NFL Week #6: Green Bay Packers @ Miami Dolphins recap
Miami Dolphins contro Green Bay Packers potrà essere ricordata come una delle più elettrizzanti partite di questa stagione e il fatto che le magie di Aaron Rodgers l’abbiano portata dalla parte delle cheeseheads rende merito a una squadra che nel momento più buio della serata, sotto nel punteggio e con due pedine fondamentali della secondaria (Sam Shields e Tramon Williams) fuori per infortuni al ginocchio e alla caviglia sia riuscita a reagire e ad imporsi con un drive da cardiopalma dove converte un 3&10 e soprattutto un 4&10.
I dati e le cifre della partita del 12 green&gold (24/42, 264 yard, 3 TD) non sono mostruosi ma non si può negare che anche questa volta la vittoria sia tanto merito suo. Infatti chi si aspettava una conferma di solidità da parte di Eddie Lacy (14 per la miseria di 40 yards) è stato fortemente deluso. Per Lacy si possono trovare se non delle scusanti, almeno delle ipotesi sulla sua mancata brillantezza: non era in perfette condizioni fisiche e Miami statisticamente è una squadra che ha un’ottima difesa sulle corse.
La gara
Venendo alla partita il primo drive, e l’inizio in generale, sembra poter confermare un sostanziale prolungamento delle ultime settimane per i Packers: attacco verde oro dominante con TD superbo del solito Jordy Nelson (9 per 107 yards e 1 TD sarà il suo score finale) da li sembra tutto in discesa, ma Miami dimostra di che pasta è fatta e dopo un Field goal rientra prepotentemente in partita grazie a un punt bloccato sulle 16 yards di Green Bay. Il TD del sorpasso sembra scritto ma i Packers difendono la goal line come leoni e non concedono punti a una yard dalla end zone, mettendo in campo, per una volta, una superba goal line defense. Ne seguono due intercetti di pregevole fattura di Sam Shield e Casey Hayward su un Ryan Tannehill (20/31 244yards 2TD 2INT) particolarmente confuso in questo secondo quarto, e un field goal di Mason Crosby che porta all’intervallo sul 10 a 3 per i Packers.
Il secondo tempo, grazie anche agli aggiustamenti delle rispettive panchine fa esplodere la partita e ne susseguono emozioni e grandi giocate. Pronti, partenza e i Dolphins pareggiano grazie a un bel TD del rookie Jarvis Landry colpito da Tannehill quando il lancio sembrava più disperato che voluto, ma nel drive successivo una magia del duo “Rodgers to Cobb Money in the Bank” porta ancora avanti i ragazzi del Wisconsin, la giocata, pur partendo da una simile situazione di corsa fuori dalla tasca come la precedente di Tannehill, e finendo nella stessa maniera, non è tanto un esempio di ricezione fantastica come quella di Landry, quanto la dimostrazione del livello di connessione tra quarterback e receiver.
Da qui in avanti la partita diventa una roulette russa e i Dolphins sembrano averne di più e patire meno il caldo afoso, due pazzeschi drive di Miami che terminano con una corsa che sembra una stilettata di Lamar Miller e una ricezione di Mike Wallace, portano il punteggio sul 24-17 a loro favore e il sipario sembra scendere lentamente. Ma qui Aaron Rodgers prende per mano una squadra spenta e la riaccende come fosse una lampadina: prima porta al drive del FG e poi, dopo essersi salvato dal Fumble grazie al pronto TJ Lang che recupera la palla, con una serie di delizie da infarto conduce “il drive”, impreziosito sul 2&6 dalle 16 di Miami, dal fake spike che lancia Devante Adams fino alle 4 yard, e concluso con il lancio a Andrew Quarless, agevolato dalla scivolata del suo diretto avversario.
Concludo con qualche appunto
Per Green Bay, il primo è la deludente prova di Clay Mathews: per i Packers, senza il suo impatto, la difesa patisce enormemente nonostante l’esplosione di Clinton-Dix, ormai fattore assoluto. Secondo punto: Starks, sostituendo Lacy nel drive successivo, si è dimostrato solidissimo guadagnando 23 yard su tre corse e chiudendo due primi down vitali.
I Dolphins sono una squadra che può crescere molto e che ha buone individualità ma in partite di questo genere la differenza la fanno prima di tutto le superstar (e i Packers hanno Rodgers) e poi una gestione diversa del cronometro: Joe Philbin ha chiamato il suo secondo TO su un 4&10 a un minuto dalla fine, concedendo pù a Green Bay di ricalibrare le idee che a Miami di schiarirsele, dato che i Dolphins avevano giocato tre snap senza concedere nemmeno una yard ai Packers.
Buon football a tutti.
– Cino Guglielmino –

