NFL 2014 Preview: Tampa Bay Buccaneers

Oggi analizziamo l’ultima squadra della NFC South, che ha effettuato un profondo rinnovamento a partire dallo staff tecnico, i Tampa Bay Buccaneers.

Risultato 2013: 4-12, ultimo posto nella NFC South.

Head coach: Lovie Smith, primo anno con il Bucs

Partenze chiave: Darrelle Revis (CB), Erik Lorig (FB), Donald Penn (OT), Ted Larsen (G), Davin Joseph (G).

Arrivi chiave: Anthony Collins (OT), Evan Dietrich-Smith (C), Mike Jenkins (CB), Michael Johnson (DE), Josh McCown (QB), Clinton McDonald (DT), Alterraun Verner (CB), Major Wright (SS), Mike Evans (rookie WR) .

 

Attacco

Almeno all’inizio, i Bucs andranno all’attacco condotti da Josh McCown. Non è una sorpresa che l’allenatore Lovie Smith volesse a tutti i costi McCown, ex backup di Jay Cutler nei Bears, dalla FA per contribuire a creare una visione nuova per il look di Tampa Bay. C’è conforto nella familiarità, e McCown offre la garanzia all’allenatore al primo anno.

Smith ha parlato molto bene della presenza di McCown come allenatore in campo. Non c’è dubbio che il 35enne offre un occhio da veterano per i giocatori di Smith nel tentativo di migliorare una unità d’attacco che si è classificata #30 nella scorsa stagione segnando la media di 18 punti a partita. Eppure, ci sono domande che circondano McCown. Ha lanciato per 1.829 yard con 13 touchdown e un intercetto in otto partite la scorsa stagione, ma resta questo fatto: McCown non ha giocato in più di nove partite in una sola stagione da quando è apparso in un career-high di 14 con gli Arizona Cardinals nel 2004. McCown ha molto da dimostrare a cominciare dal fatto che può essere la risposta dei Bucs dietro il centro per un anno intero: Se andrà in difficoltà, non sarà una sorpresa rivedere il backup Mike Glennon. Smith lo ha soprannominato “quarterback del futuro”.

Buona parte dell’attacco di Jeff Tedford rimane un mistero. Ha lanciato suggerimenti: aspettatevi un attacco up-tempo, più running back da utilizzare più spesso, nessun tipo di gioco particolare a dettare l’identità dell’attacco. C’è forse la tentazione di confrontare Tedford, allenatore dei California Golden Bears dal 2002 al 2012, a Chip Kelly, coach dei Philadelphia Eagles, un altro ex coach di Pac-12, ma sarebbe ingiusto: ogni uomo vive situazioni diverse, e la preoccupazione di Tedford è quella di migliorare un reparto di attacco che si è posizionato all’ultimo posto in campionato sulla media totale di yard a partita con 277.

Non c’è carenza di armi a disposizione per Tedford. Lo staff tecnico ha fede in McCown, anche se i Bucs saranno costretti a lasciare momentaneamente da parte Glennon, il giocatore al secondo anno che ha mostrato d’avere tutto il potenziale per crescere. Il running back Doug Martin, un giocatore Pro Bowl dopo la stagione 2012, dovrebbe avere un sacco di motivazioni per risalire la china dopo l’infortunio dello scorso anno. Vincent Jackson titola ampiamente il corpo di ricezione dei Bucs, ma l’aggiunta di Mike Evans può veramente fare la differenza, come ha dimostrato nelle partite di preseason; inoltre il tight end Austin Seferian-Jenkins darà a Tampa Bay una grande varietà di obiettivi possibili.

Tuttavia il lavoro da fare è ancora tanto. Innanzi tutto la linea offensiva è discutibile, in particolare alla guardia. La revisione della linea offensiva nella offseason non ha risposto a tutte le domande. Il centro Jeremy Zuttah è andato. Il Tackle Donald Penn è andato. La Guardia / centro Ted Larsen è andato. Le guardie Carl Nicks e Davin Joseph se ne sono andati.
Quindi cosa ci si può aspettare da un così profondo rinnovamento? Il centro Evan Dietrich-Smith e il Tackle Anthony Collins sono aggiornamenti, ma la più grande preoccupazione rimane alla guardia. Jamon Meredith e Oniel Cousins erano stati indicati come le migliori guardie per la depth chart dei Bucs. Patrick Omameh ha guadagnato il posto a destra, mettendo Cousins a sinistra con tutti i dubbi che lo accompagnano, considerando che anche il rookie Kadeem Edwards, visto in spolvero in preseason, reclama spazio.

Strano prendere in considerazione il cambiamento della linea offensiva, dopo tutto l’ottimismo che circondava Nicks e Joseph all’inizio del training camp dello scorso anno, a dimostrazione di come le cose, in NFL, possano essere aleatorie. Forse i Bucs cercheranno altrove per colmare esigenze sulla linea prima della settimana 1. Le varie sperimentazioni con i giocatori suggeriscono che stanno cercando di studiare le opzioni a loro disposizione, in modo da prevedere che la situazione guardia rimanga fluida fino alla prima giornata. Certo che se i Bucs non puntellano la situazione della linea d’attacco, sarà difficile immaginare che McCown, o Martin, o Jackson o qualsiasi altro giocatore possano raggiungere il loro massimo potenziale. La preoccupazione, con l’ingaggio di Smith, è proprio legata alle difficoltà che questo coach ha nel costruire attacchi forti. I Bucs devono essere superiori alla media su questo lato della palla, per essere competitivi nella NFC South.

