armi in forze ad Anderson per concretizzare le azioni offensive. Dopo i primi drive dell’attacco dei Panthers che non portano a niente (tra cui un incompleto verso Benjamin, che ha provato una presa ad una mano forse troppo generosa), relativo cambio di fronte concretizzatosi coi primi punti sul tabellone: sono infatti i Bills ad andare sul 3-0 dopo un calcio di Carpenter dalle 19 yard. La palla torna ad Anderson e soci che finalmente trovano la giusta alchimia, macinando yard fino a chiudere la prima frazione di gioco sulle 29 yard.
In questo primo quarto abbiamo visto i Panthers alternare i passaggi tra gli esperti Olsen e Cotchery ed il rookie Benjamin a delle buone corse, anche dello stesso Anderson in un paio di shotgun.
Il secondo quarto inizia col primo touchdown dell’incontro: è proprio Benjamin a ricevere in end zone un passagio di una quarantina di yard di Anderson con Gillmore che non può nulla per fermare il WR di Carolina, portando il risultato sul 3-6; risultato che rimane immutato dopo l’extra-point fallito da Gay.
Ed eccoci al momento in cui le seconde linee iniziano a dare il cambio agli starter, con relativa flessione del livello di gioco espresso da entrambe le squadre. La difesa dei Panthers perde terreno e senza Kuechly ed altre tra le prime scelte, l’attacco di coach Marrone penetra più facilmente tra le maglie bianche della squadra di casa.
Iniziano ad arrivare le prime penalità che, in un primo momento, sembrano quasi annullarsi, come i due holding a breve distanza chiamati per Carolina prima e per Buffalo poi. Rivera decide di schierare Blanchard al posto di Anderson: questa non è l’unica sostituzione, ma è sicuramente la più influente, poichè il RB subentrato non riesce a produrre gioco, vediamo infatti Carolina coonfinata entro le proprie 20 yard; sicuramente una OL fiacca come quella delle seconde linee ha contribuito alla sterilità dell’offense, culminata poi in un fumble. Fumble che porterà Buffalo all’illusione del TD quando Brown, a seguito di una corsa, finirà outbound ad una yard dall’end zone; ma l’illusione diviene realtà con Dixon che entra in end zone al drive successivo. Ancora Carpenter a segnare l’extra point e il risultato cambiato in un onesto 10-6. Blanchard e la linea continuano a combinare disastri, portando Carolina ad un 4&20; ai loro disastri seguono anche altre penalità: questa volta viene decretato un re-kick a seguito di due penalità nella stessa azione (uso illegale delle mani per i Panthers e blocco schiena illegale per i Bills).
“Nothing good happens in a re-kick”, così battezzano la decisione arbitrale i due commentatori NFL ed infatti c’è un fumble dei Bills purtroppo non coperto
dai Panthers. In questo secondo quarto sono i Bills a fare il bello ed il cattivo tempo, aumentando ulteriormente il distacco da Carolina a 3″ dal termine con un kick dalle 42: 13-6 e tutti negli spogliatoi. Gli ultimi due quarti vedono Joe Webb sostituire Blanchard, con l’ex QB di Minnesota che diventerà il giocatore più produttivo della partita. In questa seconda metà dell’incontro il gap tra le due formazioni si riduce: in difesa Benwikere e Norman tamponano l’offensiva di Buffalo che avrebbe rischiato di dilagare. Webb completa la maggior parte dei passaggi e Carolina torna a produrre bel gioco, con lo stesso QB protagonista in un paio di occasioni. Nota dolente le due penalità consecutive (false start e delay of game) per cui anche Rivera dalla sideline perde la calma mostrata fino a quel momento. Il parziale nel terzo quarto rimane immutato, chiudendosi con Carolina in attacco sulle proprie 48 yard.
Entriamo quindi nell’ultima parte della partita con Webb che prova a trascinare Carolina, riuscendo ad arrivare al secondo TD per la squadra di casa dopo una corsa di Reaves, RB rookie che aveva corso nei tre drive precedenti. Proprio nel drive precedente al TD, Reaves aveva visto la sua realizzazione venire
annullata per Illegal shift. Sul 13-12 Webb opta per la realizzazione da 2 punti, ma il passaggio in end zone finisce outbound (peccato perchè il ricevitore era riuscito nella presa). Sul cambio di fronte Buffalo avanza pericolosamente, fino a quando a 6′ dal termine l’HC Marrone chiede la controversia su un sospetto TD ad opera del suo numero 20; dalle immagini della regia NFL era comunque chiaro che non fosse TD, cosa confermata in seguito dall’arbitro.
Ma proprio nel drive successivo i Buffalo vanno a segno con un passaggio da breve distanza: anche l’extra-point è valido, 20-12 e finale di partita
in discesa per i Bills. Ma Carolina non demorde e Webb porta ancora la squadra sulle proprie spalle arrivando al TD grazie ad un’ottima serie di azioni in cui il TE Williams (un passato da giocatore di basket e guardia del corpo alle spalle) ha ricevuto i passaggi di Webb (a sua volta protagonista di un drive fantastico in cui ha saltato 3 difensori entrati nella task, ricordando il numero di Cam Newton contro i Patriots): purtroppo anche in questo caso la conversione da 2 punti non è stata realizzata ed il punteggio è di 20-18 a meno di 2′ dal termine della partita. Sembra tutto deciso quando arriva il colpo di scena: sul calcio di Gay c’è un muff dei Bills e Carolina riesce a coprire la palla per ripartire così dalle proprie 39 yard.
Sembrano le fasi finali di un film, con tutti i tifosi della squadra di casa (me compreso) che speravano in una rimonta allo scadere con un kick per chiudere la gara 20-21; ma a ricordarci che questa è la vita vera e non uno di quei film sportivi carichi di toni solenni e vittorie sofferte col viso nel fango, è l’intercetto su una presa pasticciata dal rookie Marcus Lucas quando ormai eravamo sulle 40 di Buffalo. L’ultimo minuto vede gli ospiti bruciare il cronometro ed aggiudicarsi così il pre-season opener dei Carolina Panther.

