NFL Week #3: i Cowboys di Marcello contro i Rams di Diego

in occasione della sfida tra Cowboys e Rams, due squadre storiche della NFL, abbiamo realizzato una intervista doppia a due personaggi storici del nostro magazine: Marcello Rodi e Diego Antonini.

Iniziamo con una breve intro di voi stessi, tre righe su chi siete, per gli stolti che non vi conoscono.

MARCELLO: Tifoso storico dei Dallas Cowboys, ho commentato le partite della NFL con Dahlia TV e Sportitalia. Ora passo il mio tempo seguendo il football, scrivendo romanzi e giocando a golf…

DIEGO: Sono Diego Antonini aka warner75, bresciano di nascita e bolognese di adozione. Tifoso dei Rams da 15 anni, nonostante le molte stagioni difficili degli Arieti.

Entriamo nel contesto: come siete diventati appassionati di football?

MARCELLO: Ho iniziato ad amare il football nei lontani anni ’70, grazie ad un film, il mitico “Quella sporca ultima mèta” con Burt Reynolds, fino a praticarlo con i Gladiatori Roma partecipando al 1° campionato italiano organizzato dalla LIF nel 1980.

DIEGO: Ho iniziato ad appassionarmi al football in tenera età, intorno ai 9-10 anni, grazie alle partite trasmesse sulle allora reti Fininvest commentate da Guido Bagatta, Dan Peterson e Rino Tommasi. All’epoca non avevo una squadra del cuore, ammiravo campioni del calibro di Walter Payton, Dan Marino, Joe Montana, Eric Dickerson, Marcus Allen, etc. Per anni, con l’avvento delle pay-tv ed il calo di interesse per il football in Italia avevo smesso di seguire la NFL.
Nel 2005, grazie all’amico e collega Alberto Petitpierre, che aveva giocato a lungo come RB nei Bengals Brescia, ho iniziato a commentare le partite allo stadio per il pubblico. Insieme all’esperienza videoludica dei Gorilloni (Marcello sa benissimo di cosa parlo…) è stata per me una grande palestra, che mi ha certamente aiutato quando, nel 2010 e con mia grande sorpresa, ho avuto l’opportunità ed il privilegio di commentare partite NFL e NCAA in televisione, per l’allora Dahlia TV. Si è trattato per me di un sogno divenuto realtà, un’esperienza umana e sportiva straordinaria, grazie alla quale ho conosciuto persone con le quali si sono creati legami di amicizia ed affetto che resistono alla prova del tempo, come Antonio Maggiora Vergano, Roberto Gotta e Claudio Faccini (mi scuso se ho dimenticato qualcuno). Tra l’altro, con Marcello, il mio “rivale” di questa settimana, ho avuto il piacere di condividere la telecronaca di una gara NCAA, California @ USC. E’ stato veramente un periodo bellissimo della mia vita, del quale conservo tanti ricordi.

E come siete arrivati al tifo per la vostra franchigia preferita?

MARCELLO: Fu colpa della prima puntata della trasmissione “ODEON: tutto quanto fa spettacolo”: il servizio di apertura trattò del Superbowl tra i Cowboys e gli Steelers. Rimasi letteralmente stregato dal casco con la stella!

DIEGO: Nel 1997 in famiglia ci siamo abbonati all’allora Tele+, e da lì è ripreso più forte che mai il mio amore per la palla lunga un piede. Ho potuto seguire le gesta di John Elway, Brett Favre, etc. Ma tutto è cambiato nel 1999, un anno per me molto difficile. In estate ho perso il mio caro papà, che come me era un grande appassionato di football e con il quale seguivo le partite ogni settimana. In quell’anno mi sono innamorato perdutamente dei St. Louis Rams, anche grazie e soprattutto a Kurt Warner, un uomo e un giocatore straordinario, con una storia incredibile dentro e fuori il campo.

Avete uno spot per convincere i lettori a tifare la vostra franchigia preferita, cosa dite?

MARCELLO: “The America’s Team”: basta la parola.

