Week #2: Detroit Lions VS Carolina Panthers
In questa week #2 in casa Carolina si sono visti ben due esordi, entrambi attesi con trepidazione dai fans: parliamo infatti sia della prima stagionale nello stadio di casa, il bellissimo Bank of America Stadium, che del ritorno in campo di SuperCam Newton, reduce dall’ormai già affrontato infortunio alle costole arrivato in preseason.
Per l’ex Auburn questo è stato sicuramente un banco di prova: se da una parte lo staff medico l’ha considerato abile ed arruolabile, dall’altra i rumors lo volevano timoroso nell’affrontare il contatto ed in condizioni non ancora ottimali per sostenere tutti i quattro quarti di una partita di regular season. A parlare saranno però i numeri in questo 7-24 con cui i Lions escono a testa bassa dalla tana dei Panthers, con 281 yard su passaggio, 19 su corsa ed 1 TD prodotti dal QB di casa.
Rumors sulla fragilità di Newton a parte, la partita veniva pronosticata come una vittoria di misura dei Panthers, dovuta ad una (ben poco) ipotetica doppia marcatura su quel Calvin Johnson che fa tremare le difese avversarie, coadiuvato da uno Stafford che quest’anno parrebbe aver fatto un definitivo salto di qualità, comunque non necessario a scardinare il front-seven tra i migliori della lega e, quindi, costringendo Detroit a concretizzare quasi esclusivamente via field goal.
Ma tutto ciò non è avvenuto, come vedremo più in là nell’analisi della partita.
LA SQUADRA
Con le buone riguardo il rientro in campo di Newton, in casa Panthers gli allenamenti di questa settimana hanno visto delle defezioni tra gli starter sia di Offense che Defense, costretti a saltare uno o più allenamenti per ragioni diverse; di seguito un rapido recap sulle principali assenze.
Greg Olsen: la TE è stata costretta lontano dal campo per motivi familiari (ricordiamo che di recente suo figlio maggiore si è sottoposto ad un intervento chirurgico per via di una patologia congenita cardiaca), ma è poi tornato ad allenarsi in settimana senza problemi ed è stato schierato dal primo minuto;
DeAngelo Williams: il RB di Charlotte ha riportato un infortunio all’anca che gli ha fatto saltare la practice per un paio di giorni, esclusa una seduta di corse in piscina. Per lui injury report e la speranza che recuperi in fretta;
Greg Hardy: anche per il Kraken sono state questioni off-field a fargli saltare delle sedute di allenamento durante la settimana, settimana in cui i vertici NFL si sono trovati la patata bollente Ray Rice tra le mani; per questo motivo (Hardy ha ancora una situazione pendente riguardo il caso di violenza domestica cui è coinvolto) e dopo essersi consultato con dei vertici societari, l’head coach Rivera ha deciso di lasciare fuori il DE pro-bowler 2014. Sempre Rivera ha definito questa come la “decisione più sofferta che abbia dovuto prendere”, dal momento che il giocatore ha delle qualità indiscutibili e gode di un momento di ottima salute.
Tolta la parte delle assenze, il practice settimanale è filato liscio come l’olio e non rimane che volgere lo sguardo al Bank of America Stadium, ore 13 locali di Domenica 14 Settembre.
LA PARTITA
Ecco gli highlight della partita, cominciata in sordina da entrambe le compagini
1st Quarter: Stafford produce gioco e la difesa di casa è costretta agli straordinari, essendo in campo gran parte del primo quarto. Purtroppo per Detroit, Megatron è coperto molto bene e non riesce a pungere quanto ci si aspetterebbe, nonostante registri sempre molte yard guadagnate (34 in questa prima frazione di gioco); dal canto suo la difesa di Carolina, che schiera Johnson (DE) – Cole e Lotulelei (DT) – Addison (DE) / Klein (che vince il ballottaggio con Blackburn), Kuechly e Davis (LB) / Cason (CB) – Decoud e Harper (S) – White (CB), tampona molto bene i giochi di Detroit nonostante conceda forse qualche guadagno di troppo a Tate sulla corta distanza (ma è comprensibile, dato il grande lavoro per coprire in profondità su Megatron). Tolto qualche incompleto di troppo, su cui ce la si può giocare tra demerito di Stafford e merito della defense dei Panthers, il punto cruciale di questo primo quarto è il field goal non realizzato da Freese dalle 49 yard (i tifosi italiani più maliziosi invocano già un ritorno del “nostrano” Tavecchio). L’Offense della squadra di casa è composto da Stewart e Tolbert (HB e FB) – Cotchery e Benjamin (WR) – Olsen (TE) / Bell (T) – Silatolu (G) – Kalil (C) – Turner (G) – Chandler (T) ed ovviamente Newton (QB), con due drive culminati con risultati abbastanza anonimi (il dinasty QB di Carolina verrà anche sackato nel primo dei due drive), con un guadagno di 16 yard sul primo passaggio (e Tolbert a riceverlo), un paio di incompleti e delle corse che non hanno prodotto alcun guadagno di yard.