Analizzando in seguito la partita (il cui risultato ricordiamo non essere indicativo di chissà quali valori in campo) non ho nulla da rimproverare all’HC Rivera sulla scelta della formazione quanto sul non aver preparato adeguatamente tutta la squadra al cambio regole entrato in vigore pochi giorni fa: 9 penalità per una perdita complessiva di 49 yard non è qualcosa di accettabile per quanto gran parte di esse siano maturate con le seconde e terze linee in campo. Benjamin è riuscito a farsi valere alla sua prima e sono molti tra gli addetti ai lavori a vedere dell’enorme potenziale in lui, cosa su cui da tifoso faccio molto affidamento; a giocare a suo favore è il rapporto che si è creato tra lui e Cam e sicuramente le doti fisiche fuori dal comune. L’aver rotto il giaccio alla prima uscita ufficiale sarà sicuramente un’iniezione di fiducia che gioverà a tutto il reparto offensivo.
Continuando a parlare di singoli, se per Blanchard non ho niente di buono da dire (così come remote saranno le chance di vederlo mai in campo all’infuori della pre-season), ho solo parole d’elogio per Webb ed Anderson, col primo che è spiccato in una parte della partita in cui i valori assoluti erano sicuramente inferiori rispetto al kick-off, ma è riuscito comunque a dimostrare doti atletiche notevoli, mentre Anderson dal canto suo è l'”usato sicuro” cui poter affidare la squadra in attesa che Cam (presente in sideline e molto attivo nell’incitare i compagni, offrendo anche un simpatico siparietto in cui sventola con l’asciugamano un accaldato Anderson tra un quarto e l’altro) recuperi totalmente dall’operazione alla caviglia.Olsen ed Hardy si sono confermati, comunque, giocatori di ottimo livello e per la prossima stagione sarà lecito aspettarsi dai due delle prestazioni di spessore, specie vista la carenza di alternative.
Di Gay, invece, non sono entusiasta: sull’economia dell’incontro, l’aver trasformato tutti gli extra-point avrebbe dato un punteggio virtuale di 20-21, ma questa è una di quelle varianti da pre-season che al momento non deve rappresentare un campanello d’allarme. Campanello d’allarme che, invece, potrebbe suonare davanti alla prestazione dei secondari del reparto offensivo: la linea non mi è piaciuta per niente, troppo fragile e bucata con estrema fragilità. Di contro, vedo che Carolina sta sfoggiando molti WR che pagano sì in poca esperienza, ma dalla loro hanno fisici possenti, con chili e centimetri da non farli sfigurare in NFL.
Va segnalato un infortunio: nell’azione che ha visto il TD di Beaves annullato, il numero 85 McNeill (TE) ha dovuto lasciare il campo, fortunatamente sulle sue gambe, in seguito ad un infortunio alla gamba sinistra di cui non è ancora stato fatto sapere niente dal sito dei Panthers.

Per chiudere, sono fiducioso sul recupero di SuperCam e per il rendimento di gente come Olsen e Hardy, affiancati ad una possibile esplosione di un ottimo prospetto come Benjamin per dare stabilità ed indentità ad un reparto che ha perso troppi punti di riferimento. La difesa non mi ha dato preoccupazioni e spero possa giocare ogni annata come fosse quella finita qualche mese fa, ai vertici della lega. Rivera è uomo capace e sono sicuro abbia considerato un calo nei risultati dopo l’ottima stagiione che ci siamo lasciati alle spalle, ma spero possa evitare che i Panthers entrino in una stagione da incubo (ESPN li ha dati come top team nella classifica First to worst per la season alle porte).
Che dire, il tempo ci sarà testimoni.

Keep pounding,
T.T.