NFL Week #4: Carolina Panthers @ Baltimore Ravens recap

Maranza quanto volete, ma a uno come Steve Smith non potrai mai dire nulla se a 35 anni si mangia i suoi ex compagni come tanti Granturchese pucciati nel caffellatte e con sette ricezioni mette assieme 139 yard e due segnature che mandano a nanna i Panthers alla seconda sconfitta consecutiva.

Smith ha trascorso 13 stagioni con Carolina prima di essere rilasciato durante l’offseason per ridurre i costi. Dimostrando di avere ancora un talento fuori dal comune, Smith ha messo una pesantissima firma nel 38-10 che porta Baltimore ad un convincente record di 3-1.
E lui non ha ottenuto a fronte del difensore su entrambi occasioni.

“Non avevo nulla di buono, cattivo o indifferente a dire. Mi importa solo di giocare. Alla fine della giornata, onestamente non meritano nulla da dire di spregiativo, e io altrettanto non ho bisogno di dire nulla”

Il suo primo touchdown è arrivato su un lancio deviato con la mano destra dal compagno di squadra Owen Daniels, catturato e portato fino in fondo per 61 yard di guadagno; il secondo con una ricezione in tuffo da 21 yard, dopo cui ha celebrato in maniera molto pacata. Prima della partita, era evidente che Smith era intenzionato a non buttare benzina sul fuoco con le parole, ma semplicemente a giocare al meglio.

Dall’altro lato, Carolina è stata in BYE, denotando gravi lacune anche in difesa dove spesso aveva vinto le partite: dopo aver concesso oltre 260 yard su corsa a Bell, Blount ed all’allegra manda degli Steelers, questa settimana la D# ha replicato lasciandone oltre 450 di total offense a Baltimore, senza produrre nemmeno uno straccio di turnover. Cam Newton ha completato 14 passaggi su 25 per 197 yard. Sotto pressione per gran parte del pomeriggio, è stato sackato due volte, non potendo nemmeno più di tanto contare sul rushing game, date le importanti assenze di Jonathan Stewart per l’infortunio al ginocchio, e DeAngelo Williams che ha lasciato nel secondo quarto con un infortunio alla caviglia.

Cosa si è salvato di Carolina? Poco o nulla: i Panthers hanno perso un fumble e sono stati penalizzati sette volte, di cui due volte per avere avuto contemporaneamente 12 uomini in campo, chiaro sintomo di totale confusione.

E pensare che i Panthers erano partiti bene, tenendo la palla per quasi otto minuti sul possesso di apertura e arrivando alle 17 di Baltimore prima che una penalità ed un sack li facessero uscire dal raggio da field goal.
Dopo di che, nessuna delle due squadre si è avvicinata alla segnatura fino alla ricezione del passaggio deflesso da parte di Smith, portando i Ravens al 7-0 all’inizio del secondo quarto. Carolina ha pareggiato con un drive da 80 yard, coronato dal passaggio di 28 yard di Newton per per il rookie Kelvin Benjamin nell’angolo sinistro della endzone.
Baltimora ha risposto rapidamente. In poco più di tre minuti Flacco ha fatto 3/5 per 39 yard e Forsett ha corso tre volte per 41 yard con un touchdown da 11 yard per un vantaggio 14-7.
Da qui i Panthers si sono liquefatti: il 3&out è stato il preludio al secondo TD di Smith nonostante la marcatura “irriguardosa” del cornerback Melvin White.
Dopo un nuovo 3&out, Baltimore ha persino fallito il field goal del possibile 24-7, prima del riposo lungo.

Nel secondo tempo, all’ennesimo drive da 80 yard finito in touchdown grazie a Torrey Smith, Carolina risponde con l’ultimo sussulto: un field goal da 37 yard che chiude le segnature degli ospiti, mentre c’è gloria per Lorenzo Taliaferro che realizza il 35-10 con una breve corsa. Il fumble già citato, che permette ai Ravens di incrementare a 38 il punteggio, segna anche l’ultimo drive di Newton che lascia il posto ad Anderson in un garbage time dove il “vecchio” backup fa 6/9 per 71 yard.

Inutile indugiare in analisi troppo fini. Sebbene i primi due TD siano stati baciati dalla fortuna (il primo era un passaggio troppo abbondante per il TE, finito in mano a Smith; nel secondo Flacco aveva perso il pallone dopo lo snap), Baltimore ha dominato la gara dopo un primo quarto più equilibrato, grazie al gioco di passaggio ma anche a due spettacolari prove nel reparto LB: CJ Mosley è stato efficace al limite della perfezione nel run Stopping con sette placcaggi su 29 snap di corsa; Pernell McPhee, ROLB, in 28 snap è arrivato al QB una volta più cinque pressioni, risultando la minaccia più grossa a Cam Newton.

Baltimore si gode il 3-1, per Carolina tanto lavoro da fare per ritrovare la brillantezza delle prime due uscite stagionali.