2nd Quarter: qui la partita inizia effettivamente ad accendersi, con un 3rd&out di Detroit che da il via ad un buon alternarsi delle due squadre sul campo: Newton guida un drive della durata di 6′ che porta i primi punti sul tabellone (calcio di Gano dalle 29 yard per lo 0-3), seguito da un drive culminato con un altro errore dalle 49 yard per Freese (il rookie si porterà così sul 3-4 in carriera) ed un secondo calcio di Gano dalle 53 yard per fissare quello che sarà il risultato definitivo di questa prima metà di gara sullo 0-6.
3rd Quarter: al 3rd&out con cui Carolina si ripresenta in campo, Stafford ribatte mandando in TD Collins a seguito di un drive ben giocato dai Lions, cui la difesa non è riuscita ad opporsi con la fermezza della prima metà di gara. Freese questa volta non sbaglia e trasforma l’EPA, portando quindi il parziale sul 7-6. Carolina sembra ripartire molto agguerrita, ma non conclude niente in questo drive ed è costretta al punt. Di contro Detroit ha deciso che la partita fosse finita, registrando un 3rd&out con 3 (!) incompleti consecutivi; basta questo a Newton per rimettere in sesto i registri dell’attacco e portare un drive partito dalle proprie 28 yard in TD, dopo una serie di passaggi ben distribuiti tra TE e WR. Non solo, il TD realizzato in presa da Avant è riuscito nonostante Newton abbia anche registrato in quel drive il secondo sack della giornata: questo dovrebbe dirla lunga sul Newton arrugginito, spaventato e non pronto ad affrontare un match. Per onor di cronaca, Gano trasforma anche questo EPA, rimettendo le cose in chiaro ed il punteggio sul 7-13. Ora sta a Detroit tornare a rincorrere, con poco più di 15′ al termine della gara.
4th Quarter: ma si sa cosa succede quando il gioco si fa duro; e lo sanno bene Kuechly e compagni: dopo aver concesso 31 yard all’attacco di Detroit (che continua a spingere su ricevitori che non siano esclusivamente Johnson), arriva un sack che comporta una perdita netta di 15 yard ad opera della coppia Edwards ed Addison. Questo aiuta a disinnescare un’incursione che avrebbe potuto avere un effetto pesante sul risultato, se si fosse concretizzata in TD.
In realtà la mossa che taglia definitivamente le gambe agli ospiti arriva dopo l’ennesimo 3rd&out (in cui il RB Whittaker è costretto a lasciare il campo per un’infortunio alla gamba di cui scopriremo più avanti l’entità), difatti arriva un intercetto su un passaggio diretto a Johnson (disinnescato dal secondario di Carolina e riuscendo, precedentemente nella gara, anche a perdere la presa su un pallone ricevuto in endzone) ad opera di White. Proprio da questo intercetto arriva il drive che porterà al secondo touchdown dei Panthers, questa volta trasformato su una corsa di Stewart. Dopo il tentativo di convertire per 2 punti andato a segno (con un passaggio a Cotchery) e successivo calcio, arriva un fumble coperto proprio da Gano.
Siamo sul 7-21 e con Carolina in possesso palla sulle 33 yard di Detroit, a 7′ dal termine. Da lì a poco arriverà un altro kick di Gano che porterà il parziale sulle cifre che si riveleranno poi quelle definitive: Detroit Lions 7 – Carolina Panthers 24.
CONCLUSIONI
I numeri a fine partita parlano chiaro: Newton è tornato ed è in salute, Carolina non partiva 2-0 dal 2008 e la difesa è stata in grado di contenere il WR più prolifico degli ultimi anni.
Questo restituisce (e DEVE restituire) l’idea che abbiamo di fronte una Squadra e non un insieme di giocatori più o meno talentuosi: Carolina ha vinto e lo ha fatto bene, divincolandosi dal ventre di quella che era iniziata come una partita piatta ed insipida; lo ha fatto senza un pro bowler che negli ultimi due anni ha viaggiato sulla media di 13 sack a stagione, lo ha fatto dopo un’off-season che l’ha vista coperta di critiche per quelli che venivano definiti “i peggiori WR della lega”.
Non siamo al cospetto di una squadra Kuechly-dipendente, né tanto meno dipendente da Newton (basti guardare alla pre-season ed all’esordio in campionato in cui Anderson e Webb hanno remato più che bene in assenza del QB titolare); inoltre Benjamin convince sempre di più, questo è innegabile (suo il titolo Rookie of the week la scorsa settimana). Se le cose dovessero proseguire su questi binari, è lecito avere delle aspettative da questa squadra per questa stagione; e farlo contro i pronostici da molta più soddisfazione.
Riguardo alla questione Hardy, capisco perfettamente la posizione spinosa in cui i Panthers, Rivera, la Nfl ed il giocatore stesso si trovino in questo momento: personalmente non condivido la coscienza a fasi alterne, ma è anche vero che schierare un giocatore con a carico un’accusa di violenza domestica nella settimana in cui Ray Rice è stato letteralmente epurato dal football professionistico, esporrebbe la squadra a situazioni che sarebbe bene evitare. Non ne faccio una questione etica perché, personalmente, credo che un’etica al momento non sia completamente radicata in questo sport di uomini grandi troppo spesso piccoli così.
Keep pounding,
T.T.

