NCAA Week #5: Arkansas vs Texas A&M recap
Due diversi stili di gioco, due quarterback completamente differenti, miglior attacco sulle corse contro la peggior difesa del 2013 nel SEC, due rivali della stessa division e tanta attesa per un classico del football collegiale: questi gli ingredienti della sfida andata in onda ad Arlington tra gli Arkansas Razorbacks e Texas A&M e che non ha deluso spettatori ed addetti ai lavori. Partita bellissima, tanti ribaltamenti di fronte ed un finale mozzafiato dove gli Aggies, soltanto all’overtime, hanno portato a casa una vittoria tiratissima. Intervistato a fine partita coach Kevin Sumlin ha dichiarato: “Abbiamo vinto ma ci sono un sacco di cose che dobbiamo imparare da oggi”.
Infatti questa vittoria ha fornito a Texas A&M sia motivi di preoccupazione che motivi di incoraggiamento. Preoccupazione perché si sapeva che sarebbe stato il primo vero test sulla difesa visto che si trovavano di fronte la formidabile coppia di rb Collins-Williams, il primo leader nel SEC delle yard corse (490), il secondo leader dei td su corsa (7). Incoraggiamento perché la squadra non ha mai mollato e proprio la difesa, che per buona parte della gara era stata maltrattata, ha avuto modo di riscattarsi. Era tanta la pressione anche sulle spalle di Kenny Hill che non ha deluso le aspettative, dimostrandosi l’uomo giusto al momento giusto, concludendo con 386, 4 td e un intercetto continuando la sua rincorsa a Mariota per l’ Heisman Trophy.
La partita entrava subito nel vivo e per gli Aggies non poteva che essere un buon inizio: era sufficiente solo un minuto infatti per chiudere il drive e far correre Williams in end zone. Dall’ altra parte però il tandem d’attacco di Arkansas iniziava a mettersi in moto e le corse prima di Collins e poi quella finale di Jonathan Williams riportavano tutto in parità .Il running game dei Razorbacks, terzo in NCAA per media di yard corse, metterà a nudo le falle della difesa per tre quarti di gara, aiutato in questo da una o-line insuperabile. Ad inizio secondo quarto, proprio un buco della difesa texana, permetteva a Collins di involarsi per 50 yard e siglare il td del sorpasso; così come nel primo periodo però il vantaggio durava pochissimo grazie a Hill che imbeccava Pope in end zone con un passaggio di 8 yard. A questo punto la partita sembra rallentare con un punt a testa ma alla fine del primo tempo, Sam Irwin-Hill, pesca dal cilindro il big play: fake punt per il nativo dell’ Australia, corsa di 51 yard e 21-14 per Arkansas.
Nel secondo tempo l’attacco degli Aggies faceva ancora molta fatica, con Hill non riusciva a lanciare trovando sempre i ricevitori ben marcati e non sviluppando il gioco di corse a causa della pass rush avversaria. Queste lacune in attacco unite ad una difesa allo sbando permettevano ad Arkansas di andare ancora a segno quando Allen lanciava wide open AJ Derby, che si involava in meta dopo 44 yard.
Quando l’ago della bilancia sembra pendere per la squadra dei cinghiali ad inizio dell’ultimo quarto, Hill prova a scuotere i suoi; dalle proprie 14 y lancia profondo per il solito Pope; il difensore in maglia bianca scivola ed il wr si può involare a campo aperto per 87 yard, accorciando le distanze. La partita viene riaperta e la difesa texana, fino ad’allora pessima, decide che è giunto il momento di entrare in campo. Le corse di Collins e Williams non funzionano più e neanche l’intercetto lanciato da Hill scuote l’attacco dei Razorback che sembra essersi inceppato. Il pareggio sembra nell’aria ed infatti arriva puntuale quando il cronometro segna 2.08; Hill sale in cattedra e con un drive di soli 21 secondi trova Reynolds che dopo una corsa di 59 yard sigla il pareggio.
Si va così all’overtime dove le regole prevedono un attacco per parte e che inizi dalle 25 avversarie: il primo possesso è dei texani e Malcome Kennedy riceve dalle mani di Hill un cioccolatino che vale il sorpasso. Per poter continuare la partita Arkansas deve obbligatoriamente andare in meta ma dopo 4 tentativi bloccati dal front seven texano si conclude questa partita entusiasmante.
La difesa degli Aggies è quella vista per 3/4 di gara o quella vista nell’ultimo quarto e nell’overtime? Difficile dirlo ma il calendario proibitivo (a cominciare dal trittico Mississippi st, Ole miss e Alabama) dei texani saprà fornirci qualche indicazione in più e sopratutto se uscirà indenne da questi incontri meritano di essere menzionati nel discorso play off. Arkansas esce da questa partita a testa altissima e non si guarderà più ai ragazzi di coach Bielema come una squadra di mezze calzette, come si diceva l’anno scorso, e con la coppia di rb che si ritrova potrà togliersi qualche soddisfazione in più quest’anno.