DIEGO: Per invogliare qualcuno a tirare Rams, consiglierei di leggere la storia di Kurt Warner e rivedersi le gesta del Greatest Show on Turf, con Warner, Marshall Faulk, Isaac Bruce, Torry Holt, un vero e proprio spettacolo per gli occhi

Facci una breve Preview della tua squadra per questo 2014. Dove potete arrivare?

MARCELLO: A dispetto del disastro di apertura contro i 49ers, quest’anno Romo ha la linea di attacco che gli permetterà di bilanciare il suo gioco e di renderlo più imprevedibile. La difesa di Marinelli mi è sembrata molto convincente nelle prime due uscite, se continuasse così potrei azzardare un pronostico ai playoffs per Dallas. E a quel punto si sa: tutto può accadere…

DIEGO: Fare previsioni per quest’anno è assai arduo: purtroppo ci ritroviamo nuovamente privi di Sam Bradford, che a causa di un infortunio identico a quello subito l’anno scorso contro i Panthers non giocherà per tutta la stagione. Vedremo chi la spunterà tra il veterano Shaun Hill ed il giovane Austin Davis per la cabina di regia. La speranza è che l’attacco finalmente giri, non solo su corsa ma anche sui passaggi; e che i Rams si decidano a commettere meno penalità, una vera e propria piaga nelle ultime stagioni. Infine, l’auspicio è che la difesa continui a crescere, anche se l’infortunio a Chris Long proprio non ci voleva. Certamente giocare in una Division con squadre nettamente più forti (vedasi Seattle, Campione NFL uscente) non aiuta, ma bisogna stringere i denti e dare il massimo.

Entriamo in clima gara. Fai un bello sberleffo al tuo avversario. Di quelle battute a cui non si può proprio replicare.

MARCELLO: Voglio bene a Diegone, per cui mi limito a dirgli che arriveranno tempi migliori: quando i Rams torneranno in California…

DIEGO: Uno sberleffo all’amico Marcello? Bè, potrei intonare “Romo. fà un po’ lo stupido staseraaaaa”… 😉

Entrambe le squadre non partite certo al fulmicotone, ma quali sono le vostre armi migliori? E quelle più “inespresse”?

MARCELLO: Dallas è una squadra abbastanza bilanciata ora come ora. Spero che Romo recuperi la sua efficienza fisica velocemente: il vero inespresso finora è stato lui.

DIEGO: Per quanto riguarda le frecce all’arco dei Rams, direi la difesa (su tutti Robert Quinn) e Zac Stacy sulle corse. Se parliamo di armi nascoste, l’auspicio è quello di avere maggiore continuità da parte dei ricevitori, in particolare Quick e Bailey.

E le armi migliori degli avversari? Chi “ruberesti” all’altro?

MARCELLO: Guarda, lascio ai Rams i Rams…

DIEGO: Le armi migliori dei Cowboys? Direi Jason Witten, DeMarco Murray, Dez Bryant. Se potessi “rubare” uno di loro, sceglierei Witten, un TE con mani da ricevitore.

Cosa significherebbe una vittoria per la tua squadra oltre al vedere per la prima volta in stagione piu W che L?

MARCELLO: Una bella iniezione di fiducia. Nient’altro per ora: ci saranno esami ben più severi durante il resto della stagione.

DIEGO: Una vittoria domani sera darebbe certamente morale a tutto l’ambiente ed ai tifosi, anche perché sono sempre più insistenti le voci di un possibile ritorno della franchigia a Los Angeles, che è stata la sua casa per quasi 50 anni. Se ciò avvenisse a me farebbe un grande piacere, ma credo che ci debba essere un salto di qualità da parte della squadra, indipendentemente da dove essa giocherà.

E cosa significherebbe una sconfitta?

MARCELLO: Probabilmente solo un grave impatto psicologico sull’autostima della squadra.

DIEGO: Una sconfitta avrebbe ovviamente ripercussioni negative su tutto l’ambiente e probabilmente scoraggerebbe ulteriormente i tifosi dal venire all’Edward Jones Dome, che negli ultimi anni non ha certo brillato quanto a presenze.

E per finire: la fiera dello scontato. Un bel pronostico.

MARCELLO: Dallas, 31 – 24!

DIEGO: Chiudo con il pronostico: partita tirata, dico 17-14 Rams.