 

Difesa

I Bucs hanno l’immediata esigenza di migliorare il reparto difensivo, per tentare di trasformarlo in un punto di forza. Sono stati esposti e maltrattati, a volte, lo scorso anno, in particolare quando l’attacco anemico di Tampa Bay non è riuscito a fornire un sostegno, e non dava il tempo di rifiatare, ma la maggior parte di quello che di buono si è visto nel 2013 era da questo lato della palla.

Smith arriva a Tampa Bay con una reputazione di guru difensivo, di conseguenza i Bucs pensano di essere in buone mani. Dalle partite di preseason è immediatamente emerso il lavoro fatto, posizionando questa difesa tra i migliori reparti finora visti.Il defensive tackle Gerald McCoy, un giocatore Pro Bowl per due volte, si staglia sul gruppo. Dopo un inizio traballante, è diventato il faro della difesa dei Bucs, se non dell’intero spogliatoio. E’ introspettivo, spiritoso e pieno di vita. Una immagine alla Warren Sapp, senza i bordi taglienti della sua personalità.

McCoy può anche giocare meglio di come ha fatto fino ad ora. E lo sta già dimostrando. Se la scorsa stagione aveva già avvertito la NFC South, quest’anno può impaurirla. Lo schema di Smith si regge sulla pressione della linea difensiva per avere successo, quindi McCoy avrà tutte le possibilità per brillare. La scorsa stagione ha avuto il career-high con 9 sack e mezzo, e non dovrebbe essere un problema passare i 10 quest’anno, se tutto va secondo i piani. McCoy, 26anni, migliorerà col tempo. Smith e nuovo direttore generale Jason Licht sono stati tutt’altro che timidi nel mostrare il loro entusiasmo per il lavoro svolto con l’ex prima scelta; sono convinti che possa diventare un vero problema per i quarterbacks, e se rimarrà sano, questo dovrebbe essere un grande anno per lui.

Il linebacker Lavonte David, a soli 24 anni, continua a crescere in campionato come uno dei più forti nella sua posizione. I Bucs fatto anche importanti acquisti in FA con il defensive end Michael Johnson, il tackle Clinton McDonald, oltre ai cornerback Alterraun Verner e Mike Jenkins. Alcuni osservatori evidenziano la breve carriera del cornerback Darrelle Revis con i Bucs. Evidentemente i suoi 16 milioni dollari da hit cap difficilmente rientravano nella revisione della franchigia dopo l’ingaggio di Smith.

Nella secondaria, le safety Mark Barron e Dashon Goldson sono chiamate a stagioni importanti, e il DE Adrian Clayborn dovrebbe dare il massimo fin dall’inizio raccogliendo qualcosa di più consistente dei 13 sack in tre stagioni.

 

Lovie Smith

La squadra può e deve migliorare. Non è più il 2013. La scorsa stagione ha fornito una lezione di quanto in basso una franchigia NFL può andare. Problemi a non finire, le cicatrici lasciate dall’ex allenatore Greg Schiano e dall’ex direttore generale Mark Dominik si sono assommate al fiasco di Josh Freeman, ed alla partenza 0-8 si è aggiunto il finale 1-4.

Una completa revisione era necessaria, e questo è quello che è successo quando la famiglia Glazer ha mirato a Smith come allenatore. Smith, (allenatere per i Bucs dei linebacker dal 1996 al 2000), porta credibilità per la sua storia con i Bears e la consapevolezza di aumentare la rispettabilità di Tampa Bay. La sua scelta, per molti versi, è un tentativo di recuperare lo slancio acquisito durante l’era Dungy.

Forse si riuscirà in una rapida risalita, guardando ciò che gli Eagles ed i Chiefs hanno compiuto la scorsa stagione, ma i Bucs non possono aspettarsi un miracolo: anche se Tampa Bay dovesse migliorarsi, la NFC South sarà sempre una division molto difficile. E il programma non fa il favori ai Bucs: si apre con i Panthers, St. Louis Rams, Atlanta Falcons, Pittsburgh Steelers, New Orleans Saints e Baltimore Ravens . Eppure c’è molto ottimismo intorno a Smith. C’è senso di controllo all’interno della struttura dei Bucs, con la sensazione che la franchigia sia in buone mani.

Il nuovo allenatore Lovie Smith e general manager Jason Licht non hanno perso tempo nella revisione di un roster che ha finito 4-12 nel 2013 e ci saranno almeno cinque nuovi titolari offensivi che giocheranno sotto un coordinatore (Jeff Tedford) che non ha mai allenato nella NFL. Anche con il rilascio sorprendente del cornerback Darrelle Revis, i Buccaneers dovrebbero schierare una grande pass defense, generatrice di sacks con il ritorno al Tampa 2. Con il track record di Smith, i Bucs possono sognare di superare le attuali aspettative modeste, e porre le basi perché Tampa Bay torni ai playoff per la prima volta dalla stagione 2007.