NCAA Conference Preview: Big Ten

Si apre una nuova era nella Big Ten nel 2014: la conferece si espande per diventare un campionato a 14 squadre, con Maryland che arriva dalla ACC, e Rutgers dalla AAC.

A questo va aggiunto che le conference sono state riallineate, facendo scomparire le vecchie Leaders e Legends in favore di due divisioni geografiche. Questo giocoforza ha portato a malumori dato che le due squadre più quotate, Ohio State e Michigan State, oltre a Michigan, che sta vivendo un momento di difficoltà, sono finite tutte nella East Division, assieme a due nobili in difficoltà come Michigan e Penn State. Tuttavia non ci trova d’accordo questo tipo di recriminazioni: l’opposta West Division comprende un programma che ha vinto tre titoli consecutivi praticamente l’altro giorno, Wisconsin, ed una scuola come Nebraska il cui blasone è innegabile.
Non pare così immediato, e forte, questo East Power, anche se è innegabile che, attualmente, Michigan State sia più “top program” di Wisconsin e Nebraska.

Michigan State è la miglior difesa della conference, ma ha perso elementi importanti come il cornerback Darqueze Dennard ed il linebacker Max Bullough, quest’ultimo capitano della difea, che si assommano ai due tackle starter.
Ma per noi, anche considerando gli sviluppi che può avere il gioco di Connor Cook, MSU rimane la favorita per la division. Michigan State e Ohio State finiranno per avere record simili, ma MSU ha il vantaggio di giocare in casa contro Ohio State. La difesa dei Buckeyes non è apparsa brillantissima l’anno scorso sulle corse e, di contro l’attacco degli spartani ha finito girando al top, il problema sarà la sostituzione degli uomini di linea, tre, a cui però farà da contraltare la grossa perdita in posizione di signal caller di OSU.

Gli Ohio State Buckeyes, a nostro avviso, arrivano un attimo dopo, e forse la notizia di pochi giorni fa dell’infortunio alla spalla di Braxton Miller, candidato Heisman e sicuramente minaccia grossa e continua a qualsiasi difesa, pesa non poco. Urban Meyer ha comunque assemblato una squadra di talento nelle skill position, reclutando ottimamente nel sud. Sebbene la linea difensiva sia di primordine, riempire i buchi nella parte posteriore del front-7 è fondamentale per le possibilità dei Buckeyes di mettere il naso davanti agli Spartans e giocarsi un difficile percorso verso i Playoff, o quantomeno verso il Championship.

Penn State e Michigan sono le due squadre jolly nella East. Il nuovo allenatore dei Nittany Lions, James Franklin, eredita un roster solido, soprattutto con il sophomore quarterback Christian Hackenberg proiettato verso una stagione di eccellenza. Il più grande ostacolo per i Lions sarà una linea offensiva che è sottile sulla profondità. In generale la profondità sarà un grattacapo notevole a Penn State per qualche anno, perchè gli infortuni capitano e le sanzioni NCAA hanno ostacolato la formazioni di una depth chart con qualità anche in profondità. James Franklin è abituato a dare molto in situazioni avverse, ed a differenza di Vanderbilt sua precedente scuola, avrà un signor quarterback quest’anno.

I Wolverines sono i principali contendenti alla terza piazza, che Penn State sconfisse l’anno scorso in un pazzesco 43-40 dopo quattro tempi supplementari. Michigan ha sempre un sacco di talento che deriva dal fascino che il programma emana nel momento del recruiting, ma i Wolverines devono rivedere assolutamente l’attacco su corsa, orribile nel 2013, e si sono affidati al nuovo coordinatore Doug Nussmeier per cercare questo obbiettivo. Il quarterback Devin Gardner ha bisogno di essere migliore nelle letture ma deve essere attorniato di ricevitori più concreti se la M vuole tornare a dire la sua.

Indiana è un’altra squadra che potrebbe facilmente superare la posizione di classifica in cui l’abbiamo messa, ma gli Hoosiers hanno un programma molto difficile che comprende trasferte a Missouri ed Ohio State, insieme a una difesa non particolarmente brillante. Se Indiana troverà risposte in materia di difesa con il nuovo coordinatore Brian Knorr, gli Hoosiers dovrebbero arrivare ai per la prima volta sotto Kevin Wilson.

