Tennessee Titans – Quale cura per il disastro?

I Titans hanno subito 4 sconfitte di fila, sia sul piano del punteggio che sul piano tecnico/tattico, venendo letteralmente umiliati su ogni fronte. Ad affossare ancora di più le flebili speranze di salvare una stagione ormai quasi compromessa, ci si mettono anche gli infortuni, quello del QB Jake Locker alla mano e della S  Bernard Pollard, perso a causa della rottura del tendine d’Achille e fuori per tutta la stagione.

Quale soluzione miracolosa può aiutare coach Whisenhunt a recuperare le W lasciate per strada e quale cura può esserci per una squadra che appare cosi in difficoltà? Vediamolo insieme.
(ndr questo articolo è da intendersi un insieme di opinioni personali volte a generare un dibattito)

Punto 1- Evitare gli errori stupidi.

Una flag nel football non è come un cartellino giallo nel calcio, qui si perdono le partite se non sei disciplinato. In uno sport con cosi tanto contatto di gioco come questo, perchè prendere cosi tante flags per risse a gioco fermo? Se come giocatore sei nervoso e stai soffrendo il “trash talk” di un avversario, perchè tirargli uno spintone e venire penalizzato di 10 yds, quando puoi fare quasi tutto quello che vuoi mentre il contatto è consentito? Prendersi falli del genere uccide il momentum della offense, ti etichetta come giocatore falloso e può costarti la partita. Da evitare assolutamente.

Punto 2- Punti di forza

I Titans degli ultimi anni sono sempre stati (o meglio, hanno sempre cercato di essere) una run-heavy offense finendo cosi per diventare l’anno scorso molto prevedibili, con drive che spesso si svolgevano cosi: CJ run -loss of 3 yds, CJ screen-gain of 2 yds, Locker/Fitzpatrick incomplete, punt. Quest anno io per primo ero convinto che le cose cambiassero, ma i Titans non hanno avuto ancora fiducia nelle corse. Della gran rotazione a cui dovevano sottoporsi i nostri RB abbiamo visto pochissimo fin’ora, non nel senso che la rotazione non ci sia stata, ma nel senso che i nostri Backs hanno toccato palla circa 15-20 volte a partita, con un massimo di 11 carries per giocatore. Credo che nè Sankey  nè tanto meno Greene siano Adrian Peterson o Lesean Mccoy, ma sono certamente degni di qualche decina di tocchi in più. Nel momento giusto, una corsa ben eseguita può cambiare lo svolgimento di un match e mettere moltissima pressione alla difesa avversaria. Se non si fa giocare i RB come dovrebbero, usi metà del potenziale offensivo, e i risultati ne risentono.

Punto 3- Giovani

Ammettiamolo, la nostra squadra sta facendo schifo. E’ ora di gettare la spugna? Non ancora. E’ ora di cambiare le cose? Decisamente si. I giocatori che pensavamo avessero la capacità di essere “top players” ancora non si sono rivelati tali ma sono comunque davanti a diversi rookie nella depth chart. Non dico di buttare tutte le riserve nella mischia perchè “tanto peggio degli altri non possono fare”, ma un rimpasto è necessario. Il primo che a mio parere deve vedere più campo possibile è Bishop Sankey. Sankey è dietro Greene di alcuni tocchi,nel numero di portate, ma ha un potenziale decisamente maggiore a mio avviso, e non c’è niente di meglio per un RB che portare palla più volte possibile, per entrare nei ritmi di gioco al meglio. Sankey si sta guadagnando piano piano la fiducia del coach, ma ancora non è abbastanza. In difesa, Avery Williamson sta giocando molto bene, e potrebbe già mettere qualcuno dei veterani in discussione, specialmente viste le brutte performances a cui ci stanno purtroppo abituando. Dopo l’infortunio di Pollard, il prossimo nella Depth Chart è George Wilson, ma non dimentichiamoci di Damion Stafford. Stafford è una S al suo secondo anno da Pro, e ha mostrato nella preseason di essere un big hitter in pieno stile “Pollardiano”. Dargli la possibilità di entrare in campo e farsi le ossa potrebbe farci soffrire meno la mancanza del nostro capitano. E per ultimo (ma primo nei cuori di molti), Zach Mettenberger. Far partire titolare un rookie qualsiasi è una cosa, mettere in campo un rookie QB è tutta un’altra questione. Premesso che sono sempre stato un gran fan di Locker e delle sue capacità atletiche, è impossibile negare come i suoi continui infortuni e i suoi momenti da “ma come c***o fai a lanciare cosi” mettano alla prova anche i suoi più accaniti sostenitori. Visto che è ancora fermo ai box per un danno al polso, e che la stagione è ormai quasi compromessa, dare una chance a Mettenberger per imparare il playbook potrebbe non essere una pazzia. Ma è più facile a dirsi che a farsi. Jake e Zach sono due giocatori molto diversi, il primo un cosiddetto “scrambler”, che non disdegna uscire dalla tasca per completare il down, il secondo è il prototipo del “pocket passer”, non molto mobile, ma con un cannone al posto del braccio e con una precisione teoricamente maggiore. In un playbook designato per un QB decisamente più agile potrebbe essere difficile per un giocatore cosi diverso adattarsi e ciò probabilmente rende il cambio in questa posizione forse troppo complicato per essere efficace di punto in bianco. Forse il momento migliore per compiere questo scambio verrà dopo la settimana del Bye, in w8, quando il rookie potrà prendersi più tempo per imparare a gestire una offense ricca di talento ma che ancora non ha ingranato.

La stagione è ovviamente lungi dall’essere finita, ma è chiaro come cosi non si possa andare avanti. Non bisogna mai gettare la  spugna ed è nei momenti difficoltà che si vede l’unità e il carattere di una squadra. Che coach Whisenhunt segua i miei consigli o meno, mi auguro come tutti che lui e i giocatori possano invertire questo trend di prestazioni davvero inguardabili. Come sempre, #TITANUP!!