Delle due nuove arrivate, Maryland sarà quella che farà meglio. Rutgers ha giocato un bowl in otto degli ultimi nove anni, ma gli Scarlett Knights hanno terminato 6-7 in AAC la scorsa stagione e hanno problemi al quarterback e nella secondaria. I Terrapins sono in forma molto migliore, ed entrano nella Big Ten con ricevitori Stefon Diggs e Deon Long, di ritorno dopo gli infortuni di fine stagione nel 2013. La difesa restituisce anche nove starter e gare importanti contro Iowa e Rutgers sono in casa.

 

Nella West Division, nonostante ci sia parecchio da rifare con soli otto starter su 22 che tornano al loro posto, a nostro avviso Wisconsin ce la dovrebbe fare. Sebbene l’attacco come detto sia un cantiere aperto, avere uno come il running back Melvin Gordon, protetto da una linea offensiva quasi intatta rispetto allo scorso anno, può far dormire sonni abbastanza sereni a Gary Andersen, in più l’opener di stagione a Houston contro LSU ha probabilmente fatto lavorare con intensità maggiore la squadra in primavera, i Badgers peraltro, sono quelli che “rischiano” di guadagnarci di più nella gara contro i Tigers, a prescindere dal risultato.

Wisconsin si è classificata tra i primi 20 programmi a livello nazionale sia in attacco totale e difesa totale un anno fa, deve proprio capitare una catastrofe perchè finisca dietro a squadre che hanno palesemente più difetti del programma di Madison.

Appena dietro Wisconsin nella West Division ci sono Iowa e Nebraska. Non c’è molto valore che separa Hawkeyes e Cornhuskers per la piazza d’onore: Iowa ha un calendario favorevole e avrà il destino nelle proprie mani ospitando entrambe Nebraska e Wisconsin ad Iowa City a fine novembre. Nebraska è ad un bivio e Pelini probabilmente è all’ultima chiamata prima di essere messo alla porta.

Northwestern e Minnesota sono due squadre che appaiono più indietro nel complesso delle armi a loro disposizione. I Wildcats sono in debito grosso con la fortuna nelle ultime due stagioni, e un infortunio al running back Venric Mark ha limitato l’attacco nel 2013, sistemato il gioco di corse, l’offense potrebbe beneficiare nell’avere un quarterback starter indiscusso (Trevor Siemian) e non un sistema a due quarterback. La difesa restituisce sette starter e il miglioramento è doveroso dopo aver terminato in prossimità del fondo della Big Ten in punti consentiti.

Minnesota ha sorpreso lo scorso anno ha chiuso l’anno con un lusinghiero 8-5, guadagnando preziose vittorie su Nebraska e Penn State. I Gopher potrebbero di nuovo essere in gioco per qualificarsi ad un bowl, ma lo sviluppo di un attacco consistente su passaggio e sostituzione di un eccellente player come Ra’Shede Hageman sono due enormi punti interrogativi di non piccola entità per il 2014

Illinois e Purdue completano le previsioni per la Divisione Occidentale per il 2014. Entrambe le squadre sono alla ricerca di segni di progresso dopo un deludente 2013, e ci sono ragioni per essere ottimisti per i Boilermakers ed i Fighting Illini. Questi ultimi hanno registrato una media di 400,8 yards a partita in attacco la scorsa stagione, ma la difesa ha fatto letteralmente schifo consentendo 6,9 yard per snap. Illinois sarà pericolosa in attacco, ancora una volta nel 2014, in particolare con il trasferimento da Oklahoma State Wes Lunt, un QB che però ha bisogno di un paio di ricevitori per emergere, il running back Josh Ferguson è un candidato all’All-Big Ten, e quattro starter torneranno sulla linea. Per la difesa, come detto altrove, lo staff ripone speranza nel fatto che otto starter su undici tornino al loro posto, ma basterà a mascherare una mancanza di talento complessivo? Il Fighting Illini saranno favoriti nelle tre partite non-conference e nella gara di ottobre in casa contro Purdue; le altre due sono da andare a cercare in situazioni rognose come il 22 novembre contro Penn State o il 25 ottobre contro Minnesota.